Libri novità: Nabokov, Joyce Carol Oates e Roddy Doyle; la fine del comunismo

Alcune delle novità libri di questi giorni:

    Vladimir Nabokov, L’originale di Laura, Adelphi: è il romanzo cui stava lavorando Nabokov quando morì nel 1977. In realtà non voleva fossero pubblicate le pagine incompiute che aveva redatto. Il figlio Dimitri però ha deciso di pubblicarle in questo libro. Protagonista una specie di Lolita cresciuta. Ne parla oggi il Corriere

    Joyce Carol Oates e Roddy Doyle, Bambini e altre malattie. Il meglio di “McSweeney’s”, Mondadori: un’antologia di racconti sui bambini e le malattie, tratti da una delle riviste dell’editore McSweeney’s fondata da Dave Eggers (su una di queste riviste The Believer, Nick Hornby ha tenuto per lungo tempo la sua rubrica sui libri che acquistava e quelli che leggeva, rubrica pubblicata anche da Internazionale).
    Non si trova quasi nulla in giro su questo libro. Per esempio, non capisco se i racconti inclusi siano solo dei due autori menzionati o – come credo – ci siano anche altri autori.
    Raymond Carver,America Oggi, Minimum Fax: l’editore pubblica tutti insieme i nove racconti e la poesia usati da Robert Altman per il film America Oggi (Short Cuts, 1993). Ovviamente tutto già disponibile.
    Poi una cosa un po’ di nicchia:
    Carlo Augeri, Leggere, interpretare, comprendere. Per un’ermeneutica della narrazione, Liguori.
    “La letteratura è una scena, dove ci si ritrova, si contratta, si presta, si dona, si intreccia la ‘funzione autore’ tra scrittore-poeta, personaggio e lettore. Le loro voci concorrono nell’impresa di riconoscere il reale fino ai limiti del suo ‘possibile’ e di decifrare il testo fin nel suo ‘brusìo’.” Magari da controllare prima in biblioteca, sembra interessante.

Infine, a vent’anni dalla caduta del muro di Berlino:

    Michael Meyer, 1989, L’anno che cambiò il mondo, Il Saggiatore: Meyer era corrispondente di Newsweek per i paesi comunisti – “Meyer fu testimone oculare dei mutamenti storici di quel periodo: in Polonia assistette alla rinascita di Solidarnos´c´, a Praga era al fianco di Václav Havel mentre preparava la Rivoluzione di velluto. Fu l’ultimo giornalista americano a intervistare Nicolae Ceaus¸escu e ad avere libertà di movimento nella Romania soggetta alla sua tirannide; volò a Bucarest con la Luftwaffe tedesca durante i combattimenti che portarono alla deposizione del dittatore e assistette alla sua esecuzione. Il 9 novembre era sul lato orientale della frontiera quando cadde il Muro. Abbattuto a colpi di piccone, grattato con le mani, spinto con i pugni fasciati di stracci. Sparì il Muro, apparve la gente. La Guerra fredda era finita. L’America aveva vinto. La democrazia trionfava. Ma fu un trionfo insidioso, creò il mito dell’onnipotenza americana. Oggi, dopo un approfondito lavoro di ricerca, Michael Meyer rilegge gli eventi e fa emergere la realtà storica. Dopo il Muro, a vent’anni di distanza, crolla la leggenda della sua caduta.”
    Constantine Pleshakov, Berlino 1989: La caduta del muro di Berlino. La guerra civile che ha portato alla fine del Comunismo, Corbaccio. Pleshakov è uno storico che sostiene che “In realtà le rivoluzioni a cui abbiamo assistito durante gli anni Ottanta sono più complesse dell’immagine stereotipata del popolo buono che rovescia il regime cattivo. Anche se la violenza fu un fattore determinante nella conquista del potere, è pur vero che nell’Europa orientale, durante le prime elezioni postbelliche, i partiti comunisti filomoscoviti si guadagnarono una forte percentuale del consenso popolare. I regimi che nacquero allora non furono soltanto dei governi fantoccio e ciascun paese sviluppò un suo peculiare modello di comunismo, talvolta anche scontrandosi con Mosca.
    Nel 1989 non si trattò semplicemente di «rovesciare» Mosca, ma di risolvere problemi interni in ciascun paese, di rivedere antichi accordi con le vecchie élite e i compromessi a cui erano scesi i leader rivoluzionari e i veterani del comunismo. La rabbia e la volontà popolare hanno poi avuto una profonda influenza nel plasmare le varie sollevazioni che hanno portato a una delle più grandi trasformazioni della storia.” Il libro – a dispetto del titolo, presta attenzione soprattutto alla Polonia, “madre della rivoluzione nell’Europa orientale”.
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6 pensieri riguardo “Libri novità: Nabokov, Joyce Carol Oates e Roddy Doyle; la fine del comunismo”

  1. Grazie Luiginter per questa nuova rubrica “Libri novità”…è una strategia di controinformazione letteraria? 😉
    Dato che non sono nicchiosa ho letto solo “Tutta un’altra musica” di Nick Hornby, scrittore al quale non riesco a resistere e non perché lo consideri autore di capolavori ma che trovo delizioso ; ho sempre immaginato che , in lui, scrittore e persona coincidano simpaticamente e mi piacerebbe berci insieme una birra al doppio malto e parlare di calcio, di musica , letteratura e altro.

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  2. grazie.

    mi pare interessante il testo di augeri

    e hornby e doyle …. bè sono divertenti ed intelligenti. e scrivono bene. non solo. mio figlio che ha 16 anni legge tutto ciò che scrivono con voracità. e a me non dispiace affatto.

    metti un libro tipo “Non buttiamoci giù”: non è tolstoj forse, ma questo non toglie nulla agli spunti di riflessione che pone.

    maria

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  3. Sono una grande appassionata di Nabokov, perciò comprerò certamente anche questo.
    L’operazione in se mi lascia molto perplessa, per ragioni che sarebbe lungo dire adesso. Cmq, una volta che Dmitri ha deciso di pubblicarlo, per me è irrinunciabile, leggerlo. Oggi però da Feltrinelli non era ancora arrivato.

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  4. Sebbene trovi sublime la scrittura di Nabokov avrei un po’ di problemi a leggere l’inedito pubblicato dal figlio : la volontà originaria dello scrittore mi sembra un grosso deterrente…poi, magari, mi farò tentare lo stesso.
    Quello che mi incuriosisce è anche “Bambini e altre malattie…” E’ un argomento che mi interessa molto e la forma-racconto, se rigorosa, spesso mi coinvolge più di un trattato scientifico. Ricordo che grazie alla appassionata prefazione di N.Hornby tempo fa ho letto “George e Sam” di C. Moore, madre di due bambini autistici : libro che si rivelò molto utile la prima volta che nella mia scuola conobbi un bambino che presentava questa sindrome.

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