Donne che muoiono per le diseguaglianze: quasi 4 milioni ogni anno secondo il World Development Report

Chinese women are carrying basket. wikimedia
(credits: Stougard, Wikimedia Commons)

Ovvero: perché le donne continuano a morire prematuramente molto più degli uomini

di luiginter | Oggi vi propongo una lettura anomala: un rapporto della Banca mondiale. Eppure è una lettura che merita. Il World Development Report 2012: Gender Equality and Development di quest’anno è dedicato al rapporto tra sviluppo e l’eguaglianza (diseguaglianza) di genere.

Fra le molte parti del rapporto, segnalo (per ora) solo quella sulle cosiddette “morti in eccesso” delle donne.

L’edizione 2012 del World Development Report, conferma la gravità dei dati che da tempo si conoscono e che sono parte del grande problema delle missing women che Amartya Sen portò all’attenzione di tutti nel 1990: le donne e le ragazze muoiono “prematuramente” in gran numero più degli uomini a causa di vari tipi di ineguaglianze nelle condizioni di vita e, soprattutto, prima della nascita (aborti selettivi).

I dati del rapporto 2012 indicano addirittura un’aggravarsi della situazione: complessivamente le morti in eccesso delle donne rispetto agli uomini avrebbero raggiunto i 3,9 milioni ogni anno (considerando la fascia d’età fino ai 60 anni).

– Due quinti di questi quasi quattro milioni sono donne mai nate;
– un sesto muore nella prima infanzia
– un terzo nel periodo fecondo della vita.

E i numeri stanno aumentando nell’Africa sub-sahariana (in particolare nella prima infanzia e negli anni fecondi) e in generale in tutti i paesi colpiti più duramente dall’ Hiv/Aids.

Un quarto di queste morti femminili in eccesso avvengono in Cina, prima della nascita. Questo numero spaventoso è passato da 890mila del 1990 a 1,1 milioni (il dato si riferisce al 2008).
Il calcolo di questa cifra viene efettuato tenendo conto del rapporto considerato “normale” alla nascita fra femmine e maschi: 105 femmine ogni 100 maschi (per una serie di motivi e calcoli statistici le femmine nate vive sono naturalmente [vale a dire nei paesi economicamente più sviluppati] maggiori di cinque unità su rispetto a 100 maschi; quel “naturalmente” significa se i feti godono delle stesse condizioni).
Sono però aumentate anche le morti di donne in età feconda in Africa: del 150% fra il 1990 e il 2008. Del 760% rispetto al 1990 è invece l’incremento di decessi “in eccesso” di donne nell’Africa maggiormente colpita dall’Hiv/Aids.

Morti femminili in eccesso
Morti femminili in eccesso (fonte The Economist; World Bank)

Se il tema interessa, ritorno su questo rapporto della World Bank sulle diseguaglianze/uguaglianze e lo sviluppo economico. Vediamo come va questo post, non proprio ortodosso.

foto di apertura: Wikimedia Commons

tabella: The Economist

8 pensieri riguardo “Donne che muoiono per le diseguaglianze: quasi 4 milioni ogni anno secondo il World Development Report”

  1. Intervengo in ritardo anche se l’argomento era di mio interesse da subito. I dati riportati sono preoccupanti soprattutto perchè nulla cambia o cambia in peggio. Alcuni anni fa mi ero interessata della condizione femminile in India, Pakistan, Bangladesh e avevo scoperto cose sconvolgenti anche al di là dell’argomento più noto relativo all’aborto selettivo.
    Ho ritrovato dei dati in memoria nel mio computer. Vorrei ricordarne alcuni, per dare un contributo a questo argomento.

