I libri più belli del 2009 e del decennio…, forse

Una vera e propria epidemia su riviste e giornali e siti Web, in questo periodo, di classifiche per esprimere le preferenze sui migliori libri del 2009, ma, in chiusura di decennio, anche del periodo 2000-2009.
Dopo aver dedicato un post alle selezioni del New York Times, mi limito qui a segnalarne altre che ho visto in giro. Sempre che abbiate la voglia e la pazienza di leggere fino alla nausea queste “classifiche”.
comics, techland

Confesso che mi divertono, anche se il motivo ufficiale per cui le leggo è: “per scoprire autori/opere che non conosco, che mi sono sfuggiti o che mi sono dimenticato nei mesi e negli anni”.
Ovviamente, ne ho messe solo alcune; se ne ho tralasciate o perse di interessanti o se ne trovate altre, magari da pubblicazioni di lingua francese, spagnola o altro, per favore, segnalatele nei commenti.
Ovviamente (2) ricordo lo spettacoloso elenco dei libri migliori, letti nel 2009, prodotto dai lettori del nostro blog.

Per i lettori che ascoltano Fahrenheit (Radio Tre) il libro dell’anno è La piazza del Diamante di Mercé Rodoreda, La Nuova Frontiera: il romanzo che Gabriel García Márquez ha definito il migliore pubblicato in Spagna dopo la Guerra civile (uscì nel 1962) (ne ha scritto lo scorso settembre sul blog la nostra Xochitl).

– Il Sole 24 Ore: Il libro del 2009? Le scelte di 34 intellettuali (Alcune scelte molto stimolanti: una per tutte: Maurizio Ferraris, Documentalità, perché è necessario lasciar tracce. Laterza, scelto da Remo Bodei. L’elenco era sul domenicale della scorsa settimana, 6 dicembre 09). Il Sole ha anche aperto l’iniziativa ai lettori che possono indicare le loro preferenze sul sito.

The New Yorker, A Year’s reading: Reviewers’ favorites from 2009.

The Economist, Books of the Year Page-turners, sui libri del 2009: massima attenzione per la saggistica.

Techland-Time, Best of the Decade: Comics – i migliori fumetti degli anni 2000 secondo il sito di tecnologia del settimanale Time.

Newsweek, Best fictional books of the decade.

Time: Best books of 2009, fiction; – nonfiction.

Guardian: Books of the decade: anno per anno, con la collaborazione dei lettori.

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22 pensieri riguardo “I libri più belli del 2009 e del decennio…, forse”

  1. Grazie Luiginter : mi divertono molto queste “classifiche”; le trovo un modo interessante per conoscere i gusti delle altre persone e le tendenze del mercato… inoltre sono molto curiosa, curiosità , che un imprecisato giorno di due o tre anni fa, mi ha fatto digitare “i libri più letti nel….” e mi ha fatto scoprire questo sito meraviglioso.
    Condivido pienamente- avendolo votato anch’io- la scelta dei lettori di Fahrenheit; la trasmissione, inoltre, ha aiutato a far uscire dall’oblio un’autrice ingiustamente dimenticata che ha scritto molte belle cose oltre alla Piazza del diamante.
    Mi ha sorpresa, piacevolmente, la scelta di Saviano di “Sorella , mio unico amore” di J.C.Oates… credo che ne sarà giustamente soddisfatta *giuliaduepuntozero*!

    Un saluto a XOCHITL2….ci mancano molto i suoi post accurati, appassionati, sempre dotati di un’aura di forte civiltà. La saluto, nell’attesa di leggerla .

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  2. Le classifiche (“i migliori libri del….etc. etc.”) trovo che non abbiano molto senso, di per loro.
    Infatti non le leggo mai.
    Ci sono libri che possono essere bellissimi ma imparagonabili tra loro, che senso ha dargli un numero di classifica?

