Mi serve il vostro parere sulla lettura condivisa

Mi serve il vostro aiuto. Mi hanno chiesto di parlare, a un convegno dedicato soprattutto ai bibliotecari (io sarò uno dei pochi “estranei” alla professione), di lettura condivisa (parlare dei libri che si leggono, di come si leggono, scambiarsi opinioni, consigli, racconti di lettura…) e blog.

Vorrei ovviamente portare qualche punto di vista e idea in arrivo dai frequentatori del blog.
Insomma:

  • che cosa significa per voi condividere (parlarne, scambiarsi opinioni, consigli, racconti di lettura) con altri le vostre letture?
  • e che cosa vi spinge a farlo con persone che nemmeno avete mai visto, sulle pagine di un blog come questo (o su quelle di un altro blog, o di un forum o di un gruppo di anobii…)?
  • per chi condivide le proprie letture anche  in incontri faccia a faccia (un gruppo di lettura strutturato; scambi di pareri con amici a cena; consigli dati e ricevuti alla macchinetta del caffè in ufficio; a scuola, all’università, al bar, in autobus, in fabbrica…), che effetto fa lo scambio a distanza, in rete?
  • Qualsiasi altra idea legata a questi temi vi venga in mente

Se a qualcuno va di lasciarmi qualche pensiero, può usare, come sempre, i commenti.

Per chi volesse approfondire il concetto di Lettura condivisa, consiglio di leggere un documento illuminante preparato n paio di anni fa da Luca Ferrieri.

un abbraccio a tutti 🙂

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24 pensieri su “Mi serve il vostro parere sulla lettura condivisa”

  1. Scambiarsi opinioni serve a chiarire diversi punti di vista. Trattandosi di scambi a distanza abbiamo la possibilità di verificare e conoscere idee dai più disparati posti, e le idee sono figlie di culture diverse. In tal modo si hanno maggiori possibilità di apertura mentale, non rimanendo sempre legati alla nostra cerchia. Lo scambio in rete è più disinvolto, più libero rispetto a quello faccia a faccia, visto che non ci sono orari, vincoli, e spesso possono essere più veri e spontanei, anche perché di presenza le circostanze ci impongono diplomazia per evitare contrasti vulcanici.

    Un saluto,
    Ausilia
    http://lepagine.redazionezero.net

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  2. Carissimo Luigi,
    come sempre ci offri ottimi spunti su cui riflettere!!!Grazie!!!
    Ora cercherò di esprimerti le mie opinioni a tal proposito,augurandomi che possano esserti d’aiuto!!!
    – Condividere le mie letture con altri significa,per me,condividere una grande passione con persone preparatissime in questo campo,che difficilmente si trovano nella realtà,non per sottovalutare chi mi circonda,ma perchè con mio grande rammarico,è ancora molto difficile trovare appassionati e assidui lettori.In qesto momento nella mia vita reale posso confrontarmi,seiamente,soltanto con mia madre ed la mia amica,titolare di una libreria.
    Purtroppo quando cerco di affrontare un discorso sulla lettura sono costretta ad abbandonarlo subito perchè non trovo interlocutori,oppure mi trovo difronte sguardi “strani”,come se venissi da un’altro pianeta,o ancora assumono un’espressione “disgustata”.
    Inoltre la condivisione con voi mi ha permesso di conoscere nuovi,per me,autori e libri che forse non avrei conosciuto altrimenti e quindi mi avete permesso di ampliare i miei orizzonti letterari.
    Infine mi permette di capire se le mie impressioni sono esatte o di riflettere attraverso le opinioni altrui.
    – Sono convinta che la conoscenza non si basi sul rapporto fisico ma possa instaurarsi anche a distanza,sopratutto se si ha a che fare con persone intelligenti,come quelle che offre questo blog (e non lo dico per aggraziarmi voi ma è ciò che realmente penso!!!)
    – Non frequento incontri faccia a faccia in quanto non vengono offerti nelle mie vicinanze,come minimo dovrei spostarmi di diversi km e dovendo compiernre 80 al giorno per andare a lavoro,siceramente mi costa un pò di fatica e avendo un lavoro che comporta la turnistica è difficile far coincidere le due cose.
    – L’effetto a distanza per me è molto positivo,ripeto mi ha fatto conoscere nuovi “amici” e persone bellissime con le quali posso dare e ricevere informazioni e opinioni su una passione reale condivisa da tutti e ampliare le mie conoscenze letterarie.
    – Avete incrementato la mia sete di lettura,se prima leggevo frequentemente ora leggo assiduamente!!! 🙂
    Per tutto ciò GRAZIE a voi tutti!!! 😉
    Un abbraccio e a presto!!! Ciaoooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  3. io partecipo a un forum il cui tema sono i libri, se ti interessa. recensire quello che leggo mi diverte anzitutto perché stimola il mio senso critico e fa emergere parallelismi, similitudini, ricordi di letture passate. poi mi piace raccogliere i pareri di persone che hanno letto lo stesso libro o ne propongono altri, e spesso vado a cercare i titoli citati se mi stuzzicano. a volte qualcuno chiede qualcosa di più, oppure fa una battuta, si va anche fuori tema. ho conosciuto di persona alcune persone che frequentano il mio forum ed è stato piacevole. con il passare del tempo si finisce per conoscersi, formare cricche di appassionati, si capisce chi non ha nulla in comune e chi invece ha sempre qualcosa di buono da offrire. il semplice fatto di leggere dei libri diventa qualcosa di più ampio e profondo.

