Il più bel libro di Tolstoj?

Lev Tolstoj a Yasnaya Polyana nel 1908
Lev Tolstoj a Yasnaya Polyana nel 1908; pare sia l'unica foto a colori dello scrittore; l'autore dell'immagine è Prokudin-Gorsky

Il 7 novembre del 1910 moriva Lev Nikolaevič Tolstoj.
Il suo libro che preferite?

Per me è semplice semplice: sono per l’immensità di Guerra e Pace, magari nell’edizione dei grandi libri Garzanti, che è quella che ho a casa.
E voi?

Il principe Andrej era uno di quei rari ufficiali di stato maggiore che riponevano il loro massimo interesse all’andamento generale delle operazioni di guerra.
Dopo aver veduto Mack e aver appreso i particolari della disfatta, egli si rese conto che metà della campagna era perduta; comprese tutta la difficoltà della situazione delle truppe russe, si immaginò al vivo ciò che attendeva l’armata e la parte che egli stesso avrebbe dovuto svolgervi.  Senza volerlo provò un’emozionante sensazione di gioia al pensiero dell’onta subita dalla presuntuosa Austria e che, forse entro una settimana, gli sarebbe toccato assistere e prender parte diretta a uno scontro dei russi con i francesi, il primo dai tempi di Suvorov. Ma egli temeva il genio di Bonaparte, che poteva rivelarsi superiore al valore delle truppe russe; e al tempo stesso si rifiutava di ammettere che il suo eroe subisse l’onta di una sconfitta.

(Libro primo, parte seconda, I capitolo)

abbracci pacifici a tutti i lettori di Lev

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25 pensieri riguardo “Il più bel libro di Tolstoj?”

  1. Difficile, però fra quelli che ho letto credo di avere una preferenza per Anna Karenina, non dico per quale scena per non rovinare la lettura a che ancora non lo conosce. E in A.K. Levin è un personaggio indimenticabile

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  2. Nessun dubbio : l’immenso, maestoso, lirico ed epico Guerra e Pace e sono rimasta conquistata più dal Tolstoj della guerra che della pace.

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  3. SI a Tolstoj quando “narra” della guerra (le sue sequenze narrative sulle battaglie non hanno eguali, credo, nella letteratura occidentale)

    NO a Tolstoj quando pontifica “sulla guerra”.
    Quando si mette a filosofeggiare sulla guerra è davvero inspportabile (vedi le circa ultime duecento pagg. di G&P)

    SI a Tolstoj quando narra della giovane Natasha, o di Anna.

    NO a Tolstoj quando si mette a pontificare sulla famiglia.
    Da appendere per i pollici.

    Eccellentissimissimo scrittore ma gran misogino, il nostro Lev.

    Sarà mica un caso che alla fine di G&P riduce Natasha in quell’orrida insopportabile matrona — persino il buon Pierre [Bezuchov] comincia a sbuffare e se sbuffa lui tanto paziente e buono vuol dire che proprio ‘sta Natasha ….) e che scaraventa Anna sotto un treno, no??!

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  4. Che dolcezza leggere “il diario intimo” di Tolstoi. Riguarda il periodo intercorso dal 19 maggio 1900 fino al 15 settembre 1904. Questo libro ti offre l’opportunità di conoscere il grande scrittore e la sua anima.

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  5. @gabrilù : certo rileggere il grande padre non è scevro da momenti di rifiuto profondo. Era un uomo terribile e un immenso scrittore . Rileggere la sonata a K. mi ha fatto pensare, non senza un gran sollievo :ecco cosa diceva, ecco cosa capivo, ecco perchè non capivo e pensavo di essere troppo scema, troppo giovane troppo ignorante. rileggere T. , se non per motivi “culturali in senso stretto” non mi dà alcun piacere. Era sicuro di essere dio, il “suo” dio. Ci sono grandi , immensi blocchi di letteratura perfetta. Ma l’uomo T. , con la sua visione inflessibile del mondo, fa paura. In fondo era coevo di Proust!

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  6. Camilla, molto istruttiva la lettura dei Diari di Sof’ja Tolstaja, per capire che cosa significava essere sua moglie.
    Letterariamente i Diari di Sof’ja non sono granchè, questo va detto, anche perchè non sono meditati ma proprio scritti di getto. Ma quante cose ci fanno capire sull’atteggiamento del Nostro verso le donne e sul suo smisurato egoismo!
    Il classico tipo che si interessa delle sorti dell’umanità intera ma trascura le persone che gli stanno più vicino — figli compresi 🙂
    Naturalmente, i tolstoiani fondamentalisti etichettano Sof’ja come una strega, io invece ho difficoltà a pensare che i torti fossero solo da una parte…
    Tra l’altro, Sof’ja detestava il racconto “La sonata a Kreutzer” ed io non le so dare torto, perchè (fatto salvo sempre che L.T. scrive meravigliosamente etc. etc. e che uno di lui si leggerebbe pure la trascizion dell’orario ferroviario) è uno dei testi narrativi più misogini che io conosca 😉
    Ma sto divagando, ancora una volta.
    Tornando sul tema: bellissimo “I cosacchi”, per esempio.
    Stucchevole “Resurrezione”. Ma siamo sempre lì: quando si mette a pontificare ed a moraleggiare io proprio non lo sopporto, che ci posso fare.

    Cmq: buon Tolstoj a tutte/i, chè sempre di un sommo scrittore stiamo parlando, eh.
    E su questo non ci piove.

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  7. Difficile dire quale sia il libro più bello di Tolstoj, sicuramente Guerra e Pace offre una quantità di scene e personaggi, da costituire uno sei più begli affreschi della società russa del secolo, però è per il ritratto dell’ anti- eroina, appassionata e tragica, Anna Karenina che vanno i miei favori.
    A di là dei romanzi, consiglio a tutti i Racconti di Sebastopoli del grande Lev, una lettura davvero preziosa. Buona giornata a tutti!

