Sono più preziosi i libri che abbiamo già letto o quelli che leggeremo?

Sono più preziosi i libri che abbiamo già letto o quelli che leggeremo?
Domanda un po’ forzata, certo.
In effetti, molti (tutti forse)  dei libri che leggeremo sono figli di quelli che abbiamo già letto; e li leggeremo perché prima ne abbiamo letti altri che ci hanno condotto ai nuovi.

Però, se accettiamo la sfida, da questa domanda forse possiamo ricavare qualche spunto.
Per esempio, riguardo l’atteggiamento dei lettori.
Apertura verso autori, gusti, temi, stili, linguaggi, generi, interpretazioni non ancora praticati, scetticismo, laicità nella lettura, quando il lettore giudica più importante quel che ancora non ha letto.

Chiusura, supponenza, rifiuto di autori e generi, ricerca di conferme di quel che già si sa, delle convinzioni, dei gusti. Rifiuto dell’imprevisto, del rischio di rimettere in gioco una vita di letture, quando il lettore giudica più importante quel che ha già letto.

Eh, ditemi che in qualche gruppo di lettura o in qualche discussione fra lettori davanti a un caffè non avete individuato il super lettore legato alla fede in quel che ha già letto invece che alla fiducia in quel che leggerà? Che dimostra fastidio ad ascoltare altri che parlano di autori che lui non ha letto, che porta sempre il suo discorso su quel che ha letto, che non fa domande…

Del resto, tutto ciò ha a che fare con quel che han detto un sacco di pensatori, dalla saggezza di chi sa di non sapere fino all’antibiblioteca di Umberto Eco con la quale Nassim Taleb apre il suo Cigno nero per tratteggiare la figura dell’empirista scettico (lo cito solo perché lo sto leggendo, ce ne saranno decine di autori che la pensano così, ovviamente).

Ma direi che è anche una questione estetica, e di fiducia nel futuro e nella vita non solo di disponibilità a “rivedere l’idea stessa di conoscenza” .

Come la vedete voi?

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13 pensieri riguardo “Sono più preziosi i libri che abbiamo già letto o quelli che leggeremo?”

  1. A me piace pensare che il libro che sto per leggere sarà più bello del precedente. Non sempre è così, chiaro, ma mi sembra un approccio ottimista che mi fa gustare i libri senza “giudicare dalla copertina” 🙂 leggere è una cosa da fare con umiltà

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  2. Ciao, Luiginter.
    La domanda non è , poi, così peregrina….penso che tutti coloro che amano leggere si siano posti – più o meno consciamente – questo interrogativo, anche per capire che tipo di lettori e di persone si è. Io leggo sempre con la segreta speranza che il libro più bello sarà quello che non ho ancora letto.
    La fede legata a quello che si è già letto è un atteggiamento imprescindibile dalla lettura : questo humus dà vigore alle nostre radici che hanno dato vita ad un albero carico di esperienze dal quale, un bel giorno, potrebbe sbocciare un fiore sorprendente e meraviglioso.
    O.T.Così come un meraviglioso scudetto potrebbe aggiungersi agli altri 🙂

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  3. ciao Silvana,
    O.T. certo, ci siamo quasi, ormai è lì a portata di mano lo scudetto. Un altro piccolo sforzo, domenica e poi si festeggia, ancora. 🙂
    Detto questo, credo che l’atteggiamento rivolto al futuro delle letture, senza dimenticare ovviamente quel che si è già letto, sia un modo pragmatico per essere aperti agli stimoli, alle soprese, agli imprevisti. Lontani dalle sicurezze di aver tutto sotto controllo, anche nelle scelte e nei gusti: atteggiamento sterile, credo.

    un abbraccio

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  4. Il libro che ho letto è “mio”. Fa parte di me, perchè ho sottolineato le parti che più mi coinvolgevano, perchè vi ho scritto delle annotazioni, perchè s’è sgualcito nel portarlo con me, nel tentativo di leggerlo appena è possibile. Insomma fa parte di me e posso tornare a leggerlo quando voglio, condividerlo con gli altri, scriverci un post.
    Il libro da leggere è l’attesa, la voglia di scoprire quel qualcosa che mi darà delle risposte.
    Amo troppo i libri per fare una differenziazione.

