Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Crotone, Pordenone, Novara, Mantova…

BEAUTIFUL DAY

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74 pensieri su “Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Crotone, Pordenone, Novara, Mantova…”

  1. Carissimo jeeno
    vedo con piacere che finalmente qualcuno ci mette il cuore, qui. Perchè ti scusi e perchè parli di polemica? Mica hai detto parolacce.
    Ti scusi per aver parlato chiaro?
    La tua frase poteva essere interpretata in mille modi e io l’ho interpretata così e non è un bel mondo quello che si prospettava attraverso la tua ironia. E puntualizzavo la cosa. Per assurdo, poteva anche essere detta proprio da un individuo antitetico a quello che sei tu (un fascista?), e ora che ti sei raccontato ho dei termini di paragone.
    Mai pensato che all’interno di questo post possa essere io la diversa da accettare?
    Sai, sono già intervenuta in questo blog tempo fa, con fervore e dedizione anche, su una questione letteraria. Intervento che tra l’altro mi aveva anche preso considerevole tempo, tanto che Luiginter si era sentito in dovere di ringraziaziarmi per la presenza e, considerato che le sue apparizioni sono abbastanza rare, credevo che qui si potesse dialogare, imparare.
    I miei commenti venivano puntualmente scavalcati da una rete di relazioni spesso nemmeno letterarie che non si prendevano nemmeno la briga di rispondere ai saluti con i quali mi proponevo. E sorridevo, mio caro.
    A un certo punto, mi sono resa conto che il mio interlocutore era un neofita del gruppo anche lui, e che anche lui veniva puntualmente ignorato: solo per questo avevo trovato dibattito. Ma erano i miei primi approcci con un blog e non sapevo.
    Avrei potuto fare un rendevouz, qui, unendomi ai festeggiamenti ma il muro è così compatto che non sarei stata nemmeno vista. Una voce persa nel vuoto. Ho di meglio da fare che perdere voce.
    L’impressione forte è che per poter intervenire all’interno delle vostre discussioni occorra avere un misterioso tesserino: l’accoglienza è proprio fredda, davvero.
    E mi chiedo ancora una volta dov’è tutta questa accoglienza e tolleranza di cui si parli per il diverso.
    Mi chiedo di che cosa sia fatto questo muro: paura?
    Vedi, è facile parlare con quelli che la pensano come te tanto si sa già che son tutti d’accordo. Tant’è che i primi commenti a questo post sono stati: beautiful day, very beautiful day, yeah, grazie, beautifulissimo… insomma, un po’ poco per creare un dibattito.
    E’ meno facile parlare con chi non la pensa come te, perchè ti devi spiegare.
    A meno che non si parta dal presupposto che chiunque possa scrivere la pensi come te.
    Ma che gusto c’è? Che cosa impari?
    Se non avessi inscenato un “attacco” a te, tu non avresti mai preso in mano una tastiera con il cuore con cui l’hai fatto.
    Da parte mia, finalmente, ho incontrato un essere umano.
    E’ facile prendere il chai con l’arabo che viene qui.
    E’ più difficile prenderlo con me, vero? Be’, io ti dico che se riesci a prendere il chai anche con me e io con te, ci sono presupposti per imparare qualcosa.
    Un consiglio a chi ha voglia di misurarsi per davvero con il diverso: bloggare dove non la pensano come te. Costa un po’ di fatica perchè non basta yeah!, però fa crescere.
    Grazie jeeno per l’unica opportunità di contatto che mi è stata data.
    Carlo non conta. Ci siamo conosciuto in ben altra sede.

