Il caso Kodra, Renato Olivieri

Milano, Bagutta - foto di pietro46

Mi interessano i romanzi ambientati a Milano, città dove lavoro da quasi quaranta anni. Ho cambiato vari uffici, situati in zone diverse, ed ho avuto così modo di conoscere bene e di apprezzare i vari quartieri della città. Seguo perciò la vicenda narrata con una particolare attenzione ai luoghi in cui le storie si svolgono.

Ho già parlato di Hans Tuzzi, maestro a mio parere nel rendere le atmosfere di Milano, e voglio ora parlare di Renato Olivieri, uno scrittore nato nel 1925 in provincia di Verona, vissuto a Torino sino ai 14 anni e trasferitosi a Milano dove tutt’ora vive. Ha scritto diversi romanzi gialli, circa 15, con protagonista il commissario Ambrosio.

E’ uno scrittore che conoscevo già, avevo letto un paio di suoi romanzi molti anni fa; mi è ritornato ora fra le mani il suo primo romanzo, Il caso Kodra, e confesso che mi ha così preso da farmi pensare di leggere tutta la serie.

Una donna, Anna Kodra, viene investita da un’auto in circostanze che destano sospetti nel commissario Ambrosio, recatosi sul posto, in via Catalani, luogo della sua giovinezza, in cui vivono ricordi e nostalgie,

a farmi muovere è stato il nome della via, una voglia improvvisa di tornare indietro nel tempo. Il commissario Ambrosio pensò a via Porpora, anzi al vecchio cinema Porpora, dove andava da ragazzo. Ricordava quella zona di case basse con giardini interni e orti, pensioni, piccolo alberghi, portoncini di gusto liberty, botteghe.

Già si delinea il carattere di Ambrosio, melanconico, portato ai ricordi, e si presenta Milano, una Milano della sua giovinezza, una Milano che purtroppo si perde. Ancora:

C’era un locale, mezzo caffè mezzo osteria, in via Ludovico il Moro, lungo il Naviglio Grande, di quelli frequentati da artigiani, bottegai del quartiere e camionisti.

Il sospetto prende corpo e Ambrosio indaga nel passato della vittima, interroga i vicini di casa, il professor Orlandini, i vecchi datori di lavoro ed i colleghi di Anna, porta alla luce il difficile passato di Anna, il rapporto con il marito e con la figlia Giulia, sino alla drammatica vicenda finale che conduce alla scoperta dei colpevoli.

La storia c’è, è ben costruita e avvince; c’è la curiosità, come in tutti i gialli, su chi sia il colpevole e sul perché.

Mi interessano però maggiormente i dettagli, le notazioni con cui sono caratterizzati Ambrosio e gli altri personaggi, l’attenzione e la precisione con cui sono descritti ambienti e luoghi di Milano.

Mi interessa poi la storia umana di Ambrosio. Nei gialli “seriali” mi piace seguire la storia privata del protagonista che si evolve di romanzo in romanzo e si arricchisce di piccoli spunti, di notazioni sul suo carattere, di episodi del passato che tornano e contribuiscono ad arricchirne la personalità.

Ambrosio, colto, raffinato, amante della buona cucina: “A Bagutta i camerieri lo conoscevano”, intenditore di libri e di quadri: “trovarono posto in un angolo vicino alla vetrata che dava sul pergolato, alle spalle di una parete dipinta da Achille Funi.”

Il matrimonio con Francesca, “tra malumori e ripicche, tra recriminazioni e accuse trasformatesi negli ultimi anni in una routine amara finchè lei non lo aveva lasciato”.

La conoscenza di Emanuela, infermiera al Policlinico di Via Francesca Sforza. “Aveva gli occhi chiari, forse verdi, statura media, bionda con le mechès, qualche efelide sul naso e uno sguardo un po’ trasognato, da miope”. Il lento e discreto innamoramento:

La nebbia intanto era calata dopo la pioggia della sera, e quando uscirono dal ristorante ne furono avvolti al punto di non ritrovare subito l’auto posteggiata sull’argine del Naviglio: Emanuela lo prese per mano e camminarono vicini, lentamente, per una cinquantina di metri. Quando Ambrosio non vide la Golf quasi sperò che gliela avessero rubata, così avrebbe potuto camminare con lei fino a casa.

Un romanzo da leggere lentamente, con calma, soffermandosi sui luoghi e sui personaggi, anche quelli minori, resi vivi con pochi tratti.

8 pensieri riguardo “Il caso Kodra, Renato Olivieri”

  1. Mi piacerebbe leggere qualcosa di Renato Olivieri, ma non trovo nulla, tutti fuori catalogo … sbaglio ?

    Grazie comunque per la segnalazione.