    Sarei molto più interessata a classifiche nelle quali per esempio si dicesse sì “i dieci/venti/quindici libri che. … etc,” ma nelle quali i libri in questione venissero non solo elencati in rigoroso ordine alfabetico per autore ma a proposito dei quali venisse anche fornito un minimo di criterio valutativo (autrement dit: una “dichiarazione di voto”).

    Ma questo non avviene praticamente mai e perciò io continuo serenamente a non leggere le classifiche ^__^

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  3. Grazie a Luiginter, che trova sempre uno spunto per sollecitare una discussione interessante, che è poi il motivo che mi spinge appena posso, anche quando invece vorrei allontanarmi un pò, a fare visita a questo insostituibile sito.
    A mio parere ed è un punto sul quale con Maria Matera abbiamo più volte disquisito, non trovo possibile nè logico fare clssifiche su quali siano i libri più belli, cosiccome sarebbe sbagliato qualsiasi classifica su films o altra forma d’ arte. L’ unica classifica oggettiva è su i più venduti o nel caso di film, i più visti. In particolare per i libri, andrebbero comunque suddivisi per categoria, così come vengono suddivisi in libreria ed in questo non posso che concordare con Gabriella. Mi rendo però conto benissimo, che il tutto fà parte di un gioco e come tale dobbiamo accettarlo.
    Un abbraccio come sempre a tutti

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  4. ciao a tutti,

    in verità la parola classifica è impropria. L’ho usata (la uso in questi casi) per semplificare e perché attira l’attenzione.
    Questi elenchi, eterogenei, che quasi mai hanno ambizioni di esprimere valori assoluti, hanno il pregio di mettere in fila – spesso nemmeno in ordine gerarchico – i libri che nel periodo determinato hanno attirato l’attenzione di una redazione o di qualche altra entità. Sono selezioni molto molto parziali, fatte fra migliaia di libri pubblicati.
    Per chi consulta gli elenchi però, hanno il pregio di suggerire idee nuove, magari ignorate fino a quel momento. In particolare io ci trovo sempre qualche spunto per scoprire autori nuovi o linee di pensiero che non avevo considerato o delle quali non sapevo nulla.
    E poi c’è un po’ il gusto dello scorrere l’elenco come atto divertente in sé…

    abbracci 🙂

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  5. O.T.
    @ Maria Matera:
    finalmente ho capito che sei tu l’esperta di dislessia e disgrafia….
    Quando avevo accennato ad un mio problema sulla scrittura mi avevi risposto come “maria” e non avevo fatto caso all’avatar. Sai che ho “rubato” qualcosa dal tuo sito? Ho stampato la locandina di “letture da brivido in biblioteca”, l’ho mostrato ai miei bambini -ho il privilegio di lavorare nella scuola dell’infanzia- e ad Halloween abbiamo realizzzato un castello dei fantasmi molto simile, su una parete molto grande e spoglia.
    Il materiale a disposizione su questo evento era tanto ma i bambini hanno scelto, all’unanimità, la tua /vostra locandina e ne è venuta fuori una delizia di lavoro , realizzato completamente con materiale di riciclo . Complimenti per la tua/vostra attività!
    Silvana.
    Scusa Luiginter…e, come sempre ,GRAZIE.

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  6. ciao silvana.

    è che, non ho capito perchè, se scrivo da casa mi viene fuori solo maria e se scrivo dal lavoro mi viene fuori maria matera: della serie “i misteri del web”.

    sono contenta che tu abbia utilizzato la locandina del gruppo libriamoci che, per motivi vari, non frequento più da qualche mese. farò presente il tuo apprezzamento al gruppo.

    sulla disgrafia e la prevenzione della disgrafia sto tenendo delle conferenze in alcune scuole. è un tema a cui tengo molto perchè troppo spesso i bambini disgrafici vengono additati come “svogliati”, “che non si impegnano”, ecc. basterebbe invece utilizzare alcuni “piccoli” accorgimenti per prevenire questo disturbo già a partire dalla scuola materna.

