Gruppi di lettura, come crearne uno. Parte seconda: il lettore che distrugge

Mi riferisco al lettore: “quel che non ho letto io non vale la pena di essere letto”
Dicevo, nella prima puntata di questa serie dedicata ai “consigli” su come creare un gruppo di lettura, che la lettura non è una pratica sociale. Il che ovviamente complica il nostro lavoro per far crescere felice il nostro gruppo (che, ricordo, ha come obiettivo la condivisione dell’esperienza di lettura di un certo libro).

Qui però non voglio occuparmi delle difficoltà emotive a parlare con sincerità del libro letto, delle quali ho già accennato nell’altro post (e che sono, tanto per ribadire, difficoltà fondamentali).

No, qui e ora, mi preoccupo di roba più rozza e difficile da digerire.

È il ruolo potenzialmente distruttivo per il gruppo di lettura del lettore spaccone, presuntuoso e dall’ego un po’ fuori misura. Soprattutto, il lettore che vuole farsi ascoltare ma non ascolta mai gli altri.
Quello che ha letto quasi tutto e quel che non ha letto non l’ha letto perché non ne valeva la pena.

Soprattutto quest’ultimo è il punto sul quale fissare l’attenzione:
quel che non ha letto lui non vale la pena di essere letto.
Questo lettore porterà il suo atteggiamento nel cuore del gruppo di lettura e la sua presenza, con quelle attitudini, finirà con l’allontanare gli altri lettori.

Se ne rende conto ma è più forte di lui: dove trova un palcoscenico migliore?

Quale altro pubblico disponibile a sentire (almeno per qualche incontro, prima di fuggire) le sue lezioni che, non dimentichiamolo, non sono quasi mai nel merito, circostanziate.

La sua tesi di fondo, dalla quale discendono tutti i suoi argomenti, è che quel libro non andasse letto, perché c’era altro che meritava: libri che ovviamente lui ha letto molto tempo prima.

(Ovviamente è vero che ci sarebbe sempre un altro libro che si potrebbe leggere; vale per il gruppo di lettura come per il singolo lettore: il dilemma della scelta e il “costo” delle opportunità perse nel non scegliere un altro libro fa parte delle gioie/dolori di ogni lettore. Nel caso del lettore dall’ego smisurato è che accetta l’idea della condivisione della lettura solo per parlare di quanto gli altri lettori abbiano perso nel non leggere quello che lui ha già letto).

In effetti è una situazione quasi surreale: non sopporti i punti di vista differenti dai tuoi, anzi non ti interessa nessun punto di vista che non sia il tuo; eppure partecipi al gruppo, aspetti, il tuo turno e poi

caso n.1): svillaneggi, autore, editore e, appena indirettamente, ma con conseguenze devastanti, i lettori del gruppo che hanno apprezzato la lettura di quel libro;

caso n. 2) (assai più raramente) svillaneggia i lettori che non hanno apprezzato i pochi libri che ha proposto, uno di quei grandi libri che ha letto tempo prima e dal quale finalmente il gruppo aveva deciso di farsi illuminare.

In generale, un lettore di questo tipo – per quanto in alcune circostanze, nei primi incontri, possa risultare interessante e attraente – è il modello di lettore che aiuta a generare disprezzo nei confronti della categoria “lettori”.

La presenza di uno di questi lettori avrà il duplice, devastante, effetto di allontanare i lettori meno convinti del gruppo e di fare da barriera all’ingresso di nuovi lettori, che dopo uno o due incontri, abbandoneranno.

Per fortuna, qusta tipologia di lettore è, appunto, un “tipo-ideale”, un modello di studio/esempio che difficilmente trova una concretizzazione in un unico essere umano (a volte sì, invece). Più probabile che più lettori, in momenti diversi, presentino caratteristiche del lettore distruttivo. Il che però rende il “pericolo”, forse, più sottile e subdolo, più difficile da arginare ed eliminare.