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  2. Devi sentirti molto sola, Antonella, in questo ruolo di quasi unico essere umano che deve svegliare coscienze addormentate, hai ripetuto non so quante volte che sei fuori dal coro, in modi diversi. Bhe’, qui avremmo voluto solo scambiarci un po’ di segnali di contentezza dopo molto ingoiare sconfitte e vergogna, ma certo, non potevamo essere che pecoroni stupidi e contenti. Ma cosa ne sai di ognuno di noi sentirti così superiore? La cosa si evince da quasi ogni riga che hai scritto. Cosa ti permette di annoverarci tutti tra i personaggi acritici e contenti a vanvera che descrivi? Ci parli con le persone vere? Quelle molto normali e per niente super (nè super partes, nè super egoiche) con cui parlo io hanno ben presenti già da tempo tutte le obiezioni banali che hai fatto e, guarda un po’, ieri erano contente lo stesso. Tutte con ben chiaro quello che hai pensato e scritto tu, mi spiace darti questo dispiacere. Da dove viene tutta questa acrimonia? Se pensi di essere diversa, dovresti sapere che i diversi, tutti, sono sempre soli e non cercano risposte, appoggi o conferme nella folla, come è anche questa dei blog. Stanno soli e basta, a cuocersi nella loro solitudine. Tattica consolidata di ogni autoproclamato outsider di rispondere a chi si incavola “Ecco, anche tu sì che sei diverso”. Ma va’. Addirittura Jeeno, che mi piace molto proprio per la sua ironia, cosa che manca a te completamente, sarebbe l’unico altro essere umano incontrato su queste pagine? Si vede che hai letto con spocchia le molte parole che rivelano anime bellissime, mai trovandole alla tua altezza, è chiaro. Oh, e poi non ti filano, poverina. Che crudeli!
    Per concludere, il cuore lo avevo messo anche nelle poche righe scritte sopra, come lo metto in ogni cosa che faccio, come pure il cervello, la coscienza, insomma tutto l’essere umano che sono. Per inciso, ieri notte avevo fatto le tre per risponderti, tanto mi ero irritata, poi una mossa di mouse e mi si è cancellato tutto. Pazienza, per un chai o per un più banale tè sono disponibile, se tu scendi dal piedistallo dove ti sei murata.
    Lucilla
    p.s. E sappi che il dialogo con Carloesse è stato la ripetizione di quelli che hai biasimato, attenzione a non predicare bene e razzolare male.

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  3. @ Dani
    in questo momento protostoria di letteratura logico-fantastica, mi serve per uno studio.
    Ho anche amici che scrivono e mi piace leggere del loro.
    E mi piace scrivere poesia. E non solo.
    Quando voglio svagarmi pianto il lavoro a metà ed esco a fare quattro passi.
    Ho contatti con gente di tutte le età, di tutte le idee, di ogni cultura. Anche perchè il mio lavoro mi porta a dovermi avvicinare a realtà così profondamente diverse che a volte mi manca il respiro. Adeguo il mio linguaggio a seconda di chi ho davanti: operaio, contadino, accademico, impiegato, e aggiungici quello che vuoi. L’importante è comunicare. Mi mancano un po’ invece le relazioni con i piccolini, di questi tempi, ma mi sto attivando per frequentarne qualcuno.
    Amo la vita e apprezzo ogni piccola cosa, perchè so che ogni istante è da apprezzare come fosse l’ultimo.
    Di fronte alle incomprensioni cerco di capirne le cause profonde.
    E quanto al ridere, penso che ridere sia il riflesso di un qualcosa che abbia rotto gli schemi che si supponeva si sarebbero verificati (scusa i congiuntivi e i condizionali); ma che invece non si è verificato. Di qui la sorpresa e, se è una sorpresa piacevole, nasce il riso.
    Per questo adoro le sorprese e adoro ridere. Ma deve sorprendermi. Quindi adoro anche il non-sense e la poesia zen. Riescono sempre a strapparmi un’emozione profonda. Il riso è l’antitesi del pianto come l’orgasmo sessuale è l’antitesi della morte.
    Mi piacciono le sfide perchè mi obbligano a creare nuove strategie di approccio con il mondo. Se perdo, lo riconosco. E cambio direzione. L’importante è non perdere il senso dell’essere umano.
    Dietro ogni faccia c’è un universo.

    E tu, che stai leggendo di bello?