    comunque se ti interessa la cosa o hai curiosità puoi contattarmi all’indirizzo di posta mariamatera@gmail.com

    per ennore: non vorrei insistere, ma se ci affidiamo agli incassi viene fuori che il migiore film dell’anno è l’ultimo dei fratelli vanzina! strizzare l’occhio alla qualità piuttosto che alla qualità secondo me non è sbagliato. ma su questo abbiamo già discusso ampiamente. 🙂

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  7. Silvana, vedo che sei una fahrenheittiana d.o.c.
    ho letto tutte (quasi) le recensioni del 2009 e ho notato che hai segnalato anche Matematici nel sole di Franco Stelzer arrivato secondo 🙂

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  8. luiginter :sì, anche a me manca molto xochitl2.Dove sei? ritorni con noi?

    Grazie Silvana e Luigi per le belle parole con cui mi accogliete proprio il giorno in cui ritorno a casa dopo un’assenza di 32 giorni, trascorsi in ospedale per un’operazione all’anca e in una struttura riabilitativa. Sono stata tre settimane ad Arco di Trento e, prima di partire, avevo preparato una mail per la biblioteca di Arco, dove mi risulta ci siano ben due gruppi di lettura con cui avrei voluto entrare in contatto, ricordando anche che proprio ad Arco qualche anno fa c’è stato un incontro nazionale dei GDL.
    La mail non l’ho poi spedita per difficoltà tecniche e così l’incontro non è avvenuto, sono solo riuscita a vedere dove era ubicata la biblioteca, che comunque nei momenti in cui mi era possibile avvicinarmi era chiusa.
    Sono partita da casa con un grande cestino pieno di libri di diverso..peso da leggere a secondo delle difficoltà del momento. Per circa dieci giorni, però la mia testa, forse per effetto dell’anestesia totale, era come un palloncino vuoto e si rifiutava di accettare qualunque tipo di lettura, poi invece ho recuperato e nelle notti insonni ho letto diverse cose, anche se non ho fatto incontri eccezionali.
    Quando sono partita avevo appena finito il libro Gli scomparsi di Mandelshon e pensavo di scrivere qualcosa, perché questo libro.saggio mi era piaciuto molto..ora non lo farò più anche perché , dopo aver letto la magnifica recensione di Gabriella sul suo blog sarebbe del tutto inutile.

    Nelle mie manovre di avvicinamento all’Africa, argomento che vorrei privilegiare nel 2010, ho letto alcuni libri di Kapuscinski, Il villaggio del tedesco dell’algerino Sansal, o Chicago dell’egiziano Al alswani.
    E’ stato piacevole, come sempre, spezzare… il clima africano con L’uomo che guardava passare i treni di un Simenon, che si fa sempre leggere con interesse.
    E’ invece ancora in corso la ..faticosa lettura di Le ossa di Berdicev, con cui volevo approfondire la conoscenza di Vassilij Grossman, ma confesso che il saggio è nel complesso un po’ noioso!

    Nella casa di cura in cui mi trovavo vedevo pochi libri tra le mani dei pazienti, invece un enorme televisore che monopolizzava l’attenzione di moltissimi non solo con le partite, ma con interminabili discorsi sul calcio. Accanto c’era un piccolo armadio con bruttissimi vecchi libri.
    Vorrei concludere, e scusate se sono intervenuta parlando troppo di cose personali, ricordando che passare tre settimane in un luogo di riabilitazione( cardiologica e ortopedica ) significa leggere ben di più di un libro, nel momento in cui sei a contatto con la sofferenza , con la precarietà della vita che ti può cambiare per il più banale motivo da un momento all’altro e soprattutto a contatto la solitudine di tanti vecchi con i problemi che ti comporta non una vita, ma una vecchiaia prolungata.
    Un’ultima osservazione: in tempi di caccia al rumeno o comunque allo straniero è commovente essere seguita con grande professionalità da infermieri senegalesi o rumeni o da fisioterapiste brasiliane, che poi nel momento del distacco, alla fine del processo riabilitativo, ti abbracciano con grande affetto.

