The Motel Life, Willy Vlautin

City Center Motel - foto: daikiki, flickr
City Center Motel - foto: daikiki, flickr

E’ notte, e fa un freddo cane, all’inizio del libro. Frank, il narratore, è ubriaco, steso sul letto della sua camera di motel, quando un uccello _un’anatra, a sentir lui_ si schianta contro la sua finestra, rompendola. Frank si sveglia, più o meno, compatibilmente con la sbronza, giusto in tempo per l’arrivo del fratello maggiore, Jerry Lee, che porta la notizia che cambierà la loro vita: ubriaco, reduce da una litigata con la sua pseudo-ragazza, mentre a gran velocità attraversava le strade innevate di Reno, Nevada, un ragazzino in bici gli è sbucato di fronte e bang, l’ha centrato in pieno, uccidendolo. Il corpo del ragazzino, ora, è nella sua Dodge.

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Gruppi di lettura: come crearne e uno e farlo vivere felice

Roz Chast,
Roz Chast, The Subway Sofa, 12 aprile 2016

Che cosa è un gruppo di lettura? Come si organizza? Come si legge “in gruppo”? 
Alcune delle idee sono state espresse altrove in questo blog e sono qui semplicemente ripetute e sintetizzate. Soprattutto, molte di queste “regole”, le ho imparate dal lavoro prezioso di alcuni bibliotecari nei quali ho avuto la fortuna di imbattermi in questi anni.
Naturalmente sono gradite precisazioni, smentite, punti di vista diversi.
(Il post è stato pubblicato per la prima volta nel giugno 2011 e sostanzialmente rivisto, modificato e editato in febbraio e marzo 2017)
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I 100 libri di saggistica più belli, secondo il Guardian

Anche se le liste dei “libri più belli di…” risultano indigeste ad alcuni lettori, a me divertono e quando sono compilate in modo originale e collettivo, da più autori e da più punti di vista, sono molto stimolanti.

Quella che voglio proporre oggi è del Guardian. Riguarda i 100 migliori libri di saggistica (The 100 greatest non-fiction books) scelti dallo staff del giornale/sito web del quotidiano inglese.

Sarà che mi piace molto, complessivamente, il sito del Guardian, e quindi sarò forse un po’ prevenuto. Però la lista è davvero interessante, stimolante e per molti versi sorprendente.
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Ciao Big Man Clarence Clemons, non ti dimenticheremo mai

Big Man Clarence Clemons
Big Man Clarence Clemons

Come diceva Bruce, durante i concerti, al momento di presentarlo, “Do I have to say his name?”

E ovunque suonasse la E-Street Band con Bruce Springsteen, in qualsiasi parte del mondo, non era necessario pronunciare il suo nome. Perché le decine di migliaia di persone che ogni notte riempivano stadi e arene conoscevano lui, il suo sound, ogni nota di Big Man Clarence Clemons, il leggendario sassofonista della leggendaria E-Street Band.

La band che mi accompagna, e come me siamo in milioni nel mondo, da quando avevo 15 anni, quando scartai dalla protezione in cellophan il vinile di Born to Run, nel 1975.
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I morsi del buio, Karine Giebel

I morsi del buio, Karine Giebel
I morsi del buio, Karine Giebel

Nelle ultime spedizioni che ho fatto in libreria ho visto dovunque una serie di libri della Rizzoli, della collana BUR Scrittori Contemporanei.

Ho scritto già in passato qualche post su alcuni titoli di questa collana, come *Acqua di mare*  _capolavoro_ e *Le pieghe dei giorni* di Charles Simmons, *Un gioco e un passatempo* di James Salter e i due titoli di Maeve Brennan. Romanzi brevi, a volte raccolte di racconti, scrittori americani, irlandesi, ne lessi anche uno giapponese.

Ora come detto sui banconi della sezione gialli-noir fanno bella mostra i nuovi titoli usciti, copertine molto accattivanti, con foto a tutta pagina. Ne ho presi alcuni, e li sto iniziando a leggere.

Il primo è stato *I morsi del buio* di Karine Giebel. L’ho iniziato domenica pomeriggio, e l’ho finito domenica notte. D’accordo, sono 256 pagine, però è difficile staccarsene. Avvincente, intrigante, spaventoso, claustrofobico.

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Un posto perfetto, Penelope Lively

Un posto perfetto
Un posto perfetto

Come spesso mi accade per i libri della Guanda, la bella copertina è stato il primo richiamo. Una villa inglese, un giardino, bow windows. *Un posto perfetto*, il titolo, mi ispira. Infine l’autrice, Penelope Lively, fa il resto: una garanzia, ho già letto *Tre vite* e *Appunti per uno studio del cuore umano*, entrambi _soprattutto il primo_ con grandi soddisfazioni.

La storia di una famiglia, assai numerosa, le cui esistenze ruotano attorno ad Allersmead, la grande villa della copertina: Alison, la madre, una vita dedicata alla casa, ai figli, alla cucina; Charles, il padre, figura un po’ defilata, nei ricordi dei famigliari sempre chiuso nel suo studio a scrivere, burbero, severo e poco presente; Ingrid, la ragazza alla pari svedese, arrivata quando i bimbi erano neonati e mai ripartita.
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