Jack, A.M. Homes

Just do it - foto: Andrea Balducci, flickr
Just do it - foto: Andrea Balducci, flickr

Metto questo libro nella mia classifica dei libri più belli letti nel 2010: *Jack* di A.M. Homes, di cui ho letto anche il bellissimo *La figlia dell’altra*, il buon *La fine di Alice* e quello che mi è piaciuto di meno *Questo libro ti salverà la vita*. Ho letto *Jack* nell’edizione della minimufax ma che mi sa che è appena stato ripubblicato da Feltrinelli.

Il Jack del titolo, narratore del romanzo, è un ragazzino di quasi 16 anni, americano, i cui genitori hanno divorziato da qualche anno. Vive con la madre e il suo nuovo compagno, Michael, un tipo molto zen. Jack racconta così la reazione della madre alla separazione dal marito:
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Contro gli indifferenti

In queste ultime settimane molti giornali hanno dato spazio ad Alberto Moravia, in occasione del ventesimo anniversario della morte. Si sono scomodati autorevoli critici come Pedullà che ha sentenziato che è tempo di riscoprire questo maestro, o come Ferroni per sottolineare che il mondo di Moravia non è il nostro, o al contrario La Porta, che lo riconosce come “autore ancora attuale”.

Si è dunque parlato di Moravia, ma in particolare si è fatto riferimento agli”Indifferenti“, alla sua opera prima, scritta intorno ai venti anni e che taluni ritengono sia la migliore rispetto alle successive.

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David Grossman: La letteratura ci protegge

David Grossman
David Grossman

Su The New Yorker un lungo articolo/saggio di George Packer che traccia un bel profilo dello scrittore israeliano David Grossman, amato da molti dei frequentatori di questo blog:

The Unconsoled A writer’s tragedy, and a nation’s.

L’articolo merita la lettura per molti motivi. Per esempio perché si occupa del peso che hanno avuto la vita e la morte del figlio Uri – uscciso in un’azione di guerra in Libano nel 2006 – sulla scrittura e il pensiero di Grossman. Continua

Cosa ricordiamo dei libri che abbiamo letto?

Di quali romanzi o racconti riusciremmo a raccontare/spiegare a un amico, la trama, i personaggi principali e magari anche il “senso” che attribuimmo alla nostra lettura al momento di farla?

Ci restano le storie, i nomi dei personaggi, le scene, le descrizioni, i caratteri?
Personaggi spariti dalla memoria
Ogni tanto mi faccio queste domande, specie quando penso a un libro che mi è piaciuto o addirittura ho amato (credo di aver amato), e mi trovo con il dubbio di non ricordare abbastanza. Continua a leggere “Cosa ricordiamo dei libri che abbiamo letto?”

Strage, Loriano Macchiavelli

bologna, 2 agosto 1980 - foto: ho visto nina volare, flickr
bologna, 2 agosto 1980 - foto: ho visto nina volare, flickr

Questo libro ha una storia un po’ particolare. Pubblicato per la prima volta nel 1990 per i tipi di Rizzoli, nella trilogia che doveva “raccontare, in forma di romanzo, storie di un’Italia sconosciuta ai più, ma destinata a lasciare il segno nel futuro del paese” [dalla prefazione dell’autore]. L’anno prima era uscito *Funerale dopo Ustica*, mentre il terzo titolo *Un triangolo a quattro lati* finì per prendere una strada diversa. Il progetto, infatti, prevedeva l’utilizzo di uno pseudonimo, Jules Quicher, perché secondo l’editor della Rizzoli che seguiva il progetto uno scrittore italiano non sarebbe stato credibile. *Strage*, dunque, uscì in libreria il 28 maggio 1990, ma venne ritirato esattamente 7 giorni dopo. Continua a leggere “Strage, Loriano Macchiavelli”

Piccoli editori a Mantova

Ciao a tutti,
ecco una segnalazione che è anche un ringraziamento a tutti voi. L’idea infatti di organizzare una piccola mostra mercato dei piccoli editori  senza la presenza degli editori e senza incontri con l’autore, ma valorizzando le professionalità di librai e bibliotecari e con l’aiuto dei lettori dei gruppi di lettura, nasce anche dalle considerazioni che si fanno su questo blog.
Ecco locandina e descrizione dell’appuntamento. e ancora grazie.