    Un affettuoso saluto a tutti voi

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  9. Grazie Silvana e Luigi per le belle parole con cui mi accogliete proprio il giorno in cui ritorno a casa dopo un’assenza di 32 giorni, trascorsi in ospedale per un’operazione all’anca e in una struttura riabilitativa. Sono stata tre settimane ad Arco di Trento e prima di partire avevo preparato una mail per la biblioteca di Arco, dove mi risulta ci siano ben due gruppi di lettura con cui avrei voluto entrare in contatto, ricordando anche che proprio ad Arco qualche anno fa c’è stato un incontro nazionale dei GDL.
    La mail non l’ho poi spedita per difficoltà tecniche e così l’incontro non è avvenuto, sono solo riuscita a vedere dove era ubicata la biblioteca, che comunque nei momenti in cui mi era possibile avvicinarmi era chiusa.
    Sono partita da casa con un grande cestino pieno di libri di diverso..peso da leggere a secondo delle difficoltà del momento. Per circa dieci giorni, però la mia testa, forse per effetto dell’anestesia totale, era come un palloncino vuoto e si rifiutava di accettare qualunque tipo di lettura, poi invece ho recuperato e nelle notti insonni ho letto diverse cose, anche se non ho fatto incontri eccezionali. Quando sono partita avevo appena finito il libro Gli scomparsi di Mandelson e pensavo di scrivere qualcosa, perché questo libro.saggio mi era piaciuto molto..ora non lo farò più anche perché , dopo aver letto la magnifica recensione di Gabriella sul suo blog sarebbe del tutto inutile.
    Nelle mie manovre di avvicinamento all’Africa, argomento che vorrei privilegiare nel 2010, ho letto alcuni libri di Kapuscinski, Il villaggio del tedesco dell’algerino Sansal, o Chicago dell’egiziano Al alswani.
    E’ stato piacevole, come sempre, spezzare… il clima africano con L’uomo che guardava passare i treni di un Simenon, che si fa sempre leggere con interesse.
    E’ invece ancora in corso la ..faticosa lettura di Le ossa di Berdicev, con cui volevo approfondire la conoscenza di Vassilij Grossman, ma confesso che il saggio è nel complesso un po’ noioso!

    Nella casa di cura in cui mi trovavo vedevo pochi libri tra le mani dei pazienti, invece un’enorme televisore che monopolizzava l’attenzione di moltissimi non solo con le partite, ma con interminabili discorsi sul calcio. Accanto c’era un piccolo armadio con bruttissimi vecchi libri.
    Vorrei concludere, e scusate se sono intervenuta parlando troppo di cose personali, ricordando che passare tre settimane in un luogo di riabilitazione( cardiologica e ortopedica ) significa leggere ben di più di un libro, nel momento in cui sei a contatto con la sofferenza , con la precarietà della vita che ti può cambiare per il più banale motivo da un momento all’altro e soprattutto a contatto la solitudine di tanti vecchi con i problemi che ti comporta non una vita, ma una vecchiaia prolungata.
    Un affettuoso saluto a tutti voi

    Non so che pasticcio ho fatto ma ho visto che il commento è comparso con il mio vero nome e non con con Xochitl 2..comunque sono sempre io!

