La bella estate, perché va letto (o riletto) Pavese

Sarà che quest’estate sembra non finire più o che forse le stagioni non sono più quelle di una volta, sta di fatto che è proprio ora che si torni su quel capolavoro che è La bella estate di Cesare Pavese.

Non so spiegarvi perché mi sia piaciuto così tanto (lettura estiva, ovviamente e perfino in collina, seppur nel Chianti e non sopra Torino). La parola chiave che mi viene in mente è: semplicità. La capacità di saper far parlare i fatti, e le persone, e i luoghi facendoli rivivere per quello che sono.

Ma anche: la capacità di far parlare i fatti, e le persone, e i luoghi, avvolgendoli di una liricità che parla la lingua semplice della natura.

Voglio dire: se leggeste un qualunque libro sotto la luce di una luna piena o in mezzo a un bosco, leggereste le stesse parole? Lasciamo parlare lui, e a voi il giudizio.

L’incipit:

A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era così bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravamo ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline.

E ancora:

Perché vuoi sprecare l’estate? Non puoi dormire con un occhio solo?

Questa è la frase chiave di tutto il libro.  E infine:

Quando la sveglia suonò, lei non dormiva e pensava a tante cose, nel tepore del letto. Alla prima luce rimpianse che fosse ormai in inverno, e non si potessero più vedere i bei colori del sole.

A volte può sembrare che alla fine dell’estate non ci siano più colori, ma la verità è che c’è sempre un libro per cui valga di dormire con un occhio solo. Buon inizio di autunno a tutti.

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19 pensieri riguardo “La bella estate, perché va letto (o riletto) Pavese”

  1. Che piacevole sorpresa aprire il computer e… ritrovare theleeshore!
    Mi ero sempre chiesta che fine avessi fatto e speravo proprio in una tua… rimpatriata. Era bello dialogare con te..ricordo in particolare uno scambio di opinioni su il Gattopardo molto tempo fa. Quindi bentornata, bentornata!!!

    Per quanto riguarda Pavese, oggi, forse per errore, non sono molto stimolata a rileggere i suoi romanzi, solo taluni mi piacciono molto, come La luna e i falò e La casa in collina..anzi ricordo, in occasione di un anniversario di avere inviato un post in cui avevo copiato un lungo passo dalla parte finale di La casa in collina, che forse è il mio preferito.
    E ancora un abbraccio di benvenuto !!!

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  2. Ma grazie cara, che piacere!
    Diciamo che a volte si ha bisogno di silenzio e per tornare a parlare, si deve tacere per un po’…
    Su Pavese: andrò a ricercare il tuo post. Erano anni che non lo riprendevo in mano ma mi ha stupito la sua prosa così diretta, che arriva subito al punto, semplice (nel senso più complesso del termine: quando la semplicità è cercata e studiata come una superficie levigata su cui si è tanto lavorato).
    Mi chiedo: non siamo troppo abituati a prose artificiosamente complesse, che vogliono a tutti costi stupire, colpire, stordire?
    A presto e ricambio l’abbraccio! 🙂

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  3. E via con i ricordi, perché Pavese è uno degli scrittori che ho più amato nel periodo dell’adolescenza e”La bella estate” ( anche se dei tre racconti preferivo Il diavolo sulle colline) rappresenta bene quella frazione della vita così intensa , fuggevole e frenetica, in cui è quasi necessario mettersi “.. a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all’allegria” e “.. va e porta via con sé anche il meglio delle favole..”.
    Adesso che è trascorso abbastanza tempo da poter ritenere Pavese un poeta/scrittore classico e beneficia della patina del tempo che rende tutto particolarmente accogliente, la lettura delle sue opere è sempre tagliente come un colpo di rasoio, arsa e rigogliosa e piena di sorprese come la sue Langhe.
    Di nuovo bentornata… anche xochitl2, solitamente così posata, l’ho immaginata mentre apriva il pc, leggeva il tuo nome e diceva Wow! 😉

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  4. …anch’io Theleeshore sono contenta di reincontrarti…bentornata!
    E concordo sul bisogno di silenzio per tornare a parlare.

