Non ti meriti nulla, Alexander Maksik

The Reader - Reading a book in the Jardin de Luxembourg, Paris- foto: pitschuni, flickr
The Reader - Reading a book in the Jardin de Luxembourg, Paris - foto: pitschuni, flickr

di giuliaduepuntozero | Il primo punto a favore di questo libro è che è pubblicato da e/o, che notoriamente azzecca nella maggior parte dei casi libri che mi piacciono. Il secondo punto, è che in Italia sta per uscire (il 21 settembre), ma negli USA è già stato pubblicato da Europa Editions, la casa editrice con sede a New York nata dalle costole di e/o. Il terzo punto, è che ho avuto il libro qualche mese fa alla Fiera del Libro di Torino in anteprima _prime bozze non corrette_ insieme a Tutto accade oggi, , da cui, come avrete capito, sono rimasta stregata. Il quarto punto, è che per Europa Editions è stato pubblicato nella nuova collana Tonga Books, che raccoglie titoli di qualità scelti da autori famosi _nello specifico, da Alice Sebold, altra scrittrice che mi piace molto, autrice fra gli altri di Amabili resti. Last but not least, il libro è ambientato a Parigi, città affascinante per definizione. Con tutte queste premesse, come poteva non piacermi Non ti meriti nulla di Alexander Maksik, ed. e/o?

E infatti mi è piaciuto, un altro libro che per parecchie sere mi ha reso difficile spegnere la luce e appoggiarlo sul comodino.

La storia si svolge a Parigi, sì, ma una Parigi un po’ insolita, perché è filtrata dall’appartenenza da parte dei protagonisti a una scuola americana.

Non c’era niente in quell’introduzione su come Parigi sarebbe stata parte integrante della nostra istruzione, sul modo in cui l’arte, la cultura, la lingua e il cibo erano incorporati nella nostra esperienza quotidiana alla International School of France. Ed è soprattutto questo che mi ricordo di quel primo giorno – la natura mondana dell’esperienza e il modo in cui venne totalmente ignorata la città di cui mi ero innamorato. Era come se la città fosse irrilevante. La scuola era un paese a sé.

Protagonisti che sono tre, e le cui voci si avvicendano nella narrazione, e questo è sicuramente uno degli aspetti che più mi è piaciuto: quando uno stesso episodio viene narrato in più capitoli, una volta dalla voce di un personaggio, una volta dalla voce di un altro.

I tre protagonisti sono: Will, il professor Silver, insegnante di inglese, mito ed esempio per i suoi studenti, un po’ alla professor Keating in L’attimo fuggente, ma più figo e quindi ammirato da tutte le studentesse, che vorrebbero avere una storia con lui, e da tutti gli studenti, che vorrebbero essere come lui. Un professore che fa amare la sua materia, e cambia la vita ai suoi studenti.

Se sei molle all’inizio affogherai. Così li incanti mostrandoti duro, fissando dritto negli occhi quelli che chiacchierano, stroncando chi ti sfida. Gli dai responsabilità e libertà. Gli mostri che ti importa, che ami quello che fai. Gli dimostri che ami i libri, le idee, il sapere, la filosofia, qualcosa. Ti chiedi se il piacere che provi tornando a scuola sta esclusivamente in quell’esibizione, nel sentirti adorato. Ti chiedi se l’insegnamento, il tuo tipo di insegnamento, è solo un modo di diventare una celebrità. Sai di cosa sei capace. Conosci il tuo pubblico. Non puoi farne a meno.

Gilad, uno dei suoi alunni della classe di inglese, appena arrivato a Parigi dopo un lungo girovagare per il mondo per il lavoro del padre. Ogni pochi anni, pronto a impacchettare le sue poche cose, e via, senza neanche salutare gli amici. Una famiglia difficile, dietro la facciata di perfezione: un padre assente, e quando c’è è per alzare le mani sulla madre.

La strada non mi scorre nel sangue. Non ho mai amato una casa. Quindi tutta questa menate sentimentale di casa mia non funziona. Poter vivere in un posto e poi nel giro di poche ore stare da un’altra parte, ecco cosa significa per me casa. Ti svegli, fai quello che devi fare, mangi, vai a dormire, ti svegli, mangi, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato. Lo stesso andazzo per giorni, mesi, anni e poi, un giorno, non sei più lì.

Marie, anche lei alunna della scuola, migliore amica di Ariel, una delle alunne del professor Silver, anche se, più che migliori amiche, sembrano migliori nemiche. Ed è proprio al competizione con l’amica del cuore a spingerla nel letto di Silver.

Andavamo nello stesso posto tutti i giorni. Avevamo i nostri problemi, le nostre preferenze, le qualità e i fallimenti. Eravamo tutti parte uno della vita dell’altro. Durante il penultimo anno mi sentivo triste e sola e stanca e stufa di tutto. Volevo andarmene da lì. Dalla scuola, da Parigi, dalla Francia. Via. Ero così stanca.