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  4. Dopo qualche tempo,approfittando della festività, mi lancio nel blog e rimango spiazzato.
    Che è successo ? Scopro che finalmente gli italiani sono diventati migliori, finalmente hanno imparato a ragionare, da oggi il mondo è migliore e qualcuno spera in una Stalingrado islamica (ironicamente!) e tutto questo ha dei padri nobili: Piasapia, De Magistris, Zedda e altri… e che ci voleva ? Potevamo pensarci prima!
    Io invidio tutti voi che avete queste certezze, il meglio è solo di qua, il peggio sta da un’ altra parte e mi commisero, perché la mia vita è tormentata dal dubbio, su tutto tranne che su una cosa, ma non riguarda cose di questo mondo.
    Poi come fossero un ciclone leggo i post di Antonella B., ciao Anto che piacere rileggerti,che dire? Come sempre hai detto tutto tu, sottoscrivo ogni riga e anche per quello che non sono ancora riuscito a leggere, ti conosco troppo bene per non sapere che sarò concorde con il tuo pensiero.
    Chiedo a tutti voi, se avete qualche nome da proporre come sindaco anche per Genova, perché 40 anni di governo dei buoni, hanno fatto sì che la città sia passata da 800.000 abitanti degli anni sessanta, a poco più di 600.000, che da più grande porto del Mediterraneo e D’ Europa, sia ormai uno scalo marginale, che i ragazzi genovesi, scappino a Milano per studiare o lavorare, che le più grandi industrie, siano tutte scappate dalla città e che per volare all’ estero senza accendere un mutuo, si debba andare alla Malpensa o a Pisa, che da vent’anni si stia costruendo la più piccola e inutile metropolitana al mondo e mille altre cose che noi genovesi conosciamo bene. Uniche eccezioni come l’ acquario o i miglioramenti estetici (ottimi) del centro storico, sono stati possibili, grazie ai soldi statali delle celebrazioni colombiane del 1992 e del tragico G8.
    E last but not least, la Samp è retrocessa in B (carloesse pietà)
    Dubbi, sempre dubbi, sono i miei compagni di strada.
    @ Jeno
    So che era una provocazione, ma a scanso di equivoci, una cena più leggera, evita incubi e brutti risvegli.
    Per terminare e scusandomi per lo sproloquio, voglio inviare un pensiero a Lucianoidefix, con il quale ho avuto un troppo breve anche se intenso scambio di opinioni, mi rendo conto solo ora di aver sprecato per colpa mia, un’occasione di arricchimento intellettuale, arrivederci.
    Un saluto a voi “amici dai tanti nomi”

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  5. Ahahahahahahah che forza! :-)
    … ma anche questo nome “c’hai”??
    Ti voglio bene; valeva la pena di scrivere qui una seconda volta solo per questa sorpresa!
    Chiamami Anto, sarò il tuo “chai”.. ahahaha..
    Mettiti in lista alle prossime, c’hai mai pensato?

    Quanto a Luciano, c’è un bellissimo tributo per lui che nei giorni si è arricchito strepitosamente, e naturalmente è sempre aperto. Puoi lasciare un tuo intervento, sarebbe bello… credo che in questo momento sia ridendo anche lui.

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  6. Mi vuoi indicare, per favore, Pseudonimo, dove sarebbero tutte le certezze di cui hai letto e dove sono scritte? Io ho letto il contrario in molti degli interventi più articolati. Mi pare invece che da ciò che è stato scritto esca fuori un’altra cosa: il desiderio di smuovere situazioni che non si sopportano, la constatazione che persino attraverso il voto (è quasi l’unico modo per far sapere il proprio parere, e l’unico in assoluto per cambiare i governi centrali o locali, nelle democrazie rappresentative e delegate, no?) si può manifestare uno scontento, essere contenti di farlo e di ritrovarsi in tanti; naturalmente, c’è chi invece va in piazza a dirlo. Ma queste sono altre storie di pecoroni, già. Privi completamente di dubbi, certo. E magari anche di cervello. Mah, sono veramente perplessa.
    Anch’io, comunque, ho capito meglio le dinamiche mentali di una tipologia di persone. Grazie, Antonella.
    Lucilla (per la cronaca, neofita del blog)

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  7. @lucilla p
    quando ho parlato di chi ha certezze sul dove stanno i buoni e i cattivi, mi riferivo solo a questo:

    @YEAH!
    a BEAUTIFUL DAY ^_^
    @VERY BEAUTIL DAY
    @ciao,
    io sono di Torino oggi devo dire grazie a queste splendide città
    @Che dite ? sembra che gli italiani comincino a collegare il cervello
    @Forse ci stiamo veramente riprendendo il nostro ruolo di cittadini, e credo che chi legge e frequenta la rete sicuramente il cervello ce l’ha (e lo usa).
    @Fu una vittoria di civiltà in cui moltissimi erano riusciti ad usare la propria testa, a non farsi irretire dalla propaganda clericale.E in Italia non è così facile!
    @Ha vinto la gente normale,il buon senso,la serenità,il rispetto delle Istituzioni.Finalmente!!!

