Una brava ragazza, Joyce Carol Oates

From the sea - foto: Alex Dram, flickr
From the sea - foto: Alex Dram, flickr

E’ da un po’ di tempo che non recensivo un libro di Joyce Carol Oates, dopo la scorpacciata fatta negli anni passati.

Si sa che la scrittrice è prolifica, e quando l’ho scoperta qualche anno fa ho avuto di che sbizzarrirmi a recuperare il tempo perduto con tutti i romanzi pubblicati in Italia _spesso difficilmente recuperabili_ e quelli disponibili solo in lingua originale.

A volte, però, questa prolificità dà la sensazione che la scrittrice abbia la smania di scrivere, di chiudere il libro, per passare al successivo. Portando così, ogni tanto, ad alcuni libri il cui livello non è alla pari degli altri. Non è sicuramente, per fortuna, il caso di questo. *Una brava ragazza*, edito da Bompiani, certo però che ci sono un po’ di imperfezioni, e addirittura qualche contraddizione.

Però JCO è sempre JCO, e dopo qualche mese di pausa si apprezza ancora di più la sua forza e la sua bravura.

Katya Spivak è una ragazzina, in vacanza-lavoro con la famiglia Engelhardt per i cui bimbi fa la babysitter:

Un inizio innocente. Quando Katya Spivak aveva sedici anni e Marcus Kidder sessantotto. Sull’Ocean Boulevard di Bayhead Harbor, New Jersey, nel torpore del caldo opprimente di mezzogiorno, Katya spingeva il passeggino del figlio di 10 mesi degli Engelhardt e teneva per mano Tricia, la figlia treenne degli Engelhardt, passando in rassegna le boutique da sogno per cui era noto l’Ocean Boulevard – il Bridal Shoppe, il Bootery, la Wicker House, Ralph Lauren, Lily Pulitzer, Crowne Jewels, il Place Setting, Pandora’s Gift Box, Prim Rose Lane Lingerie & Nightwear – quando, mentre indugicava davanti alla vetrina di Prim Rose Lane, udì una voce inattesa: “E tu, cosa sceglieresti, dovendo esprimere un desiderio?”

Avviene così l’incontro fra la ragazzina e quello che potrebbe essere suo nonno. Tutto _anche le recensioni che ho letto su qualche giornale_ fanno presupporre di trovarsi di fronte a dei novelli Lolita e professor Humbert Humbert, ma in fondo non è così.

Katya Spivak vuole solo piacere, come le ha insegnato la madre, una poco di buono dedita all’alcol e al gioco d’azzardo:

Perché Katya ci teneva a essere apprezzata, ed era proprio quello il suo punto debole: voleva disperatamente piacere, anche alle persone che a lei non piacevano. Perché gli Engelhardt e i loro amici pacchiani erano gente ricca, e la gente ricca, come diceva Essie Spivak, può sempre decidere di spendere un po’ di soldi con te.

Ma non sono solo i soldi di Marcus Kidder _quelli che, sempre più generosamente, le elargisce dopo essere riuscito a conoscerla meglio e a convincerla a fare la modella per lui_: è soprattutto la gentilezza che lui le mostra, l’attenzione che le dedica, che è attenzione alla sua persona e non attrazione sessuale, un qualcosa che gli altri uomini non le hanno mai dimostrato.

Non tanto una Lolita, quindi, in un romanzo che ti tiene incollato alle pagine in un crescendo di suspance, fino all’epilogo finale, che è quasi quello di una favola, con tanto di “c’era un volta”, di re, sudditi, e cenerentole.

Katya, mi accorgo ora, ha 16 anni come il Jack di cui ho parlato nella recensione del libro di A.M. Homes. Stessa età, dunque, entrambi americani, ma non potrebbero essere più diversi: un adolescente che si affaccia in punta di piedi all’età adulta lui, già una donna lei; tante difficoltà da superare col sorriso lui, una vita difficile e poco da scherzare lei; una famiglia in qualche modo fuori dagli schemi ma sempre vicina con tanto affetto lui, un padre scomparso, una madre che porta solo disgrazie, due sorelle assenti, un cugino delinquente lei. Due mondi diversi e due modi diversi di raccontare l’adolescenza di oggi. Senza giudizi di valore, perché entrambe _Joyce Carol Oates e A.M. Homes_ sono due maestre.

*giuliaduepuntozero

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11 pensieri su “Una brava ragazza, Joyce Carol Oates”

  1. …ok, a forza di leggerti e sentirti raccontare di j.c.o. mi hai incuriosita…vengo qua in cerca di spunti ma chissà perchè non ero mai stata conquistata da questa scrittrice, quando poi le mie mensole sono piene di donne.

