Gli innamoramenti di Javier Marías e la trappola della memoria

Jack-vettriano

Non ho il coraggio di proseguire. Così mi ha detto un’anima grande tenendo tra le mani la sua copia dell’ultimo romanzo di Javier Marías, Gli innamoramenti (Einaudi). In effetti un po’ la capisco. Aprirlo (e riuscire ad arrivare alla fine) è un po’ come sedersi e poi uscire da una seduta di analisi.
Il lettore è il paziente. Marías uno dei migliori analisti, in grado di sbattergli in faccia il suo flusso di pensiero. Di farglielo toccare con mano. Di trascinarlo nelle sue vertigini, di presentarlo parola dopo parola. Di lasciarlo fluttuare libero nelle pagine che riescono a ospitare riflessioni che (forse) nessuno di noi avrebbe mai il coraggio di ammettere di aver fatto (magari anche con se stesso).
Per me è stata una bellissima ma difficile lettura. Pagine che rimangono dentro e di cui è difficile liberarsi.

La storia è semplice e soprattutto assolutamente secondaria: marito e moglie, definiti come la “coppia perfetta”, Luisa e Miguel, ogni mattina fanno colazione nello stesso bar sotto gli occhi di una giovane ragazza (Maria, la voce che guida il romanzo e che sarà etichettata come la “giovane prudente”) seduta anche lei a un tavolo vicino che ammira l’aurea di passione e di amore che circonda i due.

L'immagine che illustra la copertina de Gli Innamoramenti di Javier Marías (Einaudi)
L’immagine che illustra la copertina de Gli Innamoramenti di Javier Marías (Einaudi)
Un giorno non li vede più. E scopre che lui è stato brutalmente ucciso a coltellate da un pazzo in un parcheggio. Dopo aver incontrato Luisa e averla avvicinata in segno di amicizia, Maria entra nella vita di quella donna e capisce che uno dei migliori amici del defunto marito, Javier (con cui avrà anche una storia) è parte in causa della sua morte. O meglio ne sarebbe l’artefice. Il motivo apparente sembra essere l’amore provato per Luisa e quindi la necessità di “liberare il campo”, ma poi… si presenta una nuova verità (reale o presunta). Non la scrivo per non togliere il piacere a chi ha intenzione di leggere Gli Innamoramenti, di scoprirla da sé. E anche perché non è il fatto in sé, a mio avviso, a risultare importante.

Ho imparato leggendo gli articoli di questo blog e ho verificato poi da sola, leggendo Tutte le anime (il primo romanzo della Trilogia sentimentale di Javier Marías) che il pensiero dei personaggi è il vero tema dei suoi romanzi. Le loro anime, i loro cuori. Anche ne Gli Innamoramenti è così (tornano i riferimenti a Shakespeare, torna il personaggio di Luisa)

Qui l’autore associa in continuazione amore, innamoramento, distruzione e morte.
Distingue nettamente i primi due sottolineando come

l’abitudine può sostituire l’amore, non l’innamoramento… quel che è molto raro è provare una debolezza, una vera debolezza per qualcuno che comunque la produca in noi… che ci renda deboli.. che ci impedisca di esser oggettivi e ci disarmi in eterno…

La persone di cui ci si innamora

non è che piacciano nel senso più nobile del termine, è che fanno piacere… e quella maniera incondizionata ha appena a che vedere con la ragione, tantomeno con le cause…. L’effetto è enorme e non vi sono cause o se vi sono non sono formulabili…

Marías è impietoso: non fa altro che raggiungere, allontanarsi per un momento e poi ritornare sul legame tra vivi, innamorati, amanti e morte, intesa nel senso più ampio dell’abbandono forzoso o forzato di cui siamo vittime inermi (come la vedova Luisa) o di cui dobbiamo renderci protagonisti (come accade a Maria), nel momento in cui l’uscita dall’innamoramento non è altro che

una lotta contro la memoria che si maschera da rifugio

Con la lucida, terribile, struggente consapevolezza però che

Tutto si attenua ma niente sparisce né se ne va mai del tutto…

Dunque l’amore quando si scontra con la morte rischia di restare intrappolato nella grande riserva della memoria che impedisce di allontanare una realtà vissuta e concedere la possibilità di un futuro. E allora la lotta con noi stessi e la passione diventa esacerbante, lacerante.

