I libri su Ipad, secondo la Penguin, il video

Sembra interessante la faccenda, comunque la si pensi è il caso di prestarci attenzione.

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16 pensieri riguardo “I libri su Ipad, secondo la Penguin, il video”

  1. Segnalo che di ebook si è approfonditamente discusso a Cologno nella prima puntata di Avviso ai naviganti: la serata è stata trasmessa anche via web e la registrazione è disponibile allo stesso indirizzo. Detto molto in soldoni, il problema della tavoletta Apple, per quanto bella e affascinante possa essere, è che si iscrive all’albero genealogico computer-telefono-ipod-iphone, mentre l’ebook affonda le proprie radici nella cultura e nella storia del libro, rappresentando una rivoluzione “interna” alla linea volumen-codex-caratteri mobili-Gutenberg. L’Ipad punta tutto sulla convergenza (un unico apparecchio per telefono, musica, internet, lettura), l’ebook sulla divergenza (riprodurre con la maggior fedeltà possibile la “differenza” della lettura). L’Ipad ha uno schermo LCD (fa male agli occhi), l’ebook usa l’e-ink. L’Ipad si scarica in fretta, l’ebook con una carica permette di girare 8000 pagine. Spiega molto bene tutto ciò Antonio Tombolini qui.

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  2. Sono assolutamente d’accordo con quanto precisa egolector a proposito della differenza fra i libri su Ipad e i libri sugli e-book reader.
    In parte ne avevamo già parlato quando Amazon lanciò il Kindle.
    E’ giusto sottolinearlo per vari motivi:
    a) perché la confusione allontana dagli e-book reader dei lettori che forse invece potrebbero apprezzarne le caratteristiche
    b) perché l’abilissimo marketing di Apple sta convincendo molti potenziali acquirenti e purtroppo molti editori che quella sia la via per il libro elettronico, mentre il Kindle e gli altri, decisamente più adatti e più compatibili con l’esperienza di lettura “tradizionale” del libro, rischiano di essere schiacciati da un oggetto che è un computer non un lettore di libri.
    Credo che su questi temi i lettori (gli umani intendo, gli umani che leggono libri), anche i più scettici, dovrebbero porre un po’ di attenzione, evitando il rifiuto pregiudiziale, perché forse si sta veramente formando un nuovo scenario che dobbiamo contribuire a formare, senza lasciare tutto nelle mani di editori e aziende di produzione di tecnologia.
    La mia impressione è che gli editori stiano sopravvalutando un po’ l’Ipad e sottovalutando le altre tecnologie, quelle dei reader veri e propri di e-book.

    ciao ciao

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  3. Ammetto che mi avete incuriosita. Non conoscevo la differenza tra Ipad e e-bbook, non sapevo che con il secondo non facessero male gli occhi. Ammetto che l’e-book è ecocompatibile, che le case diventano sempre più piccole e i libri non ci stanno, ammetto che spolverarli è impresa titanica, ma….
    Ma mi sembra tutto così lontano. Il prezzo (circa 250 euro) non è alla portata di tutti, non puoi vederlo prima di acquistarlo (a meno che tu non viva in una grande città), e poi i libri come li compri? Tramite Internet, ma come li paghi? Non ho carta di credito, e se la avessi non metterei i miei dati in continuazione in rete.E quanto costa un libro elettronico?
    Insomma se uno che vive in un piccolo centro del sud italia volesse provare l’ebook, dopo averlo acquistato cosa se ne farebbe?

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  4. ciao Anto,
    prometto che ci torneremo spesso sull’argomento; provando a rispondere a tutti i dubbi (per quanto possibile, un sacco di dubbi li ho anche io).

    In questi giorni sto provando un e-book reader Sony, preso in prestito in biblioteca (a Cologno ne hanno un po’, di marche diverse, che si possono provare per dieci giorni di seguito, con un sacco di libri caricati), e devo ammettere che provo sensazioni differenti, alcune buone, altre meno: soprattutto il bianco della “carta” elettronica dell’reader Sony mi pare troppo grigio, quindi c’è poco contrasto con il nero del testo scritto.

    L’altro problema riguarda l’assenza fisica dell’insieme delle pagine: in sostanza su un reader le pagine esistono solo una alla volta, la sensazione fisica delle pagine che stanno avanti e indietro non c’è, e questo mi manca molto.

