Ho smania di leggere

Libri - foto: halighalie, flickr
Libri - foto: halighalie, flickr

Ho smania di leggere.

Per leggere voglionsi libri.

Per aver libri son necessari denari.

Per aver denari è necessario un impiego.

Ma un impiego occupa gran parte del giorno e guasta la rimanente.

Per poter dunque aver libri mi tolgo il tempo di leggere.

tratta da *Note azzurre* di Carlo Dossi, edito da Adelphi.

Auguro a tutti i lettori del blog un felice anno nuovo, ricco di belle letture!

*giuliaduepuntozero

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23 pensieri riguardo “Ho smania di leggere”

  1. Per il 2010, auguro ad ognuno e ognuna di noi, di trovare il libro che lo rappresenta, lo cattura irrimediabilmente, lo conquista alla lettura senza limiti, gli cambia punto di vista. Per trovarlo, normalmente succede di doverne leggere – di libri – almeno uno al mese, prima di decretare il vincitore dell’anno. E questo è il secondo augurio. 🙂

    ciao
    raethia

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  2. ps: per aggirare l’ostacolo economico (vedi citaz. Dossi) invito tutti al baratto con recensione.
    far girare i libri fa bene. 😉

    ancora raethia

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  3. Auguri per un anno di letture appaganti!
    Per leggere senza dover per forza spendere denaro consiglio i prestiti in biblioteca; si risolve anche l’altro grande problema dei lettori, quello dello spazio.

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  4. Il vero problema mi pare non sia quanto costano i libri (leggi = “prezzo di copertina”, “quanti quattrini devo sborsare per averlo”), ma quanto costa lo spazio necessario per poi collocarli e tenerli.

    Si tratta di un problema che pare abbia solo io, perchè vedo che di costi di spazio non parla mai nessuno.

    Evidentemente tutti tranne me son giulivi possessori di ville, castelli e sale all’uopo (cioè ai libri) dedicate.
    E di librerie in noce o in mogano e con vetri finemente intarsiati che proteggono i preziosi tomi dalle insidie della polvere e da tutti gli altri noti nemici della carta stampata.

    Beati quei felici possessori! (Il Dossi citato nel post apparteneva ad un’epoca in cui i problemi materiali libreschi erano di tutt’altro tipo di quelli d’oggidì e quindi, con tutto il rispetto dovutogli, in questo caso le sue righe mi lasciano piuttosto indifferente).

    …Io invece il problema dello spazio ce l’ho, eccome, ed ormai prima di comprare un libro, prima di chiedermi “quanto costa” mi chiedo “quanto spazio mi prenderà, sullo scaffale?”.

    Per fortuna, ho scoperto da qualche anno che, considerata la cosa dal punto di vista —- come dire — “spaziale” — Meridiani, Pleiade etc. sono risparmiosissimi assai. Sono magnifici anche in viaggio: porti un tomo e leggi tre o quattro o cinque opere 🙂
    Una meraviglia! Meglio che al supermercato!!! 🙂

    In quanto ai prezzi di copertina, beh.
    Dipende da cosa una/o ama leggere.

    Anche qui… i libri che piacciono non hanno prezzo.
    Per tutti gli altri, c’è tutto il resto (prestiti, riciclaggi, biblioteche, bookcrossing).

    Buon Anno a tutte/i!!!

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  5. Il problema non è solo tuo, Gabriella. Diverse volte, ho nominato il fatto- apparentemente trascurabile- che i libri, oltre al contenuto, hanno pure un peso e una dimensione spaziale. Ora, dopo aver riempito tutto il riempibile( compresa una soffitta) davvero non saprei più dove collocare i volumi ( e non è problema di ” arredamento d’ interni”). Per questo, ora amo molto le biblioteche che, tra l’ altro, ti impongono la lettura e ti impediscono di depositare lì un testo ” da leggere poi”.
    Finchè ci sono ( le biblioteche) usiamole, perchè ho l’ impressione che qualcosa di oscuro avanzi… Buon anno !