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  5. sono nuova, spero di non intromettermi a sproposito. per quanto mi riguarda io seguo una sorta di istinto. ci sono periodi in cui sento che ho voglia di leggere qualcosa “tipo dickens”, solo che avendolo letto tutto dickens, devo cercarmi qualcosa di nuovo che in qualche modo – per atmosfere o per stile – me lo faccia sentire vicino. O magari ho una voglia “tipo vonnegut” etc etc. Oppure mi faccio prendere da una copertina, o dal commento di qualcuno, e tante altre cose. In genere per me è più facile però avvicinare libri “classici”, ma perché mi perdo facilmente nella grandissima offerta dei contemporanei. non mi era mai capitato, come negli ultimi anni, di sentirmi a disagio nelle librerie perché sono così tanti i nuovi libri/autori da farmi perdere un po’

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  6. ciao widepeak,
    benvenuta!

    Il tuo commentè tutt’altro che un’intromissione e tutt’altro che a sproposito. Hai colto, mi pare, perfettamente il senso di uno delle strade più frequentemente percorse dai lettori, da un libro all’altro, da quelli letti a quelli che si stanno per leggere e che leggeremo…

    ciao ciao

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  7. Sono contenta che si discuta questo tema: solo passato o anche presente e futuro? Sembra semplice ma non lo è affatto. Io amo tanto i classici, sono un sedime imprescindibile per comprendere il presente e il futuro. Sempre parlando di letteratura, non potrei mai fare a meno di leggere il presente gli autori giovani, stupirmi e sforzarmi di comprendere l’oggi e il domani.Inoltre, se appena si vuole, sui classici è stato già detto, tutto e ancora di più. Chi non conosce nulla di “classico” ha buone occasioni di meravigliose letture. Ma il contemporaneo è assolutamente necessario, è l’unico modo per conoscere quello in cui siamo immersi, non c’è saggio, o studio accademico che aiuti a comprendere noi stessi e tutti gli altri, come il bel romanzo contemporaneo. Leggere le cose nuove fa vivere veramente nel mondo attuale. (E’ ovvio che c’è una letteratura ottima, arte pura a volte, e molta altra che non ha nulla da dire. ma solo leggendo, e magari abbandonando qualche libro che non ci dice nulla,possiamo fare paragoni e arricchirci veramente. ottima questa domanda, la farò nei gruppi di lettura che conosco, dove sono tutti ultra conservatori.ciao e grazie.

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  8. se è vero che i libri che leggerò sono figli di quelli che ho letto (infatti evito sempre di comprare più di due libri per volta per poi non dovermene pentire dopo aver cambiato idea) per me comunque i libri più importanti sono quelli che non ho ancora letto. infatti di rado rileggo interamente quello che ho già letto, a meno che non siano passati anni dalla ultima lettura, per vedere le differenze in me che sono accadute nel frattempo.

    O.T. da romanista (molto sui generis) vi faccio comunque i complimenti per lo scudetto vinto dall’inter 🙂

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  9. Vista la scarsissima memoria di cui son dotato mi alletta l’idea di leggere sempre il nuovo: fanno eccezione due libri: “A Christmas Carol” / “Il Canto di Natale” di Charles J. H. Dickens (lo leggo ogni 24 dicembre sera dal 1982) e “Still Life with a Woodpecker” / “Natura Morta con Picchio” di Tom Robbins (letto almeno una quindicina di volte). Eccezione -dall’altro lato- è “Il Cavallo Rosso” di Eugenio Corti: sono 22 anni che lo chiudo a pagina 3.

    OT: “Giuda”: mi hai fatto sentire uno sfigato incredibile col tuo commento http://tiny.pl/zb6z. Io tendenzialmente non leggo libri in brossura e non vado in biblioteca (mi ricorda l’università, periodo orribile): però, nonostante tu mi metta nella seconda categoria non sapere dirti quante parole leggo al minuto! /OT

    Fubar/090518th

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  10. OT: forse mi confondi con qualcun’altro. anche se quel “giuda” ha un blog su iobloggo come me non vuol dire che abbia qualcosa a che fare con me. iobloggo è una piattaforma di blogging come wordpress o altre, io non sono lui e non so proprio come risponderti 🙂

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  11. Ciao Fubar…anch’io dal 1986, per qualche anno,ho letto “A Christmas Carol” nella settimana che precedeva Natale.Un pò di pagine tutte le sere fino al 24 dicembre.

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  12. posso optare per un 50 e 50?
    alcuni libri che ho letto sono risultati importanti e hanno meritato anche più di una rilettura. ma sono al tempo stesso consapevole che alcuni di quelli che ho nei miei desideri di lettura saranno delle bombe al neutrone appena riuscirò a sfogliarli.

    (piuttosto mi chiedo ancora se a volte abbia fatto delle scelte azzeccate nell’abbandonare certi libri, anche perchè in alcuni di questi ci si scontra con svolte esaltanti verso la fine. ma credo che finora mi sia andata bene. beh è un altro argomento)

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