    Il sati, cioè il sacrificio della vedova sulla pira del marito è vietato dal 1829, ma qualche caso sporadico esiste ancora oggi ( ne parla anche Salgari nei suoi libri )

    Uno degli aspetti più drammatici di violenza sulle donne è l’acidificazione di giovani donne per lo più tra i 12 e i 27 anni. il crimine è perpetrato da pretendenti rifiutati, da mariti, ma anche da padri e fratelli che considerano la donna aver macchiato l’onore della famiglia.
    Liquido per batterie, vetriolo o alri liquidi di poco costo è gettato sul corpo delle donne e brucia la pelle, provocando abrasioni da fuoco..le donne sono così sfigurate per sempre, perdono la vista, non sono più in grado di camminare, sono ridotte a mostri. A volte muoiono.
    Questo tipo di violenza negli anni 90 era in aumento, rare erano le punizioni, le vittime erano per lo più in zone rurali.
    Ricordo di aver letto un libro in cui Elena Doni, con una ricca documentazione fotografica, raccontava la storia di una ballerina pakistana, che, dopo essere stata sfigurata, era stata tenuta prigioniera in casa senza essere curata.In seguito era stata liberata per intervento della matrigna Tehmina Durrani, una scrittrice coraggiosa autrice di ” schiava di mio marito,” che era un importante uomo politico pakistano . La ballerina sfigurata era poi venuta in Italia per curarsi grazie ad un’associazione italiana di volontari ,”Smaile Again”, e sottoposta ad un numero incredibile di operazioni di chirurgia plastica.
    Ripeto sto parlando di casi molto diffusi.
    Si può morire anche per problemi di dote. Una ricerca dal 1997 al 99 ,a Bangalore ,la Silicon Walley indiana, parlava di 1133 casi di morte per cause non naturali: 157 omicidi, 546 suicidi. 430 incidenti in cucina, provocati da esplosioni di fornelli a petrolio. Le mort,i anche i suicidi forzati, riguardano giovani donne tra i 18 e i 26 anni. Dal 1961 per legge non è più richiesta la dote, ma essendo l’ unico valore della donna nei beni che porta a casa del marito, una volta esauriti, la donna è ridotta a oggetto da buttar via. Questo non solo per le analfabete di campagna, ma anche per le donne della classe media e allora è meglio bruciarle…visto il ruolo purificatore del fuoco nella mitologia indiana.
    Anche un libro di Anita Desai ” Digiunare divorare” parlava di una donna di 45 anni carbonizzata per incidente domestico.
    Potrei continuare, ma ve lo risparmio. Voglio solo ricordare che in India il diritto di voto alle donne è del 1931, la riforma del diritto di famiglia degli anni 50-60, la legislazione che ribadisce l’uguaglianza tra uomo e donna è del 1953.

    Mi viene in mente che il secondo post che ho scritto su questo blog riguardava un libro di Alicia Gaspar De Alba ” il deserto delle morti silenziose”, i cui si parlava dei femminicidi di Juarez in Messico, al confine con gli Usa. Ed anche qui tantissime erano le donne stuprate e uccise e quegli orrendi crimini continuano ancora oggi..

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  2. Quando ho scritto il commento di ieri non avevo ancora letto sull’ultimo numero dell’ESPRESSO (n° 39) tre articoli di Sabina Minardi, intitolati: “L’ultima donna”, “ la strage delle innocenti “, “ Le pari infelicità”.
    I primi due articoli parlano di aborti selettivi, ricordando il “ GENDERCIDIO” denunciato 20 anni fa da Amartya Sen in Cina, India, Corea del sud, Cambogia, Vietnam. La scientifica selezione continuanel presente
    I dati proposti fanno riferimento soprattutto ad una giornalista americana Mara Hvistendahl, autrice di un libro che ha profondamente turbato gli Usa: “ Unnatural selection: Choosing Boys over Girls and the consequences of a world full of men” L’innaturale selezione sta provocando un clamoroso risultato: oggi ci sono 160 milioni di donne in meno nel mondo, rispetto agli uomini. Il rapporto tra bambine e bambini in India è di 914 contro 1000, in Cina di 914 contro 1000. Quindi nel giro di 40 anni in Asia tra il 15 e il 20% non troverà una compagna. Questo farà esplodere fenomeni criminali, renderà le donne prede, oggetto di traffici illeciti.
    Il terzo articolo fa riferimento a statistiche rassicuranti per l’Europa, dove maschi e femmine sono in equilibrio, anzi di poco prevalgono le donne