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  4. Premessa : l’unico blog o gdl che frequento è questo, quindi l’esperienza è molto limitata.
    Per me è soprattutto curiosità allo stato puro e la lettura, forse, diventa un fattore marginale, un pretesto : partecipare ad un blog in cui si parla di libri è come sbirciare nella biblioteca di qualcuno che ti ha invitato a casa sua con l’aggiunta che leggere i commenti mi provoca un piacere che somiglia molto a quello della lettura stessa e che innesca tanti meccanismi… fantasticare su persone sconosciute, cogliere affinità, usare un linguaggio quasi cifrato, esercitare, a volte, una sottile forma di “razzismo” per alcuni titoli citati arricciando il naso senza che nessuno mi veda. A volte nascono degli “innamoramenti ” per dei post davvero scintillanti e per chi li ha scritti ; attendo , con lo stesso spirito di quando ero bambina, le risposte ai post degli autori e mi deprimo un po’ quando il contatore si ferma troppo a lungo…e questo è il lato passivo; quello attivo, ovvero scrivere qualcosa su un libro che mi è piaciuto, è , invece , un vero esercizio molto personale per superare il terrore della pagina vuota. Mi piace molto, poi, che in un Blog di lettori solitamente c’è sempre una forma di rispetto e gentilezza , vero balsamo di questi tempi, però le mie “vere” letture sono sempre solitarie e molto individuali anche se ho la fortuna di avere un paio di persone che condividono la mia passione : una è mio marito –spesso leggiamo a voce alta i nostri libri oppure ce li passiamo appena letti- e lì l’affinità è totale, l’ altra è un mio amico con il quale litigo spesso per letture che più che condividere ci dividono…insomma libri che uniscono e che dividono e che segnano anche i rapporti d’amore e di amicizia perché ti offrono chiavi di lettura diverse per interpretare il mondo.

    @ Veronica : un abbraccio affettuoso !

