Prestito degli e-book in biblioteca: novità, potenzialità e dubbi dopo l’accordo BookRepublic – MediaLibraryOnLine


di Luca Ferrieri | È di questi giorni la notizia di un accordo tra BookRepublic (BR) e MediaLibraryOnLine (MLOL) sul prestito degli ebook in biblioteca, che presenta alcune importanti novità e ripropone anche alcuni interrogativi di fondo. Vediamo.

L’accordo, in sintesi, prevede:
Continua a leggere “Prestito degli e-book in biblioteca: novità, potenzialità e dubbi dopo l’accordo BookRepublic – MediaLibraryOnLine”

Annunci

The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore: l’amore per il libri in una animazione da Oscar

Perdonatemi se lo pubblico qui solo ora che ha vinto l’Oscar (ieri sera). Continua a leggere “The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore: l’amore per il libri in una animazione da Oscar”

James Joyce, Ulisse, diario di un lettore (2). Bloom amava leggere seduto sul cesso

@Gruppodilettura
Lo avevo scritto che sarebbe stata una lettura lenta questa dell’Ulisse. E ho mantenuto le promesse.

James Joyce, 15 maggio 1931
James Joyce, 15 maggio 1931

In questo secondo appuntamento con il diario di lettura del super romanzo del grande James Joyce però provo a entrare senza esitazioni nella mia esperienza di “lettore comune”.

Anche se la lettura è arrivata un po’ oltre nel libro, qui mi occuperò di uno dei primi episodi.
Prima però vi parlo di una ulteriore complessità della lettura.

Come molti di voi sapranno, non appena sono scaduti diritti sull’opera di Joyce (primo gennaio 2012), Newton Compton si è fatta trovare pronta con una nuova traduzione dell’Ulisse, di Enrico Terrinoni e Carlo Bigazzi, della quale si è scritto un gran bene (Su alcune caratteristiche di questa edizione Newton Compton, per esempio l’apparato di note e l’introduzione ai vari episodi tornerò in uno dei prossimi diari). Continua a leggere “James Joyce, Ulisse, diario di un lettore (2). Bloom amava leggere seduto sul cesso”

Palestina, Joe Sacco

Joe Sacco

Dici reportage a fumetti, e pensi a Joe Sacco. E’ il primo suo libro che leggo, questo Palestina, pubblicato da Mondadori, e mi ha conquistata.

Joe Sacco ha passato 2 mesi, fra il 1991 e il 1992, viaggiando in Israele e in Palestina, vivendo fra la gente, abitando a casa loro, chiacchierando, bevendo del gran tè, patendo le stesse condizioni di vita precaria dei suoi ospiti, con l’unico scopo di raccogliere materiale di prima mano per descrivere all’Occidente quello che significa vivere nei Territori Occupati.

“Ha visto che vita facciamo?” gli chiede una donna in un’auto che viaggia come un taxi carica di persone. “E’ stato nei campi? Con l’acqua che piove dentro casa? Gli americani possono anche essere informati di questi problemi, ma stanno dalla parte di chi ha i soldi, e i palestinesi non ne hanno. Perché hanno reagito con tanta forza per il Kuwait? E anche se lei è uno di quel 10% o 1% di giornalisti che vogliono dire la verità sulla Palestina, non gliela pubblicheranno perché gli Ebrei sono i padroni dei giornali, possiedono tutto in America.”

Continua a leggere “Palestina, Joe Sacco”

I libri più belli, letti nel 2012

Eccoci ai libri più belli, letti nel 2012.
Parlare, scrivere, consigliare, discutere i libri che, per semplificare, definiamo “belli” ma che ovviamente sono molto di più. Ci accompagnano giorno dopo giorno e spieghiamo e raccontiamo la nostra relazione con loro, i libri, ma indirettamente anche con il resto del mondo.
Anche quest’anno si comincia presto. Continua a leggere “I libri più belli, letti nel 2012”

Classifica: top 10 dei libri d’amore

Love is in the subway - foto: Benurs - Learning and learning..., flickr
Love is in the subway - foto: Benurs - Learning and learning..., flickr

In questo periodo sono nel mood “classifiche”, e questa mi pareva appropriata per San Valentino: la top 10 dei libri d’amore, stilata per The Guardian dalla scrittrice inglese Esther Freud (figlia di Lucian e nipote di Sigmund Freud).

Nella sua classifica:

Continua a leggere “Classifica: top 10 dei libri d’amore”

World Press Photo, l’immagine premiata di Samuel Aranda e il rischio estetizzante della fotografia documentaria

Samuel Aranda, World Press Photo 2012
Samuel Aranda, World Press Photo 2012

@Gruppodilettura
Anche quest’anno il World Press Photo ha scelto una grande foto. È un scatto di Samuel Aranda (classe 1979, catalano) preso a Sanaa nello Yemen, il 15 ottobre 2011.

La qualità estetica dell’immagine (è quella che apre questo post) è difficilmente discutibile. Lo scatto di Aranda e le altre foto premiate si possono vedere sul sito del World Press Photo (WPP).

Veniamo al punto: il rischio di rappresentare in modo estetizzante situazioni e storie di povertà, dolore, paura, guerra.

Che è poi il medesimo ogni volta che si affronta una grande foto che è anche il ritratto di un grande dolore. Un tema che attraversa ovviamente tutta la riflessione sulla fotografia di reportage, di guerra o “sociale” che sia. Ne ha scritto su La Stampa Marco Belpoliti a proposito della foto di Aranda e di molte altre di quelle premiate dal WPP:
Continua a leggere “World Press Photo, l’immagine premiata di Samuel Aranda e il rischio estetizzante della fotografia documentaria”

Steve Jobs, Walter Isaacson

I heart my Mac - foto: giuliaduepuntozero, flickr
I heart my Mac - foto: giuliaduepuntozero, flickr

Ho dovuto pensare un po’ prima di scrivere la recensione di Steve Jobs, di Walter Isaacson, ed. Mondadori. Non leggo abitualmente molte biografie, quindi non ho metri di paragone. Di contro, provo una profonda ammirazione, stima e rispetto per Jobs, che può portarmi a una distorsione nel giudizio. Così in questa recensione voglio riportare un po’ di frasi che mi hanno colpita.

Fatto sta, che ho divorato il libro, e la mia ammirazione per il personaggio è cresciuta ancora di più. Sarei comunque portata a dire che è un libro che va letto, Appla-maniaci come me o no. Steve Jobs è stato un personaggio controverso, ma non si può negare la sua genialità, e qualcosa da imparare nella sua vita c’è per tutti. E le risate che mi ha strappato dalle pagine di questo libro…
Continua a leggere “Steve Jobs, Walter Isaacson”

Sebald, ho scoperto il narratore delle incertezze

È il 2 gennaio 2012. Mi ritrovo Gli anelli di Saturno tra le mani. Lo guardo incuriosita.
W.G. Sebald, questo sconosciuto.
Mi è stato regalato. Perché chi lo ha letto prima di me ha pensato che potesse rapirmi. “Il narratore delle incertezze”, lo ha definito. Curioso. L’approccio con cui apro la prima pagina del libro è quello di chi ha invece la “certezza” di trovare in quelle righe qualcosa di straordinario. E così è stato. Continua a leggere “Sebald, ho scoperto il narratore delle incertezze”