Bella Italia

E’ vero che in questo blog si parla soprattutto di libri, ma qualche volta è bello, anzi utile sconfinare.

Sono appena rientrata da un viaggio, in cui per 25 giorni ho girovagato in camper  alla scoperta o alla rivisitazione di molti luoghi del Piemonte. Non avrei messo in conto Torino, che già conosco, se per un felice e occasionale incontro alla Reggia di Agliè e alla casa di Gozzano,non mi fosse stato caldamente suggerito di non perdere la mostra allestita per i 150 anni dell’Unità d’Italia a Venaria Reale: Bella italia. La mostra rimarrà fino all’11 settembre.

Ho pensato di raccontarvi qualcosa, anche se magari i lettori di questo blog  ne sanno più di me e l’hanno già visitata. Comunque per chi non la conosce il mio intervento vuole essere un invito a non perdere un’occasione direi eccezionale. In tempi in cui si fa di tutto per abbruttire questa povera  Italia, è bello rimanere incantati di fronte al suo glorioso patrimonio artistico.

La mostra presenta oltre 350 opere e ci fa compiere un percorso dall’antichità al 1861, passando attraverso le principali  capitali culturali che hanno contrassegnato la identità e diversità  della nostra Italia. Molto significative le opere esposte, ma anche l’allestimento di Ronconi in uno spazio molto suggestivo come la Citronerie e le scuderie di  F. Juvarra alla reggia di Venaria  Reale.Cinquanta professionisti per tre mesi hanno lavorato per allestire la mostra, coordinati dal prof. Paolucci, che oggi è direttore dei Musei Vaticani.

Proprio nei musei Vaticani nel 1581 fu affrescata in una galleria lunga 120 metri la prima rappresentazione storico-geografica, voluta dal papa Gregorio XIII,  di un’Italia, divisa politicamente, ma unita da storia, lingua, religione.

Oggi, invece ,questa mostra sulle tante Italie confluite in una patria di straordinaria bellezza.  Si è voluto creare la sensazione di non essere dentro lo spazio chiuso di un museo, ma piuttosto all’aria aperta Su una superficie espositiva di 4000 mq. Il visitatore vede opere esposte su 4500 mq. di muri non finiti e cammina su 20000 foglie dipinte nei colori delle quattro stagioni. Nelle scuderie  invece il percorso è su un pavimento di specchi  calpestabili. I costi di questa operazione sono stati tre milioni e mezzo di euro, più 500 milioni per assicurare le opere esposte.

Con  una visita attenta che dura circa tre ore ci possiamo gustare opere di grandi artisti, documenti, oggetti che con la loro bellezza evocano l’Italia. Si comincia con Roma capitale , simbolo dell’antichità classica e dell’autorità religiosa. Firenze è con Dante, Petrarca e Boccaccio la culla della lingua italiana  e delle arti attraverso Giotto, Botticelli, Michelangelo. Milano presenta una piccola testa di Cristo per il Cenacolo di Leonardo, ma è anche il salotto della cultura illuminista. Torino è la corte, ma anche evocata dalle immagini delle Alpi e nella sua tradizione scientifica e militare. Un oggetto come un preziosissimo mobile, oggi al Quirinale, è presente per testimoniare l’altissimo livello dell’ebanisteria piemontese. Genova è la capitale finanziaria nell’Europa della Controriforma, Bologna, città universitaria con i quadri dei Carracci e di Guido Reni, Parma e Modena come città di principi mecenati, Venezia, gloriosa repubblica marinara con i suoi profumi d’oriente  rappresentata dalle tele del Canaletto, di Tiziano e Tiepolo. E poi le capitali del sud Napoli , come patria degli Aragona e dei Borboni,e la Palermo di Federico II.

Per Milano attrae molto l’attenzione “ Il bacio di Hayez, ma non è certamente il quadro più bello della mostra. Significativo comunque in questo contesto la sensualità del bacio e dell’abbraccio, l’amore individuale verso gli ideali  risorgimentali.  II reale significato storico dell’opera  è  patriottico: attraverso i colori (il bianco della veste, il rosso della calzamaglia, il verde del cappello e del risvolto del mantello e infine l’azzurro dell’abito della donna)  si rappresenta l’abbraccio, cioè  l’alleanza avvenuta tra l’Italia e la Francia, alludendo agli  accordi di Plombieres. Il quadro è del 1859, quindi l’abbraccio prelude la partenza del coscritto, per partecipare alla II guerra di indipendenza

La mostra merita  veramente un viaggio, integrandola anche con altre tre mostre  in Torino all’O.G.R. ( officine Grandi riparazioni, dove un tempo si riparavano i treni.) In ampi locali una mostra interessante Quale futuro, per conoscere l’Italia di domani, una seconda  piccola sugli Artieri,  che non ho ben capito e una terza la più importante su Fare gli italiani, che completa perfettamente “Bella Italia” di Venaria.

Grazie, dunque, a Enza e Riccardo per averci offerto con i loro consigli l’occasione di visitare  mostre veramente interessanti con allestimento solo temporaneo. E grazie ai numerosi piemontesi incontrati che sono stati cordialissimi e non freddi e distaccati, come di solito si dice dei piemontesi!

Bella Italia da settembre sarà a Palazzo Pitti, ma sarà così suggestiva come negli ambiente regali di Venaria?

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