Mantova: Biblioteca Baratta (Corso Garibaldi, 88)
Mostra-mercato dei Piccoli Editori
24-25-26 settembre 2010

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Chiedi scusa! Chiedi scusa!, Elizabeth Kelly

The Bootleggers, Edward Hopper
The Bootleggers, Edward Hopper

Sono cresciuto nell’isola di Martha’s Vineyard, in una grande casa chiassosa come una parata – il suo frastuono risuonava per tutta la costa del New England. Un caos orchestrato di pifferi e grancasse, majorette e squilli di trombe; ma ce lo potevamo permettere. Mia madre era ricca, e i soldi di suo padre piovevano dal cielo come coriandoli, mettendo a tacere con garbo le conseguenze di tanto baccano.

Così Collie Flanagan, narratore di *Chiedi scusa! Chiedi scusa!* di Elizabeth Kelly, ed. Adelphi, presenta la sua famiglia, i fantastici Flanagan: la madre Anais, amante dei cani, dai quali è sempre circondata in gran numero, ricca ereditiera che odia il padre e i suoi ideali, e insegue una ribellione tutta sua fatta di firme su assegni per qualsiasi causa in cui si imbatta; Charlie, suo marito, l’ha sposata per una scommessa _avrebbe portato all’altare la prima donna in cui fosse incappato girato l’angolo_ gran bevitore, nullafacente, ma con un suo certo stile; Bingo, il fratello, minore di 9 mesi, il preferito della madre, simpatico, socievole, e scapestrato come i genitori; lo zio Tom, fratello di Charlie, tuttofare: cucina, tiene _in qualche modo_ la casa, addestra piccioni, e beve _tanto_ anche lui; e infine lui, Collie, il primogenito, l’unico posato in famiglia, bello, giudizioso, tranquillo, apparentemente odiato dalla madre, forse per la sua forte somiglianza fisica e di carattere con il nonno, il proprietario della Thought-Fox Inc, colosso dell’editoria, detto il Falco.

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Bruce Springsteen, “The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story” arriva in novembre. Oggi il documentario al Toronto film festival

Bruce Springsteen, The Promise
Bruce Springsteen, The Promise

Sarà presentato oggi al Toronto Film festival “The Promise: The Making of ‘Darkness on the Edge of Town”, un documentario di Thom Zimmy che racconta il lavoro di Bruce Springsteen e della E-Street Band nel periodo di preparazione del mitico album uscito nel 1978. Il documentario composto da materiale d’archivi di quel periodo e da stralci di interviste di oggi – verrà incluso in un cofanetto che sarà nei negozi da novembre: “The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story” Continua a leggere “Bruce Springsteen, “The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story” arriva in novembre. Oggi il documentario al Toronto film festival”

Il porto degli spiriti, John Ajvide Lindqvist

Lorain lighthouse - foto: ronnie44052, flickr
Lorain lighthouse - foto: ronnie44052, flickr

Anders, Cecilia e Maya. Una famiglia felice, i due genitori con la figlia di 6 anni, in vacanza nei luoghi della loro infanzia. Maya è una bambina vivace, molto vivace, non sta ferma un attimo, anche quando prendono gli scii e partono per un’escursione al faro di Gåvasten: precede i genitori, si affanna, sale di corsa nel faro, esce ancora più di fretta, a inseguire qualcosa che ha attirato la sua attenzione. Ma a questo punto scompare, volatilizzata, di lei nessuna traccia, solo la distesa sterminata di ghiaccio a coprire il mare.

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La verità dell’alligatore, Massimo Carlotto

La verità dell'Alligatore, Massimo Carlotto
La verità dell'Alligatore, Massimo Carlotto

Non so come ho fatto, io che ho come genere preferito quello giallo e una predilezione particolare per i gialli mediterranei, a stare 30 anni senza aver mai letto nulla di Massimo Carlotto.

Per fortuna ho rimediato, e mi metterò sotto nei prossimi mesi/anni per recuperare. L’ho incontrato alla Fiera del Libro di quest’anno, allo stand della casa editrice e/o, ho comprato *La verità dell’Alligatore*, il primo della serie  dell’Alligatore, me lo sono fatta autografare, e l’ho divorato in un fine settimana.

Bello, proprio bello. L’Alligatore è un investigatore privato, un po’ borderline, ex detenuto, è stato in carcere 7 anni per un delitto che non ha commesso, dalla cui esperienza ha però ricavato un forte rispetto nei suoi confronti, considerato un giudice imparziale e giusto da tutti i detenuti, e rispettato da tutti. Amante del blues e del calvados _tanto quanto Fabio Montale lo è del jazz e del Lagavulin_, vive a Padova, dove conosce i migliori locali.

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