Questa storia, Alessandro Baricco

Questa storia, Alessandro Baricco - Le 4 copertine disegnate da Gianluigi Toccafondo

*Questa storia* di Baricco? Vi domanderete. Come mai la recensione di un libro pubblicato 4 anni fa (da Fandango, e poi riedito da Feltrinelli), quando è appena uscito un libro nuovo dello stesso autore?

Adesso vi spiego.

Innanzitutto, che un buon 80% dei miei acquisti di libri è compulsivo, che poi rimane a meditare nella mia libreria fino a quando non è il momento giusto, e il libro mi chiama. Ma anche che sono più che influenzabile, e con l’uscita di *Emmaus* (sempre Feltrinelli) non sento che parlare del buon Baricco. E infine che di libri ne sto comprando tanti, e mi volevo dare un freno.

Così, quando i giornali iniziano tutti a recensire il nuovo titolo, supporto la mia decisione dicendomi: ma sì, chi ne ha voglia dell’ennesimo Baricco, sarà il solito libro super-ricercato, che ti fa sentire un poveretto anche solo confrontando la lista della spesa con quella che scrive lui.

Comunque Baricco va una sera da Fazio a *Che tempo che fa*, e nel giro di 5 minuti avevo già cambiato idea sul fatto di comprare il libro e rivisto la mia opinione su di lui, per tornare a promettergli amore e devozione incondizionati _come del resto mi è sempre successo leggendo tutti i suoi libri.

*Emmaus* non l’ho ancora preso, mi butto però, come una drogata in crisi d’astinenza, su *Questa storia*, che avevo in casa senza averlo mai letto.

Cavolo. Grandioso.

Poco fa, il mio ragazzo mi raccontava di una recensione della Bignardi su *Emmaus*. Diceva che per lei Baricco è un gran pensatore, molto divulgativo, abilissimo nello scrivere saggi (vedi *I barbari*), ma come romanziere se la tira troppo. E’ vero, dice il mio ragazzo, e punto. E’ vero, dico io, però… però leggete *Questa storia*, e poi ditemi.

Faccio un altro passo indietro. Qualche settimana fa, in un filone di letture italiane (strano, per me) leggo anche il penultimo di De Carlo, e sempre col mio ragazzo nasce una discussione sugli autori italiani. De Carlo è sempre De Carlo, è l’autore con cui siamo cresciuti, il mio autore generazionale, l’autore con i cui personaggi ci siamo identificati, lo leggi e lo riconosci fra mille, con quello stile tutto suo, nel suo essere ricercato nell’essere così particolare, dal diventare poco spontaneo e troppo costruito, volendo invece essere naturale. Pur rimanendo comunque un grande. Baricco, invece, dico io… così perfetto, ma in maniera naturale, spontanea. Penso al saper scrivere, e penso a lui.

Prendiamo l’incipit di *Questa storia*:

Tiepida la notte di maggio a Parigi, mille novecento tre.

Cosa c’è di più perfetto? Sembra una poesia. La sua caratteristica è di rendere un romanzo una poesia. Nello stile, ma anche nelle immagini. Quando racconta dell’infanzia di Ultimo Parri, il bambino con l’ombra d’oro e un padre appassionato di corse e di auto; della guerra e della disfatta di Caporetto, con gli occhi di un reduce; degli anni in giro per le strade americane ad accordare pianoforti con Elizaveta, cattiva ragazza russa corruttrice del prossimo; del sogno di Ultimo e del suo fratellastro ritardato per le strade e le piste da corsa; della Mille Miglia e delle gare automobilistiche; dell’impegno di un’ormai adulta Elizaveta per trovare il sogno di Ultimo.

Ogni pagina è una poesia, ne scelgo una a caso (Ultimo bambino è andato a Torino col padre, che dopo una cena annaffiata da buon vino e preso dalle sue riflessioni, all’uscita dal ristorante in mezzo a una fitta nebbia si incamminata verso l’albergo perdendosi, o meglio continuando a girare in circolo per le stesse strade):

Forse era la nebbia, o le storie di suo padre, ma gli venne da pensare che se avessero proseguito così, per ore, alla fine sarebbero scomparsi. Sarebbero stati deglutiti dai loro passi. Perché di solito camminare è sommare dei passi, ma quello che loro due stavano facendo, lì, era sottrarli, in un calcolo esatto che periodicamente riportava allo zero. Pensò alla purezza, indiscutibile, di quel cammino alla rovescia. E per la prima volta, seppur in modo confuso, intuì che ogni movimento tende all’immobilità, e che bello è solo l’andare che conduce a se stesso.

Ora chiudo. Segnalo solo l’ultima delle note del libro: Baricco parla dell’Associazione Casa di Oz, che si occupa di bambini con malattie gravi o incurabili e delle loro famiglie. Ecco il link, vale la pena darci un’occhiata.

