Festina lente

Il celebre critico letterario Harold Bloom vanta la capacità di leggere mille pagine in un’ora. Significa più di sedici pagine al minuto. Una ogni venti secondi. Ma vorrei domandargli: Signor Bloom, com’è possibile godere di una bella pagina in soli venti secondi?

Voglio dire, provate a pensare, che so, a Marcel Proust, o a quelli che come lui stavano ore, giorni e anche mesi a girare le frasi, a cambiare l’ordine delle parole, a rimodellare, riscrivere un periodo, a incistarsi su una piccola sequenza di parole per farla risultare più bella agli occhi del lettore. Ecco, provate a immaginare la delusione di Proust o dei compari suoi nello scoprire dall’al di là che il più influente critico americano del XI secolo ha liquidato ognuna di quelle sudatissime frasi in un solo miserabile pico-secondo.

Io credo che Proust e compagni ci rimarrebbero male. Sicuramente lo crede anche Evan Maloney, che sul Guardian spiega bene l’opportunità della L e t t u r a L e n t a.

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15 pensieri riguardo “Festina lente”

  1. Non so.

    C’è qualcosa che non mi quadra in questa che più ci penso e più mi pare solo una querelle solo apparente.

    Una di quelle cose americane che ogni tanto gli americani si inventano per movimentare l’ambiente.

    E che puntualmente vengono riprese in quella che dovrebbe esser la scafata Europa.

    …. Bloom si è divertito a prendere per i fondelli il suo intervistatere (o intervistatrice, non ho approfondito) che non ha capito che Bloom lo/la stava prendendo per i fondelli?
    E poi tutti a fiondarsi (che non gli pareva vero, figuriamoci!) su questa chicca del Grande Bloom che dice di legger libri e invece si scopre che praticamente li sfoglia soltanto ?! )

    Mah. Bah.

    Chiedo scusa ma di Bloom tutto riesco a pensare (anche le peggio cose, eh) tranne che legga in modo superficiale.

    Insomma: a me il tutto sembra una ***divertentissima**** bufala a catena. 🙂

    …Però l’interrogativo di fondo posto nel post resta, ed è serio:

    Meglio legger tanto e velocemente o invece sarebbe meglio legger meno e lentamente ma (si spera) attentamente?

    Io sono per la seconda che ho detto.

    E voi?

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  2. Ritornando a Proust, leggerlo velocemente è un oltraggio. Ogni singola riga è perfetta. Ricordo che non potevo fare a meno di sorridere di contentezza ogni volta che ne leggevo una. Farlo veloce sarebbe stato, sopra ogni cosa, un idiozia.

    Eppure ci sono libri scritti con ritmi diversi, e il vero gusto consiste nel correre a perdifiato lungo la trama.

    Per dirla in altri termini, io credo che non esistano solo stili di scrittura, ma anche stili di lettura, i quali variano di libro in libro. Bisogna capirli di volta in volta. Yea!

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  3. Mirco Bruz ma tu davvero ci credi che Harold Bloom ha letto Proust scorrendo una pagina ogni venti secondi?

    Harold Bloom?!?!

    Harold Bloom?!?

    Che se non per primo ma sicuramente uno tra i primi ha visto cose in Proust che tonnellate di dotte discettazioni europee prima di lui non avevano visto/letto?

    Io non ci credo.

    … Dico così, giusto per rientrar nel tema e tornare a Bloom, che in fondo era — mi sembra — il tema di primo livello del post 🙂

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  4. Io credo che per taluni libri la lettura lenta sia necessaria; al citato Proust aggiungo il primo titolo che mi è venuto in mente pensando ad una mia lettura attenta e perciò lenta, alla prima lettura: “Memorie di Adriano”. Però aggiungerei anche che, secondo me, non tutti i libri sono da leggersi lentamente. O meglio,non per tutti i libri è necessaria una lettura lenta. Che cosa ne pensate?

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  5. Dovete correggere il calcolo: 1000 pagine all’ora significano 16,6 pagine al minuto, ovvero una pagina ogni 3 secondi e mezzo, non ogni 20 secondi.
    Fate una prova: è umanamente impossibile leggere pagine normali a quella velocità. Si tratta all’incirca di leggere 80-90 parole, o 10-12 righe, al secondo.

    Ciò detto, esistono tecniche di lettura veloce, che consentono – SALTANDO LE PAROLE E LE RIGHE “INUTILI” – di rendere la lettura molto rapida. Con concentrazione e metodo, si può arrivare, ragionevolmente, a leggere una pagina ogni 30 secondi, quindi un libro “facile” di 240 pagine in un paio d’ore.

    Ma il piacere della lettura è una cosa diversa, e tutto ciò in ogni caso vale solo per i romanzetti.

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  6. Credo che per stabilire quale possa essere — in linea teorica ovviamente — il ritmo di lettura ottimale si dovrebbero prendere in considerazione vari parametri, e credo che questi parametri riguardino sia il testo che si sta leggendo sia la soggettività del lettore.

    S’ha infatti a che fare con una coppia di soggetti (lettore ed autore del testo) ciascuna con un proprio universo.

    Non penso proprio si possa stabilire il “cos’è meglio” una volta e per tutte.