    .Perchè qualcuno non pensi che l’acidificazione delle donne sia un fatto passato, vi propongo il titolo di un libro che ho appena visto in libreria. Naziran con Celia Mercier ( giornalista di Liberation) titolo:Bruciata con l’acido Sperling& Kuffer 2011

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  3. Compendio di un paio di cose che mi frullano per la testa leggendo vari interventi su vari articoli in vari posti del blog.
    Nell’ammirare una cultura “altra” sarebbe bene guardarla nel suo insieme: gli innamorati dell’India si ricordino di quello descritto sopra, che è comunque parte di una cultura di cui spesso si evidenziano solo le caratteristiche che a noi, sottolineo a noi, da quaggiù appaiono attraenti. Ai filo-nipponici, rammento che, accanto alle brevissime poeticissime poesie, alle rarefatte cerimonie di vario tipo, ai meravigliosi dipinti di uccellini e fiori di ciliegio, in Giappone si sono inventati i kamikaze, hanno innescato la guerra mondiale nell’altra parte del globo, contendendo ad armi pari la palma di “più cattivo” con Hitler, che l’ha vinta con poco distacco, ed infine con un concetto della propria superiorità così elevato, nei secoli hanno fatto di tutto per sopraffare chi gli stava vicino. Vivere in un’isola ha plasmato una cultura che prima di difendersi, offende e si basa sull’obbedienza direi cieca all’interno. Le radici di una cultura restano anche quando si mescolano, come in questo caso, con la cultura del vincitore, ora i giapponesi che scappano in Europa o comunque lontano dal proprio paese saranno pure “impuri”, ma il balenare di un senso di libertà che, mi pare evidente, abbiamo solo noi in questa vituperata parte del mondo (della quale, tranquilli, vedo tutte le magagne, ma sono vittima del relativismo culturale, io…) gli fa intravvedere possibilità che lì, a casa loro, chiaramente non hanno. Tutto qui. Tutte le culture si mescolano e si mescoleranno, facciamocene una ragione. Non sarà indolore, ma la Storia questo insegna: dalla caduta dell’Impero romano è nata una nuova era, e poi ancora e ancora. Qualcosa delle nostre radici, cattoliche, illuministe, luterane, romane, barbare e chi più ne ha più ne metta, resterà. Speriamo solo il meglio.
    Scusate, non sapevo più dove parlare di questo, tutti parlano di qualsiasi cosa ovunque, ormai…
    ma di libri, possiamo continuare a parlare, sì?
    E allora ricominciamo, per favore!

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  4. Vedi, Lucilla, se il Giappone non avesse avuto (anche) una superba tradizione guerriera, oggi sarebbe un’altra Birmania (vergogna!) e mi stupisco sempre di come sia riuscito a mantenersi indipendente.
    Se nel ’59, all’appello accorato di Sua Santità il Dalai Lama all’ONU che invece ha letteralmente fatto finta di non sentire perchè stava cominciando i suoi illeciti traffici, il governo indiano non lo avesse accolto (il Buthan per il momento è ancora territorio franco e anche di questo continuo a stupirmi), oggi non potrebbe girare per il mondo a insegnare intelligenza emotiva. Di cui il mondo ne ha un estremo bisogno.

    La democrazia europea – diversa da quella statunitense dove si perpetua in molti stati ancora la pena di morte -, si è costruita (anche) sul sangue di tanti innocenti.

