La libreria del buon romanzo, Laurence Cossé

llibreria - bookstore - Amsterdam - HDR - foto: MorBCN, flickr
llibreria - bookstore - Amsterdam - HDR - foto: MorBCN, flickr

Al Buon Romanzo non è una libreria qualsiasi: come dice il suo nome, infatti, vende solo libri di qualità. Romanzi, soprattutto; racconti, qualche saggio. Nata dalla passione per i libri di Francesca, ricca ereditiera italiana sposata con un ambiguo manager dell’industria culturale, e Ivan, libraio di professione e colto conoscitore della letteratura. Soprattutto quella di qualità, che non guarda quante copie sono state vendute, e cosa dicono i critici.

E così costituiscono un comitato di otto esperti, prevalentemente scrittori, i cui nomi rimangono segreti a tutti tranne ai due fondatori, fanno stilare loro una lista di titoli imprescindibili per la loro qualità, e aprono Al Buon Romanzo, in via Dupuytren a Parigi. Che in breve tempo raggiunge un grande successo: tutti ne parlano, tutti visitano il negozio, tutti acquistano, sul web si diffonde il passaparola, sui giornali l’attenzione per la qualità; la libreria diventa un luogo di incontro affollato di persone e di chiacchiere:

“Lei è la conferma che, di tutte le funzioni della letteratura, una delle più felici è far riconoscere tra loro persone nate per capirsi.”

Ma come sempre avviene, il successo causa invidia: inizia un giornale a pubblicare una lettera contro la libreria, poi un altro instilla il dubbio sulla sincerità dell’iniziativa, un terzo la denuncia come operazione di stampo fascista e totalitaria. Sui muri compaiono locandine contro il Buon Romanzo, mentre in via Dupuytren aprono a breve distanza una libreria dopo l’altra. In questo climax  di odio crescente, si arriva a veri e propri attentati a tre dei componenti del comitato, lo spunto da cui inizia la narrazione (seguiamo poi le vicende attraverso le voci dei protagonisti, nei loro racconti alla polizia).

Sulle tracce del colpevole, nel tentativo di schivare nuovi attacchi veri o diffamatori, contro l’opinione pubblica e la giustizia che non lo ritiene un caso su cui indagare, Francesca e Ivan combattono con forza per proteggere il loro progetto e la bontà della letteratura:

Noi non sappiamo che farcene dei libri insignificanti, dei libri vuoti, dei libri fatti per piacere.
Noi non vogliamo libri raffazzonati, scritti in fretta e furia, si sbrighi, me lo finisca per luglio, a settembre facciamo un lancio come si deve e ne vendiamo centomila copie di sicuro.
Vogliamo libri scritti per noi che dubitiamo di tutto, che piangiamo per un niente, che sobbalziamo per ogni minimo rumore alle spalle.
Vogliamo libri che al loro autore siano costati molto, libri in cui si siano depositati i suoi anni di lavoro, il suo mal di schiena, i suoi punti morti, qualche volta il suo panico all’idea di perdersi, il suo scoraggiamento, il suo coraggio, la sua angoscia, la sua tenacia, il rischio che si è assunto di sbagliare.
Vogliamo libri splendidi che ci tuffino nello splendore del reale e lì ci tengano avvinti; libri che ci provino come l’amore sia all’opera nel mondo accanto al male e totalmente contro di lui, anche se talvolta non si capisce, e che lo sia sempre, tanto quanto il dolore lacererà sempre i nostri cuori. Vogliamo buoni romanzi.
Vogliamo libri che non ignorino niente della tragedia umana, niente delle meraviglie quotidiane, libri che facciano tornare l’aria nei polmoni.

Il libro si intitola *La libreria del buon romanzo*, scritto da Laurence Cossé ed edito da e/o. L’ho visto alla Fiera del Libro di Torino, mi ha attirato, poi ho pensato che fosse una cavolata, poi un amico mi ha convinta. E ne è valsa la pena, avvincente, carina la storia, tanti spunti apprezzabili per gli amanti della letteratura.