    Non posso (anche se mi piacerebbe, ah quanto mi piacerebbe! — smile) farla lunga, ma per entrambi i poli di questa coppia ci sarebbero poi da considerare un mucchio di variabili che rendono la faccenda ancora più complessa ed interessante.

    Mi limito a rimanere in ambito strettamente soggettivo dicendo che a me succede di leggere mooooooolto lentamente i libri che mi interessano e mi piacciono davvero, e molto velocemente quelli che mi annoiano o che in itinere mi deludono.

    La voglia di sbolognarmeli al più presto è tale che filo come un razzo.

    Poi c’è il caso — molto estremo — in cui per far più presto mollo tutto e pianto il libro a metà.
    Ma questo caso non si verifica, ahimè, quasi mai .
    Il mio severissimo Super Io non mi dà il permesso 😦

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  7. A parte l’evidente provocazione di Bloom che anche le cifre confortano, a parte il paradosso dell’affrettarsi lentamente – ottimo stratagemma da poter applicare a 360° nella vita tutta- il discorso, spogliato dalle ipotesi su quel che sarebbe meglio o più conveniente fare, è e rimane, secondo me, profondamente soggettivo.

    Mio marito, scherzando ma non tanto, mi accusa di leggere con la stessa modalità di come bevo la birra ovvero con abbondanti sorsate mentre lui centellina la lettura come un vino d’annata.

    Purtroppo ( ed è un sincero rammarico) leggo abbastanza velocemente ( ah come incide in tutto questo l’impazienza, l’attesa vogliosa, il desiderio di incontrare nel prossimo volume la scrittura perfetta, la storia della tua vita, la risposta ad un sentimento indefinibile…pur sapendo che è una sciocchezza colossale).
    Usando un paragone con i Tempi musicali diciamo che leggo i libri che ritengo importanti in modalità Allegro Moderato e gli altri decisamente Presto, Vivace o Prestissimo. Alcuni, poi, li abbandono senza pietà da quando il Tempo, quello tiranno che invecchia e fa invecchiare in fretta, mi fa sentire il suo fiato sul collo.

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  8. Secondo me la questione è molto semplice: i libri da leggere sono troppi e il tempo è poco. Una lettura lenta va meritata.

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  9. Più che la velocità di lettura mi sembra importante la rilettura. Per quanto una lettura possa essere lenta, al primo incontro importante con un libro, non si ha la maturità di ricezione che solo una rilettura permette di avere.

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  10. Per lavoro, devo ogni giorno prendere in mano diversi libri e di ognuno devo saperne il contenuto: le tecniche di lettura veloce e intuitiva che presumo usi Bloom mi sono state utilissime. Addirittura esiste un italiano di nome Golfera che conosce a memoria un centinaio di libri.
    E comunque queste tecniche di lettura hanno risvolti pratici diversi. Per chi lavora con i libri sono essenziali.
    Quando invece voglio leggere un libro per me, semplicemente non le uso, o ne uso altre, a meno che non stia facendo ricerche particolari, e mi trovo davanti un metro di libri di consultare e allora sicuramente le applico.
    E’ sempre la solita storia: i mezzi ci sono, ma se vengono usati male, perdono d’importanza. La televisione, per esempio, potrebbe essere un bellissimo strumento per trasmettere informazione, ma tutti sanno che cosa sia diventata. Per bene che vada, c’è il solito documentario che tutto fa, tranne che approfondimenti.
    Sapere queste tecniche non significa, quindi, precludersi il piacere di leggere.
    Ciao

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  11. Sono d’accordo sulla soggettività dei tempi di lettura però non penso che ad una lettura Andante Veloce (ciao Silvana :-)) corrispondano necessariamente una lettura superficiale o un libro cui attribuiamo scarso valore.Libri che ricordo per la sorpresa piacevole di buona scrittura e tema o vicenda interessante li ho letti talvolta rapidamente:”Stupore e tremori” di Nothomb (autrice mai più letta perchè mi è piaciuto solo questo suo libro); “Lo spazio bianco” dell’ottima, per me, Parrella; un pò di anni fa “Estensione del dominio della lotta” del perennemente immusonito:-( (stile suggerito dal marketing editoriale?) Houellebecq.
    Sono solo i primi che mi vengono in mente; oppure certa saggistica, che per quanto letta a ritmo sostenuto lascia una buona traccia di riflessione.
    Forse ad una lettura lenta

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  12. marinaforlani “non penso che ad una lettura Andante Veloce corrispondano necessariamente una lettura superficiale o un libro cui attribuiamo scarso valore”

    Concordo, anzi a me capita proprio di dover gestire il contraddittorio desiderio di divorare un libro che mi piace con quello di non raggiungerne mai la fine. Così, avanzo in fretta ma poi ritorno sui passi già letti in una dinamica un po’ infervorata ma che rappresenta bene, secondo me, la passione del leggere che è anche voracità e ricerca del piacere.
    Ma è vero anche che certi libri – i gialli per esempio- li leggo un po’ di corsa, con una lettura trasversale poco scientifica e molto casereccia, proprio per finirli in fretta e per togliermi il pensiero…

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