I libri più belli del 2011 secondo gli scrittori interpellati dal Guardian

Anche per il 2011, il Guardian ha chiesto ad alcuni scrittori di scegliere i libri migliori dell’anno. Ormai è quasi un gioco per questo blog, segnalare le liste. Questa degli scrittori è fra quelle che apprezzo di più. Ve ne offro una sintesi, con alcune scelte di qualcuno degli scrittori interpellati:

Daniel WoodrellThe Outlaw Album (Sceptre): una serie di racconti di uno dei più bravi romanzieri Usa. Di Woodrell ci ha parlato recentemente anche giuliaduepuntozero.

John Jeremiah Sullivan, Pulphead (FSG, USA): una serie di saggi autobiografici, su star del rock, su altre argomenti, scritti in origine per alcune grandi riviste. Qualcuno lo ha paragonato agli scritti saggistici di david Foster Wallace.

Ben Lerner, Leaving the Atocha Station (Coffee House Press):  la storia di un giovane poeta americano,  instabile mentalmente, dipendente da sostanze stupefacenti e altro che spreca il suo tempo a Madrid.

Joe Dunthorne, Wild Abandon (Hamish Hamilton); Kevin Wilson, The Family Fang (Picador) due romanzi su quel che accade ai bambini quando vivono con genitori consumati da qualcosa in cui credono: il primo è sulla vita in una comunità; il secondo sulla vita con artisti.

Hampton Sides, Hellhound on His Trail (Allen Lane), è la storia della caccia a James Earl Ray, l’assassino di Martin Luther King: ci ricorda, tra l’altro, che gli anni sessanta furono anche anni da incubo negli States, non solo una lunga “summer of love”.

Teju Cole, Open City (Faber), un vagabondaggio di stile sebaldiano per New York.
David Foster Wallace,  The Pale King (Hamish Hamilton), il libro incompiuto di DFW.

Yu Hua,  China in Ten Words (Pantheon) ironia caustica per guardare la società cinese di oggi.

Ali SmithThere but for the, La storia di un uomo che lascia un party noioso e si rifugia in una stanza dalla quale non vuole più uscire.

Richard Lloyd Parry, People Who Eat Darkness (Jonathan Cape): una ricostruzione dell’omicidio di Lucie Blackman in Giappone, 11 anni fa.

In Harold Bloom,  The Anatomy of Influence (Yale), nell’ottantesimo anno, il grande critico americano ritorna su un suo vecchio tema: i grandi scrittori sfidano sempre i loro predecessori.

Alice Munro,  New Selected Stories (Chatto & Windus), altri grandi racconti della grande scrittrice canadese.

Steve Sem-Sandberg,  The Emperor of Lies (Faber), una storia d’Olocausto, nel Ghetto di Lodz.

Claire Tomalin, Charles Dickens: A Life (Penguin Viking). L’anno prossimo saranno 200 anni dalla nascita di Dickens: questa biografia è fra i libri dell’anno più citati da riviste e quotidiani.

Sebastian Barry,  On Canaan’s Side (Faber): una donna americana di origini irlandesi ripercorre la propria vita.
Binyavanga Wainaina, One Day I Will Write About This Place (Granta), memoir sull’infanzia e la giovinezza nella classe media in Kenya.

Tracy K Smith, Life on Mars (Turnaround) poesie.

Thomas Penn, Winter King: The Dawn of Tudor England (Allen Lane), un ritratto di Enrico VII, fondatore della dinastia Tudor.

Rodric Braithwaite, Afgantsy: The Russians in Afghanistan 1979-89 (Profile): direttamente dagli archivi sovietici una serie di idee sul perché gli afghani non sopportano le occupazioni straniere.

Elias Khoury,  As Though She Were Sleeping (Maclehose Press): Beirut anni Trenta, Palestina prima dell’occupazione, una diversa primavera araba.

Glyn Hughes,  A Year in the Bull-Box (Arc Publications): poesie per raccontare il cambio delle stagione, in dettaglio, una meditazione sulla mortalità. Hughes è da poco morto di cancro.

L’elenco completo dei libri dell’anno secondo gli scrittori interpellati dal Guardian.

 

Twitter: @gruppodiletura

5 pensieri riguardo “I libri più belli del 2011 secondo gli scrittori interpellati dal Guardian”

  1. @luiginter – Io non conosco abbastanza l’inglese, gentile Luiginter, ma vedere il mio scrittore preferito Jhon Banville tra gli scrittori dell’anno e non capire quasi niente mi ha davvero avvilita. Qualcuno mi può aiutare? Conosco tutto quello che è stato tradotto di JB– non confondo i gialli (per altro molto belli e che solo in Italia !! il grande scrittore firma J.Banville anzichè B. Blacke) con i romanzi straordinari di JB. Non viene mai spiegato dalla casa editrice che ” La spiegazione dei fatti”,” Isola con fantasmi” e “Athena” sono tre romanzi strettamente collegati uno all’altro, una inscindibile triologia con lo stesso protagonista, e così sono legati L’invenzione del passato e Eclisse, ecc. Insomma mi piacerebbe troppo poter leggere tradotti i riferimenti a J.B. Scusa, grazie e ciao

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  2. @camilla, ciao, tranquilla, non ti sei persa nulla di Banville.
    Semplicemente lui è fra gli scrittori ai quali il Guardian ha chiesto di indicare i libri preferiti del 2011.

    ciao ciao

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  3. @luiginter L’avevo capito ma la mia follia banvilliana era tale da accecarmi. Scusascusa.e grazie . Ma Banville, il vero Banville, ti piace?

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  4. belle le liste:) Consiglio la nuova raccolta di racconti ,uscita per einaudi, di Alice Munro si intitola “Troppa felicità” non so se sia la stessa che scegllie Julian Barnes
    E già che ci sono segnalo la raccolta di racconti noir -datati dal 1923 al 2007- Millennium Thriller a cura di James Ellroy e Otto Penzler c’è anche Joice Carol Oates (il 24 gennaio esce il suo nuovo romanzo The tattoo girl) …. buona lettura

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