Al limite della notte, Michael Cunningham

Mercer St, NYC - foto: hall.chris25, flickr
Mercer St, NYC - foto: hall.chris25, flickr

Mi piace molto Michael Cunningham, conosciuto soprattutto per *Le ore*, con cui ha vinto il Premio Pulitzer, e che io ricordo anche per *Carne e sangue*.

Quest’ultimo *Al limite della notte*, edito come sempre da Bompiani, non è da meno.

Protagonista è Peter Harris, quarantenne, proprietario di una galleria d’arte a New York, sposato con Rebecca, padre di Beatrice. Una vita all’apparenza perfetta, o quasi: gli Harris sono ricchi, vivono in un bel loft in Mercer Street, a Soho, una gallerista amica di Peter sta per lasciare l’attività passando all’amico il suo artista di punta, un investitore del Montana vuole fare un’offerta per salvare dal fallimento il giornale d’arte e cultura diretto da Rebecca.

Ma non è tutto oro ciò che luccica.

Peter non è stato un buon padre, o almeno, ha i suoi buoni dubbi, e l’angoscia lo tormenta. La figlia sembra odiarlo, ha lasciato l’università per andare a vivere a Boston dove lavora come cameriera, e si fa sentire solo una volta alla settimana quando va bene. Anche la moglie non è felice, Peter e Rebecca sono sempre più lontani. Lo stesso Peter, amante della bellezza, è in crisi quando arriva Ethan detto Erry, il fratellino molto più piccolo della moglie, un perdigiorno dedito a droghe di ogni specie, ma riottoso nei confronti di qualsiasi tipo di lavoro, che con il suo fascino _e la sua furbizia_ porta Peter sulla via della tentazione, e sull’orlo del baratro della sua comoda vita.

Un bel libro, New York è descritta molto bene, così come il mondo affascinante dei ricchi collezionisti d’arte, vengono citati tanti artisti e opere; una giusta dose di inquietudine nel cogliere lo sfaldarsi di una vita all’apparenza normale.

*giuliaduepuntozero

5 pensieri riguardo “Al limite della notte, Michael Cunningham”

  1. avevo interrotto la lettura di questo libro perchè non mi sembrava all’altezza degli altri.
    ora penso che lo riprenderò nonostante i personaggi non mi suscitino gran simpatia

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  2. E’ nella mia lista delle prossime letture.. Mi attirano innanzitutto l’autore, che con “Le ore” si era rivelato un autentico genio secondo me, e l’ambientazione newyorkese che difficilmente mi delude🙂

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  3. @cristiana: anche secondo me non è all’altezza degli altri, ma riprenderei comunque la lettura. mi trovo d’accordo con Cinderella: autore e ambientazione newyorkese meritano sempre e comunque.
    Buona lettura, e aspetto vostre opinioni.
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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