Comunque: in bocca al lupo se avete uno di questi “lettori” tra i piedi.

Il primo post della serie:
:..  Gruppi di lettura: come crearne e uno e farlo vivere felice

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12 pensieri su “Gruppi di lettura, come crearne uno. Parte seconda: il lettore che distrugge”

  1. Soggetti così ci sono ahimè in ogni contesto di vita, non solo nei GdL.
    Quelli che sanno tutto loro, non ascoltano gli altri, anzi si impongono sugli altri, sempre negativi, critici, mai flessibili, molto arroccati sulle loro solitarie ed elitarie posizioni, pronti alle crociate in nome dell’affermazione solo di sé, pur avendo magari anche grande cultura e sapere che, se meglio usati e condivisi col gruppo, apporterebbero un notevole valore aggiunto per tutti.
    In mancanza, meglio evitare individui simili. Perchè di fatto dividono, non amalgamano mai, sono come cellule pseudo impazzite a livello relazionale. Non a caso, alla fine, finiscono in compagnia solo di loro stessi.

    Tu, @ luiginter, visto che ne hai narrato, come hai risolto, quando mai ti ci sei imbattuto ?

    P.S. Ho guardato il tuo album su Flickr al link che avevi fornito su altro post. Pari un bel tipo ! Complimenti sia per gli scatti sia anche per la tua bella famiglia !

    Buona giornata a tutti

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  2. So bene a cosa ti riferisci e come dice newentry li trovi in ogni contesto della vita. Guarda il lato positivo. Con loro non ti annoi mai, se ti diverti a controbattere e poi, lo hai ammesso anche tu, “Questo tipo di lettore ha letto quasi tutto”. Al giorno d’oggi non e’ cosa da poco. Poi come detto in altri commenti, basta mettere la scelta del libro che il GdL andrà’ a leggere ai voti, democraticamente. Così si tutelano tutti i tipi di lettore che fanno parte del gruppo, qualsiasi tipo di ego essi abbiano. Belle queste puntate sui GdL, continua cosi’.

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  3. Nel nostro GdL, che ora ha avuto un calo, fisiologico credo, di frequentatori e dove, amo precisarlo , ognuno legge ciò che vuole quando vuole e poi ne parla (Gruppo Lettori Accaniti, Biblioteca Civica Berio di Genova) si sono avvicendati molti lettori “molesti”, incapaci di esprimere pareri personali sul valore di un libro senza offendere sensibilità di altri lettori.Perchè,visto che parlare di un libro è, in buona parte, parlare di se stessi, riuscire a comunicare un parere negativo, una svalorizzazione, un’attribuzione di banalità senza sminuire il lettore che a quel libro si è appassionato o a cui, semplicemente è piaciuto,ma anzi, dando inizio ad uno scambio, è un esercizio impegnativo di comunicazione.
    Ai lettori molesti è stato fatto capire che non si fa così, che se desideravano continuare a partecipare dovevano cambiare stlile comunicativo.
    Qualcuno ha cambiato qualcuno se ne è andato.

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  4. Ciao a tutti, scusate ma in queste settimane sono un po’ “vado e vengo” e quindi trascuro il blog (e nelle prossime due settimane sarò proprio completamente staccato).

    Due parole di precisazione: @Brionytallis: in verità non sono così ottimista come mi hai interpretato.
    Quando dico che il lettore che distrugge il Gdl “ha letto quasi tutto” lo dico cercando un’ironia; il fatto è che lui si atteggia come se avesse letto quasi tutto (o proprio tutto) _quello che vale la pena di leggere_ e qu questa presunzione fonda tutto il suo rapporto con le letture non proposte da lui (per la verità anche quelle porposte da lui).

