Argomento scomodo ma necessario

Che il testamento biologico fosse un diritto lo sapevamo anche prima che infuriasse la battaglia mediatica sulle pratiche di rianimazione e fine vita, ma ora l’argomento sarà portato a livello istituzionale allo scopo di farne una legge.

E’ strano come, parlando (seriamente) di leggi, viene a mancare improvvisamente quel rassicurante senso sulla discrezionalità all’italiana per la quale sappiamo che sarà fatto quanto desideriamo.

Ma l’alternativa è che si scateni una tempesta di decisioni ed imposizioni individuali altrettanto inaffidabili sul fatto che il nostro volere venga esaudito. Quindi disponiamoci democraticamente, con serenità, a discutere della cosa. Credo sia indispensabile avere comunque qualche informazione di base e qualche riferimento.

Tuttavia, anche la letteratura è ricca di immagini utili alla riflessione, quindi non rifiuterei a priori alcuni romanzi. Segnalerei, non tutti della stessa opinione:
Cosa sognano i pesci rossi” di Marco Venturino, ed. Mondadori (romanzo)
Oscar e la dama in rosa” di Eric-Emmanuel Schmitt, ed BUR (romanzo)
Credere e curare” di Ignazio Marino, ed. Einaudi (saggio)
Modi di morire” di Iona Heath, ed.Bollati Boringhieri (saggio)
Contro la bioetica” di Jonathan Baron, ed Cortina Raffaello (saggione)
Allo stesso tempo vorrei conoscere altre segnalazioni.
Grazie.
laraffaella

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4 pensieri riguardo “Argomento scomodo ma necessario”

  1. Grazie, laraffaella, del post e dei suggerimenti.Oggi a Damasco, su Radiotre, Giuseppe Cederna ha fatto un’ appassionata descrizione proprio di ” Modi di morire”: deve essere un testo intenso, ricco di riferimenti alla letteratura.Bellissimo il brano di Pasternak. A proposito del tema da te opportunamente richiamato, lo stesso Cederna ha riportato brani da
    ” Il silenzio del corpo” di Ceronetti.

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  2. Un avviso a tutti coloro che fossero interessati. Il gruppo “Liberi di decidere” di Firenze ha organizzato un dibattito trasversale che si terrà al Teatro Puccini il prossimo mercoledì 25 febbraio alle ore 21. Il gruppo organizzatore non è confessionale ma è composto da persone che da anni sono impegnate nell’accompagnamento delle persone alla fine della vita. Grazie per l’attenzione.

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