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  10. Ciao Caterina Xochitl2…che bel nome imperiale da zarina (dei post) e rinfrescato
    da un bel fiore gentile : BENTORNATA !
    Sei riuscita magistralmente a dare unì’idea, con pennellate decise e delicate, del periodo che hai trascorso e di quello che hai visto e vissuto, con il solito occhio attento sull’umanità variegata che ci circonda.
    Devo scrivere velocemente_il lavoro mi attende_ ma sono “davvero” felice di risentirti e ti sono vicina con tutta me stessa, mente e cuore.
    Un abbraccio.
    Silvana

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  11. ciao Caterina, auguri intanto per il tuo recupero fisico, ho sempre appezzato molto i tuoi post, ti pregherei di postare il tuo commento su Gli Scomparsi di Mandelsohn sarà una delle mie prossime letture quando mi sarò ripresa dallo choc di Fucilateli tutti, ho deciso di approfondire l’argomento Shoah e letteratura ebraica e mi farebbe molto piacere sentire il tuo parere a questo proposito grazie infinite e spero supererai presto il periodo difficile con un buon recupero

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  12. Ciao Donella , ti consiglio vivamente la lettura del libro di Mendelsohn, che è difficile definire: un saggio certamente, una seria ricostruzione storica, la ricerca quasi ossessiva di una verità ricercata per 5 anni, viaggiando attraverso i quattro continenti e contattando persone ormai molto anziane, anche ammalate, che sono i pochi testimoni rimasti di tragedie terribili e che tra poco non ci saranno più. E invece li ricorderemo grazie a Mendelsohn, originale personaggio che si occupa di cinema, di critica letteraria, ma che, ebreo laico di terza generazione, è prima di tutto un professore di greco, profondo conoscitore della cultura classica e della tragedia greca in particolare. E questo traspare spesso in”Gli scomparsi”, dove numerose sono le citazioni, in particolare quel “ Hic sunt lacrimae rerum”, posto anche in esergo, e tante altre che non sono gratuita esibizione di erudizione, ma si inseriscono con naturalezza nel testo che spesso anzi fa di Mendelsohn un affabulatore, con il tono dell’oralità. Del suo narrare è debitore a nonno Abraham, personaggio importante in questa saga familiare,in cui si vuole chiarire come è stato ucciso lo zio Shmiel, fratello del nonno e le sue quattro bellissime figlie. Frase ripetuta tante volte, come altre ,e che appunto per questo contribuiscono a creare quel tono di oralità che dicevo prima.
    Del libro ho apprezzato soprattutto la serenità del racconto e il modo in cui come lettore sei coinvolto nelle indagini, nella riflessione sul male e sulla violenza di quelle terribili azioni naziste degli anni 41- 42, prima della storia più conosciuta della shoah nei lager. Qui in primo piano è Bolechow, un paese dove ebrei e ucraini erano sempre vissuti in pace e dove invece si scatena quella violenza che, tu, Donella, hai già conosciuto attraverso “Fucilateli tutti.”

    L’ebreo laico Mendelsohn arricchisce il suo testo con numerose pagine della Bibbia, della Genesi, richiamate con le diverse interpretazioni di autori antichi e contemporanei e che sono il tramite per costruire paralleli tra la storia di famiglia di Daniel e il fratricidio di Caino, il diluvio universale, Sodoma e Gomorra o Abramo alla ricerca della terra promessa. Anche queste parti si fanno leggere con piacere e interesse.
    Ciò che comunque colpisce nel libro è il racconto non di grandi fatti, ma di tanti piccoli particolari, che fanno vivere i personaggi intervistati. Che cosa rimarrà di loro fra non molto, se non quanto ricordato da Mendelsohn, che quindi poi alla fine non vuole tanto ricostruire una storia di morte dello zio Shmiel, della moglie e delle sue quattro bellissime figlie, quanto dare vita ad un mondo, ad una cultura ad una civiltà, cancellata dalla furia nazista.
    Peccato il titolo del libro in italiano, più interessante e significativo il titolo originale: The lost. A Search for Six of Six Million.
    Belle e parte integrante del testo le foto in bianco e nero scattate dal fratello di Daniel, che lo ha accompagnato quasi sempre in questo giro del mondo ( v. Sebald Austerlitz, altro libro meraviglioso che ti consiglio, se mai, Donella, non l’avessi già letto.)
    Ho tentato di dirti qualcosa, ma solo qualcosa di un libro corposo di ben 722 pagine. Spero di esserti stata utile e in futuro fammi sapere le tue osservazioni sul testo che leggerai

