Corriere Della Sera, laLettura: mi pare ci sia, finalmente, anche un certo interesse per la “comunità dei lettori”

Non male il primo numero di “laLettura”, il nuovo inserto cultura del Corriere Della Sera, in edicola oggi.

Nulla di rivoluzionario. “Solo” lo schieramento della cultura del Corriere, reimpaginato in un inserto settimanale; una versione aggiornata da via Solferino  e dal marketing Rcs per rispondere a Repubblica che la domenica impacchetta il suo inserto, e a “Tuttolibri” de La Stampa.

Insomma i lettori di libri fanno gola, comprano  i giornali (oltre ai libri) e sono un bel bersaglio per la pubblicità.

Detto questo e senza entrare nel merito di ogni articolo, quel che mi ha lasciato un buon sapore in bocca è l’impressione che si possa ancora girare a largo da alcune idee scontate e provare qualcosa di coraggioso:

– Claudio Magris su Hugo Sonnenschein

– La copertina “forte” di Ai Weiwei

– Le piccole recensioni distribuite ai margini delle pagine: molto brevi e spesso decisamente sbilanciate e coraggiose

– William Trevor che ci spiega un po’ della sua tecnica nella scrittura dei suoi  bellissimi racconti

– Una piccola graphic novel di Igort

– Infine, una sensazione diffusa che al centro dell’interesse, in alcune pagine, ci sia un’attenzione per il rapporto dei lettori con la lettura (confermata da quel che si trova sul sito) e non l’idea di una semplice vetrina per novità.
D’altra parte, si potrebbe ipotizzare anche che il suddetto marketing di Rcs abbia finalmente intuito l’importanza commerciale della cosiddetta “comunità dei lettori”, con le sue dinamiche (quel che in questi anni abbiamo, con modestia e in piccole dosi, cercato di esprimere su questo blog), diverse da quelle del semplice consumo individuale della merce-libro.

Comunque un buon inizio, per quel che mi riguarda. Mi sembra meglio dell’inserto di Repubblica e più eclettico di “Tuttolibri”. Vediamo che succede nelle prossime settimane.

8 pensieri riguardo “Corriere Della Sera, laLettura: mi pare ci sia, finalmente, anche un certo interesse per la “comunità dei lettori””

  1. @ luiginter Sono d’accordo su LA LETTURA del Corriere. Mi è piaciuto ed è più fruibile , persino del domenicale del sole, oltre che di Repubblica e <la Stampa. Si trova qualche critica severa anche a quei piccoli tabu italiani . L'articolo di Piperno , che con il suo grande talento," si difende" confermando proprio le sue idiosincrasie, che del resto hanno reso così fiacco e nevrotico il suo ultimo , tanto atteso, romanzo. La colonnina su erri de Luca mi ha davvero rincuorata, non riesco mai a capire la mistica sul de luca. insomma c'è qualche libertà in più, forse, rispetto agli interessi pesanti del mercato oltre che una inversione di tendenza rispetto a una certa frettolosa abitudine recensoria dei critici di mestiere.Sono contenta che tu ne abbia parlato. Non c'è molto , se non nel caos del web, sulla critica al contemporaneo. Gli inserti dei quotidiani, PULP e le pagine dedicate ai libri di Internazionale. Grazie e ciao.

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  2. @camilla,
    in effetti sul pezzo di Piperno avevo anche scritto un’osservazione che poi ho tolto per non allungare troppo. Mi ha irritato, come spesso succede, ha parlato di se stesso per oltre la metà dell’articolo, pur avendo scelto un tema originale come quello di come i ragazzi vengono ritrattti – spesso in modo stereotipato – nei romanzi contemporanei. Ma insomma, a suo modo, anche questo un pezzo originale.