“Ma il nonno mi ha lasciato molto di più, mi ha lasciato l’amore per la letteratura e un’altra cosa fondamentale, la convinzione che la letteratura sia importante. Ne parlava spesso. La letteratura è fonte di piacere, diceva, è una delle rare gioie inestinguibili, e non solo. Non deve essere separata dalla realtà. Nella letteratura c’è tutto. E’ il motivo per cui non uso mai la parola finzione. La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita. Insisteva: hai capito che sto parlando del romanzo? Non ci sono solo le situazioni eccezionali nei romanzi, le questioni di vita o di morte e le grandi prove, ci sono anche le difficoltà ordinarie, le tentazioni, le delusioni banali. E rispondono a tutte le attitudini umane, a tutti i comportamenti, dal più nobile al più miserabile. Uno legge e si domanda: cosa avrei fatto io? Deve domandarselo. Ascoltami bene: è un modo di imparare a vivere. Certi adulti ti diranno di no, che la letteratura non è la vita, che i romanzi non insegnano niente. Sbagliano. La letteratura informa, istruisce, addestra.”

*giuliaduepuntozero

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20 pensieri riguardo “La libreria del buon romanzo, Laurence Cossé”

  1. Perbacco, giuliaduepuntozero, che bella segnalazione! Mi sembra il libro ideale : parla di cose importanti con leggerenza confortante. E poi, che immagine splendida la libreria di Amsterdam…

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  2. L’ho ricevuto in regalo per il compleanno. Le prime 150 pagine sono godibili, complice l’atmosfera noir. Il resto mi è sembrato meno attraente, stiracchiato. Per non parlare del finale aperto, che mi ha deluso. Nel complesso è una lettura piacevole, magari un po’ autoreferenziale. Certo, l’idea di una libreria sgombra da ciarpame commerciale è suggestiva, molto suggestiva.

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  3. Concordo Alessandro, non è certo un capolavoro, però trovo che ci siano tanti bei spunti (io ho messo un sacco di orecchie come faccio quando c’è qualcosa che vale la pena ricordare), si legge piacevolmente, la storia è avvincente, anche se in alcuni casi stiracchiata. Neanche a me è piaciuto troppo il finale, ma rimane comunque un libro che consiglio.
    Anche se non so se lo metterei fra i 600 titoli in un’ipotetica libreria Al Buon Romanzo, tu cosa ne dici???

    *giuliaduepuntozero

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  4. Confesso che no, non lo metterei neppure io. Metterei senz’altro questo di Jorge Amado, di cui ho scritto oggi (ma è poca cosa) la recensione: http://ainostriposti.wordpress.com/2010/06/22/alte-uniformi-e-camicie-da-notte-recensione/
    A proposito, vi seguo da tempo e mi congratulo per le sempre interessanti cose che postate. Prima o poi mi deciderò a seguire il suo consiglio e leggerò J.C. Oates…
    P.s.: siete con piacere ospitati nel nostro blogroll da almeno un annetto.

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  5. ciao,
    anch’io la penso come voi, ho comperato il libro subito perché mi sembrava molto promettente, all’inizio lo è anche, mi piace sempre leggere di libri, trovare nuovi spunti e poi viene spontaneo pensare a quali sarebbero i miei seicento libri, mi sono anche resa conto di non conoscere molti degli autori francesi che vi vengono citati, insomma da un lato mi ha lasciato qualcosa, ma alla fine, pensando al libro, prevale la delusione, perché la storia perde vigore, si trascina e poi, come al solito, mi aspettavo il capolavoro che, invece, non c’è, buona lettura a tutti/e

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  6. Mi e’ piaciuto molto, non tanto per la storia in se’, che ha poco di avvincente, ma per le citazioni in nome della letteratura in generale. E’ vero che un buon libro ti aiuta come un amico, come un parente, come una medicina. Ho messo anch’io dei segnalini per alcune frasi che mi hanno particolarmente coinvolta…..” far riconoscere tra loro persone nate per capirsi.” “….Vogliamo libri scritti per noi che dubitiamo di tutto, che piangiamo per un niente, che sobbalziamo per ogni minimo rumore alle spalle…” Frasi molto azzeccate per chi ama leggere e trane qualcosa per se’ e per gli altri.
    Buona lettura a chi oltre a leggere vuole anche capire….

