Il porto degli spiriti, John Ajvide Lindqvist

Lorain lighthouse - foto: ronnie44052, flickr
Lorain lighthouse - foto: ronnie44052, flickr

Anders, Cecilia e Maya. Una famiglia felice, i due genitori con la figlia di 6 anni, in vacanza nei luoghi della loro infanzia. Maya è una bambina vivace, molto vivace, non sta ferma un attimo, anche quando prendono gli scii e partono per un’escursione al faro di Gåvasten: precede i genitori, si affanna, sale di corsa nel faro, esce ancora più di fretta, a inseguire qualcosa che ha attirato la sua attenzione. Ma a questo punto scompare, volatilizzata, di lei nessuna traccia, solo la distesa sterminata di ghiaccio a coprire il mare.

Quattro anni dopo. Cecilia e Anders non sono più una famiglia, sopraffatti dal dolore e dall’alcol in cui è affogato Anders dopo la scomparsa di Maya. Anders decide di tornare sull’isola, alla ricerca del passato e della vicinanza della sua famiglia, la nonna Anna-Greta e il suo compagno, il mago Simon.

Ma fatti strani iniziano ad accadere sull’isola: scompaiono persone, ne ricompaiono altre che erano morte, mentre Anders, con l’aiuto di Simon, si addentra sempre di più in un mondo misterioso.

E allora si scopre che l’isola nasconde un oscuro segreto, che anche gli abitanti dell’isola celano dei misteri, che la magia è qualcosa di reale, che le persone, anche i bambini come Maya, non sono così buoni come sembrano:

“Papà? Cosa succede quando si muore?”
“Succede che…”
“Io credo che si vada in cielo. Anche tu?”
“…sì.”
“Com’è il cielo? Ci sono gli angeli e le nuvole bianche?”
“Vorresti che ci fossero?”
“No. Odio gli angeli. Sono bruttissimi e sembrano stupidi. Non voglio stare con loro.”
“Dove vuoi stare?”
“Voglio stare qui. Però in cielo.”
“Allora sarà così.”
“No, non sarà così. E’ Dio che decide.”
“Dio può anche decidere che tutti abbiamo quello che vogliono.”
“Non è possibile.”
“Perché no.”
“Perché tutti avrebbero un proprio cielo e a Dio non piacerebbe.”
“Lo credi davvero?”
“Dio è un idiota. Ha fatto tutto male.”

Ma anche che l’amore di un padre per sua figlia è la cosa più forte che c’è.

Un libro che mi è piaciuto molto, molto avvincente ma anche molto tenero. Forse la storia non è così approfondita e il lato “fantasy” non è così spiegato, ma sicuramente merita, anche se il genere non è il mio preferito.

Un’ultima chicca: tante canzoni degli Smiths, e addirittura una citazione di uno dei miei cantanti preferiti:

There’s this switch that gets hit
and it all stops making sense
BRIGHT EYES, “HIT THE SWITCH”

*Il porto degli spiriti”, John Ajvide Lindqvist, ed. Marsilio.

*giuliaduepuntozero

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