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  5. A proposito di lettura condivisa vi stuzzico con “Leggevamo 4 libri al bar”, un’iniziativa nata nel 2007 che invita a unire la lettura, o per meglio dire la len-tura, atto di rallentamento per eccellenza a quei luoghi aperti all’incontro e alla socializazione che sono i bar. Dal 22 al 30 settembre in tutta Italia i clienti-lettori-baristi organizzano incontri di lettura a voce alta, proponendo brani dei libri che li hanno fatti pensare o sognare o arrabbiare o emozionare o piangere…

    Anche noi, quattro ruggenti lettrici, abbiamo pensato di lanciare una sorta di auto-convocazione-anarchica della libera repubblica dei lettori monzesi ritrovandoci nella nuova cornice della Piazza Trento e Trieste di Monza presso il bar Caffè della Piazza, sabato 26 settembre 2oo9 dalle 19.oo. Lo facciamo lanciando la sfida della lentezza, per farci il dono della len-tura proprio in una piazza che giace sopra un ventre cavo pieno di automobili, simbolo della velocità.

    Se vi va, unitevi a noi, sceglendo una lettura che amate e che per voi rappresenta il vivere lento: una poesia, una pagina di un romanzo, un racconto, il manuale d’uso del frullatore, la vostra bolletta della luce. Nulla è improprio. L’unica piccola regola di gentilezza che ci diamo è di non essere gli autori del testo che si legge. Lo scopo è assaporare di fronte a un buon bicchiere, il tempo dell’incontro e dell’amicizia, riappropriandosi di un gesto semplice e antico, facendolo in modo condiviso. Se riusciamo arriviamo in bici. Naturalmente, se non vi va di leggerci personalmente qualcosa potete divertirti ascoltando… e se poi vi scappa di leggere… potremmo ritrovarci ancora.
    emmavittori alisa nicol sara

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  6. Carissima Silvna,
    come sempre concordo e condivido totalmente le tue meravigliose parole !!! Sei mitica!!! 🙂 Naturalmente tu sei tra le persone a cui mi riferivo,che leggo sempre con affetto e attenzione!!! Spero tanto di non averti fatto storcere il naso con le mie leture al quanto comune e forse banali rispetto alle vostre più particolari e meno sponsorizzate! Per il resto ono con te in tutto e per tutto!!!
    Ora ti prego,RISPONDI!!! SI 😉 o no!!!
    UN abbraccio affettuosissmo!!! E spero che sia SI ( ti prego non pensare che sia mera curiosità,è tutt’altro,affetto,si può parlare di affetto,in questo caso??? !!! Ciao

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  7. Solo ora mi sono accorta che grazie alla fretta ho trattenuto alcune lettere nella tastiera,PERDONATEMI,psoprattutto te cara Silvana!!!

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  8. Grazie a tutti voi che avete lasciato il vostro *preziosissimo* pensiero sulla lettura condivisa.
    Aannoterò riga per riga le vostre impressioni per ricavarne un bella polifonia.

    Ovviamente spero che altri lettori dicano la loro.
    Anche perché l’idea della *condivisione della lettura* è il primo frai i temi di questo blog, il più importante. Forse.

    Grazie ancora e dai, altri pareri (o magari altri pareri da chi ha già lasciato il proprio, certo non guasta)

    ciao a tutti

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  9. lascio anche i miei pensieri.

    ho scoperto questo blog per caso e … lo sfrutto molto.

    sono molto incuriosita dai post in cui vengono presentati i libri. grazie a questo blog ho imparato a conoscere molti autori che non conoscevo o di cui avevo solo sentito parlare.

    le mie letture si sono arricchite e sono moltissimi i testi che ho letto grazie ai vostri “consigli”.

    può succedere che i gruppi di lettura “faccia a faccia” diventino, ad un certo punto, circoli chiusi. la rete permette di allargare le conoscenze letterarie e di soddisfare la curiosità dei curiosi (ovviamente letterari).