    Son contento che ti interessi il tema della critica sui giornali. A volte ho l’impressione che sul blog invece sia una faccenda che attiri poco… Ogni tanto mi pare giusto dedicarci un po’ di attenzione.

    a presto

    ciao ciao

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  3. Concordo con Camilla, parliamo di critica sui giornali.
    Non l’ho ancora letto con calma, non ho avuto molto tempo. Domenica siamo andati in edicola e l’abbiamo svaligiata: il Sole per la Domenica, Corriere per questo nuovo inserto, Repubblica per la rubrica di Baricco…
    Ciao
    *giuliaduepuntozero

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  4. @luiginter e giuliaduepuntozero–Mi sembra che tenere d’occhio la critica sia essenziale per inquadrare le letture e, comunque, avere maggiori elementi per comprendere quello che si legge. Quando si compra la frutta o il formaggio si cercano, prima, notizia su quel che stiamo per ingurgitare, e si trovano assai di più che in libreria. Inoltre, dopo aver letto un certo libro, è davvero possibile “criticare il critico” Il caso Piperno meriterebbe qualche riflessione e così anche il romanzo Libertà di Foer che ha avuto paginate di elogi stratosferici ma anche intelligenti stroncature. e tutto questo fa parte del piacere di leggere con passione.A presto.

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  5. son d’accordo con Camilla anche sulle scelte che fa della poca critica di qualità come quella di pulp, dove i recensori leggono i libri e non si occupano solo dei grossi gruppi editoriali. Non male La lettura del Corriere anche se non arriverei alla sufficienza. però diamogli tempo. Le segnalazioni interessanti sono quelle più in piccolo…
    Io non compro più neanche il domenicale del Sole, tanto di narrativa non c’è quasi mai niente. A volte non sono male le segnalazioni di D di repubblica, ma dipende dal recensore. Ho trovato invece irritante la presentazione di Baricco della sua nuova rubrica. Molto snob, falsamente modesta, anche se l’idea di base mi piace. ciao

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  6. @lettoreambulante – su io D di repubblica sono sempre buone (al di là dei gusti personali) le recensioni di Gianotti “attenti a quel libro”. A volte è l’unico , che io sappia, che recensisce con ardore qualche bellissimo romanzo che, altrimenti, passa senza lasciare traccia. Ricordo il magnifico romanzo di Laurent Mauvignier -tutti gli uomini(?)- sulla tragedia algerina e i bei romanzi di Paul Torday ultimo dei quali “Vita avventurosa di Charlie Summers, oltre ai romanzi (non gialli) di Jhon Banville. Spero proprio che Baricco non ci racconto i SUOI 50 libri- nel senso di voler raccontare se stesso assai più dei libri. ciaociao

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  7. Io qualche volta il venerdì acquisto IL FATTO QUOTIDIANO, perché dal 25 febbraio è presente un inserto culturale di 8 pagine, diretto da Riccardo Chiaberge. Ogni settimana otto pagine di libri, arti, cinema, scienze..
    Già direttore del Domenicale del Sole 24 Ore, Chiaberge è arrivato al Fatto Quotidiano con un programma ben preciso: “Non seguiremo le mode, saremo irriverenti coi mostri sacri”. Insomma, “se siete stanchi dei soliti giri, delle solite facce che vedete in tv, scappate su Saturno“.
    A volte ho trovato articoli interessanti.

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  8. E’ vero che Saturno , a volte, ha articoli interessanti. Ha però esordito con una brutta cosa, stile microfono aperto di radio radicale. tipo Che strazio Flaubert- che palle proust e simili sciocchezze. Poi, nella rubrica il bestseller da buttare e quello da comprare mi ha dato una solenne fregatura. Ho comprato un certo romanzone, one one sui fiori , orrendo. Come spesso sono i romanzi primi nelle classifiche, contiene dei pezzettini di “verità” , delle pepitine d’oro civetta che convincono il povero lettore. Ma poi resta una gran manata di terraccia e le pepitine civetta si sono subito sciolte nel fango.E questo consiglio di acquisto da Saturno non me l’aspettavo.Il povero lettore deve proprio andare con i piedi di piombo e non c’è Saturno, (o Fabio Fazio) che tenga.

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