Uccellino del paradiso, Joyce Carol Oates

parenthood - foto: lecates, flickr
parenthood - foto: lecates, flickr

Well love they tell me is a fragile thing
It’s hard to fly on broken wings
I lost my ticket to the promised land
Little bird of heaven right here in my hand

I libri di Joyce Carol Oates non sono mai libri facili, le storie sono spesso crude e i personaggi complessi. Quest’ultimo *Uccellino del paradiso*, pubblicato da Mondadori, non fa eccezione.

Al centro della vicenda la morte di Zoe Kruller, cantante di bluegrass, bellissima donna, trovata uccisa dal figlio adolescente Aaron, dopo che ha abbandonato la famiglia per dedicarsi alla musica e cercare un po’ di libertà.

Dell’omicidio vengono accusati due uomini: Delray Kruller, marito di Zoe e padre di Aaron, meccanico di origini indiane _indiani d’America, i Seneca_, rinomato per la sua violenza e per il grande amore mai sopito per la moglie; ed Eddy Diehl, falegname, amante della donna, uomo sposato e padre di due figli adolescenti, Ben e Krista.

I due uomini vengono fermati dalla polizia, e torchiati per molto tempo, alla ricerca di una verità che, però, non arriva. L’unica conseguenza è che la vita di entrambi viene sconvolta. E questo terremoto viene narrato nel romanzo da due voci: quella di Krista e quella di Aaron.

E qui esce il genio di Joyce Carol Oates: la sua capacità di immedesimarsi e farci immedesimare nella vita di personaggi diversi, capacità ancora più evidente quando i personaggi sono dei bambini o dei ragazzi _basta pensare a Skyler di *Sorella, mio unico amore*, a Norma Jean, piccola Marylin Monroe in *Blonde*, a Judd in *Una famiglia americana*, a Katya in *Una brava ragazza*.

Krista è ancora quasi una bambina all’inizio della narrazione, innamoratissima del padre, incapace di considerarlo colpevole, ma anche di qualsiasi giudizio. Spetta quindi al lettore farsi delle idee e interpretare i discorsi degli adulti riportati da Krista. La ragazzina cresce, è tormentata dalle vicende, dal ricordo di Zoe, dall’esistenza di Aaron, dai comportamenti sempre più folli del padre. Dall’altro lato, Aaron “Krull” Kruller, già adolescente, più cresciuto rispetto ai suoi coetanei, “mezzosangue”, emarginato, violento, chiuso, incapace di esprimersi se non con frasi concise e pensieri smozzicati.

JCO ci racconta le stesse vicende attraverso due occhi diversi, in un bellissimo gioco di narrazione, che si conclude poi anni dopo la vicenda, quando i due ragazzi sono ormai adulti, e, come nei migliori gialli, scoprono il colpevole dell’omicidio. Quando scopriamo la verità, comunque, non sentiamo quella sensazione di sollievo e di tranquillità che colpisce nei gialli tradizionali: non c’è consolazione nei mondi di Joyce Carol Oates.

*giuliaduepuntozero

32 pensieri riguardo “Uccellino del paradiso, Joyce Carol Oates”

  1. Anch’io la amo alla follia e mi sto accaparrando febbrilmente tutto ciò che è hanno pubblicato in Italia. Uccellino del Paradiso mi è piaciuto moltissimo: torbido e sensuale, duro ma anche incredibilmente commovente in alcuni momenti. Bellissimo! Ottimo commento, comunque.😉

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  2. Ciao Silvia,
    bene, un’altra fan! Quali altri suoi libri hai letto? Quali ti sono piaciuti?
    Rompo a tutti, perché nella vita reale conosco ben poche persone che conoscono JCO, tranne quelli a cui l’ho fatta conoscere io, e la cosa mi stupisce, visto che io la considero un genio.
    Quindi, quando incontro un’altra anima gemella che la adoro, sono incuriosita, e passerei ore a scambiare opinioni su di lei!
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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  3. Non ho letto molto di lei, anzi.
    L’ho conosciuta per caso [e per fortuna] in libreria con “Bestie” che mi ha folgorata e ho regalato a tutte le mie amiche. Poi: Misfatti, Acqua nera, Occhi di tempesta, Le cascate, Sorella mio unico amore, Una brava ragazza e ho iniziato da poco Figlia dello straniero.
    Mi piacerebbe leggere tutto di lei, ma alcune cose, come sai bene, non si trovano con facilità.