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  13. Ciao xochitl ti ringrazio per i tuoi commenti e per il tempo che mi hai dedicato, GLI SCOMPARSI mi accompagnerà in queste vacanze,continuo a tenermi accanto FUCILATELI TUTTI anche se ne ho terminato la dolorosa lettura, non riesco a riporlo tra i libri letti e ogni tanto vado a rileggermi alcune pagine, mi ha lasciato dei messaggi molto importanti quel “vi è un punto critico nello studio di un genocidio ed esso sta nell’accettare ciò di cui si è venuti a conoscenza.Sapere e continuare a vivere, senza tuttavia dimenticare o cancellare ciò che si è appreso” mi spinge a continuare a cercare scritti su quell’immensa tragedia portata a termine dai nazisti e poi “sono dell’opinione che vi sia un’unica specie umana, la stessa specie umana che fucila dei bambini di due anni e che viene fucilata a due anni Nella buona e nella cattiva sorte appartengo a questa specie umana: Ciò mi permette di comprendere sino a qual punto un’ideologia possa ingannare le coscienze tanto da far apparire superflua ogni riflessione e impedire il RICONOSCIMENTO DELL’UMANITA’ NELL’ALTRO, questa per me ha rappresentato una chiave di lettura di questi grandi massacri, e purtroppo non possiamo mai dirci al sicuro dal verificarsi di tragedie di questo genere, l’unica cosa che possiamo fare è conoscere per poter riflettere, non nasconderci dietro l’orrore, per questo vado avanti nella conoscenza di questo infinito dolore
    mi sono anche appassionata a quelle piccole realtà ebraiche gli shtetl, cosi ben descritti in Lontano da dove di Magris che sto leggendo pian piano, ho ordinato qualche libro di J. Roth e di Singer che descrivono questi paesi durante l’impero austroungarico, che si ritrova anche nei ricordi di OZ in Una storia d’amore e di tenebra, l’umiltà di quel mondo ebraico mi attrae e mi affascina, ordinerò anche Austerliz e poi se mi permetti verrò a condividere con te le mie impressioni man mano che andrò avanti con queste letture….grazie caterina della tua preziosa presenza e un affettuoso augurio che tu possa riprendere la tua forma fisica velocemente

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  14. Silvana, ci hai perfettamente azzeccato, mi sono decisamente commossa a vedere che il libro citato da Roberto Saviano, una persona che ammiro a dismisura, è un libro di un’altra persona che ammiro a dismisura, Joyce Carol Oates con *My sister, my love*.
    Per il resto, come al solito, soprattutto nelle liste americane, un sacco di libri e/o autori che non avevo mai sentito.
    Io comunque apprezzo l’idea delle liste, Nick Hornby in *Alta fedeltà* insegna.

    *giuliaduepuntozero

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  15. salve di nuovo, ho finito di leggere “Alessandro Baricco – Iliade (Omero)” è come nn mi è piaciuto alle scuole medie nn mi è piaciuto adesso, però devo dire che adesso è sicuramente più leggibile e facile da seguire, averlo trasformato in prosa lo rende un ottimo racconto.

