Kamp, lo sterminio rappresentato con i burattini

Kamp, Hotel Modern
Una scena di Kamp

Kamp è un lavoro complesso, in parte installazione artistica in parte rappresentazione teatrale, realizzato con pupazzi in plastilina e scenari di legno da un gruppo olandese, Hotel Modern.

Date un’occhiata al video

La scena è un campo di annientamento nazista riprodotto in uno spazio grande quanto una stanza, con tutte le attività di lavoro forzato e di morte che in esso avvenivano. Continua a leggere Kamp, lo sterminio rappresentato con i burattini

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Mark Thompson, La guerra bianca e i ricordi del nonno

Mio nonno Peppino (classe 1898) mi portò, quando ero ragazzino, due o tre volte sulla Bainsizza, a Redipuglia e sul Carso, e poi a Vittorio Veneto. Il ricordo della Grande Guerra per lui era ancora vivo e forte e presente, quasi sessanta anni dopo l’armistizio del 4 novembre del 1918.

Sarà forse per questi ricordi passatimi dal nonno che la Grande Guerra è una mia fissazione, che ritorna spesso nelle letture.
In queste settimane mi accompagna un saggio del 2008 dello storico inglese Mark Thompson, La guerra bianca, Vita e morte sul fronte italiano, 1915-1918 (Il Saggiatore).
Credo che fra i numerosi pregi di questo libro bellissimo, il più incisivo sia la sua capacità di farmi ripensare a mio nonno nel modo più affettuoso e allo stesso tempo comprensivo e razionale, regalandomi forse più di tutte le mie precedenti letture sulla prima guerra mondiale la sensazione di poter avvicinare sia l’esperienza umana dei soldati sia il quadro generale del conflitto. Continua a leggere Mark Thompson, La guerra bianca e i ricordi del nonno

José Saramago, Il memoriale del convento


Ho appena terminato Il memoriale del convento di José Saramago, che ho letto con grande interesse e mi ritrovo a parlare di questo romanzo, proprio nel momento in cui si scrive molto di questo autore , perché a 88 anni ci ha improvvisamente lasciato, il 16 giugno 2010, in una delle isole Canarie, dove  si era ritirato dal 1991 per  polemiche antireligiose con il governo portoghese. Continua a leggere José Saramago, Il memoriale del convento

La libreria del buon romanzo, Laurence Cossé

llibreria - bookstore - Amsterdam - HDR - foto: MorBCN, flickr
llibreria - bookstore - Amsterdam - HDR - foto: MorBCN, flickr

Al Buon Romanzo non è una libreria qualsiasi: come dice il suo nome, infatti, vende solo libri di qualità. Romanzi, soprattutto; racconti, qualche saggio. Nata dalla passione per i libri di Francesca, ricca ereditiera italiana sposata con un ambiguo manager dell’industria culturale, e Ivan, libraio di professione e colto conoscitore della letteratura. Soprattutto quella di qualità, che non guarda quante copie sono state vendute, e cosa dicono i critici.

E così costituiscono un comitato di otto esperti, prevalentemente scrittori, i cui nomi rimangono segreti a tutti tranne ai due fondatori, fanno stilare loro una lista di titoli imprescindibili per la loro qualità, e aprono Al Buon Romanzo, in via Dupuytren a Parigi. Che in breve tempo raggiunge un grande successo: tutti ne parlano, tutti visitano il negozio, tutti acquistano, sul web si diffonde il passaparola, sui giornali l’attenzione per la qualità; la libreria diventa un luogo di incontro affollato di persone e di chiacchiere:

“Lei è la conferma che, di tutte le funzioni della letteratura, una delle più felici è far riconoscere tra loro persone nate per capirsi.”

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Un saluto alla Rivista dei Libri

L’altro ieri è arrivato con la posta l’ultimo numero della Rivista dei Libri.
L’ultimo nel senso che dopo questo la rivista chiude. Anche se la chiusura è stata annunciata da tempo, mi ha fatto comunque un certo effetto leggere il brevissimo editoriale d’addio del direttore Pietro Corsi, che tra l’altro dice:

[…] non siamo in grado di continuare a fronteggiare le spese crescenti in un mercato culturale sempre meno interessato all’editoria di qualità.

La Rivista dei Libri (edizione italiana della leggendaria New York Review of Books che cito spesso su questo blog) aveva articoli lunghi e approfonditi, curati e incuranti delle mode culturali. Alcuni tradotti dalla versione Usa altri scritti appositamente per l’edizione italiana.

Credo ci mancherà. Inutile dire che è un brutto segnale.

In fuga con la zia, Miriam Toews

Travelling, Denmark - foto: halighalie, flickr
Travelling, Denmark - foto: halighalie, flickr

Avevo parlato di Miriam Toews e del suo primo libro *Un complicato atto d’amore* edito da Adeplhi, libro bellissimo, divertente ma anche commovente.

Qualche mese fa è uscito, questa volta per Marcos y Marcos, il secondo titolo, *In fuga con la zia*. Bello, anche se non quanto *Un complicato atto d’amore*, a mio parere.

Un libro on the road, dal Canada al Messico passando per vari stati degli USA, racconta il viaggio si 3 personaggi davvero stravaganti: Hattie, la giovane zia del titolo, e i suoi due nipoti, Logan, di 15 anni, e Thebes, di 11, i componenti della famiglia Troutman.

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