Il “mio” Festivaletteratura Mantova 2011 – parte sesta: Angeli in grembiule

Il sesto intervento del diario di Xochitl2 da Festivaletteratura, Mantova

di Xochitl2 | A festivaletteratura  2011 c’è stato spazio anche per un discorso sulla scuola, collegandolo ai 150 anni dell’Unità d’Italia La scuola, come  il luogo per eccellenza della riproduzione sociale, è stata utilizzata dalle élite dirigenti, per costruire il consenso  alle istituzioni e  all’universo di valori nel quale si identificavano.

Nell’atrio del Liceo classico Virgilio di Mantova era possibile leggere, raccolti su tablet,  migliaia di quaderni, provenienti dagli archivi di  istituti e università italiane. Inoltre durante il festival si potevano consegnare altri quaderni, che poi sarebbero stati depositati nel Museo della scuola  dell’università di Macerata.

Se chi mi legge ha quaderni di padri, nonni… può contribuire all’arricchimento di questo archivio!

Una rilettura della storia italiana  si può effettuare attraverso un fonte scritta normalmente trascurata dalla storiografia: i quaderni dei bambini scolarizzati . Grazie, infatti,  alle testimonianze offerte dai componimenti degli scolari  si possono  affrontare da una prospettiva inconsueta alcuni temi centrali della nostra storia nazionale.

I quaderni, presi nel loro insieme, possono essere letti come un grande libro, forse l’unico veramente collettivo, al quale ha collaborato  ogni bambino o bambina-dal nord al sud, dalla città o dalla campagna, dai ceti abbienti o da quelli popolari.

Come si è impegnata in questi 150 anni? Come si sono posti gli insegnanti e le istituzioni scolastiche rispetto alle diverse specificità culturali portate dai bambini in classe?

Dopo la legge Casati (1859) che in Piemonte,alla vigilia dell’unificazione, aveva istituito la  scuola elementare , La  legge Coppino ( 1877),  uno dei punti qualificanti del programma  della politica della Sinistra Storica, portò in tutta la penisola  la durata delle elementari a 5 anni, e introdusse l’obbligo scolastico nel primo triennio delle elementari .

I quaderni presenti riguardano un lungo lasso di tempo, a partire dalla seconda  metà dell’800 agli anni 70 del novecento. Oltre all’interessantissima lettura di questi documenti, che ciascuno di noi poteva  fare nei cinque giorni di festival,nel programma erano presenti  alcune conferenze sulla scuola, che utilizzavano proprio questi quaderni.

1  Il ruolo della scuola nella costruzione dell’identità nazionale.

2 La scuola e l’evoluzione  della condizione  femminile in Italia: gli angeli in grembiule

3 Il tortuoso cammino dell’italiano a scuola

I tre incontri erano tutti  coordinati  da Iuri Meta, coordinatore anche del“Progetto quaderni di scuola

Io ho seguito con interesse  il secondo, quello su ”Gli angeli in grembiule” con la presenza di Loredana Lipperini e Simonetta Soldani .

Simonetta Soldanii, docente d”Storia della scuola e delle istituzioni”  presso la Cattolica di Milano, ricorda che nell’’Italia, paese rurale,  la scuola  era  frequentata quasi solo nelle classi prime e seconde e magari anche la terza con ripetenze ,  per far acquisire maggiori abilità

Il discorso si fa interessante quando la Soldani sottolinea come la scuola abbia contribuito al miglioramento della condizione femminile in Italia, soprattutto grazie all’accesso negli anni di un numero sempre più elevato di donne al mondo dell’istruzione. Molte donne e pochi uomini hanno ricoperto il ruolo di maestro, anche se la legge prevedeva maestre per le femmine e maestri per i maschi. Il ruolo di maestra  richiamava bisogni materni e gli uomini preferivano altre attività più redditizie.
Sono ,quindi, preferite le donne per le loro attitudini materne ed  anche le famiglie sono con loro  più a loro agio.   Solo in Italia e negli Stati uniti, a metà 800, il ruolo educativo è affidato alle donne: piccole donne del ceto medio, soprattutto nell’ Italia centrale e settentrionale. Nel sud, e in Sicilia in particolare, invece,  i maestri sono uomini, perché la donne stanno in casa.

Per quasi un secolo la maestra  è una donna della piccola e media borghesia e sono  tra le prime donne che ricoprono un lavoro pagato fuori casa. Queste donne hanno un compito di formazione: insegnano l’ABC, ma anche abituano ad un disciplinamento sociale , al vivere civile, allo stare insieme,a pettinarsi, a lavarsi, a praticare l’igiene, a non bere vino, a non mettere ragnatele sulle ferite ed  altre modalità di comportamento,. Le maestre hanno il ruolo di far progredire nella direzione della modernità: conoscere il luogo in cui si abita, dove vanno i fiumi, da dove vengono i prodotti che servono, collocare i fatti in catene di eventi

I quaderni dimostrano tutto questo. Sono stati organizzati per temi: scomposti e ricomposti in base ai luoghi di provenienza, evidenziando le differenze tra un luogo e l’altro.

