Sulla strada del Furore di Steinbeck, fra i poveri dell’America di oggi

Route 66, sulla strada di Tom Joad e John Steinbeck / Foto Guardian - David Levene
Route 66, sulla strada di Tom Joad e John Steinbeck / Foto Guardian - David Levene

Bel servizio del Guardian: Chris McGreal ha ripercorso il viaggio dei Joad, la famiglia di Furore (The Grapes of Wrath), il grande romanzo di John Steinbeck.

I Joad fuggivano dalla povertà della Dust Bowl per arrivare in California, una terra promessa che li avrebbe tragicamente delusi, come migliaia di Okies.
Il giornalista del Guardian su quella strada ha incontrato i nuovi poveri dell’America dell’attuale depressione.

Il reportage è fatto di testi, immagini, video e audio. Un bell’esempio di racconto multimediale.

Migrant Mother, di Dorothea Lange/1936
Migrant Mother, di Dorothea Lange/1936

The Grapes of Wrath fa parte del racconto della mitologia americana, il racconto del grande sconvolgimento sociale e umano della Grande depressione, del viaggio sulla strada alla ricerca di una nuova occasione.

Dal romanzo di Steinbeck John Ford realizzò un grande film con Henry Fonda protagonista, nel ruolo di Tom Joad.

E, naturalmente, non posso non ricordare The Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen. Canzone che dà anche titolo all’album del 1995.

Bruce, oltre che a Steinbeck, si è ispirato a Woody Guthrie e alle sue Dust bowl ballads, album nel quale c’era, appunto, anche Tom Joad.

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4 pensieri riguardo “Sulla strada del Furore di Steinbeck, fra i poveri dell’America di oggi”

  1. Probabilmente una rilettura di Furore sarebbe opportuna e illuminante di questi tempi in cui il problema immigrazione è aperto come una ferita viva e sanguinante, la conferma, se ce ne fosse necessità , che la xenofobia si rigenera continuamente e la paura porta sempre sospetto e odio.
    La vicenda dell’ultimo naufragio del gommone partito dalla Libia, accolta dall’indifferenza più o meno diffusa di noi tutti, il viaggio della disperazione di quei poveretti che non possiamo realmente comprendere perché siamo troppo ben nutriti per capire, non è dissimile dal viaggio dei Joad…lì le grandi distese del Midwest, il sogno della California, più vicini a noi nel tempo e nello spazio, ma lontani quanto mai, i nuovi disperati nella grande distesa salata. Sì, una bella rilettura del mai abbastanza apprezzato Steinbeck, accompagnata dalla dolente, tenera, rabbiosa voce e armonica di Springsteen non farebbe male.
    Grazie come sempre, Luiginter, per questi spunti di riflessione che ci regali.

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  2. Anche io ho apprezzato molto Furore e alcune scene, si proprio scene in biamco e nero, mi sono rimaste nell’anima . Quella per esempio della madre di Tom che si preoccupa che il figlio desidera un caffè e quel desiderio, quella necessità diventa l’unica del momento e annulla tutte le altre impellenti e drammatiche Mi sembra che riassuma grandemente lo spirito americano.E che dire della ragazza che allatta il vecchio morente? Grande Steinbeck Un saluto a voi lettori ideali, categoria indefinita e indefinibile. Lettore ideale anche chi legge con attenzione i bugiardini!!!

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  3. Sono rimasto di sasso per l’attualità per la descrizione un po maniacale ma molto incisiva e che dire del ruolo della madre vera protagonista secondo me del romanzo w le donne

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