Intervista a Jesse Browner – parte prima

Tutto accade oggi, Jesse Browner
Tutto accade oggi, Jesse Browner

Qualche settimana fa ha parlato di *Tutto accade oggi*, di Jesse Browner, uscito da poco in libreria, pubblicato da e/o. Il libro mi è piaciuto tantissimo, come ho scritto, e così, quando ho visto che c’era un commento al mio articolo firmato proprio Jesse Browner, mi è venuto un colpo per l’emozione. Insomma, era proprio lui, al che sono andata sul suo sito, gli ho scritto, e dopo un piacevole scambio di mail, ecco la prima parte dell’intervista che ne è nata, di cui sono molto orgogliosa e contenta. Fra qualche giorno, le altre domande e risposte.

D: Parlaci di Europa Editions: cosa pensa uno scrittore americano dell’esperienza di una casa editrice italiana che si lancia in un’avventura oltre oceano? Come sei arrivato a Europa Editions?

R: Sono stato così fortunato da conoscere Europa Editions dal primissimo libro che hanno pubblicato negli Stati Uniti, Days of Abandonment di Elena Ferrante, così sapevo già che fantastico editore fosse. Europa Editions è diverso da quasi tutti gli editori statunitensi, perché pubblica in uno stile “europeo” – non hanno edizioni rilegate, e tutti i loro libri hanno un aspetto simile che li contraddistingue. Quando entri in una libreria, i libri di Europa Editions sono tutti insieme in un bellissimo espositore colorato che cattura immediatamente l’attenzione e l’immaginazione. All’inizio, pensavo che Europa Editions pubblicasse solo scrittori europei, ma quando il mio agente mi ha detto che stavano cercando di lavorare con scrittori americani, ho colto l’occasione al balzo, ed è stata la migliore esperienza editoriale della mia vita.

D: Fra i personaggi più importanti del libro penso che ci sia la città di New York, e in particolare il Village. Che rapporto hai con questa città? 

R: La maggior parte degli americani, specialmente nelle città, tende ad avere radici molto superficiali. Le famiglie si trasferiscono e viaggiano molto più liberamente di quanto non facciano in Europa. Ma la mia famiglia è arrivata a New York 130 anni fa, e non ce ne siamo andati in cinque generazioni (anche se sono cresciuto in Inghilterra, sono tornato qui a 18 anni). Vivo a soli due chilometri di distanza da dove il mio bisnonno sbarcò dalla nave proveniente dalla Russia nel 1882! Per questo motivo, ho un rapporto speciale con la città – possessivo, tenero e protettivo. Le persone pensano che sia un posto molto duro, e può essere, ma è anche vulnerabile e fragile, come un animale morbido e timido, e  voglio tenerlo al sicuro vicino a me, come un coniglio. Non vivo al Village ma a Chelsea, ad appena cinque minuti di distanza, e porto a spasso il mio cane ogni giorno per le quiete strade lastricate che descrivo nel libro. Un tempo era una zona molto povera, piena di immigrati e di marinai, ed è molto benestante ora, ma nelle prime ore del mattino si può ancora sentire com’era un tempo.

D: Un posto a cui sei particolarmente affezionato a New York. 

R: Domanda difficile. La grande Reading Room della biblioteca pubblica centrale dev’essere uno dei miei posti preferiti al mondo. Ho scritto quattro libri in quella stanza, e non riesco più a scrivere da solo in un ufficio tranquillo perché la mia mente ricerca gli svettanti archi e finestre nei quali perdersi, e il mio occhio cerca dei visi fra la folla che possano assomigliare  ai miei personaggi. Dal momento che passo molto tempo a cucinare, un altro dei miei posti preferiti è il farmer market di Union Square, che è miracoloso quasi quanto i grandi mercati all’aperto europei – tutte le migliori verdure, fiori, frutta, carne e formaggio provenienti dalla nostra regione, che è molto fertile e bella. Al sabato mattina, sembra che tutta New York sia lì, e mi imbatto in tutti i miei amici, come se vivessimo in un paesino. Un ultimo posto speciale è una piccola drogheria asiatica chiamata Kalustyan’s, che si trova nel quartiere indiano-pachistano di Manhattan e vende le migliori spezie e condimenti del mondo.

D: Gli adulti sono delle figure poco presenti nel libro, o negative nella loro presenza. La madre malata terminale, il padre assente, Wes fa da genitore alla sorellina Nora. Wes dice: “Non si può essere una persona perfetta e un adulto allo stesso tempo”. Quanto pensi che influiscano le figure degli adulti in generale e dei genitori in particolare nella crescita di un adolescente, rispetto ad altri modelli come i personaggi pubblici, della politica, dell’intrattenimento, o addirittura i personaggi letterari?