    P.s. Sto spulciando tutti i post che le hai dedicato, sai?

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  4. Una bella recensione. Non sono una grande appassionata di questa scrittrice, ma mi fai venire voglia di rileggere il vecchio e leggere il nuovo. Ciao.

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  5. Giulia, ti capisco perfettamente! Sto cercando di diffondere i suoi libri più che posso e finora ho avuto belle soddisfazioni ma, in effetti, siamo ancora in pochi a conoscerla…:/
    Ne ho letti più o meno una quindicina ( e sto ritirando tutti gli altri) ma quelli che più ho amato sono: Blonde (per me il suo capolavoro), Una famiglia americana, Le cascate, Sorella, mio unico amore, Uccellino del Paradiso. Questi sono proprio il top fra i letti finora, ma ho amato molto anche La madre che mi manca, La figlia dello straniero, L’età di mezzo e Un’educazione sentimentale. Piacevoli ma non mi hanno entusiasmata Ragazze cattive, Acqua nera, Bestie, Storie americane e l’ultimissimo uscito per Leconte, Mistrial.Senza verdetto, un breve racconto accompagnato da un’intervista alla stessa Oates. Inutile dire che anch’io la considero un genio e che non vedo l’ora di leggere quello che mi manca!

    Tu quali hai preferito?🙂

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  6. Ah, dimenticavo! La Oates si è rivelata anche un’ottima selezionatrice di racconti: insieme a Janet Berliner, ha curato una raccolta di racconti dal titolo “Figlie e madri” che è davvero splendida! Storie delicate, toccanti, dure e intense che mi hanno appassionata dalla prima all’ultima pagina, nonostante il cambio di registro stilistico e le ambientazioni differenti tra una scrittrice e l’altra. Il racconto della Oates è inquietante e meraviglioso, come sempre. Consigliatissimo!

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  7. Andiamo con ordine:
    @zoe: bellissimo *Bestie*, era piaciuto molto anche a me. Spulcia, spulcia, ne ho recensiti solo alcuni perché se no diventavo monotematica… So bene che non si trova molto… Io ne ho 38, più o meno la metà in inglese, e di quelli in italiano, a parte gli ultimi (che comunque in libreria trovi per un po’, e poi basta), la maggior parte li ho trovati in librerie reminder. Sì, ho una pagina su Anobi, ma non lo uso mai, dopo l’entusiasmo iniziale qualche anno fa.
    @pessima: grazie mille, mi fai molto piacere!
    @Silvia: allora… difficile fare una classifica… mi sono piaciuti molto La ballata di John Reddy Heart, Una famiglia americana, Blonde, Le cascate, My sister my love, Mother missing… Anche Occhi di tempesta, che è per bambini, è molto carino. Non ho invece quello che citi tu, devo rimediare immediatamente! Molto belli anche i racconti, sia quelli che citi tu come selezionatrice, sia quelli che ha scritto lei, come Storie americane.

    Ciao!
    *giuliaduepuntozero

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  8. “La figlia dello straniero” continuo a non sentirne di bene, è quasi un giudizio unanime.

    Purtroppo hai ragione, i suoi libri si trovano solo per un po’in libreria. Per esempio mi sono persa “La femmina della specie” e “Stupro” che non si trovano più disponibili. Speravo in un tascabile [ho una passione per i tascabili, purtroppo].

    Hai letto anche i suoi diari?

