Nelle terre estreme, Jon Krakauer

Road to Fairbanks - foto: i♥luv♥cocacola, flickr
Road to Fairbanks - foto: i♥luv♥cocacola, flickr

Qualche settimana fa abbiamo preso in biblioteca il DVD di *Into the wild*. Ero curiosa, ne avevo sentito parlare spesso, e anche su questo blog si è scritto parecchio, ho anche il CD della bellissima colonna sonora di Eddie Vedder, però non ero molto informata sul film, né sul libro da cui è tratto. Iniziamo a guardarlo, sono un po’ perplessa, ma _ammetto_ anche disattenta. Però la storia mi prende, e vince la mia indifferenza iniziale. Soprattutto, si insinuano in me pensieri molto contraddittori fra loro su Chris McCandless, un rapporto di amore/odio, ammirazione/scetticismo.

Il film finisce, bellissimo, mi rimane nel cuore la storia di Chris-Alexander SuperTramp, nonché le immagini dei luoghi che il ragazzo ha attraversato, così vado a cercare il libro di Jon Krakauer, edito da Corbaccio. Bello, bello anche lui, con un respiro più ampio rispetto al film, in cui compare anche la storia dell’autore e quella di altri *personaggi* le cui vicende sono simili a quelle di Chris. Ed è proprio la sua figura, ovviamente, che emerge fortissima dalle pagine, fra l’ammirazione di Krakauer e la sua voglia di riscattarlo. Sì, perché le opinioni su McCandless, come si legge anche dalle lettere ricevute dal giornalista, sono tante e diverse.


Ed è lo stesso effetto che ho avuto io nel vedere il film: abituata a una vita *inquadrata*, un certo fastidio nei confronti di un ragazzino così superbo, forse stupido o meglio ingenuo, o giustamente come evidenziato da theleeshore, orgoglioso, pieno di hybris, da affrontare un’avventura più grande di lui fino alla sua fine tragica. Senza dimenticare i due anni di silenzio nei confronti dei genitori e dell’amata sorella, nonché di tutte le persone incontrate sul suo cammino e abbandonate.

Però… però McCandless è molto di più, e nelle pagine di Krakauer esce con tanta forza. Com’è evidenziato in due passaggi in due libri trovati sul bus 142 in cui McCandless ha alloggiato in Alaska _ sull’importanza dei libri in questa storia rimando al bell’articolo di luiginter_:

Volevo il movimento, non un’esistenza quieta. Volevo l’emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla.
Lev Tolstoj, “La felicità familiare”

Datemi la verità, invece che amore, denaro o fama. Sedetti a una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità; partii affamato da quel desco inospitale. L’ospitalità era fredda come i gelati.
Henry David Thoreau, “Walden ovvero vita nei boschi” (passaggio evidenziato in uno dei libri rinvenuti con la salma di Chris McCandless. In alto alla pagina era annotata in grande la parola VERITA’ nella calligrafia del ragazzo.)

*giuliaduepuntozero

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5 pensieri su “Nelle terre estreme, Jon Krakauer”

  1. cara Giulia, ben felice di essere la prima a commentare il tuo post su un libro che mi è tanto piaciuto…
    Capisco la tua ambivalenza iniziale (del resto mai visto pareri più disparati su un libro/personaggio: su Into the wild e McCandless si passa dalla santificazione all’insulto più truce… ma anche questo è il popolo dei lettori).
    Traspare però tra le righe del tuo post l’entusiasmo la curiosità intellettuale di capire scelte che di primo acchito possono solo sembrare stupidamente sconsiderate.
    Io da parte mia posso solo dire che per discutere del personaggio userei la parola “purezza”: McCandless contiene degli elementi di genuinità e di ingenuità che mi ha ricordato L’Idiota di Dostoevskji. Come lui in realtà è un personaggio complesso, alla ricerca di una salvazione e di un riscatto (come individuo prima e in termini assoluti poi, come rappresentante del genere umano).
    Comunque, ne riparleremo quando l’avrai finito… 😉

    ps: mi spiace di aver pubblicato il mio post così ravvicinato al tuo, stavo scrivendo e non mi sono accorta che avevi appena pubblicato…

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  2. Ciao *giuliaduepuntozero*
    ho apprezzato tantissimo anche la regia di Sean Penn…forse solo un uomo e un regista come lui poteva realizzare un film così ed infatti ha lottato per una decina di anni per ottenere i diritti cinematografici e ottenere l’ok dalla famiglia McCandless. Felicissima anche la scelta di Emile Hirsch come protagonista, oltre che la magnifica performance sonora di Eddie Vedder.

    Per quanto riguarda la figura controversa di Christopher, la dice lunga il fatto che il ragazzo avesse versato tutti i suoi risparmi alla Oxfam( ben 24.000 $) prima di incamminarsi per quel viaggio estremo, gli appunti su uno dei libri che era solito leggere :“ La felicità è autentica solo se condivisa” e, infine, la scritta ritrovata all’interno del Magic Bus : “ Ho vissuto una vita felice, e ringrazio il Signore. Addio, e possa Dio benedirvi tutti.” come se il giovane Chris avesse compiuto un percorso ideale che aveva come partenza l’assolutismo della giovinezza e come punto d’arrivo la consapevolezza che dobbiamo sempre confrontarci con la realtà: realtà che ha una sua piena realizzazione nella capacità di perdonarsi e di perdonare. La sua triste storia è da attribuire anche ad una serie di circostanze sfavorevoli : il dover abbandonare la sua Datsun a causa della piena del fiume, l’aver ingerito una pianta che non era segnalata come velenosa ..altrimenti non credo che avrebbe portato con sé la borraccia per l’acqua, le pastiglie per purificarla, il fucile, indumenti caldi e addirittura il repellente per gli insetti.
    Chris cercava la vita, la vita vera come l’aveva immaginata attraverso la lettura dei suoi maestri di vita Tolstoj, Thoreau, London, oltre che fuggire da un mondo simile ad “ una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità”.

    ps : ho iniziato a leggere “La figlia dell’altra” 🙂

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  3. krakauer è un grande scrittore: into thin air è tra i miei libri preferiti…mentre sto ancora aspettando di affrontare il film e il libro di into the wild!

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