    è che non è semplice parlare di libri. gli atteggiamenti sono in genere di indifferenza e anche schifo se non sei una che legge le ultime “opere” dell’autore che va di moda (io ad esempio l’ultimo della mazzantini non sono proprio riuscita a leggerlo perchè l’ho trovato banale e paraculo e mi sono stufata dopo 50 pagine) o di nicchia da parte dei cultori di quel tal autore o di quel tal genere.

    parlare di libri poi vuol dire mettersi a nudo (dimmi cosa leggi e ti dirò di chi sei) e questo non è poi così automatico perchè spaventa. la rete forse permette di mettersi una sorta di burqa e parlare più liberamente senza paura di arrossire o di sentire la voce tremolare.

    ottima l’iniziativa di nikomalalei a monza (peccato che sabato sono incasinata, ma passo la notizia ad un carissimo amico di monza): noi a bussero avevamo organizzato una cosa simile in biblioteca ed è stata una sorpresa vedere quanti avevano voglia di condividere con gli altri pezzi che per loro avevano un significato.

    fare cultura è anche questo: stanare la gente dalle proprie case e dare la possibilità di esprimersi.

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  10. Noto ,da bibliotecario, una estrema difficoltà degli studenti a leggere meditare studiare ed assimilare un testo qaualsiasi soprattutto di letteratura o saggistica.
    Un rprimo elemento e’ la mancanza di motivazione ed impegno e l’attenzione prolungata senza distrazioni che ti permette di penetrare il testo
    Quindi l’impegno alla lettura pur necessario a leggere un tot numero di libri durante l’anno ed il controllo,mediante schede a domanda, della lettura pure necessario(ma ho qualche dubbio) potrebbe cadere nel vuoto ed essere facilmente eluso.
    Il generico preteso impegno a leggere non serve a molto e ritengo controproducenti gli stimoli generici a ricerche non guidate e non condivise:
    dire:fatemi la ricerca sul territorio x, e sull’autore x e presentatemelo entro un certo tempo può essere e produrre una perdita di tempo. Testimoniano le tesi raffazzonate presentate senza nessun coinvolgimento alla maturità.
    Credo che un modo di procedere logico sia il seguente.
    Gli insegnati di italiano storia e scienze etc concordano la presentazione di determinati test vengono analizzati. Alcuni saranno presentati in classe ad altri in biblioteca.Questo è il risultato di un team con scambi di esperienza
    La presentazione di un libro agli studenti in classe è fatta dall’insegnante, può arrivare alla presentazione di libri fatta dagli stessi ragazzi nelle classi superiori.
    l’obiettiovo è raggiungere l’abilità di raccontare e storie in modo serio convincente documentato con un adeguato impatto emotivo. Un modo di presentare un libro può essere il seguente:
    Presentazione dell’autore sviluppo ed elaborazione della storia e d struttura dei personaggi ,.Il racconto personale della propria esperienza della lettura, le rammemorazioni collegamenti emozioni etc ,sarebbero la parte conclusiva della presentazione . La ricostruzione della stesura di un testo scientifico è forse una operazione diversa ma secondo me ha la stesso schema operativo.
    Dopo la presentazione e la lettura individuale si fanno proficuamente letture collettive
    Lettura pura e semplice
    Lettura espressiva
    Lettura drammatizzata.
    Queste tecniche di lettura vanno probabilmente insegnate

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  11. ottimo questo argomento, permette di esporre, e anche chiarire a noi stessi, il nostro rapporto con la lettura. questo blog è il mio punto di riferimento nella scelta delle mie letture, propone temi interessanti che inducono alla riflessione e vari approfondimenti che individualmente sono a volte faticosi, mi riferisco in particolare ad uno degli ultimi argomenti, seconda guerra mondiale… i testi proposti permettono di allargare la visione di un argomento cosi complesso, il rapporto con un blog è molto semplice e comodo, tranquillamente seduto a casa tua puoi dire la tua opinione, soprattutto protetto dall’anonimato, è vero parlare delle proprie letture equivale a confessare se stessi e nei gruppi di lettura a volte si hanno forti resistenze ad esprimere le proprie opinioni sui libri, per paura del giudizio altrui, qui uno si sente libero di esprimersi senza timore di essere giudicato, una condivisione possiamo dire con tanti vantaggi e una esposizione limitata che rassicura lettori con poche conoscenze e poca esperienza

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  12. condividere una lettura è condividere un segreto, un’emozione segreta.
    liberarla dal silenzio delle nostre stanzette, dei nostri comodini, delle nostre comode poltrone e farla andare in giro per il mondo.
    è un modo per dare vita all’energia che la lettura ci dà.
    per dare corpo alle suggestioni che ci evoca.
    per essere meno soli di fronte all’immenso.
    ciao!