    Solo a questo lucilla.
    Un abbraccio a tutti

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  8. @Pseudonimo: I consigli sono sempre ben accetti, anche se io raramente ho incubi di notte (ne ho più di giorno). Ma non ti è venuto il dubbio (dubbi, sempre dubbi) che, forse, il tuo consiglio è più adatto a qualche altra persona di tua conoscenza(e, forse, anche a te stesso)che a me?

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  9. … resta il fatto jeeno che, dopo che ti ho chiesto di spiegarmi, hai trovato il coraggio di raccontarti per la prima volta!
    D’altronde, in un blog dove non c’è un firma per esteso, che cosa si può pretendere????
    Il branco, appunto.
    Ripeto, ogni tanto bloggare dove qualcuno non la pensa come te. E dove la gente si firma per esteso.

    Tra l’altro, se questa voleva essere un’indagine preliminare sulla possibilità di dialogo all’interno delle parti con una volontà collaborativa, e voi le punte di diamante dell’esperimento, ragazzi, siamo ancora ai comitati… com’è che lo chiamavate… ? Comitato per l’auto-esame, mah, ho cancellato.
    D’altronde la strategia dell’autoesame all’interno di un gruppo monoparte si è visto a che cosa ha portato.
    Berlusconi ve lo siete proprio meritato. Lo dice una che non ha mai votato pdl,

    Se avessi avuto un’idea di votare a sinistra per le prossime politiche, voi alla gente gli togliete proprio la poesia.
    Auguri per un’arte di sinistra (il che è già un controsenso perchè non sarebbe arte). Ne avete bisogno. Da quando i nostri scrittori si sono politicizzati (o era così, o non facevi carriera), si vede che passi avanti ha fatto la nostra letteratura! Che è la punta scoperta dell’iceberg mostruoso che avete creato: oggi si legge giallo o fantasy. Noir se va bene.
    Ma un Romanzo…

    Addio, i tempi sono ancora pre-maturi.

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  10. Contentissima di abitare in un piccolo Paese, 1300 abitanti, dove il Sindaco lo si ellegge, per la capacità pratica di risolvere i mille problemi di ogni giorno, al di fuori di ogni schema di Partito o ideologico….sembra che invece di un Sindaco si sia eletto un Presidente della Repubblica o un Presidente del Consiglio….

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  11. @Jeeno
    Mi stupisco, ho pensato fossi un tipo che ama l’ ironia….ora ho un altro dubbio!
    @Barbara
    Magnifica e condivisibile sintesi.
    Per quanto mi riguarda chiude il discorso.
    Un saluto a tutti

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  12. Anche per me è stato un “beautiful day”., caro luiginter ^__^

    Io scrivo da Palermo, città della Terronia in cui questa volta non si votava (ci toccherà l’anno prossimo, credo, dovrei controllare), ma posso assicurare che non solo io, ma molti palermitani e palermitane come me abbiamo seguito con passione la campagna elettorale di Milano e di Napoli (ma non solo), abbiamo tifato alla grande ed alla fine abbiamo esultato.

    Si, esultato.

    La sera dei risultati sono state parecchie le telefonate che ho fatto ad amici milanesi e napoletani per congratularmi.

    Motivazioni politiche con cui argomentare questa mia/nostra esultanza ne avrei parecchie, da esporre, ma questo non è un blog partitico e politico strictu sensu, quindi mi astengo.

    Spero però di non andar troppo al di fuori della mission di questo blog se mi azzardo ad esporre alcune motivazioni di esultanza che, appartenendo alla sfera della pre-politica possono, in qualche modo, rientrar nella sfera tuttologica e salvatutto del “sempre cultura è” ^___^

    Orbene: ho esultato perché non m’è parso vero che un sacco di italiani si siano finalmente mostrati ar-ci-stu-fi di una politica(?!?!) urlata, fatta di insulti, di beceraggini, di prese per i fondelli, di maleducazione, di sguaiataggine, di volgarità, di “siccome io ci ho i soldi e il potere posso permettermi tutto”.

