Herta Müller premio nobel per la letteratura

 Herta Müller, premio Nobel per la letteratura 2009
Herta Müller, premio Nobel per la letteratura 2009

Anche questa volta i pronostici non sono stati rispettati: il premio nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice tedesco/rumena Herta Müller. L’estratto della motivazione dice:

“who, with the concentration of poetry and the frankness of prose, depicts the landscape of the dispossessed”

E’ nata nel 1953 a Nitzkydorf, in Romania (nel Banato, una regione abitata da popolazioni tedesche e passata sotto ilcontrollo rumeno dopo la seconda guerra mondiale).

In Italia, l’unico titolo di Herta Müller che mi risulta in catalogo è: Il paese delle prugne verdi, dell’editore Keller. Müller quest’anno era presente al Festival della letteratura di Mantova.

Info dal sito del Nobel. Su Scritturaimmanente una breve biografia e l’elenco delle opere.

Sul sito dell’editore Keller una rassegna stampa su Herta Müller.

Qualcuno l’ha vista a Mantova? Qualcuno ha letto qualcosa di suo?

UPDATE: ieri sera (cioè giovedì 8 ottobre) ero in biblioteca a Cologno Monzese dove già hanno allestito una bacheca dedicata Herta Müller.  Si trovano tre dei suoi libri (credo gli unici tradotti in italiano, come già alcuni lettori di questo blog hanno notato nei commenti):
– il già citato, Il paese delle prugne verdi, Keller
Bassure, Editori Riuniti, 1987
In viaggio su una gamba sola, Marsilio, 1992.
Questi ultimi due sono fuori cataolgo quindi per leggerli il modo migliore (forse l’unico) è andare in biblioteca.

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28 pensieri riguardo “Herta Müller premio nobel per la letteratura”

  1. Di suo, in italiano, esiste anche ” Bassure” , Editori Riuniti, 1987, traduzione di Fabrizio Rondolino, nascosto da qualche parte in casa mia. Io non l’ ho letto- ma mio marito afferma che è un testo molto interessante come anche altri suoi libri che ha letto in tedesco- quindi spero di scovarlo in fretta.
    Forse Helga, se ci legge, potrebbe dirci qualcosa di più.

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  2. Uhm.
    Mai sentita nominare.
    Letto mai nulla di quest’autrice.
    Detto questo… Non mi metto a scalpitare e a indignarmi perchè non è stato dato il Premio ad uno/a di tutti quelli che conosciamo ed amiamo.

    A questo punto, la cosa che più mi appassiona è cercare di capire sino in fondo i meccanismi e le dialettiche interne che portano alla assegnazione del Nobel per la Letteratura.

    Perchè oggi come oggi credo che questa sia la cosa interessante, al di là delle sterili (e prevedibilissime, ahinoi) polemiche sul “perchè non al Tizio e non al Caio o alla Sempronia?!”

    Grazie e saluti

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  3. forse il criterio è squisitamente politico ed ora tocca autori che non sono particolarmente conosciuti in italia, ma forse meritevoli di attenzione, se non proprio di un nobel… cogliamo questa opportunità che ci viene offerta e non riflettiamo solo sul valore letterario dei premiati in passato, si sa che è ben più lunga la lista delle clamorose esclusioni

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  4. Ho cercato su wiki le motivazioni, scritte da Nobel stesso, per poter attribuire i vari premi.
    Per la Letteratura , il premio va attribuito a “ chi, nell’ambito della letteratura, abbia prodotto il lavoro di tendenza idealistica più notevole”.

    La motivazione del premio attribuito quest’anno ad Herta Muller pare sia questa: ” perchè, con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa, dipinge il panorama dello spodestato”.
    Mi pare di aver compreso,allora, che avere opere monumentali come background, produrre, anche con continuità, opere di qualità elevata non sia condizione sufficiente per ricevere il premio stesso.
    Una mia amica , comunque, mi ha assicurato che “Il paese delle prugne verdi” è un libro da leggere assolutamente, piuttosto corposo di pagine e di significato.

