Gioconda Belli, Nel paese delle donne

Gioconda Belli, quando nel 2009 a Torino presentò L’infinito nel palmo della mano, un curioso ma interessante romanzo su Adamo e Eva, annunciò che stava lavorando a un romanzo sulle donne al potere.

Il 26 giugno 2011 in Italia è stato pubblicato Nel paese delle donne e la Belli in persona lo ha presentato a Milano, al Centro della pace di Bolzano e al festival di Polignano.

Le scelte di questa scrittrice sono sempre coraggiose e non deludono. Anche questo ultimo romanzo è di piacevole lettura, ben costruito, come sempre ben scritto e non banale nella sua utopia.

Gioconda Belli, come sappiamo giornalista, poetessa, scrittrice, non è una donna che ha vissuto e vive lontano dalla realtà.

Conosciamo il suo passato di guerrigliera, per aver partecipato attivamente e concretamente alla lotta del Fronte Sandinista contro la dittatura nella sua terra, che è il Nicaragua.

Già negli anni ’80, in ambito rivoluzionario, ma senz’altro maschilista, con altre donne amiche, fondò il  P.I.E, il partito della Izquierda Erotica, il cui impegno era  “studiare e attuare strategie per promuovere i diritti delle donne”. I ricordi di questa esperienza hanno ispirato questo nuovo romanzo, Nel paese delle donne, che  va letto come una simpatica ironica provocazione.

Non delude questo suo sguardo sul mondo decisamente femminile o femminista, se volete. Per “ridisegnare il mondo”-dice la Belli - bisogna fare riferimento alla realtà, ma condurla con una buona dose di immaginazione.

Il romanzo è ambientato a Faguas, paese immaginario del centro America, come già nella  Donna abitata. Faguas può essere il Nicaragua, ma anche un qualunque luogo del mondo, dove le donne più o meno continuano ad avere diritti diversi dagli uomini.  Faguas è un  paese che “sprigiona odore di carogna” per la diffusa corruzione, “rassegnato a tollerare qualunque infamia, cadavere della civiltà, dei valori umani, dell’allegria”, un paese tra medioevo e modernità, dove l’antico convive con la tecnologia avanzata.

Ed è a Faguas che la giornalista televisiva Viviana Sanson con le amiche Martina, Eva, Rebecca, Ifigenia fondano il P.I.E., che stravince le elezioni e ribalta la vita, la società, l’ economia. Cinque donne che usano l’arte della seduzione per la conquista del potere, ma soprattutto per migliorare la qualità della vita.

Erotismo non è pornografia: “l’eros significa vita, che è il bene più prezioso“.  La fantasia di  Gioconda Belli immagina di essere aiutata nel progetto dalla natura stessa: in questa rivoluzione il vulcano Mitre, “pallido e azzurro” a forma di cono, e che da secoli sorveglia la città come un alto pachiderma, erutta per tre giorni e tre notti; il paese resta sepolto dalla fuligine malsana e le sue esalazioni hanno come effetto la riduzione del testosterone, ormone che condiziona la virilità degli uomini. Grazie al vulcano gli uomini diventati “flaccidi e panzoni… mansueti come mai prima,” il nuovo governo può varare uno stato ginocratico: maschi, per sei mesi con salario anticipato, a casa, donne al lavoro.

Il progetto di Viviana è il progetto Felicità, che comincia con l’essere felice nella propria casa: rendere tutti felici, vivere tutti degnamente, avendo illimitata libertà, sviluppare il  potenziale umano, la  creatività;  la felicità pro-capite invece del prodotto interno lordo come indice di sviluppo. Del resto anche Amartya Sen non propone all’Onu di impegnarsi per sviluppare l’indice della qualità della vita? “Bisogna pensare ciò che pone fine allo spreco di talento legato alla casualità di nascere donna.”

” Grazie alla dolcificazione degli uomini e alle stupidaggini commesse dal governo in carica ,il P.I.E. balzò in cima ai sondaggi, poi vinse le elezioni. PIE è anche il piede, metafora del posare un piede davanti all’altro. Queste le ultime parole del romanzo.

Come sottolinea Viviana in un discorso “la parola magica è contatto, toccarsi, sentirsi. Il cerchio è uguaglianza, partecipazione. E’  il ventre materno, femminile. Questo simbolo ha la sua fede nell’importanza di sentire con  il cuore e non solo con la testa.  

L’aspetto secondo me  più interessante del romanzo è l’enfatizzazione delle caratteristiche femminili, sensibilità ed emotività, in genere considerate debolezze, denigrate dagli uomini,ma anche nascoste dalle donne che aspirano al potere, al successo.

Ironicamente, Gioconda Belli interviene anche sull’uso del linguaggio e, nel proprre un partito che rompa tutti gli schemi ,utilizza un vocabolario basso, che non è quello altisonante retorico della politica, ma piuttosto quello domestico.

Questa patria abbandonata, disonorata, venduta, impegnata, spartita ci impegniamo a lavarla, spazzarla, spazzolarla, sbatterla, ripulirla da tutto il fango, affinchè torni a brillare in tutto il suo splendore. Un partito che dia al paese ciò che una madre dà ad un figlio, che si prenda cura come una donna si prende cura della sua casa. Ognuno di noi dovrebbe occuparsi della sua vita, della sua casa, delle sue emozioni, di questo pianeta che stiamo distruggendo… occuparsi dunque dei figli, della famiglia senza che questa costituisca una serie di svantaggi”

Molta attenzione si presta nel romanzo alla abituale violenza e sfruttamento sesssuale sulle donne: da una ricerca su internet, scrive la Belli, risulterebbe che 27 milioni di persone sono sfruttate: 400 volte gli schiavi costretti ad attraversare l’Atlantico dall’Africa e il 50% sono donne.