    Avete presente il marchese del Grillo quando diceva “…perché io sò io, e voi non siete un ca**o!” (Spero di avere, con l’aiuto del per me sempre grande Monicelli, aver reso l’idea — smile )

    …Destra e/o sinistra? Oggi come oggi non capisco davvero più il senso di questo distinguo, e se questo fosse un blog che si si occupasse di politica mi piacerebbe proprio lanciare il tema: “definire, please, il senso dei termini Destra e Sinistra oggi”.

    Ma rispetto i confini di un blog, e dunque i miei interrogativi in proposito li tengo per me.

    La Sinistra non offre poesia, ha detto qualcuno
    Può darsi.

    Ma, anche qui: sarebbe bene —– prima di dire se il primato della poesia tocchi alla cosiddetta sinistra o alla cosiddetta destra —- cercare di capire se quando parliamo di “poesia in politica” intendiamo tutti la stessa cosa.

    Per quanto mi riguarda, avrei difficoltà a definir “poetici” gli interventi di una serie di rappresentanti del soi— disant “partito dell’amore” che ho visto imperversare negli ultimi mesi dal monitor dell’elettrodomestico di casa.

    I miei rispetti

    gabrilu/Gabriella da Palermo

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  13. Cara Barbara, e caro Pseudonimo, un sindaco eletto in un paese di 1300 abitanti non sposta l’asse politico italiano, quello eletto a Milano, o Roma, o Napoli neanche, purtroppo, ma indica la possibilità/probabilità di questo spostamento anche a livello nazionale. Questione di numeri.

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  14. @Lacilla P.
    dalla tua risposta, mi accorgo di non essere riuscito ad esprimere comprensibilmente il mio pensiero. Non è questione di numeri o di spostamento dell’ asse politico, io intendevo disquisire solo sul fatto che non credo che il bene stia tutto da una parte ed il male dall’ altra ( come invece è emerso in molti post che ho anche riportato per rispondere al tuo),credo che tutto sia da riportare alle singole persone ed alle loro capacità, alla loro onestà, a prescindere dalla loro appartenenza politica,come dice bene Barbara, soprattutto quando si parla di amministrative (se vogliamo scendere su di un piano strettamente politico), che si tratti di un paese di cento anime o di centomila. Credo che questo valga per ogni settore della vita.
    Solo questa era per me la ragione del contendere, non voglio avventurarmi in altre considerazioni, ancora più lontane dallo spirito di questo bellissimo forum.
    Un saluto

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  15. @ Pseudonimo
    cito: “quando ho parlato di chi ha certezze sul dove stanno i buoni e i cattivi, mi riferivo solo a questo:
    @YEAH!
    a BEAUTIFUL DAY ^_^

    Non ho certezze di tale portata, in realtà. Il mio è stato il primo commento ( sintetico) ad un post che proponeva una canzone degli U2 e ho voluto rispondere citando il titolo di una canzone di Usher per esplicitare la mia “contentezza”. Probabilmente è stato un commento banale ma senza certezze di dove stia il bene…solo tanta, tanta speranza.
    Cordiali saluti.

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  16. Ma sì, avevo capito ciò che avevi scritto, Pseudonimo caro, ed è esattamente quello che penso io, e mi pareva anche di averlo scritto chiaramente,come pure molti altri che hanno partecipato a questa discussione un po’ surreale, a tratti: quasi tutti a dire le stesse cose, allora, e come mai non ci siamo capiti? Sperare significa credere che possa andare meglio. Mica credere che il bene sta tutto di qua e il male tutto di là. Repetita juvant: però mo’ basta! Abbiamo capito! Ci sarà pure del buono in questi politici al potere, certo che l’hanno nascosto ben bene…. ci sono dei limiti in questo tipo di comunicazione senza facce da guardare, toni da ascoltare, occhi da scrutare. Bhè, la tua di faccia la vedrei volentieri, anche per tirarti un po’ le orecchie, mica sono cappuccetto rosso che va nel bosco ignara del bene e del male, ah (sospiro) parli di certezze a me, come parlare di corda in casa dell’impiccato…. qua la mano e ti porgo anche l’altra guancia, da baciare però!
    E mo’ ricomincio dai libri, saluti a tutti
    Lucilla Pietrantoni (qualcuna sarà contenta del nome completo…. chissà se ritira il “branco” che ci ha affibbiato. Grrr!)

