Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese, Stefania Nardini

Notre Dame de la Garde - Marseille - foto: Howard, flickr
Notre Dame de la Garde - Marseille - foto: Howard, flickr

Guardando la città da questa collina viene da pensare che è impossibile raccontare Jean-Claude Izzo senza parlare di Marsiglia. Una città consacrata dal mito. Nata, narra la leggenda, dall’incontro di un marinaio della Focide con la principessa ligure Gipsy. Un’invenzione partorita da quell’incontro.
Essere un marsigliese, come lo era Izzo, significa stare dentro una comunità meticcia, in cui convivono sessanta etnie.

Izzo, ormai dovreste saperlo, si contente con Joyce Carol Oates lo scettro di mio scrittore preferito. JCO grazie alla sua prolificità continua a regalarmi romanzi, mentre Izzo è stata portato via da un tumore il 26 gennaio 2000, lasciando un grandissimo vuoto.

Almeno in me. Che quando _su segnalazione di mio papà, grazie_ ho saputo dell’uscita di *Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese*, di Stefania Nardini, ed. Perdisa, mi sono precipitata ad acquistarlo.

Un libretto di 150 pagine, con tante illustrazioni, che ripercorre la vita di Izzo, parla tanto di Marsiglia, ovviamente, dei suoi bar, della sua gente, riporta parecchie poesie dello scrittore, come questa:

Scrivere è il mio mestiere
Solitario con te morte solitaria nell’ignoto delle parole
Fratello in solitudine
lavoratore forse
che vive di sogni azzurri di sole nel secolo delle macchine
Cittadino
oberato di domande di problemi di inquietudini
di speranza cittadino come me di una società dove sono piantate
le radici del futuro
Fratello nello sfruttamento
e fratello nella liberazione
Morto nelle nostre parole
Invento la lingua del nostro paese con le sue parole usate
che uso in un altro uso
Scrivere con te
la nostra intimità
appropriarmi del tuo cuore dalle vene rosse il tuo respiro i tuoi occhi
che hanno conosciuto l’orrore le tue labbra dove si spegne il riso
dei sogni il sorriso del tuo grido
Grido
e le parole come pugni contro il pericolo che minaccia
contro l’oblio la solitudine l’eternità il vuoto
No, non si potrà dire
che nella tomba il tuo corpo non avrà la forza di ogni mia parola
Le réel au plus vif

Non definirei *indispensabile* questo libro, però è una lettura piacevole, che mi ha fatta tornare per qualche ora nel mondo di Jean-Claude Izzo e della sua Marsiglia.

Venerdì 7 maggio la scrittrice Stefania Nardini presenterà il libro FNAC di Milano, in via Torino angolo via della Palla, alle ore 18, presente anche il figlio di Jean-Claude, Sebastien.

*giuliaduepuntozero

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4 pensieri riguardo “Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese, Stefania Nardini”

  1. ero presente all’incomtro.ho letto il libro e l’ho trovatointeressante e ricco di umanità.ho letto tutto di izzo e adesso mi sembra di capirlo meglio.

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  2. Grazie della segnalazione, l’avevo letto, interessante.
    A parte che mi sono caduti sul refuso Jean PAUL Izzo, si sono comunque risollevati con la bella citazione da “Le Monde” del finale:
    “Izzo è innanzitutto un’emozione fondamentale… un’insuperabile malinconia”.

    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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