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  5. Confesso che non la conosco affatto, mea culpa.Ho sentito per radio che il suo libro più famoso tradotto in italiano è “Il macello di Ceausescu” libro che riconduce alla sua storia di profuga rumena.
    Non sò se lo leggerò, aspetterò qualche vostro illuminato commento sul libro.
    Un abbraccio a tutti

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  6. Oltre ai già citati “Il paese delle prugne verdi” e “Bassure”, in Italia nel lontano 1992 è stato pubblicato per Marsilio “In viaggio su una gamba sola”. Gli ultimi due (in ordine di citazione) sono di difficile reperibilità ma possiamo sempre ricorrere alle biblioteche…a Cologno li abbiamo tutti!

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  7. Renza :Di suo, in italiano, esiste anche ” Bassure” , Editori Riuniti, 1987, traduzione di Fabrizio Rondolino, nascosto da qualche parte in casa mia. Io non l’ ho letto- ma mio marito afferma che è un testo molto interessante come anche altri suoi libri che ha letto in tedesco- quindi spero di scovarlo in fretta.Forse Helga, se ci legge, potrebbe dirci qualcosa di più.

    Cara Renza, qualcosa posso dirvi, ma purtroppo non è tanto. Ho conosciuto Herta Müller negli anni ’90 a Roma. Io lavoravo allo studio della radio tedesca e lei aveva una borsa di studio per Villa Massimo (l’accademia tedesca a Roma). Ricordo che veniva diverse volte per farsi intervistare… e me la ricordo una persona estremamente seria, triste, cupa, non rideva mai. Mi ero comperata anche un suo libro (in tedesco “Der Fuchs war damals schon der Jäger”). Ho iniziato a leggerlo ma – confesso – chiuso a metà libro. Era uno stile molto asciutto, molto duro, che raccontava di esperienze durissime di 2 donne durante il regime di Ceausescu. Libro molto difficile da digerire… Che dire? Adesso riproverò a leggerlo. Forse – essendo in un’altro momento della mia vita – ci riesco.

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  8. Io l’ho vista (e soprattutto ascoltata) a Mantova.
    Ma per caso, senza nemmeno sapere chi fosse. Avevo già sentito questo nome e poi da germanista cerco sempre di partecipare almeno ad un evento in lingua tedesca.
    E in effetti c’erano pochissime persone quella mattina.
    Confermo quello che ha scritto Helga: l’impressione che ho avuto dal suo modo di parlare ma anche di presentarsi è stato di una donna dura, anzi indurita da un passato sicuramente pesante come un macigno.
    Non ho letto nulla di suo, ma mi sono ripromessa di farlo (anche se l’argomento richiede il momento giusto..) anche perchè sono rimasta affascinata dal suo modo di parlare, con un tedesco pulito e vellutato.

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  9. Helga ( ben tornata, mancava la tua voce nel blog! ) e Fenice ci hanno fornito buoni elementi per il ritratto di questa scrittrice. Dalle parole di Helga sembra emergere Irene, la protagonista di ” In viaggio su una gamba sola”, romanzo che mi sono precipitata a prendere nella bella biblioteca delle Donne vicinissima a casa mia, dopo aver verificato sia la difficoltà di trovare le mie ” Bassure” sia- udite udite- il fatto che nella mia città, un po’ vantona, solo questa biblioteca ed un’ altra specializzata in testi storici della Resistenza avevano suoi libri. Nulla nelle grandi biblioteche, qualcosa in lingua tedesca nella bilioteca della Facoltà di Lingue. Qualche testo in italiano si trova nelle biblioteche della provincia. Quindi, complimenti a Cologno Monzese!
    Ho già cominciato naturalmente e… sono contenta che il Nobel mi abbia dato questa opportunità.

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  10. Amo Borges e le sue metafore sul tempo come un fiume che scorre e corrode, la vita come le stagioni o uno specchio che ci rivela la nostra vera identità.
    Osservando varie foto di Herta Müller, dopo aver letto i commenti di Helga e Fenice concordanti sulla cupezza e durezza della scrittrice, mi è venuta una grande tristezza…il suo viso sembra esprimere, oltre tutto il dolore immaginabile, quasi un disgusto verso la stessa vita.
    “Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di pesci, di case, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto”.
    Le auguro con tutto il cuore che il riconoscimento appena ottenuto le regali anche il sorriso.

