L’ora di tutti, Maria Corti e il romanzo di Otranto

Otranto al tramonto, Flickr, luiginter
Otranto al tramonto, Flickr, luiginter

Anche se ho sostenuto che i libri da leggere in vacanza non devono necessariamente essere geograficamente legate ai luoghi attraversati o momentaneamente abitati, ecco che, parzialmente, mi contraddico.
Perché girando per Otranto mi son imbattuto nell’unica libreria della città e dai banchi mi ha chiamato il romanzo di Otranto: L’Ora di tutti (Bompiani) di Maria Corti.

Un romanzo pubblicato nel 1962 da Feltrinelli e dedicato alla storia, siamo nel 1480, dell’assedio e della conquista di Otranto da parte dei Turchi.
Una storia che ha lasciato il segno nell’immaginario della città: dalle ossa dei “martiri” nella cattedrale, alle palle di pietra lanciate dagli assedianti con le bombarde, palle che piombavano dentro le mura, sfondavano le case e rotolavano sul selciato. Palle di pietra che oggi stanno davanti a decine di case nel centro storico.

Matteo su una palla turca, a Otranto, foto Flickr, luiginter
Matteo su una palla turca, a Otranto, foto Flickr, luiginter

La storia è narrata in prima persona, ogni capitolo da una voce diversa: la voce di alcuni dei protagonisti della difesa della città: un pescatore, il capitano della guarnigione, la bella Idrusa: la donna più enigmatica della città, e poi Nachira e Aloise de Marco.

Ecco: queste pagine portano dentro le mura di Otranto in quei giorni e quelle notti, si vedono i galeoni, le scimitarre, si sentono le bombarde e gli archibugi, le urla dei turchi che cadono dalle mura; le voci delle donne e i bambini rifugiati nella cattedrale.
Un libro sorprendente.

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3 pensieri riguardo “L’ora di tutti, Maria Corti e il romanzo di Otranto”

  1. felice di trovare qualcuno che apprezza questo libro. io l’ho letto molti anni fa e l’ho consigliato a molti, in genee con scarsi risultati. pare che lo trovino troppo semplice, troppo elementare. a me sembra un gioiello: ricco, nitido, pulito nello stile. buona scelta

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  2. L’unica cosa certa è che mi rendo sempre più conto che “so di non sapere”…Questa autrice non la conosco, un nome completamente estraneo per me…ho fatto una veloce ricerca e, stranamente, ho incontrato anche un altro Corti, Eugenio, anche lui perfettamente sconosciuto, la cui terza parte della trilogia della sua maggiore opera ” Il cavallo rosso” ha come titolo “L’albero della vita”, come il bellissimo , inquietante e paradigmatico mosaico di Otranto.
    Sbirciando su IBS ho letto i ( pochi) commenti e i voti molto alti attribuiti al romanzo di Maria Corti e, tra i commenti, quello molto corposo ed esplicativo di Bartolomeo Di Monaco, un addetto ai lavori, credo…
    Grazie come sempre a Luiginter e buone vacanze nella magica Otranto.

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