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  2. Anna, allora devi assolutamente leggere un libro di JCO!!!
    Hai già idea da dove incominciare, o hai bisogno di un consiglio???
    Fammi sapere se hai bisogno di suggerimenti, e la tua opinione quando l’avrai letto!
    Ciao

    *giuliaduepuntozero

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  3. Io trovo che ci siano due diverse Joyce Carol Oates: la grandissima autrice di racconti brevi, alcuni dei quali autentici capolavori (un titolo per tutti: Un’educazione sentimentale), e la mediocre romanziera, che sbrodola storie spesso inutilmente prolisse e buttate giù di fretta. La sua misura è il racconto breve, c’è poco da fare.
    Per questo non ho letto il suo ultimo romanzo.

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  4. io l’ho letto e l’ho trovato molto forte proprio per l’ambiguità continua che ci accompagna dall’inizio alla fine. Un libro angosciante, intimo, ingannevole, meraviglioso. Solo la Oates riesce a descrivere persone e sentimenti in un modo così profondo e solo con i suoi libri, alla fine, rimango turbata e commossa. Consigliatissimo

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  5. Igrandi romanzi di JCO sono strabilianti. L’ultimo importante è SORELLA MIO UNICO AMORE, ma sono tutti molto importanti anche gli altri: Tranne l’ultimo pubblicato quest’anno da Bompiani. Penso che abbiano trovato qualche vecchio , inedito. Non sembra neppure di JCOciao-ciao

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  6. Volevo dire tra gli altri libri di JCO :la madre che mi manca- Blonde Una vera miniera di sapienza dedicata, in tempi non sospetti, a M. Monroe. e tanti altri romanzi davvero splendidi.

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  7. Mi sembra di capire che i giudizi a questo libro si dividano equamente fra chi l’ha odiato, e chi l’ha amato.
    Devo ammettere che anche la mia prima reazione non è stata così positiva. Non sulla trama, che ho trovato davvero grandiosa, ma sullo stile, che ho trovato un po’ poco curato… come se non avesse fatto a tempo a rileggerlo…
    Però, sarà l’amore che ho nei suoi confronti, alla fine il mio giudizio è positivo, e quando una scrittrice è una grande, una grande rimane sempre. Non lo metto di sicuro fra i suoi più bei romanzi _di cui ho avuto modo di parlare a più riprese_ ma di sicuro ne consiglio la lettura.
    @camilla: non è un vecchio inedito, l’ha scritto nel 2009…. a me ha dato più l’impressione di uno scritto fatto da qualcuno che non ha più tanto tempo…. più che giovanile, anziano…
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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  8. @giuliaduepuntozero : che sia stato editato nel 2009 non lo metto in dubbio che sia opera “anziana” non lo posso credere. Sorella mio unico amore , che Oates ha presentato in italia nel 2010 ( non ha presentato una brava ragazza)è una deflagrazione straordinaria, di una sapienza e vitalità incredibili. Assieme a Doctorow, con Homer e langley, Oates ha partecipato quest’anno a un Festival letterario importante (che in questo momento mi sfugge). Sono d’accordo con te che jco sia una scrittrice eccezionale. Certo anche il racconto lungo (nabocoviano) Una brava ragazza non da buttare. Ma non ha lo stile di JCO di oggi. ciao-ciao. Avete letto l’ultimo PIPERNO? E l’ultimo BAJANI?Mi piacerebbe tanto sentire i vostri pareri.

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  9. diverse volte entro in libreria e poi alla fine mi rapisce altro…e per fortuna ho un buon fiuto, la maggior parte delle volte! ma finalmente oggi mi faccio una visita alla nuova feltrinelli in stazione e cosa mi trovo fra le mani…La madre che mi manca! ecco questo è il nostro momento, fra mezz’ora mi parte il treno e in 3 ore e mezzo saremo io e te…folgorata…”non mi ero lasciata toccare da nessuno dei miei parenti, perchè sentivo come se mi avessero scorticata, con la carne viva esposta”.grazie per avermi portato a questa scelta.

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  10. Anch’ io sono un grande ammiratore di Joyce Carol Oates. L’ ho scoperta l’ Estate scorsa, e da allora ho letto 3 suoi romanzi: “Un giorno ti porterò laggiù”, “Sexy” e questo. “Un giorno ti porterò laggiù” é quello che mi é piaciuto di meno, perché ha un’ atmosfera un po’ troppo depressa… ma chiaramente, come tutti i libri dell’ autrice, é comunque piacevole. “Sexy” é forse quello che mi é piaciuto di più: é il più scorrevole, e nel finale sembra scritto da Bret Easton Ellis, un altro scrittore che adoro. Ad “Una brava ragazza” sono legatissimo a prescindere dal suo valore letterario, perché é grazie ad esso che ho scoperto l’ autrice; tralasciando questo particolare, stiamo parlando anche in questo caso di un libro stupendo, in pieno stile Oates.

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