Una serata molto terapeutica

Volevamo compilare una farmacopea, alla fine della riunione del gruppo di lettura colognese sui libri che consolano, con annesso elenco dei sintomi, posologia, effetti collaterali. Insomma un bugiardino, che si è rivelato oltre che sommamente bugiardo, del tutto impossibile.

L’elenco dei rimedi bibliografici alla fine ve lo diamo lo stesso in forma succinta, ma quel che è emerso dall’appassionato incontro dei lettori del gruppo  è stata l’assoluta imprescrittibilità della lettura, anche sotto forma di farmaco, e la necessaria personalizzazione di ogni cura bibliografica. Abbiamo  toccato con mano che una lettura risanatrice per l’uno può essere inutile o addirittura controproducente per un altro.  Farmaci e veleni, anche in questo caso, hanno molto in comune: è tutta una questione di contesti e di dosi.

Due approcci alla lettura e due linee biblioterapiche si sono fronteggiate e confrontate nel corso della riunione. Da un lato molti lettori hanno sottolineato la necessità di evasione, o di astrazione, grazie alla quale la lettura fornisce un aiuto in molte situazioni difficili. Dall’altro invece molti hanno  evidenziato l’aspetto opposto: la lettura come cambiamento, di sé e del mondo, come impegno, come frontiera etica, come sottolineatura della necessità di effettuare, in certi momenti della vita, scelte radicali. Ma chi ha scelto la via dell'”impegno” spesso ha indicato dei libri di narrativa come terapia, e chi ha cercato nella lettura il rimedio a una realtà soffocante o angosciante spesso ha elencato tra i propri libri capitali dei testi di saggistica.

Tutti però hanno concordato su alcune condizioni o modalità attraverso cui la lettura può essere efficace:

1) se non si hanno attese miracolistiche;

2) se ci si affida alla lettura per relativizzare gli eventi dolorosi o traumatici;

3) se cerchiamo nel libro qualcosa che ci assomiglia o di cui sentiamo la mancanza;

4) se quindi i libri servono a conoscere meglio noi stessi.

Sono emersi anche atteggiamenti ricorrenti nell’uso biblioterapico:

1) la scelta di centellinare la lettura o di procrastinarla o di ripeterla;

2) lo sbocco di gratitudine verso l’autore che ci è stato d’aiuto (Il fatto che esista uno scrittore amato allevia la nostra solitudine);

3) la ricerca di un rapporto personale, di amicizia, anche se solo letteraria, con l’autore.

L’approccio prevalente è stato quello che abbiamo definito “omeopatico”: ossia i libri curano una malattia dell’animo grazie al meccanismo di somiglianza, identificazione o vaccino, e non attraverso quello di contrasto.  Così molti hanno trovato utili i libri che ci fanno provare un dolore, in piccole dosi, per liberarcene (omeopatia, catarsi). Non sono mancati però quelli che hanno indicato nel libro che ci scuote (che ci colpisce come un pugno nel cranio, diceva Kafka) la molla biblioterapica più efficace.

Ecco un piccolo elenco dei principali titoli segnalati e relative prescrizioni:

1)       Pavese, La luna e i falò (omeopatico, contro il male di vivere)

2)       Saramago, Le intermittenze della morte (omeopatico/allopatico, contro l’angoscia di morte)

3)       Simenon, La Marie del porto (omeopatico, contro il disgusto del mondo e le fatiche del pendolarismo, “per abbassare la pressione”)

4)       Conrad, La linea d’ombra e Tifone (allopatico, contro l’irresolutezza e l’attendismo)

5)       Foscolo, I Sepolcri (omeopatico, contro l’angoscia di morte)

6)       Pennac, La saga di Malaussène (allopatico, contro la tristezza improvvisa)

7)       Pontiggia, Nati due volti (omeopatico, contro l’emarginazione della diversità e contro la fragilità della malattia)

8)       Bobbio, Destra e sinistra (allopatico, contro l’indifferenza)

9)       Chatman, Storia e discorso (omeo/allopatico, per prendere le distanze, per vivere la vita come un romanzo o un film)

10)   Benasayag, L’epoca delle passioni tristi, (omeopatico, contro l’estraneità e la solitudine)

11)   Adams, Guida galattica per autostoppisti (allopatico, per alleviare la tragedia con l’ironia o con l’utopia)

12)   Vitali, Olive comprese (allopatico, contro gli incidenti, le malattie, la morte)

13)   Tolstoj, Anna Karenina (allopatico, contro la ristrettezza di vedute)

14)   Némirovsky, Suite francese (omeopatico, contro la disumanizzazione del nemico)

15)   Shaffer, La società letteraria di Guernsey (allopatico, contro la guerra e la paura)

16)   Hrabal, Ho servito il re d’inghilterra (omeopatico, contro l’ordine e la prevedibilità)

17)   Dostojevskij, L’idiota (omeopatico, contro la normalità della cattiveria)

18)   Musil, L’uomo senza qualità (allopatico, contro la velocità e la banalità)

E’ stata una bella serata,  molto terapeutica.

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