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  13. Condividere un libro per me, non è diverso dal condividere qualsiasi cosa bella che mi capita nella vita, qualsiasi cosa che coinvolga uno qualsiasi dei miei sensi. Una bella musica, un fantastico tramonto, un bel film, un oggetto da toccare, per me quasi non esisterebbero se non avessi modo di condividere quel momento con qualcuno, quasi il bisogno di un testimone che confermi che sì, quella cosa è veramente bella e unica, è lo stesso bisogno che si prova nello scattare una foto, dobbiamo testimoniare quel momento.Questo bellissimo blog, ci permette di avere una cerchia più larga di testimoni, persone con le quali condividere nello specifico, libri e a volte anche molto di più. Non è il mio caso, quello di godere dell’ anonimato, per dare personalissime e valevoli solo come tali, opinioni su ciò che leggo, ma è veramente bello poter dire
    “ho letto questo libro e mi piaciuto”. Se ciò che ho letto, non ha incontrato il mio gusto, difficilmente comunico la mia impressione, a meno di non essere sollecitato dal post di qualcuno. Nessuno poi, dovrebbe sentirsi un lettore di serie “B” se non legge qualcosa di impegnato e particolarmente colto, non trovo niente di male nell’ apprezzare “2001 odissea nello….” e ” una pallottola spuntata”….de gustibus…..o qualcosa del genere!
    Un abbraccio

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  14. Carissima Veronica
    la mia frase “arricciare il naso” si riferiva, più che altro, a un mio specifico atteggiamento quando dissento da qualcosa (che trovo antipatico io stessa)… lo scorso anno, per es. veniva elencato tra i preferiti un libro che ha avuto molto successo e continua ad averlo : anche io l’avevo letto e non vi avevo trovato tutte quelle qualità elencate. Una bella risposta di Renza mi ha illuminato, allora, su una cosa così evidente da farmi arrossire : diceva che nella preferenza di un libro avvengono “totali adesioni o totali rifiuti perché nella lettura, oltre alla ragione, agisce la parte più profonda e misteriosa di ognuno di noi”.
    Sì, credo anch’io che si possa proprio parlare di affetto , anche se virtuale 😉

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  15. Carissima Silvana,
    la tua risposta o meglio la risposta di Renza che hai riportato mi ha incuriosita molto ma è un argomento che vorrei approfondire con te in orari più decenti,in quanto è un pò di tempo che adoro i thriller storici o ultimamente come certamente saprai ho apprezzato molto Stieg Larsson,tanto che non vedo l’ora di terminare il libro che stò leggendo(anch’esso da me molto amato,è il seguito de”Il Vangelo di Maria Maddalena di K.McGowan)per riprendere in mano Larsson,quindi qual’è la parte più profonda e misteriosa di me che interviene???Non sarà mica patologica???(scherzo!!! :))Perchè amo i thriller invece che i saggi o i classici???
    Sono felicissima del tuo SI ;),è vero per ora è solo virtuale ma ricordati della promessa fatta qualche tempo fa!!!O ti sei già dimenticata??? 😦