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  5. io non ti conosco, ma ti saluto lo stesso 🙂

    però … ehm … pavese non riesco proprio ad andare oltre 10 pagine.

    ma io sono una lettrice un pò strana perchè non riesco a leggere nemmeno dostojevski (e scommetto che ho scritto sbagliato pure il nome) sebbene per motivi diversi.

    comunque grazie. tenterò di nuovo così come tento ogni tanto con dostojevski.

    non so se capita anche a voi, ma io con autori, grandi grandissimi, che non riesco a leggere non mi arrendo, ma a scadenze li riprendo e ritento convinta del fatto che alcune letture rispondano solo a periodi specifici della nostra vita.

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  6. benritrovata Marina! 🙂
    Ragazzi, io non so dirvi che piacere mi fa ritrovare questa community sempre così motivata e anche così educata (e diciamocelo, in questi tempi di insulti, urli e strepiti). Siete un esempio virtuoso di come si debba stare al mondo in rete!
    (ovvero come la motivazione riesce a creare community di qualità: uno tra i tanti spunti da segnalare a luiginter per il suo discorso)
    @Maria: ah ma se citi Dostoeskij per me è un invito a nozze!
    (l’accetto come sfida, riuscirò a fartelo amare…)
    A presto

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  7. Rientri con Pavese,theleeshore, autore che ami ricordare spesso. Ricordo una tua citazione da una sua poesia che ho amato molto ” tu eri la vita e le cose/ è buio il mattino che passa/ senza la luce dei tuoi occhi”, legata alla figura di mia madre.
    Anch’ io ho per Pavese un’ emozione che non passa.
    Con te vorrei salutare anche tutti coloro che non si fanno sentire da un po’ perchè mi piace la polifonia, le tante voci che parlano insieme, senza sopraffarsi e trovando sempre un punto di contatto. Un po’ come il Romanzo polifonico di Dostoeskij che a Maria non piace tanto….
    Un caro saluto.

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  8. E’ proprio vero, Pavese è un mio autore-totem e sono assoltutamente commossa dalla citazione.
    Grazie Renza, e a proposito di polifonia (di autori e di lettori) proseguirò con Bachtin!
    Un abbraccio

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  9. Sicuramente da rileggere insieme a “La luna e i falò”.
    Pavese è uno dei pochi autori “imposti” durante gli anni scolastici che hanno lasciato il segno!!!Bellissimo e appassionante!!! Ma sarà ancora così,rileggendolo dopo qualche anno??? Spero tanto di si,perchè prima o poi lo “ripasserò”!!!
    Come sempre concordo pienamente con quanto detto da Silvana e Renza.potreste dirmi qualcosa in più sulla citazione riportata da Renza e da Theleeshore.
    Un abbraccio a tutti

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  10. Ecco qua, Veronica, da ” Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”

    I mattini passano chiari
    e deserti. Così i tuoi occhi
    s’aprivano un tempo. Il mattino
    trascorreva lento, era un gorgo
    d’immobile luce.
    Taceva. Tu viva tacevi; le cose
    vivevano sotto i tuoi occhi
    (non pena non febbre non ombra)
    come un mare al mattino, chiaro.

    Dove sei tu, luce, è il mattino.
    Tu eri la vita e le cose.
    In te desti respiravamo
    sotto il cielo che ancora è in noi.
    Non pena non febbre allora,
    non quest’ombra greve del giorno
    affollato e diverso. O luce,
    chiarezza lontana, respiro
    affannoso, rivolgi gli occhi
    immobili e chiari su noi.
    E’ buio il mattino che passa
    senza la luce dei tuoi occhi.
    30 marzo 1950

    Oggi Pavese non ha molto successo tra i giovani, esclusa la nostra Veronica, naturalmente….
    Un caro saluto.