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  7. Inizialmente leggendo il post ho pensato che non parlasse di un libro, bensì della reale esistenza di un posot “magico” dove poter trovare tutti quei libri davvero importanti e meritevoli di stare su uno scaffale, ben lontani dall’ultimo bestseller lanciato da Oprah (non me ne volgia, la adoro!) o dalla moda del momento. Che peccato scoprire che è la trama di un romanzo! Avrei fatto volentieri un’altra capatina a Parigi alla ricerca di questa libreria fantastica.. Comunque credo proprio che leggero il libro,mi aveva già incuriosita il post e ora anche i commenti.. Non so se la storia sarà avvincente e meritevole, ma da quel che posso capire dagli stralci pubblicati mi sembra molto ben scritto!

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  8. Mi associo a quanti lo hanno definito un libro gradevole, ma nulla di più. Che non entrerebbe poi nella “Libreria del buon romanzo” è in effetti il suo vero punto debole: viene così apertamente a galla il divario tra l’idea di partenza, l’intenzione, ed il risultato finale. Che sotto questo aspetto è sì, deludente.

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  9. Concordo con i commenti precedenti: un romanzo gradevole che non potrebbe però
    trovare posto sugli scaffali della Libreria di cui racconta.
    Mi ha colpita il personaggio di Francesca, donna complessa, provata dal dolore della perdita e dall’amore negato. Un personaggio che racconta tra le righe, e non solo, la gioia e il tormento che solo un animo sensibile sa provare.
    Non mi aspettavo la sua morte o, forse, non la volevo… in cuor mio speravo che avrebbe vinto la tristezza di cui era vittima.
    La sua vita, la profondità dei suoi sentimenti, delle emozioni, le speranze, se ancora ne aveva, cessano improvvisamente, distese con lei sull’asfalto del presente, che continua senza di lei… Accade così per tutti, non é cosi? Continuiamo a vivere nei ricordi di chi resta e ci ha amati.

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  10. Ho trovato questo libro curiosando in biblioteca …e ho trovato voi, perchè volevo saperne di più sull’autrice. A me il libro è piaciuto molto…complice forse anche il desiderio di poter entrare in una libreria del genere…
    Il passo che mi è piaciuto di più è la lettera che Francesca scrive a difesa dell’attacco subito …è proprio quello che io cerco in un libro …”un libro da regalare al fratello che non riconosci più per la sua malattia ” …
    Non mi è piaciuto molto il finale, come avete già segnalato…
    Vorrei leggere qualche altro libro della Cossè…suggerimenti?
    PS….splendida foto!!

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  11. Grazie giuliaduepuntozero! Per il benvenuto e per le segnalazioni …provvederò e ti farò sapere…grazie! …che bello avervi trovato…: – )

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  12. Ciao a tutti. Lo sto leggendo ora. A parte l’inizio un po’ ostico (le prime 30 pagine) che mi sembrava di non capire assolutamente nulla mi sta piacendo parecchio. Sono un’appassionata di lettura e se vedo un libro che parla dell’amore per i libri e per la lettura non riesco a non comprarlo. Ci sono buoni spunti su autori che non conoscevo proprio e la storia è molto carina….non l’ho ancora finito ma credo che appena avrò un po’ di tempo lo farò e aggiornerò il mio commento.
    Romina

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  13. 06 DICEMBRE
    LA LIBRAIRIE FRANÇAISE DE FLORENCE INVITA TUTTI A FESTEGGIARE I SUOI 30 ANNI !

    17:00 – Prologo “Perle” di humour involontario tra clienti e librai. Da D. Alliot, Perles de librairies, e J.-L. Chifflet, Zadig et Voltaire
    17:30 – Le librerie indipendenti: esperienze e prospettive – Anne Rabeyroux, direttrice IFF -Cristina Scaletti, Assessore alla Cultura, Regione Toscana – Annick Magnier e Bianca Torricelli, fondatrici Librairie Française
    18:00 – Laurence Cossé (Au bon roman) e Régis de Sá Moreira (Le Libraire) Coordina Gabriele Rizza, giornalista
    19:00 – Aperitivo suggerito dalle pagine di noirs francesi / 20:00 – La Lectrice [Francia, 1988] Regia di Michel Deville.

    DOVE: Librerie française ed Institut français Firenze, piazza Ognissanti
    INFO: libfranflorence@iol.it http://www.libreriafrancesefirenze.it
    Ingresso libero

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