    @ Ennore,
    ben ritrovato!!!Pensavo ti fossi dimenticato di noi!!! Aspettavo la tua risposta su questo quesito!!! Ma come fai a rendere poetico tutto ciò che scrivi???
    E’ sempre un piacere leggerti.
    Per quanto riguarda il/questo blog mi ha reso più attenta e analitica verso tutto ciò che leggo,a volte credo di essere un pò troppo puntigliosa ma apprezzo anche questo perchè mi dà l’opportunità di approfondire il discorso con voi tutti e in particolare te,che sei diventato il mio Martire!!! Hah Hah Hah !!! Ti devo però fare un’appunto: smettila di leggermi fra le righe!!! Hah Hah Hah!!! Scherzo!!! (però che riesci a leggermi tra le righe è vero!!! Come fai??? Sei uno psicologo!?! Hah Hah Hah!!!
    Un abbraccio a te,che sei un’altra delle persone intelligenti e bellissime che questo blog mi ha permesso di “conoscere” a distanza,a molta distanza!!!
    Ah dimenticavo,ci siamo di nuovo persi la splendida Lucilla,tutta colpa di Pablo T.
    “inquietante”!!! Ciao Lucilla …!!!

    @ Caro Luigi,
    in questi momenti e con queste persone,te compreso nonostante le tue preferenze calcistiche,tutte da discutere 😦 (non riesco a mandarla giù!!!) non mi mancano minimamente gli incontri reali,le cene tra amici,i caffè alla macchinetta ecc. e poi … chi si accontenta gode!!! 🙂
    Un abbraccio e buone letture a te e a tutti Ciaoooooooooooooo!!!!!!!

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  16. Intervengo sul tema per punti.
    1)Comincio dalla mia idea che Silvana ha ricordato ( grazie, Silvana, per l’ attenzione alla parola degli altri). Io penso che l’ atto di lettura sia qualcosa di assoluto, dove non tutto è riconducibile alla ragione. Uno scarto notevole è determinato da qualcosa di misterioso riferibile al sein und dasein di ognuno di noi. Ciò spiega, a mio parere, perché persone pur affini nella visione delle cose possano avere giudizi fortemente contrastanti e perché questa differenza raramente venga accettata ( prendo spunto dall’ amicizia “ sospesa” da Silvana, a causa di “ Mappe per amanti smarriti”). Da qui gli arricciamenti di naso ( quanto diffusi…), gli stupori ( come può piacerti/non piacerti?) e così via. In sostanza, a me pare che il giudizio finale su di un libro si collochi in un luogo del nostro inconscio dove si sono annidate e fuse le esperienze emotive e razionali della nostra vita.
    2)Questa percezione si manifesta anche nella esperienza della lettura condivisa, dove spesso gli assoluti ( bellissimo/ bruttissimo) si confrontano, spesso senza modificarsi. Quale la funzione, allora, di un gruppo di lettura? Parto da Amartya Senn che ha scritto un gran libro “ Identità e violenza”, dove egli sostiene una tesi molto importante : che le identità assolute e monolitiche siano spesso causa di violenza e che ognuno di noi non ha una e una sola identità, ma tante. Per esempio, una donna, vegetariana, camminatrice, amante dell’ arte vivrà identità multiple ogni volta che potrà riconoscersi in ognuna delle sue caratteristiche. Per cui mangerà insalata con qualcuno, camminerà con altri e parlerà di Picasso con altri ancora.
    3)Ecco, io vedo il gruppo di lettura un po’ così. Una sorta di viaggio da farsi con diversi compagni. Con x percorrerò il cammino di “ Mappe per amanti smarriti” ( ho amato anch’ io questo libro), ma NON percorrerò il cammino de” Il treno dell’ ultima notte” ( traggo gli esempi da esperienze personali recenti). Insomma, perché non vedere il gruppo come luogo in cui gli assoluti della lettura confrontandosi con altri assoluti non divengano più socialmente “ relativi”, senza perdere la propria unicità?
    4)Il blog. Questo è un blog particolare- altri lo hanno già detto. Confortevole e caldo, con una sua umanità di fondo. Vi scorre un discorso collettivo fluente in cui ci si può inserire in qualunque momento senza paura di aver perso qualche puntata.
    5)Infine, Veronica, non temere. Il misterioso che è in noi ha un suo fascino, anche se rimane lì nelle pieghe della penombra di ciò che siamo alla luce del sole.