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  11. Carissima Renza,
    che dirti???
    Prima di tutto grazie!!!
    Per poterti spiegare il perchè della mia passione per Pavese dovrei tornare indietro di una ventina di anni,perchè giovane si ma non troppo,ahime’!!! Peròvoglio provarci lo stesso.
    Ricordo che all’epoca “La luna e i falò”e “L’ultima estate”mi hanno affascinato molto,cosa che non è accaduta purtroppo con altri gandi autori!!!
    In parte ha già risposto Silvana(che saluto con tanto affetto!!!),in parte perchè era un’autore del dopoguerra,ed io ero e sono molto presa da coloro che ci hanno fatto conoscere il periodo della guerra e del fascismo.
    Infatti i miei preferiti guarda caso erano Erich Maria Remarque,Rigoni Stern,Primo Levi,Ungaretti.
    Certo i testi sopra citati non parlano assolutamente di guerra ma già mi interessava la sua vita e questo già mi predisponeva verso l’auore(e con la guerra e il fascismo egli ha avuto a che fare!!!Se non ricordo male).In più amavo la nostalgia e malinconia tipiche di Pavese e non solo(a quei tempi apprezzavo molto anche Leopardi e Pascoli),caratteristiche presenti in questi due testi,se poi ci metti la semplicità della sua narrativa…
    Sò solo che con lui ho cominciato asograre leggendo….!!!
    Infine per quanto riguarda i giovani… Pavese a quell’età o si ama o si odia.
    Spero di essermi fatta capire e di aver analizzato la cosa nel modo giusto,per esserne sicura dovrò (e lo farò)rileggere questi testi,anche se non avrò gli occhi di una quindicenne e con l’età e le esperienze le cose cambiano e oggi i ricordi e le sensazioni provate allora sono un pò affievoliti!!!
    Un abbraccio

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  12. Carissima Theleeshore,
    grazie 1000,sbirciando il post da te suggerito ho trovato delle belle parole.Purtroppo anche io scarseggio in questo campo,ma forse,non ti prometto nula,questa “sbirciatina”potrebbe rappresentare un incentivo verso la scoperta di questo “quasi” nuovo mondo.
    Due curiosità: perchè Ungaretti t fà paura??? E cosa pensi di Leopardi???
    Un caro saluto e un abbraccio 🙂

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  13. cara Veronica,
    Ungaretti fa paura perché arriva dritto al cuore (“Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa”).
    Quanto a Leopardi, è uno dei miei scrittori preferiti e quindi su questo ci scriverò un post di sicuro, perciò a presto!

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  14. Cara Theleeshore,
    non vedo l’ora di leggertiriguardo a Leopardi…!!!
    Per quanto riguarda Ungaretti…io non parlerei di paura…ma di bellezza pura.Quando hai parlato di paura ho pensato ci fosse un’Ungaretti diverso da quello che ricordavo(forse poco)ora le tue parole mi confermano però che lo ricordo ancora bene!!! (Una ripassatina mi farà senz’altro bene!!!)Se parlassi anche di lui mi farebbe molto piacere!!!:)
    Un abbraccio

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  15. Il mio scrittore preferito, l’ho amato in gioventù, lo portai all’esame di maturità, e lo amo ancora oggi, a sessant’anni…
    Sono nuova del tuo blog e mi piace tantissimo e mi è piaciuta molto la tua frase: “Diciamo che a volte si ha bisogno di silenzio e per tornare a parlare, si deve tacere per un po’…” La trovo significativa…si può dire? Arrivederci, annamaria

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  16. cara Annamaria, benvenuta. Questo non è il mio blog (che direi, se è d’accordo il padrone di casa, è di tutti quelli che amano i libri e la lettura).
    Certo che si può dire, ti aspettiamo qui!
    a presto.

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  17. Grazie per l’aiuto inconsapevole, ero alla ricerca dell’incipit de “La bella estate” e qui a Liverpool non ho il libro sotto mano!
    E complimenti anche per David Crosby…

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