La figlia dell’altra, A.M.Homes

La figlia dell'altra, A.M. Homes
La figlia dell'altra, A.M. Homes

Ecco un altro libro che mi ero segnata dalla lettura di una recensione: *La figlia dell’altra* di A.M. Homes, ed. Feltrinelli, la storia autobiografica di una ragazza adottata che viene contattata dalla madre dopo anni.

Prima di partire per le vacanze l’ho visto in libreria con l’offerta estiva Feltrinelli, e mi è sembrata una buona lettura da viaggio (corto, leggero, ci sta bene in valigia ma anche in tasca). Sono stata qualche minuto in dubbio leggendo la biografia della scrittirce di cui non sapevo assolutamente nulla sulla quarta di copertina: viene infatti presentata come appartenente al gruppo di Dave Eggers, McSweeny & co, a cui appartengono un po’ di scrittori che proprio non sopporto. Però la foto di lei da bimba mi ha convinta _il potere delle copertine_ e l’ho acquistato. Bellissimo.

Mi ha conquistata, e a breve cercherò maggiori informazioni sulla scrittrice e su quello che ha pubblicato (ho scritto questo articolo in una panchna dello Schleswig-Holstein, nella Germania del Nord).

Molto forte, molto crudo, molto vero, ma anche dolce e commovente.

Ho finito di leggerlo da qualche giorno, già sono passata ad altro, ma la storia mi è rimasta nella testa, e continuo a ripensarci.

Fra l’altro, continuo a ripensare anche al *tema* delle autobiografie. Insomma, non mi capita spessissimo di leggerne, è più facile che mi abbuffi di romanzi. Lasciamo stare quelli di genere _vedi gialli, che divoro_ che sono un discorso a parte, spesso comunque nelle pagine di un libro, seppur narri delle vicende di finzione, si trovano degli aspetti ricorrenti, degli ambienti, dei personaggi, che possono immaginarsi reali. Penso ad esempio ai Buddenbrook, ho visitato a Lubecca il museo, in cui veniva narrata dettagliatamente la storia della famiglia Mann, e sono tanti e facili i collegamenti.

Nel caso invece di un romanzo dichiaratamente autobiografico, nel corso di una vicenda personale e intima come questa narrata da A.M. Homes, la forza è davvero dirompente, è un vero e proprio mettersi a nudo di fronte a migliaia di lettori.

Non penso che sia facile, ma chi ci riesce partorisce un libro come questo.

*giuliaduepuntozero

I 25 libri che più hanno influenzato gli ultimi 25 anni (forse)

La rivista letteraria inglese, ma di grande respiro internazionale, “Wasafiri” (il “viaggiatore culturale” in lingua Swahili) ha chiesto a 25 autori di tutto il mondo di segnalare il libro che più ha influenzato la letteratura negli ultimi 25 anni.

Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez è stato l’unico titolo citato più di una volta dagli scrittori. Salman Rushdie è presente con due libri. Curioso che nell’elenco ci sia il libro di memorie di Barack Obama, Dreams from My Father, scelto da Marina Warner.
Interessanti, oltre alla lista, i nomi degli autori interpellati, alcuni dei quali  non conosco nemmeno 😦

Suonano strane l’inclusione di Lolita [1955] da parte di Indra Sinha e quella delle Philosophical Investigations di Ludwig Wittgenstein da parte di John Haynes, giustificate, evidentemente, per il perdurare della loro influenza.
Sulla pagina di Wasafiri dedicata alla selezione ci sono comunque cenni sulle motivazioni delle scelte degli scrittori.

Ecco dunque autori e libri citati, ovviamente moltissimi dei titoli sono tradotti in italiano:
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Scrittura come terapia

A Reggio Emilia è appena terminata la settimana della psichiatria: una settimana ricca di convegni, seminari di studio, incontri con le scuole, rappresentazioni teatrali.
Sabato 19 settembre ho partecipato con interesse e viva emozione alla lettura di brani scritti dai partecipanti a un laboratorio di Scrittura Creativa, sotto la guida della dott.ssa Franca Righi.
Sette donne, in cura presso il centro di Igiene Mentale, hanno letto i loro scritti: i loro volti erano tristi, un po’ assenti, lasciavano trasparire una situazione interiore di disagio e di sofferenza, ma la lettura è stata sicura, determinata, consapevole.

L’incontro aveva un titolo significativo: “Mi racconto, mi rivedo, mi vado a scoprire”.  Tra i testi letti ce n’era uno intitolato “ Perché è bello scrivere” e così si sono espresse, mostrando fino in fondo il valore terapeutico della scrittura:
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In uscita il terzo romanzo di Andrea Fazioli, “Come rapinare una banca svizzera”

Con grande gioia annuncio la prossima uscita, prevista per il 1 ottobre, del terzo volume di Andrea Fazioli, *Come rapinare una banca svizzera*, per i tipi di Guanda.

