Ipazia

Ci voleva un film come “Agora” di Amenabar perchè si parlasse di Ipazia, una donna  matematica, astronoma, filosofa, musicologa, a capo della scuola neoplatonica di Alessandria d’Egitto, a cui si deve l’invenzione o il perfezionamento di strumenti come l’astrolabio, il planetario e l’idroscopio.
E per di più anticipatrice di  Galileo per il metodo sperimentale  e di Keplero per  l’intuizione della ellitticità delle orbite dei pianeti. Dei suoi scritti  purtroppo non è rimasto nulla, solo le lettere del vescovo di Tolemaide Sinesio, che seguiva le sue lezioni e che la consultava a proposito dell’astrolabio e dell’idroscopio. Continua a leggere Ipazia

I grandi libri Garzanti, elogio di una collana

I grandi libri Garzanti - luiginter/Flickr
I grandi libri Garzanti - luiginter/Flickr

L’altro giorno, mentre leggevo Il buon soldato di Ford Madox Ford mi sono reso conto di quanto sia stata importante nelle mie letture la collana de “I grandi libri Garzanti” .
Continua a leggere I grandi libri Garzanti, elogio di una collana

La faccia nascosta della luna, Carlo Lucarelli

Perché vivere lassù, sull’altra faccia della luna, non è facile… Se nelle storie che raccontiamo in questo libro accadono cose eccezionali, ecco, è soltanto normale.”
Carlo Lucarelli

Moon Dreams - foto:  jurvetson, flickr
Moon Dreams - foto: jurvetson, flickr

Così Lucarelli presenta *La faccia nascosta della luna*, ed. Einaudi Stile Libero. Sottotitolo: Storie di delitti e misteri tra musica, cinema e dintorni.

Sì, perché questo volume raccoglie 39 scritti, per la maggior parte molto brevi _anche 3-4 pagine_che narrano le morti, spesso misteriose, di rockstar, attori maledetti, personaggi famosi.

Continua a leggere La faccia nascosta della luna, Carlo Lucarelli

Settanta, Simone Sarasso

Basterebbe questa frase che spicca sulla quarta di copertina tutta nera per presentare *Settanta* di Simone Sarasso, edito da Marsilio.

Avevamo già parlato di lui _e con lui_ in occasione del suo libro, *Confine di stato*, il primo della trilogia sulla storia italiana, di cui *Settanta* è il secondo capitolo, e attendiamo con ansia il terzo che chiude la storia con gli anni Ottanta e primi anni Novanta.

Se *Confine di stato* mi era piaciuto, *Settanta* mi ha definitivamente conquistata, tanto che, al momento, lo eleggo senza ombra di dubbio a miglior libro letto nel 2010.

Continua a leggere Settanta, Simone Sarasso

Per Petterson, Fuori a rubar cavalli

Per Petterson anche se è norvegese non scrive gialli.
Fuori a rubar cavalli
– (Guanda) è un romanzo tenero e malinconico, allo stesso tempo un romanzo di formazione e un romanzo di memoria.

Il narratore-protagonista, Trond, racconta la sua vita attuale di pensionato lontano dalla citta,  in un rapporto quotidiano con la grande natura norvegese che gli serve per accettare una recente tragedia, ma anche per ricordare e narrarci – anche in seguito a un incontro inatteso – un’estate di vacanza da adolescente, trascorsa con il padre in una baita e nei boschi, un’estate che lo aiutò a diventare adulto ma che portò anche una grande ferita affettiva, un abbandono inconcepibile e mai sanato. Continua a leggere Per Petterson, Fuori a rubar cavalli

Nel buio dell’America, Joyce Carol Oates – Teatro Elfo Puccini Milano

Nel buio dell'America, teatro dell'Elfo Puccini
Nel buio dell'America, Teatro dell'Elfo Puccini

Questa non è la recensione dell’ormai introvabile libro, *Nel buio dell’America* di Joyce Carol Oates, edito da Sellerio. No, io il libro ce l’ho _trovato casualmente al Libraccio due anni fa_ ma non l’ho ancora letto.

Questo post, quindi, è solo per segnalare che al Teatro Elfo Puccini di Milano _corso Buenos Aires 33_ dal 7 aprile al 2 maggio alla sala Bausch è messo un scena proprio lo spettacolo teatrale di Joyce Carol Oates.

Il seguito della poesia di Joyce Carol Oates -nella narrativa come nel teatro – è nel suo stesso offrirsi come inviolabile. La lama che trafigge l’anima rimarrà invisibile e la mano che la guida non si distingue dalla mano che offre un fiore o rivolge una carezza. La vita è un thriller, dunque: ma la sua minaccia non viene né da una specifica mania né da una definibile violenza. La vita è un thriller semplicemente nel suo essere la vita, quella che ogni giorno viviamo; quella che ci spia nella fiducia o nel rancore, nel desiderio o nel languore, nella veglia o nel sonno, nel rapimento e nella rabbia. [dal risvolto di copertina del libro]

Saprò dirvi di più non appena sarò andata a vederlo.

*giuliaduepuntozero