    Spero di riuscire a provare presto un Kindle che, credo, sia il migliore fra i reader fino a oggi prodotti.

    ciao ciao

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  5. Cara Anto,
    hai messo il dito sulla piaga: che ci faccio io con l’ebook? Per adesso ancora molto poco, soprattutto per colpa degli editori italiani che, terrorizzati dalla cosiddetta pirateria, non pubblicano libri in formato digitale. Ma tra un anno la situazione potrà essere già molto diversa. I prezzi dei device scenderanno. Gli editori volenti o nolenti dovranno mettere qualcosa sul mercato. Potrai portarti 1000 libri in borsa, con un peso di 300 g., potrai sottolineare, prendere appunti, inviarli al computer o a un amico, trovare una citazione in un secondo, tenere statistiche sulle tue letture, collegarti a biblioteche digitali e a bookshop, scaricare quello che ti interessa, comprarlo ad un clic, a un prezzo che se fosse equo dovrebbe essere come quello di itunes, 0,99. E poi condividere la tua libreria su anobii, con il gruppo di lettura, con altri lettori. Ogni mattina, sull’ebook, verrà scaricato automaticamente il tuo giornale preferito. La bibliodiversità potrà guadagnarne, come nella coda lunga di Anderson: nessuno ti dirà più che il libro che cerchi è esaurito, che non c’è posto sugli scaffali, che è perso, disperso…
    Uno scenario ottimistico, ma ormai tecnicamente possibile. Che si avveri dipende anche da noi. Io non sono un sostenitore ad oltranza degli ebook. La carta mi manca già ora. Penso però che con l’ebook dobbiamo e dovremo farci i conti. I libri di carta continueranno a esistere, a riempirci le notti e a profumarci la vita. Ma esisteranno anche gli ebook e potranno rappresentare una tappa importante per la democratizzazione della lettura (e per la sopravvivenza delle foreste…).
    Luiginter: sì, il kindle è il migliore. In biblioteca ne abbiamo tre; provalo!

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  6. Mi sembra di capire che l’ebook vivrà per molto tempo una fase intermedia, nella quale lo si vedrà sopratutto in biblioteca. Sarà una specie di test per vedere come il mercato dei lettori reagisce. Ovviamente si tratterà di un test a nord, perchè nelle biblioteche del sud la cosa più vicina all’ebook è la stele di Rosetta. Poi magari mi sbaglio e partiamo prima noi con avveniristiche e-librerie.
    Egolector, la tua visione del futuro è meravigliosa e avvincente. E la rivoluzione dovrebbe cominciare dalla scuola. Quale luogo migliore per abituare le nuove generazioni allo strumento? Una cartella leggera, un risparmio enorme per le famiglie e tanto altro. Magari così i nostri ragazzi iniziano a vedere il libro non più come un oggetto alieno. E tu hai toccato un altro punto. Gli editori rinunceranno ad una fetta considerevole di guadagni? Già lamentano la contrazione del mercato, figuriamo vendere un libro a 0,99.
    Però informateci sugli sviluppi. Ho visto il video linkato da Egolector. Già mi immagino in giro con la mia e-stele.

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  7. certo che è interessante questo Ipad, soprattutto per questioni logistiche, spazi in casa guadagnati possibilità di avere sottomano più testi contemporaneamente, certo che il fascino del libro stampato, il profumo della carta stampata… mah si può considerare tutte e due le alternative, mantenere il cartaceo per i libri più interessanti e l’ipad per le letture veloci,
    Anto non ci sono problemi per gli acquisti in internet con carta di credito, basta avere una ricaricabile, la ricarichi con cifre limitate , io la uso da molto per i miei acquisti su ibs e altri e non ho mai avuto problemi