    Cambiano i contesti storici e i popoli si migliorano. Lo voglio credere fermamente.
    Io sono filoterrestre. E mi piace imparare il meglio di ognuno se è disposto o se ha qualcosa da insegnarmi. Perchè voglio sperare che tutti abbiano delle qualità da insegnare. Questo però non toglie che ci siano periodi storici in cui occorre capire bene chi siamo prima come popolo, e dopo come cittadini del mondo. La diversificazione produce arricchimento quando viene a contatto; la massificazione produce aberrazione.
    Quindi, stiamo bene attenti a non perdere ognuno la sua cultura. Perchè, ripeto, non siamo ancora di fronte al fatto di doverci confrontare con culture aliene a quelle umane. E per Star Trek manca ancora un po’ di tempo.
    Nel nostro piccolo quotidiano italiano, la legge qui da me che impone pena la sanzione di portare in bagagliaio le catene da neve, in certi periodi dell’anno, è inutile imporla anche al siciliano. A lui occorrono altre leggi (per carità, lungi da me il discorso politico, in questo momento, è solo un esempio). Chi vuol fraintendere, fraintenda ma non è così.
    Trasponi questo stupido esempio su vasta scala e chi arriva in un paese straniero si adegua agli usi di chi lo ospita. Questa è un ottimo deterrente alle disuguaglianze e una squisita riconoscenza verso chi ti accoglie.

    In Islam io non portavo la minigonna e fumavo per fatti miei. Non mi facevo il segno della croce in pubblico ed evitavo di bere alcool. Non ho mai chiesto sussidi appena sbarcata e facevo ogni volta un cambio di denaro obbligatorio a tassi da usuraio. Ho imparato la lingua per comunicare con la gente ma non mi facevano comunicare con le donne. E allora?
    Ci sono culture in crescita e altre in decadenza. Questo non è un buon motivo per rinunciare alla propria. I salesiani le loro chiese, dove è permesso, se le sono costruite da soli e non sono mai scesi per le strade a intralciare il traffico. Vengono dalla stessa matrice religiosa che secoli fa in Messico aveva avvallato omicidi di massa, restando in silenzio o peggio.
    Quindi attenzione al concetto di accoglienza. Va bene che il mondo DEVE diventare globale, nel rispetto però di chi accoglie in casa propria, soprattutto se chi accoglie non ha la minima intenzione di farsi assorbire. Constatare se si ha la buona volontà di adeguarsi a chi ti ospita. Tu dai piena fiduca a chiunque ti entri in casa, o valuti prima di ospitare?

    Ma questo discorso mi sta annoiando perchè pensavo di essermi già espressa in merito. Anche perchè il tema “violenza sulle donne” l’avevo già toccato altrove; la verità è che ancora oggi, nell’avanzatissimo occidente, perfino nell’avanzatissima Australia dove le donne hanno avuto diritto di voto prima delle europee, ci sono di fatto disuguaglianze per quanto riguarda stipendi e mantenimento economico. E in Italia e in Europa, se sei una donna separata dal marito e senza aiuto, ma anche in Australia, hai molte meno possibilità di cavartela del marito separato. Meno lavoro e meno stipendio, eppure mangi uguale e paghi l’affitto uguale. Perchè?

    Invece, e mi interessa di più, perchè dici che non si è parlato di libri?
    A proposito, dove eri finita?
    Si è continuato a parlare di libri finora, io perfino di libri antichi con Maria Vittoria.
    Che cosa c’è che non va, Lucilla?