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  6. Gabriella e Renza
    avete toccato un tasto dolente. Lo spazio( sono arrivata penosamente a riporre libri non ancora letti dentro cassette di plastica della frutta impilate), oltre al tempo , è un fattore determinante… anche se la sua mancanza non sempre funziona da saggio deterrente per frenare la compulsione all’acquisto. Non tutti, però, hanno la fortuna di vivere in un luogo civile dotato di biblioteche degne di tal nome. Ogni tanto, tramite il blogroll del GdL , vado sui siti delle fornitissime biblioteche di Cervia, Cologno e di Garlasco, conosciuta ai più per l’ oscuro fatto di cronaca nera, e provo un’invidia e una rabbia perchè se, come afferma Renza, l’oscuro avanza, dalle mie parti la luce è da tanto che non sappiamo cosa sia…

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  7. Anche per me il problema principale è lo spazio. Vivo da un anno nella mia nuova casa, in cui abbiamo messo più librerie possibili, ma dal primo giorno in cui siamo entrati avevamo già riempito praticamente tutti gli scaffali!
    Quindi ora cerchiamo di tenere solo l’indispensabile, e ogni 2 o 3 mesi facciamo un salto al Libraccio per vendere qualche libro. Vi assicuro che non è facile, ma riesco sempre a liberarmi di qualcuno. E ovviamente ne approfitto anche per fare acquisti a metà prezzo.
    *giuliaduepuntozero

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  8. Pensa, Silvana, che l’ idea della biblioteca decentrata, della cultura portata a tutti i cittadini ( e non riservata solo agli studiosi, frequentatori delle biblioteche storiche) è nata proprio nella mia città, alla fine degli anni ’50, per merito di una persona che concepiva la politica come interesse generale. Carlo Maria Badini, allora assessore ( poi sarebbe diventato Sovrintendente alla Scala)è stato l’ iniziatore di questa bellissima iniziativa. Oggi, tutti i quartieri hanno la loro biblioteca. Si tratta di luoghi piacevoli, dove si possono leggere i quotidiani, e visionare i libri. Ma c’ è un oscuro che avanza e cioè la trasformazione delle biblioteche in Fondazioni ( esperienza già fallita con i teatri lirici). Già ora sento dire, da fonti dirette, che non ci sono fondi per l’ acquisto di libri nuovi ( le Fondazioni dovrebbero trovarsi i finanziamenti) e quindi temo che il futuro non sia roseo e, sinceramente, ne soffro con rabbia.
    Insomma, Silvana, forse le luci si possono accendere, ma quando la luce si spegne…( vedi un po’ come vengono le citazioni dai libri che abbiamo amato…).
    Un carissimo saluto

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  9. Il problema spazio, per me è veramente pressante, purtroppo non sono capace di separarmi dai libri che ho comprato, belli, brutti o anche mai letti, il libro mi piace fisicamente e più vecchio è, meglio è, credo sia una mania. Così piuttosto che separarmene,ripongo quelli fra i tanti, un pò meno interessanti, in scatole che poi stipo sugli armadi o in cantina….
    Per ciò che riguarda il buio che avanza, io non lo identifico tanto nelle fondazioni o in altre forme di finanziamento o nelle problematiche varie per le biblioteche, ma in “Kindle” il nuovo gadget di Amazon, quest’ anno il regalo più venduto negli States. Il nuovo “ipod” vanta già 350.000 titoli di libri e abbonamenti ai quotidiani americani. Capisco che per chi ha problemi di spazio potrebbe essere una soluzione, ma il profumo della carta, il gesto del girar pagina, il libro scelto sullo scaffale, per me sono sensazioni insostituibili.
    Un abbraccio
    P.S.
    Carissima Veronica, il tuo richiamo mi raggiunge ovunque ed è difficile non rispondere. Ho riletto un libro intero dopo mesi “La vita che volevo” di Licalzi, è una raccolta di racconti e la cosa mi ha facilitato la lettura, ma sono ancora indeciso sul giudizio da dare.
    Un abbraccio a presto.

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  10. Renza,
    anche a me, diversamente da Ennore ( che saluto ), le Fondazioni fanno un po’ paura, a iniziare da quelle che riguardano il mondo della scuola e a seguire tutte le altre : sanità ,il variegato mondo culturale ecc. Il mio timore è che da una Fondazione all’affondamento il passo è breve. Immagino che le perplessità e la paura del buio, per chi ha potuto fruire di iniziative così belle come le biblioteche di quartiere, siano ancora più serpeggianti e inquietanti…
    Saluti cari.