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  8. Buongiorno a tutti i lettori del “gruppo di letteratura” e agli amministratori, vi scrivo per intervenire sull’argomento ebook e Ipad, siamo lieti di leggere che ci sono persone e gruppi come il vostro che scrivono di letteratura e desiderano avvicinarsi alla nuova editoria gli ebook. La nostra casa editrice è una delle prime in Italia che si occupa di ebook e di letterature (importiamo e esportiamo letteratura). La diffusione degli ebook è una realtà per molti paesi Europei, si acquistano e si leggono regolarmente, negli Stati Uniti e in Giappone sono venduti e diffusi da oltre un decennio. L’editoria italiana si affaccia lentamente al mercato dell’ebook solo da due – tre anni. Noi crediamo che l’ebook e gli ebooks reader siano il futuro del libro, le difficoltà oggettive da noi riscontrate non sono la mancanza di lettori ma bensì la mancanza di alfabetizzazione informatica e di e-commerse. L’utente medio ha difficoltà nel saper utilizzare una carta di credito via web, e il desiderio del libro in carta “di respirarne il profumo”, “di sentire la carta” è ancora profondamente radicato nella maggior parte dei lettori italiani. Gli ebook reader posso contenere infinite unità di testo, sono semplici e maneggevoli, alcuni addirittura tascabili, permettono l’ingrandimento dei caratteri per tutti coloro che hanno problemi di vista.
    L’avvento della nuova editoria multimediale gli Ipad, e gli ebook sono solo la nuova frontiera, lo sviluppo del libro nei prossimi anni si volgerà a ben altro, “la realtà aumentata”, ha delle prospettive di studio e di preparazione di libri soprattutto per quelli scolastici e di apprendimento che cambieranno in modo globale le modalità di apprendimento di ogni singola persona. Oggi, la realtà aumentata è una prospettiva editoriale utilizzata da pochi editori negli Stati Uniti e in Giappone, la nostra casa editrice si sta attivando per poter dare al lettore italiano in due o tre anni la possibilità di accedervi. Le frontiere dell’editoria sono in espansione e ci auspichiamo che tutti i lettori cerchino l’avvicinamento alle nuove tecnologie, perché in un decennio la diffusione degli ebook sarà di tale entità che non conoscere, significa, conseguente “ignoranza” e l’arretratezza culturale è sempre sinonimo di popoli poco evoluti.

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  9. Oh oh, Faligi, piano con la categoria utente medio che non usa la carta di credito su Internet. Scherzo, ovviamente, ma, il problema esiste. Sono aperta all’ebook ma non possiedo e non intendo possedere carta di credito.
    Acquisto su Internet, ma fino adesso con pagamento contrassegno e qualche volta con postepay, ma che noia (anche la prepagata, Donella, che noia, mi manca il tempo).Preferirei andare in libreria e ricaricare lì il mio ebook, un pò come si fa con il latte fresco.
    Ma la tua casa editrice qual è?

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  10. La casa editrice è Faligi http://www.faligi.eu
    Certamente in libreria sarebbe più semplice caricare il proprio libro è un oppurtunità che abbiamo programmato ma è difficile da attuare per lo stesso motivo di cui si è scritto “la diffidenza” è molta, e la distribuzione italiana non permette (almeno per il momento) di diffondere gli ebook in Italia in libreria.

    Feltrinelli e mondadori in alcune librerie hanno già messo in funzione un ditributore automatico, ma credo che per la media e la piccola editoria non sia così semplice. un distributore automatico (tipo quelli che rivendono musica) ha dei costi non indifferenti.

    Rimane solo il web che permette una buona diffusione.

    http://www.numilog.com
    http://www.ebooks.com
    http://www.amazon.com

    questi sono alcuni siti di diffusione il primo francese, australiano, il terzo non ha bisogno di presentazioni Stati Uniti.

    http://www.ebooksitalia.it della simonelli editore.

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  11. Grazie per le informazioni editoriali Faligi, ma sono in accordo con Anto sul frenare le enunciazioni sull’arretratezza dei “popoli”, che, immagino per tua necessità di sintesi, risultano un pò frettolose e, conseguentemente, semplicistiche.

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  12. Se non ci fosse stato questo sito, difficilmente avrei avuto conoscenza dell’ ebook e, nel caso, avrei respinto infastidita le notizie relative. Infatti, non mi soccorre, in questo, l’ età giovanile aperta alle novità. Invece, ecco che, grazie a luiginter e a egolector, il nuovo comincia a prendere forma e ad attirare attenzione.
    Confesso che il nuovo strumento per ora non mi attrae. Non solo perchè l’ odore delle pagine svoltate mi sembra ancora fondamentale, ma anche perchè ho imparato a diffidare delle ” magnifiche sorti e progressive”. Diffidare, tuttavia, non significa nè ignorare nè rigettare. Diciamo che cercherò di avere quel famoso atteggiamento del velista ( immagine di Henzesberger) che un po’ asseconda il vento e un po’ lo contrasta, ormai certa che il cammino dell’ umanità è lineare e casuale e non certo orientato alla palingenesi attraverso l’ informatica.

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