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  17. Finalmente questa sera riesco a scrivere qualcosa anch’io. A dire il vero già a ottobre 2007 Liuiginter aveva fatto una proposta analoga ed ero intervenuta: oggi, due anni dopo non ho cose diverse da dire rispetto ad allora, posso solo ripetermi e aggiungere che ho apprezzato ancora di più questo blog, che tra l’altro è l’unico che frequento.

    Faccio, invece, parte da quasi tre anni di un GDL, che ho contribuito a fondare ed è bello incontrarci una volta al mese di sera in una delle biblioteche decentrate della mia città. Mi piace condividere, esprimere giudizi sui libri scelti insieme, leggere pagine significative e poi ancora discutere a lungo- e questo è un momento fondamentale- per decidere il libro per il mese dopo. La lettura, dunque, come momento di incontro, di socializzazione ed anche come momento in cui nascono nuove amicizie o in cui si rafforzano quelle già esistenti.

    E poi c’è questo blog, a cui mi collego quotidianamente come mi collego alla posta elettronica. Leggo curiosa le nuove recensioni, tra cui spesso trovo indicazioni per consolidare temi o autori a me già noti, ma anche per scoprirne dei nuovi, soprattutto tenendo conto di qualche voce che ritengo particolarmente affidabile e in linea con i miei interessi.
    Senza questo blog forse non avrei ancora letto cinque libri della Oates, o Chiedi perdono, o La piazza del Diamante e tanti altri.

    Leggo, ma intervengo anche come autrice e più volte mi sono chiesta perché scrivo e sento il bisogno di rendere pubblico quello che penso. Mi pare di poter dire che è soprattutto un desiderio di condivisione, di confronto, anche se qualche post resta senza commenti. Ma è altrettanto importante, come fatto personale, tra i tanti libri che ho il piacere di leggere “il metterne a fuoco” qualcuno che per ragioni diverse mi ha coinvolto. Ed allora è bello, prima di passare ad un altro libro, che è lì pronto e mi sollecita ad essere preso in mano, riprendere il precedente, ripercorrerlo grazie anche ai numerosi segni lasciati sulle pagine bianche, cercare di capire meglio certi passaggi e poi scrivere un post sempre un po’ troppo lungo- in cui avere l’illusione di trasmettere ad altri delle emozioni che possano essere per taluni un invito alla lettura e poi rimanere in attesa di una possibile risposta che arricchisca la mia lettura.
    Fermo restando che i libri che leggiamo siamo noi ad inventarli.

    Al di là dei libri è comunque bello- come dice Silvana- il clima di gentilezza, di rispetto che si crea tra i diversi utenti del blog, che sono certamente tanti e sconosciuti, anche se non sono poi così tanti quelli che fanno sentire la loro voce e si confrontano con continuità.
    E’ vero non ci conosciamo personalmente, ma qualcosa del nostro privato traspare dai nostri interventi e siamo magari con le antenne pronte a captare tutto ciò che può arricchire la nostra conoscenza. E così è nata per me ,attraverso questo blog, una conoscenza diretta via mail con Angelica che abita nel lontano Messico ed è una frequentatrice di questo blog. Oppure mi capita, come è accaduto di recente, che, se qualcuno, un po’ tra le righe ci fa capire che è in ansia per la malattia di qualcuno della sua famiglia, di essere io in ansia per lei, se magari per molti giorni non scrive, visto che è tra gli utenti più presenti.
    Con questo voglio dire che, non solo nel GDL che frequenti fisicamente, nascono delle amicizie, ma anche nel cyberspazio si possono creare dei legami, che sono importanti. Magari scambi poche parole indifferenti con il tuo vicino di casa, mentre ti senti vicino a qualcuno che non hai mai visto, ma che ha letto il tuo stesso libro.

