Gianfranco Ravasi, Albert Camus e l’ateismo che cerca la trascendenza

Il nuovo Papa Francesco, mi interessa molto (da ateo e laico). E mi sorprende. Anche se non ho dimenticato del tutto le ombre che forse ci sono sul suo passato argentino ma che, sembra, il tempo e alcune dichiarazioni di persone coinvolte hanno dissolto.

Albert Camus
Albert Camus

Mi attirano le sue parole e i suoi gesti. In modi e stili differenti prolungano ed estendono l’interesse e l’ammirazione che suscita un altro cardinale, Gianfranco Ravasi @CardRavasi.
Personalità davvero ricca e illuminata, e per molti una porta aperta sul pensiero e la prassi della Chiesa, Ravasi traccia sentieri per attraversare le divisioni fra la cultura atea e quella religiosa e favorire le conoscenze, il dialogo, la consapevolezza della complessità della condizione umana. Continua a leggere Gianfranco Ravasi, Albert Camus e l’ateismo che cerca la trascendenza

Il ponte invisibile, Julie Orringer

Librairie, Rue des Rosiers - foto: giuliaduepuntozero, flickr
Librairie, Rue des Rosiers – foto: giuliaduepuntozero, flickr

Il ponte invisibile di Julie Orringer, edito da Einaudi, è un bel librone di oltre 750 pagine, ma non si sentono. Le pagine scorrono veloci, e non vorresti mai essere arrivato alla fine.

Il libro inizia presentandoci i fratelli András e Tibor Lévi, poco più che ventenni, ebrei ungheresi. András ha vinto una borsa di studio, grazie a dei disegni pubblicati su un giornale, e andrà a studiare architettura a Parigi, alla Ecole Spéciale d’Architecture; Tibor, il fratello maggiore, rimarrà a Budapest: nonostante il suo sogno di studiare medicina in Italia, non è ancora riuscito a ottenere i permessi. E così, passano un’ultima serata insieme a teatro, ignari di quello che riserverà loro il futuro. Continua a leggere Il ponte invisibile, Julie Orringer

Virginia Woolf ci dice come leggere un libro

Virginia Woolf con un libro tra le mani
Virginia Woolf con un libro tra le mani

Ho letto con curiosità l’articolo pubblicato da Maria Popova su Brain Pickings a proposito di Virginia Woolf e della sua idea di come leggere un libro. Già, chi è il buon lettore? La scrittrice lo spiega nel saggio “Come andrebbe letto un libro?” contenuto nella raccolta Il Lettore Comune – Seconda serie. Chi sono coloro che sanno leggere bene un libro, che hanno il giusto approccio e che dunque possono trarre il maggior beneficio dalla meravigliosa attitudine alla lettura? Vediamo se vi ci ritrovate e soprattutto, se siete d’accordo con la Woolf. Io in parte sì. Continua a leggere Virginia Woolf ci dice come leggere un libro

La lettura è davvero un’esperienza di vita?

Per i lettori accaniti è un fatto noto, anche non se ne parla quasi mai, forse per pudore. Mi riferisco al fatto che la lettura sia una esperienza di vita, vera. Non (solo) vicaria, non voyeristica. Esperienza di grande qualità, valida in sè, non tanto e non solo in quanto “intrattenimento”.

luiginter, flickr, pixlr
luiginter, flickr, pixlr

Il lettore non prende nemmeno in considerazione il presunto dualismo fra vivere e leggere (quello del «Leggere? No, preferisco vivere».) È banale, dunque, ma ci tocca ricordarlo a volte: leggere è vivere, e vivere di grande qualità. Ci tocca ricordarlo perché troppo spesso abbiamo davanti persone che se lo dimenticano.

Ce lo ha ricordato qualche settimana fa anche Paolo Di Paolo sul domenicale del Sole 24 Ore (24 febbraio 2013): ci porta come esempio grandi narratori “puri” che negli ultimi loro romanzi inseriscono personaggi che leggono grande letteratura: «è la volontà», nota Di Paolo, «di dimostrare che Orgoglio e pregiudizio, Cime tempestose o Grandi speranze, possono, ancorati al vissuto dei personaggi, diventare a tutti gli effetti “azioni narrative”».[…] «Eugenides, Irving, McEwan ci parlano di una letteratura che produce esperienza, che la determina».
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