Il giallo di via Tadino, Dario Crapanzano

Milano - foto: giuliaduepuntozero, flickr
Milano – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Il giallo di via Tadino, di Dario Crapanzano, edito da Fratelli Frilli Editori: un giallo che si lascia leggere volentieri, forse più apprezzabile per i milanesi.

E’ ambientato negli anni 50; la scrittura è volutamente semplice, un po’ naif e in alcuni punti quasi pedante, ma richiama nello stile quegli anni.

Il protagonista è il commissario Mario Arrigoni, commissario capo del commissariato di Porta Venezia.

Il caso su cui investiga è il presunto suicidio di una donna, moglie e madre di famiglia, che cade dal terzo piano di una casa di ringhiera di via Tadino. Agli occhi di tutti è un semplice caso di suicidio, ma l’intuito del commissario lo porta a dubitare della soluzione più semplice. Scavando nella sua vita, nel suo carattere, nei suoi rapporti con la famiglia e i vicini di casa, il commissario riuscirà a scoprire la verità.

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W.G. Sebald, consigli per scrittori

David Lambert e Robert McGill erano due dei sedici studenti che frequentarono l’ultimo workshop di W.G. Sebald all’Università di East Anglia, nell’autunno del 2001. W.G.Sebald Il corso era dedicato alla scrittura narrativa di finzione. Sebald sarebbe morto in un incidente stradale tre giorni dopo l’ultima lezione.

Ora Richard Skinner ha pubblicato gli appunti riordinati da Lambert e McGill; è un elenco di indicazioni/consigli per chi aspira a scrivere fiction; d’altra parte, forse sono ancora più preziosi per questo: per essere parte di un “manuale” da usare quando si legge un testo narrativo nel XXI secolo. Provo qui sotto a tradurre questi “consigli”. Continua a leggere W.G. Sebald, consigli per scrittori

Forever Young di Paul Rogers, le illustrazioni per crescere (con Bob Dylan)

Maria Popova di Brainpickings la scorsa settimana, in occasione del trentanovesimo anniversario dell’uscita di Planet Waves di Bob Dylan, si è ricordata di Forever Young, un albo illustrato da Paul Rogers, pubblicato nel 2008.
Paul Rogers, Forever YoungIl libro era stato chiesto a Rogers direttamente da Dylan per tradurre in immagini i versi di “Forever Young”: una delle sue canzoni più famose, simboliche e evocative, uno dei pezzi forti di Planet Waves, una canzone che Bob aveva dedicato al figlio Jacob (nato nel 1969 da Sara, prima moglie di Dylan).

I versi della canzone formano l’unico testo che appare nel libro, e, come ricorda Open Culture, che se n’è occupata la scorsa estate, le illustrazioni di Rogers sono la vera narrazione: Continua a leggere Forever Young di Paul Rogers, le illustrazioni per crescere (con Bob Dylan)

In uscita “Uno splendido inganno”, nuovo libro di Andrea Fazioli

Uno splendido inganno
Uno splendido inganno, Andrea Fazioli, Guanda

E’ con grandissimo piacere che segnalo l’uscita, avvenuta oggi, dell’ultimo libro di Andrea Fazioli, uno scrittore che amo particolarmente. Segnalo ad esempio L’uomo senza casa, o La sparizione, e, non senza una certa soddisfazione, l’intervista che gli ho fatto qualche anno fa.

Qui trovate comunque tutti i post scritti su di lui in questo blog.

Non ho ancora letto né comprato questo ultimo, Uno splendido inganno, sempre edito da Guanda.

Riporto il comunicato stampa della casa editrice:

Segreti, inganni e colpi di scena tra Zurigo, Milano e il Canton Ticino…
Per una volta senza Elia Contini, Fazioli propone il resoconto di un’intensa passione e – allo stesso tempo – di un colossale imbroglio… Dopo i romanzi Chi muore si rivede, L’uomo senza casa (Premio Stresa), Come rapinare una banca svizzera e La sparizione (Premio La Fenice Europa), dal 17 gennaio 2013 in libreria Uno splendido inganno.