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  5. Trovo difficile parlare di un libro (un solo libro) su un blog- figuriamoci di libri antichi, di violenza sulle donne, di incontri o scontri culturali . Sono ammirata e incuriosita dalla capacità di antonella b di riuscire a sintetizzare – senza perdere di senso- argomenti così complicati e complessi. Mi metti soggezione cara antonella b, al punto che, in questi ultimi giorni, avrei voluto dire qualcosa ma ho rinunciato, intimidita. Dal forum sul Murakami (a me, povera diavola, non mi parla proprio questo scrittore, tanto prolifico e vago) sono tagliata fuori, quindi anche daì libri del 2011. Infatti, dopo la mia avventura Scibonesca.non si è parlato che di M.La mia vventura Scibonesca non finisce qui per me perché il romanzo la FINE mi ha dato molti lumi nuovi sull’immigrazione, sulla complessità dello spaesamento, sulla difficoltà che la persone “povere” trovano ovunque, il massimo della difficoltà è riservata dalla storia (minuscola?) alle donne povere,ai poveri di tutto , intendo, di ogni tipo di risorsa. Più risorse , di vario genere, possiedi e meno difficile è l’inserimento in altre culture. Eccetera. A parte quelli detti impropriamente “razziali”.In occidente resta atroce l’atavico odio contro gli ebrei e quelli ideologici-religiosi- dove essere poveri o meno non ha fatto differenze, almeno non grandi- ma ecco , io mi fermo. Non mi è possibile generalizzare. Si è sempre soli, come individui, nel mondo , micro – blog compresi – o macro. Detto questo , potrei, cara antonella enciclopedica chiederti qualcosa- terra terra, su alcuni libri (antichi o solo moooolto vecchi–o su alcune prime edizioni non antiche ma, credo , rare? pochissime cose. Se mi dici di sì senza prendermi in giro, (ti avevo chiesto del bel libro della Veladiano, la vita accanto,p. es.! ) te ne sarei grata e sarei molto contenta.ciaociao

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  6. Salve, e’ vero che parlate di tutto dappertutto e come fare a seguirvi ovunque?
    coi tempi occupati e pieni che tutti abbiamo?!
    io mi voglio inserire in questo dibattito ricordando anzitutto che
    e’ vero, siamo “mescolati tutti” e sempre piu’ lo saremo, ma che
    e’ vero non dobbiamo assolutamente perdere le nostre radici nessuno di noi e dei cosiddetti ALTRI anzi accoglierci nel rispetto reciproco dovunque andiamo e chiunque accettiamo nelle nostre case.

    E a questo proposito vi propongo il discorso che il Papa ha fatto da poco durante la visita in Germania
    e le prime considerazioni che ho fatto io sul suo discorso (prime perche’ ho alto da diree lo diro’!) e le trovate qui:
    http://www.paolocurtaz.it/2011/09/politika/#comments

    poi voglio dire, carissime amiche donne tutte… nel mondo le donne muoiono, ok, sfigurate maltrattate vendute usate… in Italia vivono, ok, … e come?? forse meglio?
    molte di noi vivono nel dolore nella miseria nello stress del dover apparire e dei lavori notte e giorno e nella precarieta’…. nelle picole violenze e ricatti quotidiani
    vi giro solo questo link che riporta recenti rapporti Istat sulle donne separate, solo come esempio:

    http://www.donnediconoiosono.it/esseredonneinitalia/famiglia/87-istat-mamme-separate-a-rischio-poverta.html

    poi andate a vedere sempre ad esempio, questo!:
    http://www.bulgaria-italia.com/bg/news/news/02680.asp
    L’ITALIA PENULTIMA PER PARLAMENTARI DONNE
    03.06.2009
    Italia agli ultimi posti in Europa per rappresentanza femminile nel Parlamento di Strasburgo. Peggio di noi solo Cipro e Malta, che non hanno eurodeputate, e la Polonia con una presenza femminile del 14,8% nella delegazione che rappresenta Varsavia nelle istituzioni europee.

    o provate a farvi un giro su Google cercando: DONNE NEL PARLAMENTO ITALIANO.
    per restare allibite…

    finche’ le LEGGI (che non bastano da sole certo ma aiutano e creano un certo clima e certi presupposti….) finche’ le fanno solo gli uomini (e “quali” uomini….) le cose non potranno certo migliorare nel mondo ne’, tantomeno, nella nostra cara Italia!

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