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  9. @zoe: concordo con il giudizio su *La figlia dello straniero*, non è di sicuro uno dei migliori. Ho *la femmina della specie* e *Stupro*, ed entrambi li ho trovati in librerie reminder.
    No, non ho letto suoi diari, sono pubblicati in Italia? Dimmi dimmi, li devo cercare!
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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  10. Tempismo Giulia, “Uccellino del paradiso” è il libro attualmente in lettura del GDL di Cologno.
    Io sono un po’ indietro, solo ottanta pagine lette, e aspetto a esprimermi. Come sai è il mio “debutto” con la Oates, vedremo.

    a presto

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  11. @claudia: a proposito di Mistrial ha scritto qualche giorno fa Silvia (vedi sopra), dicendo che e’ piacevole ma non l’ha entusiasmata. Io non l’ho ancora letto, l’ho ordinato alla mia libreria di fiducia (Libreria Einaudi di Lecco, dal bravissimo signor Biagi), aspetto che arrivi.
    @luiginter: ma dai, che bello! Beh, allora aspettiamo i commenti dei lettori del gdl, e soprattutto i tuoi con questo tuo battesimo con JCO! Buona lettura!

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  12. Adesso non ricordo bene, non sapendo l’inglese ho cercato di non infierire su questa mia mancanza, lo scrisse qualcuno su aNobii, vedo se ritrovo la discussione e te la passo!

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  13. Non ho ancora letto Uccellino del paradiso ma ho terminato da poco Sorella mio unico amore, che a parere mio è un capolavoro assoluto. Amo molto JCO e fino ad ora i miei preferiti erano Una famiglia americana, Le cascate, Un giorno ti porterò laggiù, La madre che mi manca e anche Perché sono uomini. Ma Sorella mio unico amore li batte tutti.

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  14. finito e come sempre ho trovato la scrittura della Oates travolgente, ricca e a tratti inquietante. Hai ragione Giulia2puntozero: non c’è consolazione nei suoi libri, ci sono storie che ci rapiscono e ci sono soprattutto uomini e donne con pregi e difetti senza necessariamente essere buoni o cattivi. Sublime.
    Ho prenotato Mistrial, Sexy e Occhi di tempesta. Vuoi davvero conoscere la verità?
    (per chi fosse interessato su http://www.ibs.it questi e altri libri sono scontati del 50%).

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  15. Ho appena terminato il libro e anche questo mi e’ piaciuto. Peccato non aver partecipato al GdL… Mi sarebbe piaciuto conoscere le opinioni degli altri. Io ho avuto la rivelazione sulla Oates con Le cascate anche se ne avevo gia’ letti altri senza esserne stata folgorata.

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  16. A tutti gli appassionati della OATES, Uccellino de Paradiso ” e’ splendido, “DOPPIO NODO” pure.
    DOPPIO NODO titolo originale The Barrens si riesce a leggere in ogni momento libero, perche’ vuoi sapere a tutti i costi come finisce. Io lo consiglio agli amanti della suspence, a coloro a cui piacciono le doppie personalita, di cui e’ vittima il protagonista della storia MATT. Lei la OATS e’ MAESTRA nello studio delle personalita’ dei personaggi che crea nei suoi racconti.
    In effetti insegna scrittura creativa………..(Creative Writing) a PRINCETON University, come vorrei sentire una sua lezione.

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  17. Adoro JCO. Pur essendo una scoperta recente, di pochi mesi fa, con “La madre che mi manca”. (Anni fa lessi “Una famiglia americana” ma forse non avevo ancora la predisposizione adeguata… magari lo riprenderò).
    Folgorante la forma narrativa, che rimane fluida ed accattivante nonostante l’incisività nel descrivere le forme dei personaggi.
    Ora sto finendo “Uccellino del paradiso”, ed anche qui è amore a prima riga.

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  18. grazie del caloroso benvenuto!!
    ora cercherò di approfondire le mie conoscenze di JCO, che tra l’altro è prolifica come pochi!!
    e cercherò di farlo, un po’ come tutti, compatibilmente con la wishlist, i prestiti bibliotecari, i prestiti di amiciparenticonoscenti, i miei primi centocircalibri che ancora non ho letto mentre loro (i cento) combattono alla ricerca di uno spazietto tutto per sè nella libreria di casa.

    ciao,
    sylver

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