R: I genitori sono senza ombra di dubbio le persone più importanti e con l’influenza più forte nella vita dei loro figli, anche se dobbiamo darli al mondo quando hanno un’età decisamente inferiore a quella che avremmo immaginato. Come padre di due figlie adolescenti (la più piccola, Cora, è il modello per Nora in Tutto Accade Oggi), vedo che, da un lato, sono le stesse persone che erano nel giorno in cui sono nate, ma che, dall’altro, così tanto di ciò che sono dipende da come noi abbiamo modellato comportamenti, moralità, amore, generosità, curiosità, coraggio e intelligenza per loro. Allo stesso tempo, hanno incominciato a guardare verso l’esterno, lontano da me e dalla loro madre, dalla più tenera età, e ora, a più o meno la stessa età che hanno Wes e Nora, sono menti indipendenti e la nostra influenza è molto minore. Come Wes e Nora, non ho avuto buoni modelli da bambino, e ho dovuto imparare così tanto da solo, e questo è il motivo per cui i due ragazzi nel mio libro sono così confusi, ma anche così forti.

D: Sempre a proposito di libri, sicuramente sono molto importanti nel romanzo: la giornata di Wes ruota intorno al tema su Guerra e pace, sembra quasi che riesca a vivere la sua vita solo interpretandola come se fosse un libro. Lucy lo definisce “libresco” (“Hai un sacco di preconcetti sulla gente, sembra che non sai come ragionino le persone reali, come se tutto quello che sai l’avessi imparato dai libri”). Quanto sono importanti i libri nella tua vita, e quanto lo erano quando eri adolescente?

R: Wes sono io da adolescente, nella misura in cui posso ricordare e immaginare. Anche io ho avuto un padre assente e una madre malata, e i libri erano un posto sicuro dove rifugiarsi molto importante. Spesso iniziavo a leggere un libro alla sera, e rimanevo sveglio tutta la notte per finirlo, e anche oggi cerco di scrivere storie che siano corte a sufficienza per essere lette in una notte da un diciassettenne. Ho meno tempo per leggere ora, perché il mio tempo per scrivere è così prezioso, ma è anche vero che uno non riesce a provare più la passione e la capacità di perdersi che ha un adolescente.

Continua fra qualche giorno con le ultime 5 domande e risposte

*giuliaduepuntozero

10 pensieri riguardo “Intervista a Jesse Browner – parte prima”

  1. E’ la prima volta che scrivo su questo blog e lo faccio per dirvi che lo trovo davvero molto bello ed interessante. Mi è capitato di “scoprirlo” in vacanza durante una lunga attesa per un aereo in ritardo e mi ha colpito immediatamente. Credo di aver impiegato le ore di attesa per leggere la gran parte dei post degli ultimi anni e mi è successo di provare una sensazione strana, come se mi ritrovassi all’improvviso in un gruppo di amici conosciuti da tempo. Da quel momento continuo a consultare il blog ogni giorno, sempre più interessato ed intrigato da quello che scrivete. Questo nuovo post non fa che confermare la bella sensazione che i vostri scritti mi hanno comunicato nelle settimane precedenti….avevo già deciso di acquistare il libro, ma ora penso che lo farò al più tardi domani!

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  2. Ciao Roberto
    grazie per le tue belle parole, e benvenuto!
    Ci fa piacere essere una buona compagnia interessante, e ci fa piacere quando ce lo scrivete!

    Se hai voglia, torna presto a commentare e a farci sapere le tue opinioni.

    Per quanto riguarda “Tutto accade oggi”, consiglio assolutamente di leggerlo, io ne sono rimasta stregata! Fra qualche giorno pubblicherò le altre domande che ho fatto all’autore, torna a leggere il resto, e fammi sapere cosa ne pensi del libro dopo che l’avrai letto.

    A presto

    *giuliaduepuntozero

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  3. Grazie Antonella, grazie fiori.viola… Sono felice dei vostri commenti!!!
    Grazie soprattutto a Jesse Browner, per la sua gentilezza, disponibilità, simpatia, per avere cose tanto interessanti da dire, e per averle volute condividere con noi!

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  4. Grazie Giulia e complimenti per questa intervista molto corposa e fesca ( e grazie a Jesse Browner per la sua disponibilità – mi aveva “commosso” il suo commento/ringraziamento al tuo post precedente).
    In attesa della seconda parte, penso proprio che leggerò il libro appena possibile.
    OT : mi sembra di aver capito che ti sei sposata da poco…mi permetto di augurarti tutto il bene possibile sperando di non essere inopportuna ^_^
    Ciao!

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  5. Ciao Cinzia,
    grazie innanzitutto per gli auguri!!! Hai capito giusto, mi sono sposata 3 mesi fa… Sei molto gentile!
    Grazie anche per i complimenti per l’intervista, il merito ovviamente è delle belle risposte che ha dato Jesse Browner!
    Fammi sapere cosa ne pensi quando l’avrai letto.

    Un abbraccio

    *giuliaduepuntozero

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