Storie di Gruppodilettura, questa settimana (5 – 12 aprile)

**Susanna Tamaro: “L’Asino della fiaba dei Grimm che scandalizza i genitori”
Il Corriere della Sera, 12 aprile 2012
Perché non capiamo più il valore educativo della cultura
«Alla Base di tutto, c’è purtroppo un’incredibile ignoranza. Ignoranza che,,in un sistema educativo ormai degradato come il nostro, si è trasformata in arroganza» […]
«[…] quello che trovo intollerabile, nel nostro Paese, è questa assoluta incapacità di comprendere che non tutto può essere ridotto alla banalità del primo pensiero superficiale.»
Il pdf dell’articolo

**Islam: donne e cittadinanza al cuore di un riformismo possibile,
Reset
«Nel dibattito attuale tra oriente e occidente, e in quello tra islamisti e laici, l’accento sull’Islam solleva una questione fondamentale:
l’Islam tollera l’uguaglianza tra i sessi, può accettare la cittadinanza delle donne?»

**Deathwatch La pena di morte nel mondo in un grafico, Economist, Daily Chart

**Tra l’altro quest’anno sono 100 anni dalla pubblicazione di Swann

**Due libri sulle pratiche e le parole di Scientology e sulle “schiavitù” che induce
Scientology: The Story, The New York Review of Books

**La mia rivista preferita:

2 pensieri riguardo “Storie di Gruppodilettura, questa settimana (5 – 12 aprile)”

  1. Veramente sconsolante quello che dice Tamaro che, per una volta, mi trova in pieno accordo con lei. Il livello culturale delle famiglie italiane è veramente infimo. La stupidità e l’ignoranza dilagano.

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  2. Perfetto, l’ articolo di Susanna Tamaro a cui è difficile aggiungere qualcosa. Due elementi vorrei sottolineare: l’ uno, la sindrome per cui le Istituzioni dovrebbero rispondere a domande individuali e non ad interessi generali. ( E’ nota la definizione di Piero Calamandrei : “La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione.”) . L’ altro, il dato relativo alla scarsa cultura.
    Su questo tema, segnalo un pamphlet “ LA CULTURA SI MANGIA” DI BRUNO ARPAIA E PIETRO GRECO, appena uscito da Guanda.
    E’ un agile testo ricco di dati molto interessanti da cui si evince che l’ investimento in cultura- lungi dal rappresentare l’ infelice frase che un ministro pronunciò e che dà il titolo al libro- è produttivo dal punto di vista economico. Lo dimostrano i dati relativi ai Paesi emergenti, dalla Cina, alla Corea del Sud, al Giappone e all’ India il cui capitale umano in ricerca e sviluppo supera l’ Europa e gli Stati Uniti. Tanto per dare un’ idea : in Cina ci sono 1,5 milioni di ricercatori (erano 400.000 nel 1990) a fronte di 1,3 milioni in Europa e di 1,4 milioni negli Stati Uniti. In Cina, l’ investimento in ricerca e sviluppo è pari all’ 1, 6% del Pil e da oltre vent’ anni la spesa cinese in questo settore cresce ad un ritmo tra il 20 e il 25 %. E in Italia? Un solo dato: negli ultimi dieci anni ( destra, sinistra ,
    “ tecnici” al governo) i sovvenzionamenti alla cultura sono passati dal 2,1 % dell’ intera spesa pubblica del 2000, all’ 1% del 2008 allo 0,2 % o poco più dell’ ultimo anno.
    Questo tanto per avere un quadro chiaro della situazione, che il breve saggio riesce ad inquadrare molto bene generoso com’ è di elementi precisi e seri. Certo, il testo marcia convinto a dimostrare le proprie tesi, lasciando qua e là alcuni dubbi al lettore. In verità, la cultura di cui si parla, forse non è quella a cui pensa la Tamaro ( gli autori rifuggono dalla cultura contemplativa) le cui idee probabilmente si sposano meglio con quelle di MARTHA NUSSBAUM che in
    “ NON PER PROFITTO” sostiene quella cultura disinteressata che agli autori di cui sopra non sembra interessare molto.

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