In Viaggio (anche con libri) nella Somme e nelle Fiandre, nella memoria della Grande Guerra

Soldati canadesi sul fronte occidentale
Soldati canadesi sul fronte occidentale

Ieri sera un amico mi ha guardato un poco stupito mentre gli dicevo che la prossima settimana, girando per le strade di Francia, voglio fermarmi per uno o due giorni nella valle della Somme e magari poco più a Nord, al confine (di qua e di là)  con il Belgio: nelle zone cruciali, insomma, del ‘fronte occidentale’ durante la Grande Guerra.

SOLO UN PAIO DI GIORNI, l’ho rassicurato. Certo lo stupore è da capire. Se non hai in testa tutta l’elaborazione della ‘memoria’ di quella guerra, fatta da romanzi, libri di storia, fotografie, monumenti, cimiteri, guide; se non ti porti questo strato di parole e idee e emozioni, quella è solo ‘campagna e villaggi’.

Oltre a quello che ho letto in passato (per esempio l’irrinunciabile Paul Fussel, La Grande Guerra e la memoria moderna, il Mulino; Terra di nessuno di Eric J. Leed o l’altrettanto irrinunciabile Eric Maria Remarque) in questo pellegrinaggio nell’idea di memoria legata al 1914-1918 mi faccio accompagnare da un libro scritto proprio su questo tema da Geoff Dyer, The Missing of the Somme (Phoenix).

Dyer è uno scrittore originale, autore che, un po’ semplificando, potremmo collocare fra quelli che scrivono e apprezzano la narrative nonfiction (anche se ha scritto anche romanzi, per esempio il suo ultimo libro, Amore a Venezia, Morte a Varanasi).

Missing of the Somme è proprio un viaggio nel lavoro di costruzione della memoria fatto dai britannici attorno alla prima guerra mondiale, oltre che un vero  viaggio nella Somme, nei luoghi della memoria.

Per quella che – sottolinea anche Dyer – è stata una guerra che ‘già mentre si combatteva cominciava a essere ricordata, a essere pensata come ricordo dei morti, del sacrificio dei milioni di morti’ – come fosse il moto di un gigantesco senso di colpa che ha avvolto tutta la società europea; per questa guerra, dicevo, son cominciati subito, appena i cannoni han smesso di sparare, i tour-pellegrinaggio sui luoghi delle battaglie.

Mentre cercavo documentazione sulle tracce fisiche di questa memoria che nella Somme e nelle Fiandre sono rimaste, ho scoperto che già nel 1919, addirittura pochi mesi dopo l’Armistizio, la Michelin aveva stampato una ‘Guida turistica’, per così dire, ai campi di battaglia del Saliente di Ypres.

Alcune pagine della guida e altre immagini dalla grande guerra

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Il fatto è che i tour della memoria sul fronte occidentale cominciarono prestissimo, parte dell’enorme sforzo per ricordare una generazione sparita su quei campi di battaglia: si andava lì per vedere i luoghi dove era sepolto un figlio o un marito o un fratello; oppure solo per vedere dove probabilmente era caduto: mentre ora faceva parte della schiera degli scomparsi, dei morti dei quali mancava l’identificazione del corpo; quei morti dalle cui fila sarebbero stati pescati i vari militi ignoti, che sarebbero poi stati ricordati negli anni ‘30, definitivamente, a Thiepval, con il monumento ai ‘missing of the Somme’.

Le immagini sono prese da firstworldwar.com

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