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  2. Hai ragione Stefano, purtroppo in libreria ormai i romanzi di Renato Olivieri sono introvabili; consiglio di cercarli in biblioteca: Non so poi se gli editori leggono il blog; se sì, ecco un invito a pubblicare di nuovo l’intera serie del commissario Ambrosio

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  3. Ciao pietro46,

    ho letto Il caso Kodra una quindicina di anni fa; ovviamente non ricordavo nulla della storia – che tu mi hai riportato però a galla – ma ricordo che mi piacque molto l’atmosfera evocata, la Milano del tempo, le vie, i bar: l’impressione di attraversarla.
    Belle sensazioni

    ciao ciao

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  4. Peccato, pietro46, che i romanzi di Olivieri ( e questo in particolare) non si trovino in libreria. Quando ci hai segnalato Hans Tuzzi, ho regalato il libro ad una mia amica, che ha apprezzato molto. Adesso,avrei voluto replicare, ma non si può. Allora, viva le biblioteche, che se la passano non proprio bene, come ci dice un appello ” La notte delle biblioteche” dell’ AIB ( Associazione italiana biblioteche):

    ” Le biblioteche sono un servizio essenziale per la vita culturale, sociale e civile del Paese e rappresentano un presidio di democrazia fondato sulla libertà di espressione e sul confronto delle idee. […] Mentre in queste nazioni le biblioteche sono considerate servizi indispensabili, da tutelare in quanto bene comune, da promuovere perché grazie ed esse è possibile costruire una coscienza civica fondata sulla centralità della cultura e dell’istruzione, in Italia, per colpa della crisi economica e di una politica culturale miope, le biblioteche sono allo stremo e hanno bisogno del supporto di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della cultura.

    Moltissime biblioteche (statali, di ente locale, universitarie, scolastiche, di istituti culturali) hanno subito pesanti tagli ai bilanci e al personale, blocchi all’aggiornamento delle raccolte e riduzioni all’orario di apertura, e ciò rende spesso impossibile l’esercizio delle funzioni più elementari, pregiudicando il diritto dei cittadini alla cultura, all’istruzione, alla conoscenza, alla condivisione dei valori su cui si è costruita la nostra storia.[…]

    Un paese senza biblioteche efficienti è un paese senza memoria e senza futuro. Per ogni biblioteca che chiude, si restringono gli spazi di democrazia e di libertà. […].”
    Il testo completo dell’ appello da sottoscrivere è qui http://www.aib.it/aib/cen/iniz/in1110.htm. Questo sito esiste perchè due biblioteche egregie, Cologno Monzese e Cervia, hanno dato vita a gruppi di lettura e anche chi preferisce comprare i libri piuttosto che prenderli in prestito gode ora di uno spazio che dagli stimoli e dalla propositività di queste istituti è nato. Firmiamo in tanti.

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  5. ciao Pietro,
    ho letto il caso Kodra molto tempo fa ed ero certa di ritrovarlo a casa dei miei. Ricerca vana. Ho ripreso però possesso de ” Le inchieste del commissario Ambrosio”.
    Di Olivieri ricordo l’atmosfera: scrittura misurata e amore per Milano.
    Sandra

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  6. Sui libri di Renato Olivieri, non è vero che è proprio impossibile trovarli. Basta fare un desiderata a qualche antiquario ed ecco che i suoi libri ci sono ancora.

    Sulla responsabilità individuale di chi è a contatto con i sistemi bibliotecari: ho visto testi anche quotatissimi (dico proprio anche in senso economico), essere buttati al macero! Ma come: taglio al budget e si butta via??

    Ho visto prime e pregiate edizioni maneggiate come se fossero frittate andata a male. A nessuno viene in mente che una bella copertina plastificata potrebbe salvare il testo? Quando prendo in prestito restituisco meglio di quando mi viene dato, copertina compresa (che deve fare in modo di non toccare la parte cartacea perchè le sguardie non riportino abrasioni).

    La biblioteca diventa efficiente in prima battuta grazie al bibliotecario e all’utente.

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  7. Antonella B. scrive: > Basta fare un desiderata a qualche antiquario ed ecco che i suoi libri ci sono ancora.

    certo, qualche titolo si trova anche su e-bay …

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  8. Ebay non significa necessariamente libraio antiquario; anzi, il più delle volte, trovo molta impreparazione nella descrizione bibliografica delle schede. A volte da attribuire alla fretta, a volte all’ignoranza. Per non parlare delle cifre da capogiro per le spese di spedizione, dove puntualmente si paga a peso d’oro l’imballo, quando basterebbe riciclare un po’ di cartone invece delle costosissime buste delle poste italiane, tra l’altro non riciclabili perchè il fodero di plastica non si stacca dalla carta esterna.
    Si parla tanto di riciclo ma quando viene il momento di farlo è più comodo far pagare agli altri o farlo fare agli altri. Va be’, questo era un excursus ad limina.

    Io parlo invece di professionisti seri, quando dico antiquari, in grado di saper descrivere un libro nonchè i difetti o le mancanze, O i pregi. O le migliori edizioni. E anche di trovare l’introvabile, E anche qualcosa di più.

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