Insomma, le premesse ci sono tutte per un crescendo di eventi che porterà… Non voglio svelare nulla, leggetelo.

Anche in questo libro, come nel precedentemente citato Tutto accade oggi, i libri e il ruolo della letteratura sono centrali. Quanto nel libro di Jesse Browner la letteratura diventa la principale o unica chiave di comprensione della realtà per un adolescente più maturo della sua età, ma costretto a crescere da solo con l’unico aiuto dei libri, tanto in quello di Alexander Maksik è la fonte che insegna, o vorrebbe insegnare, a un gruppetto di ragazzi viziati, che la vita è anche altro oltre alle felpe di marca, ai videogiochi e a McDonald’s, e che, forse, anche loro, se ci credono e hanno coraggio, possono diventare gli artefici della loro vita.

“Lasciatemi dire questo in conclusione. Gettatevi a capofitto. Tutto può cambiare, ma solo se vi lasciate andare”.

*giuliaduepuntozero

9 pensieri riguardo “Non ti meriti nulla, Alexander Maksik”

  1. L’editrice e/o sta effettivamente diventando un punto di riferimento per libri di una certa qualità.
    Trovo molto coraggiosa anche la scelta di lanciare un’altra casa direttamente in USA (Europa Editions) che immagino garantisca anche la traduzione in lingue europee di loro edizioni americane, e al contempo versioni in inglese di libri europei. Mi piacerebbe saperne di più (anche riguardo a libri italiani tradotti e lanciati in America, e con quali riscontri). Se così è mi pare comunque molto interessante (anche per i lusinghieri giudizi espressi da Jesse Browner nella tua bella intervista).

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  2. Ciao carloesse,
    sono d’accordo con te e condivido il giudizio positivo su e/o ed Europa Editions. Anche a me piacerebbe saperne di più… vedo se riesco a investigare…
    Grazie per i complimenti per l’intervista, sono contenta che sia piaciuta, io di sicuro mi sono divertita molto a farla!
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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  3. Finito ieri sera, come giulia ho davvero faticato a spegnere la luce (a notte fonde) e a posarlo sul comodino🙂 Un romanzo bellissimo, davvero, con personaggi indimenticabili e numerosissimi spunti di riflessione. E non è proprio questo che cerchiamo in una storia?

    Spero di leggere presto altro di Maksik..

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  4. che rapporto ha Silver con Marie? Io ho sentito un uomo incapace di trasmettere nulla solo silenzi e disagigrandi tenerezze sìm ma poggiate su quale sentimento:aiutatemi a decifrare il personaggio

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  5. Ciao elio,
    a me il personaggio di Silver è quello che è piaciuto di meno…
    Non solo per come si comporta con Marie, nella conclusione del loro rapporto, ma in generale in tutta la storia, ma anche con gli altri personaggi del romanzo. Doppio, inconcludente, finto…
    Ma penso che fosse assolutamente nelle intenzioni dello scrittore, alla fine il romanzo si basa su quello: sulla dicotomia fra come gli alunni mitizzano la figura del loro professore, stimolo a tutti loro per crescere come persone, e fra quanto questo mito man mano va a sgretolarsi e a cadere. L’episodio della manifestazione per le strade di Parigi, in cui Gilad e il suo amico assistono alla codardia di Silver, è solo un esempio.
    Lo stesso vale per il suo rapporto con Marie.
    Proprio il fatto che la narrazione sia vista dagli occhi di 3 personaggi, e non di solo uno, è fondamentale. Addirittura lo stesso episodio, narrato a due voci. Ho in mente alcuni pezzi delle vicende fra Silver e Marie, in cui i due personaggi hanno una visione della propria storia talmente diversa, che è quasi inquietante.
    Tu cosa pensi a proposito, elio?
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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  6. Ciao a tutti!

    Per chi ha voglia di saperne di più qui trovate un bella intervista rilasciata da Michael Reynolds, Editor-in-chief di Europa Editions a Publishing Perspectives: http://publishingperspectives.com/2011/09/europa-editions-translates-success/

    Qui invece Michael racconta l’origine di Tonga, collana di Europa Editions che ospita i titoli di Maksik e Browner: http://europachallenge.blogspot.com/2011/10/michael-reynolds-answers-your-questions.html

    Saluti per tutti!

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  7. Ciao Giulio
    grazie per le segnalazioni, articoli molto interessanti.
    Avevo visto il blog Europa Challenge, bella iniziativa: un blog di recensioni di libri di Europa Editions, a opera di fan della casa editrice. Il tutto, senza interventi da parte dell’editore stesso, ma assolutamente spontaneo.
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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