*giuliaduepuntozero

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14 pensieri riguardo “Questa storia, Alessandro Baricco”

  1. Ho letto “Questa storia” non appena pubblicato, e l’ho amato come tutti i libri di Baricco: anch’io di solito lascio i libri a decantare sullo scaffale prima di leggerli, ma nel caso di Baricco li ho sempre iniziati anche prima di arrivare a casa dalla libreria 🙂
    De Carlo l’ho apprezzato in Due di due, ma non riuscirei mai a paragonare i due scrittori….
    Come dici tu, Baricco scrive una prosa che è poesia 🙂

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  2. Ho letto il libro. Mi è piaciuto molto. Ne ho letto un altro e mi è piaciuto ancora di più. Mi capita spesso e quindi mi perdo nei meandri delle parole. Forse il titolo era “Ho fatto un sogno” di Flavio Degioanni. Fantastico. Strano. Surreale. Devo smetterla di bere!

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  3. Che dire di Baricco, io l’ho adorato per anni. Ho divorato Castelli di Rabbia e Oceano mare, pensando che fossero perfetti … fino a Seta quando ho avuto netta la sensazione che – come dice Franci – Baricco non avesse più niente da dire.
    Il post appassionato di Giulia mi ha fatto tornare la voglia di tornare sui miei passi e concedermi, con Baricco, una seconda chance … cosa ne dite, mi faccio questo regalo di Natale?

    Grazie a tutti quelli che tengono vivo questo blog!

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  4. Con tutto il rispetto per Baricco (e naturalmente anche per giuliaduepuntozero), penso che in questo post ci sia un ottimo spunto per ragionare sul potere persuasivo della tv. Nella fattispecie, pare che un passaggio da Fazio assicuri un posto in classifica almeno per una settimana.

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  5. Mi piaceva (ed anche molto) il Baricco Parte Prima, grande affabulatore di Pickwick (fu merito suo se scoprii Céline e ancora gliene rendo grazie) e delle mucche del Wisconsin. Il Baricco, insomma, prima che si montasse la testa, il Baricco ante Bariccheide.

    Il Baricco Parte Seconda mi piace mooolto meno.

    E poi, scusatemi, eh, non posso perdonargli di aver stravolto il libretto dela Flauto Magico di Schikaneder e di aver tentato di riscrivere l’Iliade togliendo gli dei dell’Olimpo (immane stupidaggine — per usare un eufemismo ed andar leggera).

    Tentato, dico. Perchè ci vuol ben altri che un Baricco, per stravolgere Omero.

    In quanto all’incipit di questo libro citato da Giulia… a voi non fa venire in mente il “Tacea la notte placida” del Trovatore? ^__^

    Niente di male, in questo, eh, intendiamoci.
    Però a leggerlo m’è venuto da ridere 🙂

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  6. Ciao capaldi
    sono d’accordo sul potere persuasivo della tv, ma non lo vedi affatto come una cosa negativa, anzi, ben venga.
    Sarà che io sono favorevole anche alla pubblicità… quindi figurati a un passaggio in tv in un programma che giudico positivamente dal punto di vista qualitativo, a maggior ragione se si tratta di uno scrittore.
    Ben vengano i passaggi in tv degli scrittori, se fanno vendere più libri!

    E Gabriella… a me non lo ricorda così tanto, se devo essere sincera…. diversa l’immagine, diversa la sonorità…

    *giuliaduepuntozero

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  7. baricco ha scritto dei libri molto belli. oceano mare e seta rimangono dei capolavori.

    lo stile è molto ben curato, ma la “cura”, forse talvolta persino eccessiva, non disturba affatto il lettore.

    baricco è uno stile. è talvolta anche presunzione. i tentativi fatti con l’iliade (a me l’avevano prestato, ma onestamente l’ho mollato lì perchè mi è parsa una inutilità stilistica e di contenuto) sono tentativi un pò forzati.

    ma si tratta sempre di uno degli scrittori italiani più apprezzabili. de carlo …. no dai, non li paragoniamo! de carlo, poveretto, ha fatto la sua parte, ma tutto qui.

    per quanto riguarda invece i passaggi degli scrittori in tv, bè io nn demonizzerei affatto almeno quelli che passano da fazio.

    non sono una assidua “cliente” di fazio, ma devo dire che le poche volte che mi è capitato di vedere la sua trasmissione ho ascoltato interviste di scrittori interessanti, come austen, grossman (che amo), meneghello.

    insomma se sono questi gli autori sponsorizzati …. tiro un respiro di sollievo!

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  8. Maria ciao…molto divertente il tuo refuso sui passaggi in tv degli scrittori…immagino intendessi Paul Auster e non Miss Jane (Austen)…comunque un errore da lettore 🙂

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  9. invece io l’ho amato in “novecento” mi sn indubbiato in “castelli di rabbia” e l’ho detestato in oceano mare per gli altri appena li leggerò farò sapere

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