Naturale, sembra dirci Marías, pensare così alle vie di uscita, anche alle più folli, che si intrecciano con altra morte e altra distruzione arrivando a pensare cose di cui ci si vorrebbe forse vergognare ma che magari in un momento di debolezza hanno riempito, se non la volontà, il bacino delle possibilità.

uno non desidera in via di principio la morte di quanti gli sono così vicini che quasi sono parte integrante della sua vita ma a volte ci sorprendiamo a raffiguarci che cosa succederebbe se qualcuno di loro sparisse…

Marías mette nelle parole di Maria l’umana debolezza di tutti noi. E ce la sbatte in faccia. Senza giudizio.

5 pensieri riguardo “Gli innamoramenti di Javier Marías e la trappola della memoria”

  1. Parole che mi confortano, blackswan. Mi hai aiutato ad aggiungere un tassello all’analisi.
    Lettura non facile, ma già lo sai, se conosci i temi cari a don Javier. Strepitosa l’immagine della seduta psicanalitica: per il lettore-paziente desiderio di inoltrarsi, timore, sfinimento, a tratti. Eppure quel senso di arricchimento – ogni volta che richiudi il libro – e di ritrovamento, quando lo riapri. Sempre Luisa.ad aspettarti. Ah, don Javier!
    Grazie

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  2. se si richiede talento ad uno scrittore lo si deve richiedere anche al lettore……
    leggere maria per me è un incanto ineguagliabile………….
    evi

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  3. ho letto i vostri commenti ed i commenti ai commenti..,complimenti tutti belli ed interessanti.
    ho desiderato introdurmi anch’ io, e mi sono sentita come quando da bambini mi portavano alle feste e mi esortavano a partecipare: ”dai, vai con loro…” ed io bloccata…timida.
    ho scritto un commento sul mio scrittore preferito ed ho sbagliato a digitarne il cognome: l’ho chiamato Maria……l’ansia…
    L’ho conosciuto l’anno scorso al Circolo dei lettori a Torino,
    ero gia’ innamorata della sua scrittura e vederlo di persona ed ascoltarlo (lui dice che la cosa piu’ pericolosa e’ ascoltare…), ha completamente appagato le mie aspettative.
    Parlava del suo ultimo libro Gli innamoramenti, ed io mi riallacciavo con la memoria alla smagliatura nella calza di Perez Nuix ( Veleno e ombra e addio, Trilogia Il tuo volto domani) un minuzioso ed intrigante mix di sesso ed ironia.
    Rafita, l’attache’ del consolato spagnolo a Londra, (Ballo e sogno nella stessa trilogia) con la retina nera goyesca..in testa, in discoteca alle prese con una signora italiana che si accomiatava dalla gioventu’ con eccessiva lentezza….
    Il lettore che ama don Jaime, come lo chiama simpaticamente Smast, lo segue con facilita’ nelle sue labirintiche digressioni, e sa, che,anche se i divaganti viaggi nell’interiorita’ sembrano portarlo troppo lontano dal filo conduttore, il filo..lo ritrovera’ facilmente…perche’ non perde mai l’attenzione meticolosa…. se la cava bene con l’italiano e con attenzione a non sbagliare i congiuntivi!
    Chi lo ama….mi scriva….
    evi

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  4. marias porta a galla il flusso di pensieri che ci pervade continuamente e, consapevole della complessità, raggiunge dei livelli di profondità che ti espongono nudo a te stesso. gli innamoramenti è, ad oggi, l’unico libro che abbia riletto non appena finito, e anche così penso ci sia ancora molto da esplorare

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