    @marinaforlani: in verità credo che il lettore “troppo sincero”, quello che offende – indirettamente – la sensibilità di altri lettori attraverso giudizi taglienti sui libri che altri hanno apprezzato, questo tipo di lettore, dicevo, credo sia meno velenoso per il Gruppo del caso cui mi riferivo; quest’ultimo non entra quasi mai nel dettaglio, avvelena l’ambiente con veleno generico, buttato sulla scelta di quel libro, e di quasi tutti i libri; senza spiegare il perché se non in modo superficiale.
    Un lettore duro con un libro apprezzato da altri, se resta nei limiti dell’educazione e della gentilezza, magari provoca un po’ di tensione ma mi pare un fattore di ricchezza. L’altro, quello dell’attacco indiscrimanto, invece, è solo distruttivo.

    Abbracci a tutti

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  5. Per quanto mi riguarda dal LETTORE SINCERO , purchè spieghi le sue motivazioni e sia rispettoso degli altri, ho ricevuto molte ottime “dritte”. Spesso ho cambiato parere, a volte la discussione serena ha fatto cambiare parere al lettore sincero.La mancanza di critica non mi sembra una buona cosa per un gruppo di lettura e se non c’è confronto è anche molto noioso.Trovo molto interessante chi ha letto tanti libri con passione e cerca di trasmettere le proprie sensazioni agli altri.

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  6. Grazie Luiginter per la precisazione. In effetti questo lettore molesto secondo me ha poca vita nei GdL, se la maggior parte degli altri elementi e’ allineata… basta prenderlo per stanchezza. Sospetto a questo punto che qualcuno dei nostri lettori persi in questi tre anni (Desperate readers) fosse del tipo da te cosi’ ben descritto.
    Comunque visto che ti “staccherai” per due settimane, buone vacanze e chissa’ che non ci veda al GdL di settembre, sono gia’ a buon punto.

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  7. Facendo un esempio a proposito del lettore sincero , di fronte alla lettura del romanzo LA CENA di Koch, nel mio gruppo di lettura successe qualcosa di serio, Chi ha letto questo terribile romanzo dove si evidenzia il mutamento antropologico dei genitori nei confronti dell’educazione sentimentale che viene impartita ai figli, potrà comprendere che lo scontro è inevitabile.

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  8. “È il ruolo potenzialmente distruttivo per il gruppo di lettura del lettore spaccone, presuntuoso e dall’ego un po’ fuori misura. Soprattutto, il lettore che vuole farsi ascoltare ma non ascolta mai gli altri.
    Quello che ha letto quasi tutto e quel che non ha letto non l’ha letto perché non ne valeva la pena.”

    ma luigi tu parli di meeeeeee!!!!!!!

    faccio autoironia perchè in effetti qualcuno mi accusa di essere una lettrice snob.

    in realtà però mentre io mi sono letta tutti i libri proposti (cioè uno proprio non ce l’ho fatta!) commentando in maniera, credo, opportuna, questi altri hanno letto solo i libri che hanno proposto loro con la scusa che gli altri erano pallosi.

    allora mi chiedo: chi è snob? la sottoscritta che ritiene che la letteratura non sia wilburn smith o stephen king e che i gruppi di lettura dovrebbero proporre libri di un certo tipo (e ora qualcuno dirà: ma scusa quali sono i libri di un certoi tipo? solita domanda, solita risposta: nicole krauss è autrice come si deve, wilburn smith è uno che si limita a scrivere storie) o chi invece legge, tra i libri proposti, solo quelli che ha scelto direttamente e bigia tutti gli altri incontri?

    ultimamente mi è stato detto: perchè non sorteggiamo i libri da leggere??? ma si può fare un ragionamento così? mah!

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  9. sto creando un gruppo di lettura, la mia citta’ e’ molto limitata culturalmente e questo mio vuol essere un tentativo di portare un po di letteratura dove tutti sono dediti al commercio e alla politica, mediocre. non mi dilungo, avrei bisogno di auguri e consigli, oltre a tutto quello di interessante che ho gia’ letto qui. grazie…lilia

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