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  16. carissima xochitl2,
    volevo condividere con te il grande interesse che ha suscitato in me la lettura de GLI SCOMPARSI, (in effetti come dici tu il titolo originale era molto più adatto) sono a metà del libro e quello che mi colpisce di più è la pacatezza con cui l’autore va avanti nella sua ricerca, una ricerca che parte da “dentro” questa è l’impressione che ne traggo, la ricerca per salvare almeno il ricordo di quanto si è perso, non è doloroso come FUCILATELI TUTTI, c’è una rassegnazione una ineluttabilità di fondo nella considerazione di questa grande tragedia che viene soprattutto dalle citazioni della Bibbia e delle sue interpretazioni, l’autore con grande umiltà parla anche dei suoi limiti nella ricostruzione della storia della famiglia di suo zio, il non sapere con certezza cosa gli è accaduto, e l’accettare i ricordi non sempre precisi di coloro che lo avevano conosciuto. la sensazione immediata che lascia questa lettura è soprattutto di grande vuoto, di un impoverimento, è come se una parte dell’umanità, secondo me la più mite laboriosa e remissiva, fosse stata eliminata e lo spazio vitale fosse stato tutto occupato e risucchiato dalla violenza e dalla cattiveria
    vado avanti… spero che tu abbia ripreso la tua vita normale, ti auguro di cominciare con serenità il nuovo anno a presto

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  17. Vedo solo oggi il tuo post rivolto direttamente a me, non avevo dubbi che “Gli scomparsi” ti sarebbe piaciuto: appartiene ai libri che lasciano un segno. Tra i tanti libri su l’olocausto ha una sua originalità; anch’io ho apprezzato molto la pacatezza con cui l’argomento è affrontato, senza togliere nulla alla drammaticità del racconto. Alla fine pensare che la stesura di un libro come questo dia lunga vita a tanti sopravvissuti che fra poco non ci saranno più è la cosa che mi ha commosso di più.
    Anche a te cari auguri di buon anno

    donella :

    carissima xochitl2,
    volevo condividere con te il grande interesse che ha suscitato in me la lettura de GLI SCOMPARSI, (in effetti come dici tu il titolo originale era molto più adatto) sono a metà del libro e quello che mi colpisce di più è la pacatezza con cui l’autore va avanti nella sua ricerca, una ricerca che parte da “dentro” questa è l’impressione che ne traggo, la ricerca per salvare almeno il ricordo di quanto si è perso, non è doloroso come FUCILATELI TUTTI, c’è una rassegnazione una ineluttabilità di fondo nella considerazione di questa grande tragedia che viene soprattutto dalle citazioni della Bibbia e delle sue interpretazioni, l’autore con grande umiltà parla anche dei suoi limiti nella ricostruzione della storia della famiglia di suo zio, il non sapere con certezza cosa gli è accaduto, e l’accettare i ricordi non sempre precisi di coloro che lo avevano conosciuto. la sensazione immediata che lascia questa lettura è soprattutto di grande vuoto, di un impoverimento, è come se una parte dell’umanità, secondo me la più mite laboriosa e remissiva, fosse stata eliminata e lo spazio vitale fosse stato tutto occupato e risucchiato dalla violenza e dalla cattiveria
    vado avanti… spero che tu abbia ripreso la tua vita normale, ti auguro di cominciare con serenità il nuovo anno a presto

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  18. Uno dei più bei libri che ho letto nel 2009 è La versione di Barney. Non vorrei incorrere in un facile luogo comune ma la capacità degli ebrei di raccontarsi con ironia (spesso amara)è unica. L’ho trovato in altri autori come per esempio Philip Roth ne “Il lamento di Portnoy), nel teatro con Ovadia oppure in registi come i Coen nell’ultimo film o naturalmente Woody Allen. In questo libro il protagonista si mette a scrivere le sue memorie come risposta a un libro di un suo ex amico di gioventù, appunto la sua versione. Ne viene fuori una vita sempre vissuta al di sopra delle righe sia negli affetti(nonostante un grande amore) che nel lavoro (nonostante un lavoro che l’ha reso ricco) in cui la felicità anche se l’ha avuta a portata di mano l’ha buttata via. Durante la lettura ho provato diverse volte dei sentimenti di riprovazione per le scelte che faceva, insomma un personaggio poco “politicamente corretto” come si suol dire ma che nonostante ciò ti porta solidarizzare con lui. Un gran bel libro.Un capolavoro.

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