Nel Paese delle donne, in cui è stata abolita la pena di morte, gli stupratori ogni giovedì sono esposti al pubblico ludibrio nelle piazze, nei quartieri dove abitavano o al centro delle rotonde di maggior traffico. Hanno cartelli con nome e cognome, età della vittima e tipo di rapporto con la vittima. Gli altri giorni, portati fuori dalla prigione, scavano fosse nei cimiteri.

Una serie di riforme mette in primo piano la necessità di una diffusa alfabetizzazione: scuola di quartiere fino a 12 anni per imparare a leggere, scrivere e per dedicarsi alla materia che si preferisce, mentre dai 12 ai 18 anni  si frequentano obbligatoriamente scuole vere e proprie. Maschi e femmine seguono lezioni di cure materne , di pedagogia, per allevare i bambini. Fondamentale è  la costruzione di asili nido e attribuire grande importanza alla pulizia delle strade dei quartieri

Più l’ambiente è sporco più favorisce la sporcizia interiore, questa spocizia dell’animo che ha contribuito a far perdere agli abitanti di Faguas il senso dell’onore, ad approfittarsi del prossimo senza il minimo scrupolo. Bisogna invece promuovere una nuova etica femminile fondata su attenzione e solidarietà.

Tanti i particolari su i vari ministeri riformati, tutti gestiti da donne e non mancano i riferimenti a tentativi di ribellione. Tra questi in particolare l’attentato alla presidentessa Viviana, che è al centro della narrazione.

Basta con le donne cosificate dalla pubblicità..basta con le figlie di Eva, cioè peccatrici o figlie di buona donna, cioè puttane, o figlie della Barbie, cioè idiote o della Vergine Maria, cioè brave bambine… questi modelli sono esaltati  o disprezzati senza profondità e pertanto annullano la complessità femminile.

Tra i ringraziamenti finali di Gioconda Belli vi è  soprattutto quello per  sua madre, perchè sin da bambina l’ha fatta sentire orgogliosa di essere donna.

Per merito suo non ho mai percepito il mio sesso come uno svantaggio e per merito suo l’ho benedetta sin da quando ho avuto coscienza di essere quel che sono.

Tutti i suoi romanzi –  e non solo questo-  ne sono una prova

Spero nella mia sintesi, in cui ho tralasciato infiniti particolari importanti, di non aver reso banale un testo che secondo me non lo è affatto,  tenendo conto che provocazione e ironia sono una chiave di lettura da non sottovalutare.

Gioconda Belli, Nel paese delle donne , Feltrinelli 2011, pp. 264

About these ads

6 pensieri su “Gioconda Belli, Nel paese delle donne”

  1. Per essere una sintesi, mi sembra efficace, esauriente e, soprattutto, stimolante. “La donna abitata” è uno dei libri che mi hanno “folgorato”, poi ho letto, della stessa autrice, “Sofia dei presagi” e “Waslala”. Non sentivo parlare di Gioconda Belli da un pezzo. Leggerò “Nel Paese delle donne” anche perchè scrivi che l’ironia e la provocazione sono chiavi di lettura del libro. Una precisazione: forse il festival di cui parli è quello di Polignano e non Putignano.

    Mi piace

  2. Grazie per la precisazione, correggerò il mio errore.Mi fa picacere il tuo gradimento per Gioconda Belli, che trovo un personaggio interessante sia attraverso la lettura dei suoi libri, sia per averla sentita personalmente a Mantova e a Torino. Non ho letto Sofia dei presagi, ma forse tutti gli altri pubblicati in Italia, fatta eccezione per una parte delle sue poesie.
    Se può interessarti se digiti Gioconda Belli in questo blog puoi trovare altri commenti a romanzi e agli incontri avvenuti in Italia

    Mi piace

  3. Ho letto la Donna abitata nei miei 10 giorni di vacanza, ed oltre ad essere stato entusiasmante mi ha regalato una bella abbronzatura. LEGGETE Ragazzi. Baci Baci

    Mi piace

  4. Ero a Milano in Feltrinelli alla presentazione del libro.
    Gioconda Belli è sempre una donna affascinante che non lascia indifferenti al suo passaggio.
    Devo ringraziarti xochitl perchè in qualche modo me l’hai fatta scoprire qualche anno fa a Mantova. Abbiamo letto prima dell’estate con il mio gruppo di lettura casalingo “La donna abitata” e poi siamo state tutte insieme all’incontro in Feltrinelli.
    E’ stata una bella scoperta per tutte direi.
    Ti avevo scritto una mail ma non so se l’hai mai ricevuta…
    quest’anno ci sarai a Mantova? magari ci incrociamo
    un saluto a tutti i lettori e le lettrici!

    Mi piace

  5. Ciao Fenice! Che piacere risentirti! Non ho ricevuto nessuna tua mail. Salvo imprevisti sarò a Mantova per tutto il tempo del festival. Spero di incontrarti. E’ vero che anni fa eravamo insieme sempre a Mantova a sentire la Belli. Direi che questa scrittrice non delude mai. Anche gli ultimi libri che potevano far sorridere su temi come Adamo ed Eva o il potere alle donne , invece, si sono rivelati coraggiosi e interessanti
    Perchè non scrivi qualcosa dell’incontro di Milano, qualcosa che non risulti nel mio post. Ha parlato di progetti futuri, di solito lo fa?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...