Google Book Search: quale futuro per i libri?

Google Book Search
Google Book Search

Ieri mia figlia mi chiesto cosa fosse esattamente Google Book Search (c’è anche in italiano) e perché fosse considerata così importante la questione della digitalizzazione dei libri.

Aveva visto su qualche sito la pubblicità  – pagata da Google – che invita gli autori e i titolari di diritti d’autore ad accordarsi con Google nel quadro della conciliazione raggiunta in ottobre, dopo l’azione legale intentata da autori ed editori per violazione della normativa sul copyright.

Era successo infatti che molti autori e i relativi editori si fossero spaventati e preoccupati che l’attività di digitalizzazione dei libri violasse i loro diritti, permettendo la lettura, la copia e la manipolazione gratuita di opere coperte, appunto, da copyright.

Per capire la faccenda di Google Book Search, per fortuna, sulla New York Review of Books sono usciti in questi mesi due articoli-saggio dello storico Robert Darnton, uno già tradotto anche dalla Rivista dei libri (il secondo credo arriverà presto). Continua…

Roberto Saviano, lo spettacolo della letteratura in tv

Lascia il segno lo show (inteso nella migliore accezione della parola) di Roberto Saviano mercoledì sera in tv su Rai 3.

Colpisce il modo in cui Saviano racconta, anche davanti alla telecamera, non solo sulle pagine. Tempi accurati, quasi mai in eccesso, pause studiate, sguardi diretti, emozione evidente ma trattenuta, sempre sotto controllo.

Uno show, appunto.
Uno show per la letteratura e per la verità, per riallineare le parole e le cose.
La letteratura, così diversa dalla cronaca: la cronaca delle gazzette locali, la cronaca che raccoglie le voci, le genera, diffama i coraggiosi.

Saviano ha spettacolarizzato la sua concezione di letteratura – così dichiaratamente e programmaticamente diversa dal “giornalismo”, pur occupandosi di cose di cui si occupa anche il giornalismo.
Ha portato in classifica un libro terribile come Gomorra, ci mostra la rete che opprime il meridione e ci dice (ci fa vedere, con gli occhi, con le sensazioni) che riguarda tutti noi; ci dice che molta dell’economia di questo paese vive di quel denaro sporco di sangue, denaro che vuole ripulirsi circolando. E ci dice, ci fa sentire dentro, che non possiamo dimenticare tutto questo, non dovremmo fare finta di niente.

Saviano scrittore è veramente un fenomeno dirompente perché usa se stesso, il suo corpo prigioniero, la sua vita blindata di ragazzo in uno show continuo per una causa giusta e forte, che è già tutta nel suo libro.

Le immagini di Saviano accanto a Paul Auster e David Grossman ci ricordano che le parole scritte della letteratura sono lo strumento più forte di questa lotta e che lo show serve per portare tutti dentro quelle parole, quelle pagine. E come dice lui a chi lo accusa di protagonismo, viene da chiedersi: che male c’è a rendere spettacolari le parole, a fare moda attorno alla sua ossessione-giusta, attorno alla letteratura come strumento di civiltà?

Chi scriverà la nostra storia? L’archivio di Ringelblum nel Ghetto di Varsavia

Una lettera da Szlamek con i dettagli della vita nel campo di Belzec, inviata a Hersz Wasser, aprile 1942
Una lettera da Szlamek con i dettagli della vita nel campo di Belzec, inviata a Hersz Wasser, aprile 1942

Emanuel Ringelblum è il personaggio centrale di Who Will Write Our History (Penguin), un libro dello storico americano Samuel Kassow che ricostruisce la storia di “Oneg Shabbat”, il gruppo di ebrei che raccolse decine di migliaia di lettere, fogli di diario, fotografie, poesie, disegni, canzoni per  documentare la vita degli ebrei polacchi durante l’occupazione nazista.

L’archivio si salvò dalla distruzione del ghetto di Varsavia

Emanuel Ringelblum
Emanuel Ringelblum

perché i documenti (ne sono rimasti solo 35mila) furono nascosti in bottiglie per il latte e scatole di latta. E  l’unico sopravvissuto del gruppo “Oneg Shabbat” contribuì al ritrovamento, dopo la guerra, la preziosa raccolta.

Le scatole di latta e i contenitori del latte dove vennero nascosti i documenti
Le scatole di latta e i contenitori del latte dove vennero nascosti i documenti

Emanuel Ringelblum avviò la raccolta dei documenti, organizzò l’archivio, aggiunse decine e decine di note personali sulla vita nel ghettto e venne infine ucciso a Varsavia nel 1944.

Who Will Write Our History ricostruisce la straordinaria storia di questo archivio, dell’uomo che lo volle a tutti i costi: perché credeva nella forza della parola, per non lasciare che la storia di milioni di bambini, donne e uomini fosse scritta dai carnefici.

Sul libro di Kassow, una recensione dell’Economist.

Consigli di lettura sul volontariato

Il Gruppo di lettura “Libriamoci” di Bussero (Milano) ci chiede un consiglio.
Devono organizzare una lettura in occasione della festa del volontariato, alla quale saranno presenti anche i ragazzi delle scuole medie.
Il tema dovrà essere quello del volontariato in senso generale quindi gratuità, aiuto, generosità, ecc.
Vorrebbero qualche indicazione/idea su quali pagine di quali libri leggere.
Li aiutiamo?

L’uomo che cade, Don De Lillo

WTC 911, originally uploaded by Digitala Bönder.