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  11. Buonasera a tutti e, in particolar modo, a Renza ed Ennore che sono tra i pochi con i quali ho avuto occasione di scambio.
    Per quanto mi riguarda, ho inscatolato alcune categorie di libri di non immediata fruibilità (o perché sono stati già letti; o perché li sto raccogliendo man mano per poter, in un secondo tempo, affrontare l’argomento in modo il più esaustivo possibile..) e poi ho creato un documento excel con titolo autore e argomento su cui segno anche il numero dello scatolone. Ho ordinato il tutto per argomento ma, volendo, si può fare per autore e, quando ho bisogno di trovare un libro, vedo immediatamente in quale scatolone è dal file che ho fatto. In questo modo, do spazio ai libri che mi servono immediatamente. Capisco che non è una grande soluzione alla mancanza di spazio, ma è meglio di prima e ho meno polvere da fare.

    Aggiungo al pericolo degli ipod (vedi Ennore), quello degli e-books. Io stessa ne ho comperati alcuni ma leggere su un video non mi piace, dopo che, per lavoro, ci sono già stata incollata delle ore. D’altra parte qualcuno potrebbe dire che sono ecologici, questo è vero. Costano meno e ti arrivano in download immediato. Fantastico! Peccato che poi, se vuoi leggerli sulla carta, devi stamparteli e magari, se sei pignolo, vai anche a farteli rilegare. E allora addio ecologia.
    Li vedo più come strumenti di studio. Perlomeno, non ti fai patemi a sottolineare e colorare (dopo che sono stati stampati, naturalmente).

    A sentir questi discorsi mi viene in mente un libro che mi aveva impressionato molto: Fahrenheit 451, di Ray Bradbury, dove si ipotizzava un sistema totalitario che aveva dato fuoco a tutti i libri esistenti; ma si era sviluppata una “resistenza”. Ogni componente della resistenza imparava un libro a memoria e poi lo bruciava. In codice, ognuno si chiamava con il nome del libro che aveva scelto di tramandare. Insomma, si era tornati alla trasmissione verbale: io mi chiamo Decamerone, per esempio e, se tu lo vuoi leggere, vieni da me e mi chiedi di dirtelo. Ma se voglio “leggere” La Divina Commedia, allora io vengo da te.
    Attenzione, però, perché: è vera la prima parte di quello che ho scritto per quanto riguarda il libro; è vera la seconda parte per quanto riguarda la versione cinematografica che si era fatta (1966, film diretto da François Truffaut).
    Quindi… evviva le case piene di libri!!!!!!
    Saluti a tutti

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  12. Cara Silvana,
    la fondazione per la scuola è di fatto una privatizzazione dell’ istruzione. Et voilà, fine dell ‘ idea repubblicana dell’ istruzione. Così, semplicemente, ignorando la Costituzione… Per fortuna che la relativa proposta è per ora ” in sonno”, ma è bene non illudersi. Le vie della privatizzazione dei diritti delle cittadinanza sono ( purtroppo) infinite. Un saluto solidale.

    Caro Ennore,
    magari qualcuno pensa che siamo un po’ parrucconi, ma anch’ io ho bisogno di sfogliare la carta. Ieri, su ” Repubblica”, Nathan Englander ( che non ho il piacere di conoscere) discettava che ” se ti illudi di combattere la tecnologia, perdi […]. Il kindle per me è un’ opportunità: pensiamo al vantaggio di portare sempre con te centinaia di libri”.
    Sarà, ma a me pare una sorta di bulimia, di voracità da possesso. Non è più bello ” desiderare” un libro e rammaricarsi di non averlo con sè per poi godersi la lettura ? Un saluto solidale anche a te.

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  13. Sono pienamente d’accordo con Ennore e Renza,non potrei mai fare a meno dei libri,belli o brutti che siano,io non riesco a separarmene!!!
    L’odore e il tatto dei libri sono un piacere insostituibile.
    Caro Ennore anche a me piacciono fisicamente e non credo sia una mania!!!(Sono felece che tu sia tornato al piacere della lettura)
    Preferisco stiparli piuttosto che darli via e quando li presto mi mancano finchè non tornano a casa!!!
    La prospettiva di un futuro senza libri mi terrorizza!!!Non posso farne a meno!!!
    Un abbraccio a tutti

