Ma l’ebook è colonialista?

Copertina libro CasatiE’ uscito presso Laterza (sia in edizione cartacea che elettronica) un libro di Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere, che sta facendo molto discutere, in rete e altrove.  Si vedano  in proposito le recensioni apparse su Doppiozero (qui e qui) e il colloquio intervista con Gino Roncaglia. Quelli che seguono sono alcuni appunti e spunti di lettura.
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W.G. Sebald, Austerlitz e il viaggio nel tempo e nella memoria

Winfried Georg Sebald
Winfried Georg Sebald
Tutto è iniziato con Gli Anelli di Saturno come scrissi proprio qui. E come ogni grande innamoramento, non poteva certo fermarsi alla prima conoscenza. È stata così la volta di Austerlitz (Adelphi). L’ho appena terminato, e la scoperta del narratore delle incertezze si è arricchita con la meraviglia di un W.G. Sebald narratore della memoria, del ricordo, del tempo. Continua a leggere W.G. Sebald, Austerlitz e il viaggio nel tempo e nella memoria

Alice Munro, la scrittrice dei Segreti svelati non scrive più

Alice Munro
Alice Munro, scrittrice canadese di racconti brevi

“Alla mia età non vuoi più essere sola come uno scrittore deve essere”. Con queste parole la scrittrice canadese Alice Munro ha annunciato di voler mettere via la penna e ritirarsi dal suo mestiere. Basta racconti brevi, basta nuove pubblicazioni. Quando l’ho saputo sono corsa a prendere la sua raccolta Segreti Svelati (Einaudi) che, neanche a farlo apposta, mi è stata donata solo una settimana fa. Continua a leggere Alice Munro, la scrittrice dei Segreti svelati non scrive più

L’importanza delle ombre

Al mattino presto del giorno quattordici del mese primaverile di Nisan, avvolto in un mantello bianco foderato di rosso, con una strascicata andatura da cavaliere, nel porticato tra le due ali del palazzo di Erode il Grande entrò il procuratore della Giudea Ponzio Pilato. Più di qualsiasi cosa al mondo il procuratore odiava l’odore dell’olio di rose, e ora tutto preannunciava una brutta giornata: proprio questo odore aveva cominciato a perseguitare il procuratore fin dall’alba.

A parlare di Ponzio Pilato è Satana in persona, che appare una sera ai giardini Patriarsie di Mosca per provare a due irreprensibilmente atei cittadini sovietici l’esistenza di Dio (e di conseguenza, cosa che gli preme assai di più, la sua). Continua a leggere L’importanza delle ombre

Bloomsday con la voce di James Joyce che legge Ulisse

Un altro Bloomsday da lettore di Ulisse. Da lettore che arranca e procede con lentezza, che frena, che arretra, che non crede sia possibile  vedere la fine del libro, come già detto più volte.

James JoyceMa forse è proprio inevitabile che io non finisca Ulisse (chissà se è una specie di consolazione / giustificazione per la mia incapacità); inevitabile perché, come ci ha suggerito Kundera – citato nel post della scorsa settimana – Ulisse è soprattutto la concretezza del presente, una grande, enorme, infinita scena, un eterno presente la cui storia dura 18 ore ma è interminabile, perché c’è tutto.
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Leggere e dimenticare (2): Kundera, il romanzo contro il tempo presente perduto

Nei saggi dedicati alla letteratura Milan Kundera affronta più volte e da più aspetti la questione della memoria, del dimenticare, intrecciate alla lettura e alla scrittura.

«Flaubert liberò le scene dei romanzi dalla teatralità»
«Flaubert liberò le scene dei romanzi dalla teatralità»

Ne I testamenti traditi (1993) lo fa, in modo assai radicale, quasi antropologico: siamo condannati al passato, dice, non sappiamo cogliere la concretezza del tempo presente.
Anche se ricordiamo, quello che ricordiamo non si avvicina neppure all’«attimo presente» che abbiamo vissuto.
Del resto questo avviene anche – e forse soprattutto – con l’ossessione contemporanea per la “diretta”: diretta tv, dirette delle vite che vengono twittate o postate su Facebook, foto scattate e immediatamente condivise su Instagram, video girati e subito messi su Youtube: ma non si scappa, tutto diventa subito condannato al passato. perde concretezza, diventa cronaca piccina, riassunto, impressione.
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Leggere e dimenticare

L’idea di essere un cattivo lettore mi passa per la testa spesso.
Soprattutto per via di quel che ricordo dei libri che leggo. O meglio, di quello che non ricordo, almeno di una parte dei libri letti.

Charles Dickens, "Casa desolata", la pagina dell'autocombustione di Mr Krook (Einaudi)
Charles Dickens, “Casa desolata”, la pagina dell’autocombustione di Mr Krook (Einaudi)

È una questione che ogni tanto ritorna nel flusso dei pensieri su questo blog. Riemerge come domanda o come sollecitazione, in arrivo anche dalle esperienze di altri lettori.

Così mi son trovato gradevolmente in buona compagnia quando qualche giorno fa ho trovato sul New Yorker un articolo di Ian Croucher dedicato a questa piccola stigma, abbastanza diffusa fra noi lettori, che spesso nascondiamo con bluff o menzogne.
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