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  11. Anni fa da Marsilio fu pubblicato “Viaggiare con una gamba sola” ma credo sia fuori catalogo almeno da 10 anni… che parla dell’esilio a Berlino Ovest di una giovane donna, Irene e della sua relazione con Franz e con i suoi due amici. Non vi racconto il resto, ovviamente. Ad ogni modo anche in questo caso lo stile è secco, asciutto quasi a sottolineare l’angoscia della vita della protagonista, o forse quello della Muller.

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  12. Spero che con il Nobel ci venga data l’opportunità di conoscere questa autrice e che non deluda le aspettative.
    I commenti di Silvana,Renza,Fenice ed Helga mi hanno incuriosita e invogliata, quindi proverò anche io a cercare qualcosa… sperando di trovarla!!!
    Sono sicura però che ora verrà pubblicata con maggiore attenzione dalle case editrici!!!
    Sapete dirmi qualcosa in più su “Il paese delle prugne verdi”???
    Un abbraccio e buone letture a tutti

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  13. Su youtube ho trovato questo interessante video che contiene un’intervista ad Herta Mueller realizzata al Festival di Mantova 2009

    Un altro video in italiano in cui viene tracciato il profilo biografico e letterario di questa scrittrice qui

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  14. Scusate, io avevo messo semplicemente l’indirizzo che portava al video, non capisco come mai sia comparso “embedded” in automatico.
    Spero di non aver creato problemi al blog… :-/

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  15. Tranquilla Gabriella, nessun problema con il video ‘embedded’! 🙂

    Ringrazio tutti per i preziosi commenti che hanno aggiunto informazioni su Muller. Ancora una volta i lettori di questo blog si sono dimostrati una fonte meravigliosa di informazioni e ricordi e idee. Complimenti a voi! e grazie ancora.

    Un abbraccio a tutti

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  16. bè … non rimane altro che leggere qualcosa della muller.

    a me piace il suo volto. non lo trovo triste. lo trovo espressivo, come tutti i volti delle donne che vengono dall’est. meno “plastificati” e anomini dei nostri.

    anche il cinema mi piace per lo stesso motivo. volti veri. va bè.

    un plauso alla biblioteca di cologno: i testi che cerco a bussero vengono sempre da lì!

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  17. Ciao, io sono Rumena, e ho vissuto il comunismo. Di Herta Müller non avevo mai sentito prima, ma adesso che ha vinto il premio Nobel mi sono data da fare per trovare un suo libro e ho comprato “Il paese delle prugne verdi”. Lo sto leggendo, ma devo dire che, o sono una grande ignorante io, o e un tipo di letteretura che capiscono solo i grandi letterati ….(Premesso che, sono una persona che legge tantissimo, qulsiasi tipo di libri.)

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  18. Il libro della Muller è di difficile lettura: su molte pagine è necessario fermarsi e saper cogliere una realtà, che pare nascondersi dietro l’aspetto immaginifico della metafora o il lampo improvviso della poesia.Penso che il pregio e l’interesse del libro non siano nel racconto sofferto di un frangente storico terribile vissuto in prima persona dall’autrice. Quel che fa della Muller, a mio parere, una scrittrice nuova e inaspettata nel mondo letterario affermato è l’acume, la perspicacia,la sensibilità del suo sguardo sul mondo che vive senza amare la vita, che si illude di essere libero e che invece è rinchiuso dentro sbarre che non vede e non tocca, ma ci sono, che agisce irretito nella sua inazione o nelle sue azioni sterili e ripetitive in modo consapevole o più spesso inconsapevole e tutto questo è rappresentato con uno stile che sorprende per la sua novità nel variegato campo della scrittura contemporanea.

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  19. Interessante, Mario, la diagnosi del mondo che vive senza amare la vita… In effetti, rispecchia bene l’ atmosfera degli scritti di Helga Muller, in cui i sentimenti sono anestetizzati. Non è di facile lettura, la Muller, come dici tu, eppure- a me è successo- ciò che scrive ti resta nella memoria.

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  20. Oggi c’e’ una sua presentazione alla biblioteca comunale di Trento alle 17,30!!!

    Dopo tutti questi commenti sono proprio curioso di ascoltarla!!!!

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  21. sto leggendo il paese delle prugne verdi, che dire mi sembra difficilissimo. Sono a metà ma non riesco ad andare oltre, penso di non essere stata particolarmente attenta e riprendo a leggere dall’inizio. E voi che ne pensate? va letto in modo particolare’

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