In fuga con la zia, Miriam Toews

Travelling, Denmark - foto: halighalie, flickr
Travelling, Denmark - foto: halighalie, flickr

Avevo parlato di Miriam Toews e del suo primo libro *Un complicato atto d’amore* edito da Adeplhi, libro bellissimo, divertente ma anche commovente.

Qualche mese fa è uscito, questa volta per Marcos y Marcos, il secondo titolo, *In fuga con la zia*. Bello, anche se non quanto *Un complicato atto d’amore*, a mio parere.

Un libro on the road, dal Canada al Messico passando per vari stati degli USA, racconta il viaggio si 3 personaggi davvero stravaganti: Hattie, la giovane zia del titolo, e i suoi due nipoti, Logan, di 15 anni, e Thebes, di 11, i componenti della famiglia Troutman.

Hattie arriva di corsa da Parigi, chiamata dai ragazzini: Min, loro madre e sorella di Hattie, ha un’altra delle sue frequenti crisi depressive. La situazione non è buona, e Hattie decide di partire alla ricerca del padre dei due ragazzi, uscito dalla loro vita da parecchi anni.

Alla guida di un vecchio furgone, inizia il viaggio, rallegrato dal continuo chiacchiericcio di Thebes, e dalle sue trovate originali, dagli scherzi di Logan e dal suo improvviso incupirsi, dai ricordi del passato di Hattie.

Che cosa stai scrivendo?, gli chiedo.
La data, risponde.
Be’, potresti metterci anche una firma, dico.
Va bene, dice. Sotto la data scrive I Troutman fottuti. Thebes salta su dal sedile dietro e lo guarda incidere. Quando ha finito, chiude di scatto il coltello e cambia CD. Thebes strappa il cappuccio del pennarello, si china in avanti e cambia la firma in I Troutman fuggitivi.

*giuliaduepuntozero

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2 pensieri riguardo “In fuga con la zia, Miriam Toews”

  1. Ma è poi così interessante (mi chiedo) trovare e scovare assassini et kai caetera in questo nostro mondo che di assassini e di lestofanti te ne presenta già in grande abbodanza?

    Che mi importa ammè scoprire chi ha ucciso il Tizio sdraiato sul lettino di un obitorio svedese o giù di li (spero sia chiaro il concetto) quando qui da noi avremmo tanti, ma proprio tanti affascinantissimi misteri assai poco mistriosi da elaborare e da sventare.

    Una provvisoria risposta me la fornsico da me stessa medesima:

    “Quella è letteratura”.

    Ah, Ecco.
    Adesso ho capito perrchè mi devo appassionare alle saghe nordiche ed infischiarmi di Pomigliano.

    Mi piace

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