IL ROMANZO
Guido Moretti è un uomo onesto, integerrimo, e ha sempre svolto in modo ineccepibile le sue mansioni di contabile, prima in Italia e poi nella Svizzera italiana. Un giorno la stazione di servizio dove lavora, vicino alla frontiera, viene rapinata. Nessuno si fa male, ma Guido – e soltanto lui – nota un dettaglio, un piccolo fatto che non lo lascerà più in pace. Di lì a poco va in pensione. Cominceranno giornate monotone di passeggiate e partite a carte? Nemmeno per idea. Nella sua vita regolare s’insinuano gli occhi e la figura provocante di Karin, una bella truffatrice di professione. Si sarà davvero innamorata di Guido? E se così non fosse, allora che cosa vuole da lui? In una Zurigo ricca e pulita, nella quale i vizi sono nascosti sotto i prati ben tosati delle ville, e poi sulla riva placida di Ascona, con puntate a Milano, Andrea Fazioli dà vita a un giallo insolito con al centro i temi, più che mai attuali, della verità e della menzogna, della realtà truccata.
Il perbenismo danaroso veste abiti eleganti sotto cui battono cuori molto ambigui, e i truffatori veri sono forse più limpidi, nei loro imbrogli simili a giochi di prestigio, degli austeri borghesi che collezionano soldi, residenze e quadri d’autore. E sanno esercitare una sottile forma di violenza nelle loro danze di riunioni e cocktail in riva al lago…

La pagina dedicata al libro su Facebook a questo link.

*giuliaduepuntozero

22/11/63, Stephen King

Dealey Plaza tilt–shift - foto: Jan Brašna, flickr
Dealey Plaza tilt–shift – foto: Jan Brašna, flickr

22/11/63 di Stephen King, edito da Mondadori, si contende con Player One (Ernest Cline, ISBN), il posto più alto del podio nella mia classifica dei libri più belli letti nel 2012; direi che lo assegno a entrambi a pari merito.

Non sono una fan di Stephen King, questo è stato il suo primo libro che ho letto. Ne è valsa proprio la pena.

Come avrete capito, il titolo si riferisce alla data dell’assassinio di John F. Kennedy, a Dallas (nella foto sopra, tratta da flickr, la piazza dove è avvenuto, il palazzo color mattone a forma di cubo è il Texas School Book Depository Building da cui Lee Oswald ha sparato al Presidente).

Jake Epping, il protagonista del libro, un insegnante del Maine, si ritrova coinvolto in una vicenda che ha dell’incredibile. Un giorno, infatti, riceve una telefonata da Al, il proprietario del diner in cui si serve di solito, che gli chiede di raggiungerlo il prima possibile. Quando si incontrano, Jake lo trova cambiato radicalmente, da un giorno all’altro: invecchiato, dimagrito, con l’aspetto di un malato. Com’è possibile, quando il giorno prima stava bene? Al lo conduce nel retro del suo locale, e lo invita a camminare a piccoli passi, come se stesse scendendo delle scale, nell’angolo più remoto. Jake è un po’ perplesso, ma non vuole contraddirlo, e si trova catapultato in un altro mondo.

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Il libro, l’e-book e il corpo a corpo del lettore

Perché è meglio non sottovalutare il rapporto fisico con i libri e perché, anche se dobbiamo abituarci agli e-book, è meglio pensare di farlo con molta tolleranza per chi invece fatica a farlo, e soprattutto senza supponenza d’avanguardisti; e, d’altra parte, chi è diffidente davanti al libro digitale dovrebbe almeno mettere da parte un po’ di snobismo e provare. 

Manuel Fior - illustrazione per "Una certa idea del mondo"
Manuel Fior – illustrazione per “Una certa idea del mondo”

In una delle ultime riunioni del gruppo di lettura di Cologno Monzese mi sono presentato per la prima volta con il libro letto che stava dentro il Kindle invece che in volume. Quell’incontro mi ha lasciato con la sgradevole sensazione che in questi mesi avessi sottovalutato le privazioni fisiche che la lettura dell’e-book infligge. Continua a leggere Il libro, l’e-book e il corpo a corpo del lettore

Le 20 librerie più belle al mondo

Shakespeare and company, Paris - foto: giuliaduepuntozero, flickr
Shakespeare and company, Paris – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Sulla scia delle classifiche di fine anno (qui quelle sui libri più belli del 2012), un elenco delle 20 librerie più belle al mondo, stilato dal sito americano Flavorwire (in una prima tranche e in una seconda con altre 20) e ripreso in un articolo de Il Post.

In Italia, la libreria e caffetteria Bookàbar, all’interno del Palazzo delle Esposizioni a Roma, e 10 Corso Como a Milano.

La foto in apertura, scattata da me qualche mese fa, un’altra delle librerie citate, Shakespeare and Company, libreria inglese a Parigi.

Io aggiungerei a questa classifica:

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