Non so se avete mai letto un libro di De Lillo. E’ uno di quegli scrittori che mi attirano sempre e di cui cerco di leggere sempre ogni libro che esce, anche se sono ancora bloccata alle prime 10 pagine di *Underworld*.

Quando è uscito *L’uomo che cade*, ed. Einaudi, me lo sono segnata, e finalmente l’altro giorno in biblioteca l’ho preso (sto iniziando a scoprire anche io il magico mondo del prestito bibliotecario).

Stupendo, sicuramente il libro più bello che ho letto quest’anno (finora).

E’ un romanzo sull’11 settembre, su un uomo normale, Keith Neudecker, che lavora al World Trade Center e si trova nel grattacielo nel momento dell’impatto. Keith sopravvive, ma la sua vita non sarà più la stessa. Fra ricordi dei momenti vissuti da lui e da altri sopravvisuti nelle torri, la vita nuova dopo la tragedia, la vicenda della moglie e del figlio e delle loro reazioni, si dipana il romanzo, intrecciato con la preparazione degli attentati vista dagli occhi di uno degli attentatori.

Il bello del romanzo è che parla di una storia che ha influito, in un modo o nell’altro, nella vita di tutti noi, chi più chi meno, raccontandola come se fosse una storia normale, una vita normale, delle persone normali. E fa riflettere su tante, tante cose: la relazione fra Keith e sua moglie Lianne, separati, che tornano a vivere come se nulla fosse successo; Justin, il figlio della coppia, e i suoi amici che scrutano il cielo alla ricerca di aerei e di Bill Lawton (nome storpiato di Bin Laden); i vecchietti malati di Alzheimer a cui Lianne tiene un corso di scrittura; “l’uomo che cade” del titolo, un artista che si butta a testa in giù da ponti e palazzi, mettendo in scena giorno dopo giorno la caduta degli uomini dalle torri del WTC.

Il tutto senza eprimere un commento, prendere una posizione, ma solo con la bellezza del saper narrare, e bene, seminando di pagina in pagina perle e riflessioni:

Se occupiamo il centro, è perché lì ci avete messo voi. E’ questo il vero dilemma, – disse. – Malgrado tutto, noi siamo sempre l’America, e voi siete sempre l’Europa. Guardate i nostri film, leggete i nostri libri, ascoltate la nostra musica, parlate la nostralingua. Come potete smettere di pensare a noi? Ci vedete e ci ascoltate in continuazione. Chieditelo. Cosa c’è, dopo l’America?

*giuliaduepuntozero

C.S.Lewis, autore metafisico

Quando un libro viene preso ad ispirazione per farne un film, il prodotto che ne esce si chiama riduzione cinematografica. Riduzione, appunto.
I vari episodi delle Cronache di Narnia sono così diventati una serie di film fantasy, destinati all’infanzia, talvolta purtroppo relegati tra le banalità. Ma questo, oltre ad essere fuorviante, non rende giustizia nemmeno all’Autore C.S.Lewis (Clive Staples Lewis, 1998-1963).
Professore di letteratura medioevale e rinascimentale, prima ad Oxford e poi a Cambridge, Lewis è uno scrittore definito metafisico, la cui profonda conoscenza dell’animo umano ha trovato modo di esprimersi attraverso le allegorie e la chiave epica tipica della tradizione irlandese.
Il primo episodio delle Cronache è sorprendente per la comparsa di un elemento salvifico, rappresentato da un leone, che  ognuno potrà interpretare come crede, e che a me è sembrato quanto di più possa avvicinarsi al mistero della vita.

Più vicino alla sensibilità condivisa, e di tutt’altro genere è lo straziante Diario di un dolore, il cui titolo in lingua originale rende meglio l’idea del contenuto: “The Grief Observed”. Famosissimo il suo incipit:

No one ever told me that grief felt so like fear. I am not afraid, but the sensation is like being afraid. The same fluttering in the stomach, the same restlessness, the yawning. I keep on swallowing.

Altri titoli pubblicati dello stesso Autore:

Lontano dal pianeta silenzioso, Perelandra, Quell’orribile forza, Il Cristianesimo così com’è

Revolutionary Road e gli altri di Richard Yates

“Nessuno ha una vita perfetta” pensa Janice, la moglie del protagonista di Disturbo della quiete pubblica, che viene rinchiuso senza troppo remore in manicomio. Un’affermazione del genere potrebbe esser detta da qualsiasi personaggio di un qualsiasi romanzo di Richard Yates, visto che il minimo comune multiplo delle opere di questo grande romanziere è la sofferenza, il destino che non si compie e prende vie sbagliate e inaspettate, l’apparenza che inganna, i drammi sotto il tappeto.

Quello che colpisce della scrittura di Yates è la linearità con cui descrive ogni scena...
Quello che colpisce della scrittura di Yates è la linearità con cui descrive ogni scena...

“Nessuna delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice”, viene scritto nella prima pagina di Easter Parade, storia di due sorelle che racconta di quanto possa essere fragile l’equilibrio di amore/odio che spesso intercorre nel legame familiare più stretto che c’è, che lo stesso tanto citato Freud definiva uno dei più complessi.

Che dire poi di April e Frank, i protagonisti di Revolutionary Road – romanzo del 1961 che rappresenta l’opera più importante dello scrittore, quella che ebbe anche la giusta fama quando Yates era in vita – una di quelle coppie che resiste senza amore, che tiene al giudizio del vicini, che tratta i figli come oggetti utili per fare meschinità l’uno all’altro. Continua…