Si ricorda una scuola di Napoli dove i bambini faticano  ad adeguarsi alla scuola, perché su di loro  incombe il problema del lavoro. Dalla seconda dopo la scuola corrono al lavoro di sarta, di calzolaio ed altro.Quaderni preziosi ci dicono che cosa le maestre avrebbero voluto fare  e che cosa si arrivava a fare, ma  anche  i silenzi sono importanti. Pochi, per esempio, sono i quaderni delle scuole rurali. Nelle scuole rurali del Sud poca era la carta disponibile. Una penna,un libro, la carta erano rari a scuola e a casa. La Soldani ricorda un libro del 1957 di Maria  Giacobbe  in cui  parla della scuola a Nuoro, dove il mondo mentale delle maestre era molto lontano da quello dei bambini che era un mondo magico. Si  ribadisce, dunque, ancora  l’importanza di questi “Angeli in grembiule”, quindi non solo più “angeli  del focolare”:

Anche queste donne  hanno fatto l’Italia, con un minimo di cultura, pagate per il loro lavoro fuori casa , cosa difficile
da pensare per una donna in quei tempi  Sono le “cattive maestre”, che tutelano l’ordine costituito, e non le buone maestre, perché formano, ma non integrano: sono donne d’ordine che mettono in prima fila i bambini dell’avvocato o del medico e nelle ultime file i figli dei poveri. La loro importanza è  comunque indiscutibile.

Attraverso libri ditesto e quaderni è possibile vedere il ruolo che l’istituzione scolastica ha avuto nella trasmissione dei diversi modelli di genere e nella definizione delle prospettive sociali riservate alle bambine e insieme capire dai testi più spontanei come gli scolari abbiano rappresentato la vita delle loro madri e sorelle nel corso della nostra storia unitaria-

Nella seconda parte dell’incontro  interviene soprattutto  Loredana Lipperini , autrice del recente Ancora dalla parte delle bambine, che sposta il discorso al nostro presente e  sottolinea subito che le cose sono cambiate per le leggi, per la diversa condizione femminile, ma per certi aspetti il cambiamento è stato  limitato.
Per esempio ancora oggi il 75% delle maestre sono donne e di queste solo il 25% ricoprono ruoli dirigenziali.

Le bambine sono viste anche oggi  soprattutto interessate ad essere belle, servizievoli, gentili, tranquille,preferire i giochi al chiuso ad una corsa nei prati Essere brave studentesse, diligenti e obbedienti.

Interessante uno studio recente sui diari di una scuola di Foggia, per scoprire quali sono i sogni dei maschi edelle femmine, quali le loro aspirazioni. Si sottolinea, nel leggere i loro sogni, che forse è perché sono di Foggia, dove molte madri non lavorano fuori casa.Ma subito dopo uno del pubblico sottolinea che anche a Trento i sogni sono gli stessi.

E allora ecco la potenza della TV, che, come diceva Popper è anch’essa “cattiva maestra”. Nel libro della Lipperini c’è un’analisi spietata dei mezzi di comunicazione e soprattutto della televisione e della pubblicità in Italia.

Si fanno differenze con la Svezia dove in TV o nella pubblicità le donne possono anche essere non belle.
Si parla di padri in aspettativa per paternità: 9 mesi per la madre, 9 mesi per il padre con retribuzione o dove un padre viene premiato se chiede un ampliamento di questo tempo.

Da riferimenti a indagini diverse comunque traspare che nell’immaginario femminile è soprattutto presente il matrimonio, l’uso del corpo anche come merce di scambio Proprio nel venerdì  di Repubblica dell’8 settembre ci sono ragazze disposte a fare sesso, per superare i test ed entrare all’università.
Fondamentale è essere belle; le riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei libri scolastici le mamme anche oggi accudiscono la casa per padri e fratelli .

Le bambole, come la Barby sono sexy e rispecchiano i loro sogni. Quali sono i modelli delle “nuove” bambine. Che cosa sognano di essere? Madri? Ballerine? Estetiste? Mogli di calciatori?

Poco è cambiato dai tempi in cui Elena Giannini Bellotti negli anni settanta in Dalla parte delle bambine raccontava come l’educazione all’inferiorità femminile si compisse nell’arco di pochi anni, dalla nascita all’inizio della vita scolastica. E pensare che in mezzo c’è stato il femminismo e – dice la Lipperini –  come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l’uguaglianza…) si siano accontentate di poche briciole?

Un pensiero riguardo “Il “mio” Festivaletteratura Mantova 2011 – parte sesta: Angeli in grembiule”

  1. Vi consiglio di leggere anche questo libro: “il banco sopra la cattedra” per avere una visione eterogenea di ciò che noi studenti viviamo nelle scuole e nelle università. Grazie Raola

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