Gustavo Zagrebelsky, Sulla lingua del tempo presente

Otto euro per sole 58 pagine sono veramente un prezzo sproporzionato, ma il breve saggio di Gustavo Zagrebelsky, Sulla lingua del tempo presente merita di essere letto e meditato. Che la lingua sia in continua trasformazione è palese, ma rattrista constatare che stiamo andando sempre più verso un linguaggio stereotipato e kitsch.

Il noto giurista della Corte costituzionale e professore di diritto costituzionale all’università di Torino riflette sull’impoverimento della lingua nel tempo presente come segno degenerativo della vita pubblica. Gli undici paragrafi in cui si articola il saggio sono un vero e proprio endecalogo della regressione linguistica, per dimostrare come il linguaggio della politica, amplificato dai mass media, nel farsi senso comune, finisca per addormentare le coscienze. Continua a leggere Gustavo Zagrebelsky, Sulla lingua del tempo presente

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Afghanistan, la storia dentro una foto

Medevac in Afghanistan -JAMES NACHTWEY FOR TIME
Due bambini afghani vengono soccorsi su un elicottero ambulanza dell'esercito Usa

WING OF MERCY: MEDEVAC IN AFGHANISTAN – TIME MAGAZINE
La foto di James Nachtwey che vedete qui sopra fa parte di un servizio pubblicato da Time Magazinequalche settimana fa: il fotografo ha seguito l’equipaggio di un’ambulanza aerea (un elicottero Black Hawk) “medevac” dell’esercito degli Stati Uniti in Afghanistan.

Nella foto sono ritratti due bambini afghani feriti, soccorsi dal personale del medevac.
Come accade spesso davanti alle fotografie molto intense in esse “leggiamo” delle storie. Continua a leggere Afghanistan, la storia dentro una foto

Per non dimenticare: David Stannard, L’olocausto americano

E’ vero che il 27 gennaio, come giorno della memoria,  dovrebbe essere dedicato alla Shoah, ma, poiché dello sterminio degli ebrei se ne è sempre parlato, e se ne parlerà moltissimo  anche oggi, quest’anno vorrei rivolgere la mia attenzione ad altri genocidi, nella consapevolezza che, purtroppo,  ce ne sono tanti altri. Forse uno di cui  si è  sempre scritto poco è quello che  David Stannard, professore di Studi Americani alla Università delle Hawaii, chiama in un suo saggio L’olocausto americano.
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Mordecai Richler, La versione di Barney

Mordechai Richler a Montreal, nei primi anni '70
Mordechai Richler a Montreal, nei primi anni '70

Dal 2002 La versione di Barney era nella mia libreria in attesa di essere letto, ma c’era sempre qualcosa  che mi attirava di più e così solo ora mi sono decisa, forse sollecitata dall’uscita del film, che la critica unanime ritiene molto ben confezionato. E così sin dalle prime pagine questo romanzo mi ha coinvolto e, nonostante la lunghezza (pp 490) una settimana dopo era già terminato con in mezzo anche la visione del film, uscito il 14 gennaio.

Prima di Barney l’autore, Mordecai Richler (1931-2001), canadese ebreo anglofono, aveva scritto altri romanzi non di successo e si era fatto conoscere come sceneggiatore. Anche per la televisione. Nato in una famiglia ebrea ortodossa, in cui si parlava solo yiddish,e che voleva fare di lui un rabbino,  da adolescente prende le distanze  dalla fede e a 19 anni  è a Parigi, dove frequenta scrittori come Allen Ginberg, si nutre di  letteratura e di comunismo, va in Spagna interessato alle Brigate internazionali. Per 20 anni è a Londra, ma poi torna nel Quebec, che è la provincia francofona del Canada, dove ci sono fermenti indipendentisti, che si colgono qua e là anche nel romanzo. Continua a leggere Mordecai Richler, La versione di Barney

Speranzon e la rimozione dei libri degli scrittori “cattivi” dalle biblioteche

Il punto è che c’è un tale che fa l’assessore alla cultura alla provincia di Venezia che vorrebbe far sparire dagli scaffali delle biblioteche della sua zona una serie di libri. Sono i libri scritti da scrittori che lui dice che andrebbero banditi.
Sì proprio così: questo signore crede di potersi permettere di dire che ci sono dei libri che vanno soppressi, rimossi, fatti sparire, e le voci che ci sono dentro fatte tacere.
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Il cimitero di Praga e la deriva scettica di Umberto Eco

Garibaldi è un ingenuo omuncolo dalle gambe storte, Mazzini un massone inveterato dedito a chissà quali riti massonici, Nievo un piagnucoloso depresso e Freud un apprendista stregone che riesce a far fortuna grazie all’utilizzo della cocaina nelle pazienti isteriche.

Certo, ci sta in un’epoca in cui Bondi è il ministro dei beni e delle attività culturali e la Gelmini ministro dell’istruzione. Che burlone, Eco. Non c’è libro in cui l’autore abbia maggiormente gabbato i suoi lettori.
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Riccardo Chiaberge (ex domenicale del Sole 24 Ore) farà un nuovo settimanale culturale dentro il Fatto quotidiano

Per i fan del vecchio domenicale del Sole 24 Ore diretto da Riccardo Chiaberge (poi cacciato da Gianni Riotta che gli ha preferito Giovanni Santambrogio: e, detto per inciso, adesso il domenicale non mi piace per niente, così incravattato e timoroso di non sembrare troppo “di opposizione”) una buona notizia è circolata in questi giorni. Riccardo Chiaberge farà un nuovo inserto culturale settimanale. Continua a leggere Riccardo Chiaberge (ex domenicale del Sole 24 Ore) farà un nuovo settimanale culturale dentro il Fatto quotidiano