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  14. Ciao, Antonella. Mi piace lo scambio di suggerimenti per radunare le masse di libri. Io ho fatto più o meno come te, per quelli che sono in soffitta. Grandi scatole a chiusura emetica, divise per argomenti ( Narrativa italiana, tedesca in italiano, tedesca in lingua e così via). Poi ho incollato le etichette dalla A alla C . Il bello è quando scovo altri libri e devo riformulare le etichette. Niente excell, ma mappa : a sinistra, tutto il settore narrativa, a destra ecc….
    Un caro saluto

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  15. Poco spazio = pochi , indispensabili libri da tenere con me.
    Li compro, li leggo e , tranne pochissimi, gli altri li abbandono per restituire una piccola gioia provata da ragazzino quando trovai abbandonato su una panchina di una stazione “La storia infinita “. Un bookcrossing

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  16. Come risolvere velocemente, e senza tanti patemi d’animo, un problema di surplus librario
    Libri al macero
    la Nuova Sardegna — 03 gennaio 2010 pagina 05
    CARLOFORTE. Quasi cinquecento libri da mandare al macero. La notizia, proviene dalla biblioteca Edmondo De Amicis ; a seguito della rivisitazione del patrimonio librario della biblioteca, 492 volumi sono stati considerati eccedenti rispetto alle esigenze di una corretta fruizione, qualità editoriale e tipografica, ma anche «documenti incoerenti con le esigenze del pubblico e con basso indice di circolazione». Lo ha deciso la giunta comunale, che ha chiesto ed ottenuto dalla Ras la sdemanializzazione” dei libri da avviare al macero.(s.re.)

    Notizia appresa, pochi minuti fa, su uno dei forum di Fahrenheit . Tore, un carlofortino, denuncia il fatto e (si) chiede perché non conservare i libri nell’archivio, dato che gli spazi comunali non mancano o perché, piuttosto che distruggerli, non vengano distribuiti gratuitamente alla popolazione che in questo periodo è più che mai affamata di cultura.

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  17. Ciao Renza : – )
    poi, riguardo tuo nipote, che cosa hai saputo?
    raccontami un po’ chi è… mi interessa. Mi interessa tutto dei giovani dai 20 ai 30 anni.

    Indirettamente, per quanto riguarda lo spazio e i libri: internet ha, però, reso possibile la lettura di testi antichi o mai più ristampati, o comunque di costi così proibitivi che ora sono in versione pdf.
    Prima erano esclusivo monopolio di collezionisti.
    Sempre Carlo Dossi, in Note Azzurre (vol. 2, 4810): “Sarebbe utile che ne’ giornali s’introducesse una Rivista de’ Libri Non Nuovi, nella quale si rendesse luce e giustizia a talune insigni opere nostre che giaciono aspettando chi le comprenda”.

    Ciao e cari saluti a te e a tutti

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  18. Ciao, Antonella. Per mio nipote abbiamo scelto l ” Antologia del buddhismo giapponese”, a cura di Aldo Tollini, della Einaudi.
    Il libro gli è è piaciuto moltissimo e l’ ha subito cominciato a compulsare.
    Con calma approfondirò con lui, che lavora all’ estero e viene a casa non di frequente. In ogni caso, il buddhismo è stato per lui fondamentale. Ciao!

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  19. ..a proposito di smania di leggere, librerie e relativi spazi, vorrei ringraziare ancOra giulia per avermi fatto scoprire quella che è diventata la mia scrittrice preferita (la Oates ovviamente!). Sto cercando di comprare tutti i suoi libri che ora occupano una mensola intera della mia libreria e ne sono orgogliosa. L’ultimo letto è BLONDES, finito anche le cascate, mike tyson, la figlia dello straniero, sorella mio unico amore, una famiglia americana, la madre che mi manca, acqua nera. Per ultimo terrò la ballata di Jhon Reddy Heart. Domanda: ma FOXFIRE e RAGAZZE CATTIVE sono lo stesso libro?

    “Non esiste vascello come un libro per portarci in terre lontane”
    EMILY DICKINSON

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  20. Ciao Claudia,
    anche a me piace molto J.C.O!
    Sì: “Ragazze cattive” è la traduzione di “Foxfire: Confessions of a Girl Gang” che è stato anche la base per il film “Foxfire” con A.Jolie.
    Saluti 🙂

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