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  17. @ Lucilla
    Sulla firma.
    Questo vuol dire avere le palle (detto tra donne fa un po’ ridere ma l’espressione è entrata così prepotentemente nella parlata quotidiana che il sesso maschile naturalmente me la concederà, vero?).
    Quando sei pronta per la seconda parte, fammi un fischio. Mi trovi qui, in ambito democratico.

    Al riguardo, attenzione: se bloggo dove trovo anche individui che non la pensano come me, significa non postare sulla base di un’attività emozionale reattiva (sottolineo reattiva), ma piuttosto sulla base di logica, riferimenti, dati, intelligenza emotiva. Significa anche abbandonare il pre-giudizio, entrare nella testa altrui, elaborare e, alla fine – ma proprio alla fine – postare. Signica ridare corpo alla parola perchè ogni parola, una volta pubblicata, verrà esaminata nei suoi contrari e nelle sue radici e, quindi, in fase di preparazione del post è utile pre-vedere le possibili argomentazioni in risposta. Questo serve anche a crescere perchè, se si esaminano prima quali sono le possibiltà del controdibattito, si ha modo di vedere all’istante se già il nostro post in preparazione contenga in sè delle contraddizioni.
    Diversamente, si può uscirne distrutti.
    Il che non è un male perchè operare una ricostruzione può essere una svolta positiva ma occorre allenamento all’umiltà per poterlo sopportare. In caso contrario, la nostra personalità egoica può uscirne così “offesa” – se non è pronta -, da rinchiudersi nell’isolamento intellettuale.
    Una buona abitudine, invece di farlo direttamente sul monitor, è quella di scrivere su un qualsiasi documento di testo per evitare di buttare il lavoro di due ore in un istante di mouse impazzito. L’uso preventivo di un documento ha anche le ulteriori proprietà di visualizzare meglio il testo, apportare eventuali modifiche o incrementi, migliorare la sintassi, coordinare i paragrafi ed evidenziare eventuali punti oscuri che inizialmente ci parevano chiari ma che, alla terza rilettura, tutto sommato potrebbero dare adito a malintesi.
    Queste azioni comportano l’impiego di molto tempo e molta dedizione ma anche meravigliosi riscontri.
    Dopo che si è imparato tutto questo allora ci si potrà lanciare in post di getto, ironie e risate, frizzi e lazzi, perchè la soddisfazione più grande è riuscire finalmente a far ridere – o sorridere – il nostro interlocutore dissidente: nascono vere e proficue amicizie, non sulla base di un autocompianto tra compari, ma alla luce di un perfetto equilibrio tra Giustizia e Amore.
    Perchè solo Amore è indulgenza e cosa debole, e solo Giustizia un bastone troppo duro da sopportare: ci si ribella.

    Nel mio caso, per esempio, (Carlo, posso dirlo?), Carloesse per qualche suo motivo mi adora. E io anche. Non la pensiamo uguale e proprio per questo riusciamo a tirarci fuori di quelle cose (!) che due amici compiacenti se le sognano. Lui mi ha estratto delle potenzialità di cui nemmeno io sapevo: se ne stavano lì, latenti. (E’ vero che all’inizio ho dovuto sbancare di sorprese, ahahhah, ma Machiavelli diceva che “il fine giustifica i mezzi”). Un fine buono.
    Pseudonimo è un altro caso: lui dalla sua parte ha la Parola Divina. Letteralmente.
    Ed è un calmante. Un cuore grande.

    Quanto ai libri, Lucilla, è dell’altra notte un libro che mi ha proprio trovata e dove si vede che l’utopia può essere l’arma di oggi. Ma pensa che l’aveva già detto Ernesto Sàbato! (“Prima della fine”, si può chiamare il suo testamento letterario).
    Un nome e una firma, non è vero?
    Un saluto alla mia Peperina.

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  18. @ “Carloesse per qualche suo motivo mi adora. E io anche.”
    ……….. naturalmente non intendevo che anch’io adoro me stessa.
    Questo dimostra che, a volte, di riletture ce ne vuole una quarta.

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