    Sì sono d’accordo con Luca Ferreri che la lettura condivisa è un valore aggiunto: se è vero che leggere sviluppa la capacità di pensare, di maturare nuovi punti di vista, di aprire la mente verso il mondo, di viaggiare nel tempo e nello spazio, di fantasticare, di sognare… condividere … significa potenziarne il valore.

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  18. Cara Renza,
    sono pienamente d’accordo con te e con tutto,ma proprio tutto,ciò che hai scritto!!! 🙂
    Mi farebbe piacere sapere come mai non hai gradito “Il treno dell’ultima notte”,sai a volte mi appassiono talmente tanto ai romanzi che leggo che non riesco a trarne critiche costruttive e questo è stato uno di quelli !!!
    Un abbraccio e un saluto grande grande a tutti.Ciaooooooooooo!!!!!!!!!

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  19. Eccomi qui, cara Veronica, all’ incontro tra assoluti ( !).
    Allora, ” Il treno dell’ ultima notte” è stata la lettura condivisa del nostro gruppo. Risultato qualche assoluto ( bellissimo/ bruttissimo) e qualche giudizio intermedio.
    A me non è piaciuto per diversi motivi : prima di tutto, perchè credo che affrontare ancora la Shoah nel 2009 dovrebbe implicare la capacità di poter dire qualcosa di non già detto. Così, si ha un po’ l’ impresssione di un riutilizzo- come dire ” facilitato”- di materiale vario.
    Secondo, perchè l’ ambizione di trattare due totalitarismi mi sembra superiore alle forze ( dopo aver letto ” Vita e destino”…); le pagine sulle rivolta d’ Ungheria, sicuramente frutto di un importante lavoro d’ archivio, hanno il sapore di un reportage in diretta… con 50 anni di ritardo. Terzo,perchè tutta la storia procede per accumulazione dei fatti e non per descrizione o approfondimento.Quarto, perchè i personaggi mi sono sembrati piuttosto meccanici e poco coinvolgenti, forse perchè la scrittrice spesso affida ai loro dialoghi la rappresentazione e la narrazione esplicativa degli eventi. Per cui le conversazioni hanno un che di costruito e di artificiale.
    Insomma, come avrai capito, non è il mio libro…
    Un abbraccio

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  20. Cara Renza,
    come darti torto??? Non è proprio possibile!!!
    Grazie per avermi dato lo spunto per una più accurata riflessione!!!Nonostante mi sia piaciuto,non lo nego,le tue critiche hanno fondamento.Se non ti dispiace mi dici qualcosa in più su “Vita e destino”???
    Spero tanto di poter di nuovo interloquire anche con te!!! 😉
    Un abbraccio

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  21. Cara Renza,
    ho letto la parte del blog dedicata a “Vita e destino”,sarà il prossimo libro che andrà ad incrementare la pila su comodino!!!E che prima o poi verrà letto!!!
    Se vuoi parlarmene comunque di più sarò ben lieta di leggerti!!! Ciao e buone letture

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  22. Veronica cara,dammi pure torto. La polemica è il sale della discussione…
    Quanto a “Vita e destino”, ha ragione chi ha detto che le parole sembrano insufficienti a parlarne. Si ha sempre l’ impressione di limitarne la forza, la grandezza, la ricchezza. Quindi, ti comsiglio di leggerlo, per me è stato un evento, un’ esperienza, non solo di lettura, ma di vita.

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  23. Carissima Renza,
    in questo caso mio malgrado,vista la passione che ho messo nella lettura de “Il treno…..”non posso darti nessun torto,vorrei…,ma le tue critiche sono inappuntabili,anzi,ti devo ringraziare per avermi dato l’opportunità di riflettere con maggiore consapevolezza.
    Per quanto riguarda “Vita e destino” provvederò a procurarmelo e a leggerlo.
    Con la speranza di poter interloquire e soprattutto polemizzare con te 🙂
    ti abbraccio e … buone letture a tutti.Ciaoooooo!!!!!!!

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