Proust, Swann, per un Gruppo di lettura

LAVORIAMO A UNA MAPPA (DI LETTURA)

Dunque vogliamo leggere Proust, Dalla parte di Swann (o La strada di Swann, secondo un’altra traduzione), in gruppo. Abbiamo letto altro in questi mesi e intanto ci abbiamo pensato.
Il gruppo è aperto a tutti. Si partecipa leggendo e frequentando fisicamente il gruppo; oppure leggendo e comunicando da lontano: mail, sul blog, al telefono, lettera.

Marcel Proust
Marcel Proust, “hope”: elaborazione Pixlr

Disegneremo una mappa di lettura: temi, personaggi, idee, sensazioni, emozioni, passioni.
Saranno “luoghi” di questa mappa.
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Come nasce un libro – Video

Qualcuno di voi dirà che forse è un po’ datato, ma io trovo questo video e la “nascita” del libro che racconta, ancora con metodi di stampa tradizionali, davvero bello. Personalmente, pagherei per lavorare almeno un solo giorno in un posto come questo. Voi no?

Il video è stato girato in Inghilterra per il Daily Telegraph, più precisamente nella stamperia Smith-Settle a Leeds. Il libro stampato è “Mango e Mimosa” di Suzanne St.Albans.

Mavis Gallant, la precisione del grande racconto

Ieri, come molti di voi sapranno, è morta Mavis Gallant. Aveva 91 anni ed era una grande scrittrice di racconti, nata in Canada ma vissuta in Europa a lungo, soprattutto a Parigi.

Mavis Gallant a Parigi nel 1959
Mavis Gallant a Parigi nel 1959

Stile inconfondibile: insieme lieve, ironico e allusivo. Come ha scritto in una prefazione a una sua raccolta di short stories Jhumpa Lahiri, le sue storie hanno la risonanza intima della pittura di nature morte.

Theo non ha mai sentito di nessuno che avesse immagini allegoriche – o uno straccio di immagine, se è per questo – sul soffitto del suo ufficio e sia sopravvissuto a un cambio di governo.

da “Sciarpe, sandali e collane” in Mavis Gallant, Piccoli naufragi, Bur Rizzoli

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Un libro regala l’eternità

Mi hanno raccontato di un uomo che ha iniziato a scrivere un libro sulla storia della sua stirpe, preso atto che ancora pochi ne sono i viventi. Dalla fine dell’800 ai giorni nostri. Lo sta facendo arricchendo le singole vicende con riferimenti storici ai fatti che colpivano il mondo mentre i vari protagonisti trascorrevano la loro vita. Trisavoli, tris-zii, bisnonni, fratelli di fratelli e nipoti di nipoti. Di cui nessuno si ricorda più. E che tra qualche mese, invece, torneranno a vivere nelle pagine di un libro. E lì resteranno per sempre. Bello.
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Emendamento Causi sulle detrazioni per acquisto di libri: il danno e la beffa

Verso la fine dell’anno scorso (il 24 dicembre, regalo di natale), nel bel mezzo di un decreto legge con un titolo lungo un chilometro (Interventi urgenti di avvio del piano «Destinazione Italia», per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015…) era apparso un articolo, il nono – Misure per favorire la diffusione della lettura – che aveva destato qualche speranza, o, almeno, qualche curiosità. Vuoi vedere che tra RC-auto, Expo e bollette del gas, qualcuno si è ricordato della lettura e dei lettori? Magari cercando di non confondere troppo le idee tra lettura dei contatori (18 occorrenze) e lettura dei libri (2 occorrenze)?

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L’articolo prevedeva la possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi, in misura peraltro assai modesta, le spese per acquisto di libri. Una rivendicazione “storica” dei lettori, se si può usare questo termine per delle persone che di solito non rivendicano un bel nulla e non hanno, per fortuna, alcuna rappresentanza o titolarità sindacale, associativa, nessuna voce ufficiale, nessun santo in paradiso e poche frecce al loro arco.

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Frammenti per Walter Benjamin, video

Walter Benjamin (1892 – 1940) è uno degli intellettuali più enigmatici e citati del XX secolo. Citati anche per via del suo modo di scrivere e ricercare, esemplificato forse dalla sua opera (somma di frammenti in realtà) più ambiziosa e mai elaborata davvero in un “libro”, I “passages” di Parigi.

Open Culture – che è uno dei siti web dedicati alla cultura più belli e coraggiosi – ha riproposto la scorsa estate in un post un film-documentario “sperimentale” del 1993, One Way Street, Fragments for Walter Benjamin.
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