Jack, A.M. Homes

Just do it - foto: Andrea Balducci, flickr
Just do it - foto: Andrea Balducci, flickr

Metto questo libro nella mia classifica dei libri più belli letti nel 2010: *Jack* di A.M. Homes, di cui ho letto anche il bellissimo *La figlia dell’altra*, il buon *La fine di Alice* e quello che mi è piaciuto di meno *Questo libro ti salverà la vita*. Ho letto *Jack* nell’edizione della minimufax ma che mi sa che è appena stato ripubblicato da Feltrinelli.

Il Jack del titolo, narratore del romanzo, è un ragazzino di quasi 16 anni, americano, i cui genitori hanno divorziato da qualche anno. Vive con la madre e il suo nuovo compagno, Michael, un tipo molto zen. Jack racconta così la reazione della madre alla separazione dal marito:

E’ stato proprio in quel periodo che, oltre a trasformarsi in Magic Johnson, ha preso a fare cose davvero strambe. Veniva in salotto, mentre guardavo la tv, mi passava il braccio sulle spalle e si lanciava in un piccolo comizio di incoraggiamento, come un coach prima di una partita importante. Diceva: “Ce la faremo. Dobbiamo solo adattarci un po’. Tu e io, campione, insieme”. Continuavo a pensare che da un momento all’altro un intero esercito di ragazze pompon sarebbe sbucato da dietro il divano e si sarebbe messo a saltellare su e giù con i pompon: “Jack e Ma’, Jack e Ma’, forza ragazzi. Se non ce la fate voi non ce la fa nemmeno Pa’ “.

Jack ha sempre questo sguardo spiritoso e sardonico nel rileggere tutto quello che gli succede, dal divorzio dei genitori, alla confessione del padre di essere gay e felicemente fidanzato con un uomo, alla scoperta che Max, il suo migliore amico, ha raccontato a un compagno delle amicizie del padre di Jack, il che porta ovviamente tutta la scuola a sapere le sue tendenze sessuali e di conseguenza a prendere di mira Jack.

Che però riesce a reagire, a inventarsi nella testa il suo film personale che lo vede eroe del basket, a strapparci un sorriso dopo l’altro, a sopravvivere alle prese in giro, alle originalità della sua famiglia, all’arrivo dei 16 anni, e a reinventarsi una nuova vita, migliore forse di quella di prima.

David Foster Wallace l’ha definito:

Un romanzo commovente, fresco e originale. Jack è un essere umano talmente complesso e affascinante che credere in lui è un vero piacere.

Il classico libro che quando hai finito di leggerlo vorresti ricominciare dalla prima pagina, e che per qualche giorno non riesci a leggere nient’altro.

*giuliaduepuntozero

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