Il nuovo giallo esce dopo *Chi muore si rivede*, edito da Armando Dadò, che guarda caso sto leggendo in questi giorni e recensirò a breve, e *L’uomo senza casa*, edito da Guanda, di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa su questo blog. Ricordo anche che avevo avuto il piacere di intervistare Andrea!

Dalla presentazione sul sito di Andrea Fazioli:

Tutti hanno sognato di farlo. Ma pochi ci sono riusciti. Rapinare una banca è una fantasia, un gesto di sfida o una pazzia? Lo scoprirete leggendo Come rapinare una banca svizzera, un romanzo avventuroso che si svolge nella Svizzera italiana, in Provenza e a Zurigo.
Come mai un rapinatore pentito, un detective privato e alcuni distinti borghesi sono coinvolti nel progetto della più sofisticata rapina a una banca svizzera? Nella Confederazione delle banche silenziose, dei laghi calmi e dei prati ben tosati può succedere di tutto. E di nuovo Elia Contini, l’investigatore ticinese già protagonista di L’uomo senza casa, finisce nei guai. Al suo fianco, in una storia ricca di suspense e d’ironia, c’è Jean Salviati, ladro a riposo che riprende in mano i ferri del mestiere per salvare la figlia in pericolo. Inguaribile giocatrice di Casinò, la figlia è infatti scivolata nella rete di un losco e ambizioso avventuriero che ha messo gli occhi su una favolosa transazione di denaro. Anche in tempi di turbolenze finanziarie, una banca svizzera resta sempre sinonimo di forziere ben custodito. Svaligiarne una esige dal rapinatore la stessa precisione diligente e metodica applicata dai banchieri elvetici nella difesa della propria sicurezza: un piano dall’architettura raffinatissima, costruito come un geniale puzzle. Ma niente è mai come sembra in questo romanzo dove i colpi di scena, scanditi da un inesorabile meccanismo a orologeria, non smettono di agitare una superficie solo in apparenza ordinata e tranquilla.
Dopo il successo di Chi muore si rivede (2005) e L’uomo senza casa (2008, Premio Stresa di narrativa), ecco il terzo romanzo di Andrea Fazioli. L’editore Guanda di Milano presenta un romanzo che vi terrà col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina!

Dico solo che non vedo l’ora di leggerlo.

*giuliaduepuntozero

Dialoghi sull’anarchia

anarchia

Segnalo questo articolo di Valerio Evangelisti. Si parla di anarchia, ottimismo, intelligenza. E degli isitini purtroppo individualistici e aggressivi che fino ad oggi hanno impedito agli uomini e alle donne di vivere in fratellanza. Lo spunto viene dal libro di Errico Malatesta, Dialoghi sull’anarchia, ripubblicato dall’editore Gwynplaine.

Su Errico Malatesta c’è qui un approfondimento.

Mi serve il vostro parere sulla lettura condivisa

Mi serve il vostro aiuto. Mi hanno chiesto di parlare, a un convegno dedicato soprattutto ai bibliotecari (io sarò uno dei pochi “estranei” alla professione), di lettura condivisa (parlare dei libri che si leggono, di come si leggono, scambiarsi opinioni, consigli, racconti di lettura…) e blog.

Vorrei ovviamente portare qualche punto di vista e idea in arrivo dai frequentatori del blog.
Insomma:

  • che cosa significa per voi condividere (parlarne, scambiarsi opinioni, consigli, racconti di lettura) con altri le vostre letture?
  • e che cosa vi spinge a farlo con persone che nemmeno avete mai visto, sulle pagine di un blog come questo (o su quelle di un altro blog, o di un forum o di un gruppo di anobii…)?
  • per chi condivide le proprie letture anche  in incontri faccia a faccia (un gruppo di lettura strutturato; scambi di pareri con amici a cena; consigli dati e ricevuti alla macchinetta del caffè in ufficio; a scuola, all’università, al bar, in autobus, in fabbrica…), che effetto fa lo scambio a distanza, in rete?
  • Qualsiasi altra idea legata a questi temi vi venga in mente

Se a qualcuno va di lasciarmi qualche pensiero, può usare, come sempre, i commenti.

Per chi volesse approfondire il concetto di Lettura condivisa, consiglio di leggere un documento illuminante preparato n paio di anni fa da Luca Ferrieri.

un abbraccio a tutti 🙂