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  8. Anna Karenina perchè con Emma Bovary sono state le prime tragiche eroine che mi hanno conquistato , invogliandomi alla lettura..e poi indimenticabili per me sono Levin e Kitty…..

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  9. Nessun dubbio anche per me : Guerra e pace . Vita, morte, amore, gioie, dolori, malinconia, speranze. L’ universo dell’ esistenza che si presenta nella sua interezza. E poi, il cielo del principe Andrej “Sul suo capo non c’era più nulla tranne che il cielo: un cielo alto, non limpido, ma tuttavia immensamente alto, con un silenzioso scivolare di nuvole grigie. Che silenzio, che pace e che solennnità! In tutt’altro modo da come correvo io – pensò il principe Andrej – da come tutti insieme correvamo, gridavamo e ci battevamo; in tutt’altro modo da come, inferociti e spauriti, cercavano di strapparsi lo scòvolo quel francese e quell’artigliere… in tutt’altro modo scivolano le nuvole per questo cielo alto e sconfinato. Come mai prima non m’accorgevo di questo cielo così alto? E come sono felice d’averlo riconosciuto, finalmente! Sì, tutto è vano, tutto è inganno, fuorchè questo cielo sconfinato. Nulla, nulla esiste, all’infuori di esso… Ma neanche questo esiste, nulla esiste, all’infuori della quiete, del sentirsi placato.”
    Ma non dimentichiamo il grande “La morte di Ivan Il’ič”.

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  10. nessun dubbio: Anna Karenina.

    cioè … anche Guerra e pace.

    insomma è stato un grandissimo scrittore, ma la morte di Anna Karenina e il suo dramma sono impressi a fuoco nel mio cuore!

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  11. Mi ha sempre divertita molto (“divertire” nel senso etimologico del termine, eh! —-> “de-vertere”) l’idea che il nostro Lev, quando se la diede a gambe (si fa per dire) da Jasnaja Poljana si ficcò su un treno andando praticamente a morire in una stazione (la stazione di Astapovo) davanti ai binari dei treni.

    La vendetta di Anna? ^__^

    (Per la serie: quando i personaggi risultano molto più simpatici e vivi di coloro che li hanno creati)

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  12. @gabrilu: sì treni e stazioni con Tolstoj tessono grandi trame dentro e attraverso opere e vita. Questa cosa ha sempre colpito anche me.
    E comunque un grande personaggio è quasi sempre più vivo (simpatico non sempre) di chi l’ha creato, se non altro per via delle molteplici letture che il tempo e le analisi e le critiche aiutano a fare.
    Però mi sembra tu sia troppo dura con il nostro Lev: d’altra parte, sappiamo che i grandi romanzi sono (quasi) sempre meglio dei loro autori, quindi è bene non avere aspettative troppo elevate sugli scrittori-persone, no? 😉

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  13. Guerra e Pace è il libro in cima ai libri della mia vita. Forse accanto solo a David Copperfield di Dickens. Anzi, forse posso cominciare a rileggerli entrambi…

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  14. luiginter scusa, sai.
    …ma se non si è duri con i grandi con chi — dimmi tu — val la pena esserlo?

    Con le mezze calzette, forse?!

    Le mezze calzette hanno bisogno solo di Premi Letterari, d’essere ai primi posti de “I più venduti”, d’essere i primi nelle classifiche del “quanto vendi tu e quanto vende quell’altro”.
    In genere, le mezze calzette vengono, in queste loro aspirazioni, abbondantemente soddisfatte. Non hanno certo bisogno di me. Ed infatti non me ne occupo ^__^

    … Io preferisco spendere (o meglio: investire) il mio tempo a divertirmi a far le pulci di un Tolstoj

    ^__=

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  15. luiginter
    Mi ero dimenticata ma provvedo adesso (so che importa niente a nessuno, ma insomma questo è un blog di letteratura, io di letteratura cerco di cianciare e a me la cosa sembra “de-vertente” e dunque la scrivo:

    La Lezione di Letteratura Russa che Nabokov dedicò ad Anna Karenina nei suoi corsi alla Cornwell era tutta centrata sul tema (non metto virgolette perchè sto citando a memoria, ma fidatevi): non si può approcciare o cercar di capire Anna Karenina se non si conosce esattamente come era fatto un vagone dei treni russi dell’epoca.

    (Ci manca solo il Ta-ta-ta della Quinta del B.)

    …Tutto quel che segue di questa nabokoviana lectio a me sembra meraviglioso, ma conosco un sacco di gente che invece prenderebbe a legnate Nabokov, per quello che ha scritto.

    Il mondo è bello perchè vario, dicono.
    0__=

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  16. Guerra e Pace è stato se non il primo ma sicuramente il secondo libro acquistato. Edizione economica Capolavori Sansoni 3 volumi Lit. 450 cad. Un amore struggente di gioventù forse un giorno lo ritroverò …mi piacerebbe rileggerlo viaggiando in treno vista la mia passione per questo tipo di mezzo …

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  17. sono un’accanita lettrice e devo dire che a natale, assieme a tante cose inutili, mi hanno regalato un libro davvero carino: “JO MARZAPICCHIO E IO” di lele guazzoni.
    veloce e ironico ti inchioda alla poltrona fino alla fine. vale proprio la pena di leggerlo, anche per l’originalità della trama.
    ciao Gianna

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  18. direi il monumento, il pilastro dii tutta la letteratura dall’800 al 900 fino ad oggi l’incredibile guerra e pace, con i suoi incredibili personaggi,, le vicende che si evolvono in pagina in pagina.

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